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	<title>Tour Operator India</title>
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	<description>Viaggio in India, Rajasthan, Kerala e Nepal</description>
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		<title>Viaggio in India &#8211; L&#8217;osservatorio astronomico Jantar Mandar</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 23:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;osservatorio Jantar Mantar di Jaipur è un parco con bizzarri enormi strumenti scientifici L&#8217;Osservatorio Jantar Mantar si trova accanto al palazzo nella città di Jaipur e risale al 1728, quando Jai Singh, sovrano del regno di Amber, ne decise la sua costruzione. Jantar Mantar significa &#8220;strumento di calcolo&#8221; in sanscrito. cliccare sulle foto per ingrandirle Appassionato di astronomia e astrologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;osservatorio Jantar Mantar di Jaipur è un parco con bizzarri enormi strumenti scientifici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Osservatorio</strong> <strong>Jantar</strong> <strong>Mantar</strong> si trova accanto al palazzo nella città di <strong><a href="http://www.shambhoo.com/2009/03/jaipur-la-citta-rosa/" target="_blank">Jaipur</a></strong> e risale al 1728, quando <strong>Jai</strong> <strong>Singh</strong>, sovrano del regno di Amber, ne decise la sua costruzione. <strong>Jantar</strong> <strong>Mantar</strong> significa &#8220;<em>strumento</em> <em>di</em> <em>calcolo</em>&#8221; in sanscrito.</p>
<p style="text-align: justify;">cliccare sulle foto per ingrandirle</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/janatar-2.jpg" rel="lightbox[7881]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24397" title="L'osservatorio astronomico Jantar Mandar" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/janatar-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/jantar.jpg" rel="lightbox[7881]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24398" title="L'osservatorio astronomico Jantar Mandar" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/jantar-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/jantar-3.jpg" rel="lightbox[7881]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24399" title="L'osservatorio astronomico Jantar Mandar" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/jantar-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7881"></span>Appassionato di astronomia e astrologia, Jai Singh inviò studiosi all&#8217;estero per studiare ed apprendere gli strumenti dell&#8217;osservatorio. Ha costruito cinque osservatori in tutto, ma l&#8217;osservatorio Jantar Mantar è il più imponente della collezione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Osservatorio è un bizzarro parco di strani oggetti, compresi i dischi sospesi, ciotole fessurate e una scala. Comprende 12 strumenti, ciascuno calibrato per misurare i movimenti dei corpi celesti, l&#8217;ora del giorno o l&#8217;angolo del sole.<br />
Lo strumento <strong>Janta</strong> <strong>Brihat</strong> <strong>Samrat</strong> è ancora usato per misurare il tempo e si suppone che possa assistere la popolazione locale nel predire il monsone.<br />
Il <strong>Yantra</strong> <strong>Narivalaya</strong>, che consiste di una coppia di meridiane, calcola il tempo necessario per la precisione di un minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il palazzo è aperto ogni giorno dalla 9:30 alle 16:30 e costa circa 100 Rupie parti a circa 1,5€  per entrare.</p>
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		<title>Tour operator India &#8211; Bruno Tamiozzo. Colours of India</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 05:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruno Tamiozzo &#8211; Colours of India presso Libreria Feltrinelli &#8211; Latina via Armando Diaz, 10 &#8211; Latina - dal 30 giugno al 28 luglio 2013 Le fotografie che ci presenta Bruno Tamiozzo sono un&#8217;immersione nei colori e nella cultura dell&#8217;India. &#8220;Classe 1976, incomincia a dedicarsi e appassionarsi alla fotografia grazie alle lezioni di Andrea Attardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bruno Tamiozzo &#8211; Colours of India</strong><br />
presso <strong>Libreria Feltrinelli &#8211; Latina</strong><br />
via <strong>Armando Diaz, 10 &#8211; Latina -</strong><br />
dal <strong>30 giugno al 28 luglio 2013</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.arte.go.it/eventi/2013/images/e_1709_01.jpg" border="0" alt="Bruno Tamiozzo" hspace="4" width="150" height="150" align="left" />Le fotografie che ci presenta <strong>Bruno Tamiozzo</strong> sono un&#8217;immersione nei colori e nella cultura dell&#8217;India.<br />
&#8220;Classe 1976, incomincia a dedicarsi e appassionarsi alla fotografia grazie alle lezioni di Andrea Attardi e Roberto Bossaglia, professori dell&#8217;Accademia delle Belle arti di Roma, dove Tamiozzo si laurea nel 2003. Da quel momento si apre una carriera internazionale che lo porta in giro per il mondo; basti citare la recente partecipazione all&#8217;esposizione collettiva Portrait of America del 2012 a New York.<br />
<span id="more-24379"></span><br />
<strong>Tamiozzo attraverso la fotografia ci accompagna nell&#8217;universo indiano contrassegnato dai colori e odori che gli sono propri, caratteri indivisibili di questa realtà culturale unica qual è l&#8217;India</strong>. La religione e il lavoro, attività che scandiscono la vita quotidiana del popolo indiano, traspaiono da queste foto. Protagonista è l&#8217;enorme tempio dell&#8217;isola di Rameshwaram, attraversato da lunghi corridoi colonnati simbolo di luce e del dio Shiva, &#8220;Jyotirlinga&#8221; ovvero colonna di luce.<br />
Tamiozzo, per mezzo di un&#8217;abile tecnica fotografica, con sapiente equilibrio di luce ed ombra, riesce a comunicare una presenza mistica nella luce che emerge dal fondo. Della sacralità del luogo fa parte anche l&#8217;elefante in primo piano, animale essenziale nel lavoro e sacro poiché il dio Ganesh assume questa sembianza.<br />
I ritratti di Tamiozzo catturano magneticamente l&#8217;attenzione, bloccano come lo sguardo di Medusa questi occhi intensi, luminosi, vibranti di emozioni. Sono sguardi che raccontano una storia, un mondo, una vita che pare tanto lontana dalla nostra.<br />
Ritratti densi di colore dalle tonalità brillanti indiane, immagini che sono pause nel frastuono di sapori, suoni e odori, del caos dell&#8217;India dentro il quale esiste un denominatore comune che pervade il tutto. Esiste una parola in sanscrito, &#8220;shanti&#8221;, la quale indica uno stato di assoluta pace interiore e di serena imperturbabilità dalla frenesia mentale, ovvero la serenità. Questa si vede nei visi e nei sorrisi e forse deriva da una concezione secolare del mondo e del tempo e della continuità della vita&#8221;.</p>
<p>di <strong>Ginevra Stuto </strong></p>
<p><strong>Bruno Tamiozzo. Colours of India</strong><br />
Mad On Paper<br />
a cura di: Fabio D&#8217;Achille<br />
inaugurazione: domenica 30 giugno ore 19.00<br />
periodo: 30/06/13 &#8211; 28/07/13</p>
<p><strong>LIBRERIA FELTRINELLI &#8211; LATINA</strong><br />
Via Armando Diaz, 10  Latina<br />
Tel. 0773 473637<br />
Tel. 393 3242424<br />
Ufficio Stampa: ASSOCIAZIONE CULTURALE MAD Tel. 0773 1761526</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Viaggi in India &#8211; Triangolo d&#8217;oro: per rimanere catturati dall&#8217;India</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 23:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grande classico, l&#8217;ideale se non hai molto tempo a disposizione perché supera di poco i 700 km. I collegamenti stradali e ferroviari sono eccellenti, ma i biglietti per il treno o l&#8217;autobus vanno prenotati in anticipo, perché il circuito è davvero frequentatissimo. Si tratta di un viaggio davvero speciale non solo per le bellezze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un grande classico, l&#8217;ideale se non hai molto tempo a disposizione perché supera di poco i 700 km. I collegamenti stradali e ferroviari sono eccellenti, ma i biglietti per il treno o l&#8217;autobus vanno prenotati in anticipo, perché il circuito è davvero frequentatissimo. Si tratta di un viaggio davvero speciale non solo per le bellezze artistiche, paesaggistiche, architettoniche, ma soprattutto per la popolazione e il modo in cui vive … tutti ritorneranno a casa spiritualmente arricchiti da questa esperienza che sicuramente sarà anche occasione di riflessione personale per un viaggio più lungo pere conoscere meglio l’India.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/delhi-0137-gurdwara-bangla-sahib1.jpg" rel="lightbox[7392]"><img class="alignnone size-full wp-image-7395" title="Colours at Gurdwara Bangla Sahib in Delhi. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/delhi-0137-gurdwara-bangla-sahib1.jpg" alt="Colours at Gurdwara Bangla Sahib in Delhi. Photo by Samuele Fracasso" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Esiste in India un itinerario tra i più classici e conosciuti, comunemente noto come quello del <strong><span style="color: #808000;">Triangolo d&#8217;Oro</span> </strong>o<span style="color: #808000;"><strong> Golden Triangle</strong></span> il classico itinerario <span style="color: #808000;"><strong>Delhi</strong>-<strong>Agra</strong>-<strong>Jaipur</strong></span>, che è possibile completare anche in una sola settimana.<br />
<span id="more-7392"></span><br />
Negli occhi di tutti rimarranno oltre ai fantastici colori dei sari, i vestiti tradizionali delle donne indiane: semplici ed eleganti portati con fierezza anche nelle situazioni di massima indigenza, queste ammirabili donne le cui immagini familiari di mamme lavoratrici, stradine, operaie in cantiere o giardiniere, che si portavano i figli sul posto di lavoro non sapendo dove lasciarli accompagnano il visitatore lungo tutto il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo di sbarcare da un volo internazionale proveniente dall&#8217;Europa per recuperare il jet-lag e per ambientarsi in un paio di giorni a Delhi puntando diritto verso celebre <strong>Red</strong> <strong>Fort</strong>, grandiosa testimonianza dell&#8217;epoca moghul. Un ottimo inizio prima di affrontare le appetitose delizie della moschea <strong>Jama</strong> <strong>Masjid</strong>, la più grande moschea dell&#8217;India e di seguito la bellezza del <strong>Gurdwara Bangla Sahib </strong>il tempio Sikh Il tutto passando nella caotica e multietnica <strong>Old Delhi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avventura continua in treno, in auto o in pulman verso la successiva destinazione <strong>Agra</strong> più romantica e appagante. Prenditi il tempo necessario per contemplare il più sontuoso tributo all&#8217;amore esistente al mondo, il <strong>Taj</strong> <strong>Mahal</strong> con l&#8217;immancabile foto che non può mancare -meglio per questo se siete in coppia- se non lo siete prendete l&#8217;occasione come una una sorta di pellegrinaggio con la speranza di ritornare in futuro in felice compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/taj-mahal-01.jpg" rel="lightbox[7392]"><img class="alignnone size-full wp-image-7396" title="View of Taj Mahal from Agra Fort. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/taj-mahal-01.jpg" alt="View of Taj Mahal from Agra Fort. Photo by Samuele Fracasso" width="450" height="170" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altra fondamentale tappa è il maestoso <strong>Agra</strong> <strong>Fort</strong> che si affaccia sul fiume Yamuna e da cui godrete di una bellissima vista dell&#8217;onnipresente Taj Mahal</p>
<p style="text-align: justify;">A non più di un&#8217;ora di viaggio sorge <strong>Fatehpur</strong> <strong>Sikri</strong>, bellissima città moghul fondata negli anni dell&#8217;apogeo dell&#8217;impero, che è sorprendentemente ben conservata e merita una giornata intera.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ti resta tempo, se la bellezza dell&#8217;India non ti ha tramortito, regalati la vera chicca di questo itinerario: una pausa immerso nella natura al <strong>Keoladeo</strong> <strong>Ghana</strong> <strong>National</strong> <strong>Park</strong>, una delle più importanti riserve ornitologiche del mondo. Nonostante i tiri mancini della siccità, resta un luogo rilassante, bellissimo e di grande interesse. Anche un solo giorno da queste parti ti darà l&#8217;energia necessaria per ultimare il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima tappa del breve tour è <strong>Jaipur</strong> la <strong><em>&#8220;città rosa&#8221; </em></strong>dove potete dedicare un paio di giorni all&#8217;animatissima capitale del Rajasthan, fra i suoi edifici dalle tipiche tonalità rosate. Da Jaipur non può mancare un&#8217;escursione verso la vicina <strong>Amber </strong>o <strong>Amer </strong>famosa per la sua bellissima fortezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/amber-fort_0093.jpg" rel="lightbox[7392]"><img class="alignnone size-full wp-image-7397" title="Amber Fort, photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/11/amber-fort_0093.jpg" alt="Amber Fort, photo by Samuele Fracasso" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini che porterete a casa da questo viaggio sono talmente tante, differenti e contrastanti che ci vorrebbe un libro per ricordarle tutte. Gli sguardi ammirati al Taj Mahal, all’Amber Fort, a <strong>Fatehpur Sikri</strong>, al tempio dei Sikh e a quello giainista. E poi, ancora, il giro a dorso di elefante. O quelli sulle carrozzelle e sui rickshaw in mezzo ad un traffico caotico e ingestibile fatto da camion, bus, automobili, carretti tirati a mano o da cammelli, taxi normali e ape car, motorini, biciclette e pedoni. Un applauso alla maestria degli indiani che riescono a districarsi in questo caos totale.</p>
<p style="text-align: justify;">I sentimenti che proverete saranno un’insieme di emozioni tra le più contrastanti: qualcuno piangerà o rimarrà senza parole per lo stato di miseria in cui versano un’enorme quota della popolazione indiana, ma allo stesso tempo, con uno stato d’animo diverso sarete sedotti dai colori, dalla vivacità dei mercati, dalla serenità con cui il popolo indiano affronta quotidianamente una qualità di vita &#8211; spesso sopravvivenza &#8211; alla quale noi non siamo più abituati.</p>
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		<title>Tour Operator india &#8211; Dal 21 al 29 Giugno “Roma Finds India”, una settimana all’insegna della cultura indiana</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 05:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una Fondazione interamente dedicata agli scambi culturali tra l’India e l’Europa, in un momento storico &#8211; quello attuale &#8211; in cui il dialogo d’impronta umanistica incentrato sul confronto culturale ed artistico tra un Paese in costante evoluzione ed uno in profonda crisi pone la basi per una prospettiva di progresso comune non più rinviabile. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 id="post-9239" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Una Fondazione interamente dedicata agli scambi culturali tra l’India e l’Europa, in un momento storico &#8211; quello attuale &#8211; in cui il dialogo d’impronta umanistica incentrato sul confronto culturale ed artistico tra un Paese in costante evoluzione ed uno in profonda crisi pone la basi per una prospettiva di progresso comune non più rinviabile.</span></h2>
<p><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/summer-mela.jpg" rel="lightbox[24297]"><img class="alignnone size-full wp-image-24299" title="Dal 21 al 29 Giugno “Roma Finds India”, una settimana all’insegna della cultura indiana" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/summer-mela.jpg" alt="" width="450" height="106" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione “FIND” approda in Italia, a Roma e Zagarolo, con <strong>una settimana di iniziative culturali, musica, fotografia, danza e convegni, dal titolo SUMMER MELA. Una grande festa ispirata alle colorate celebrazioni indiane in occasione del solstizio d’estate, che comincerà appunto il 21 giugno</strong>, con una serata ad inviti all’Hotel de Russie &#8211; presenti esponenti delle massime figure istituzionali, mediatiche e culturali indiane &#8211; proseguirà l’indomani 22 giugno con Shiva e Dioniso, un’intera giornata di spettacoli, musiche e danze, prima nella prestigiosa ed incantevole sede italiana, Villa Il Labirinto di Zagarolo, con la cerimonia inaugurale della Fondazione FIND e la firma di un protocollo di collaborazione tra la Fondazione FIND, la Smithsonian Folkways di Washington, e il Phonogramm Archiv di Berlino, poi alle 17.30 si aprirà al pubblico a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo con un doppio concerto di Psarantonis Quartet , musiche dall’isola di Creta e Sadanam Kathakali Academy dal Kerala.<br />
<span id="more-24297"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a id="more-9239"></a><br />
Continuerà il <strong>23 e 24 giugno con THE BODY</strong>, una conferenza internazionale sul tema del Corpo, per poi approdare al <strong>MAXXI di Roma</strong> il 25 giugno con una serata speciale, che prevede un incontro con <strong>Subodh Gupta</strong> e <strong>Bharti Kher</strong>, due importanti artisti indiani contemporanei ed un concerto di musica classica indiana dedicato a <strong>Ravi Shankar</strong> e che celebra così l’inizio di una collaborazione triennale tra il Museo e la Fondazione. Infine, il 28 giugno appuntamento speciale alla Casa delle letterature con<strong> Tarun Tejpal</strong>, giornalista indiano tra i più importanti del mondo per le sue inchieste sui meccanismi del potere e della corruzione, e il critico letterario e scrittore italiano Emanuele Trevi L’incontro, moderato da Gioia Guerzoni, verterà sulla letteratura come strumento di espressione nell’India contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Fondazione Find </strong>nasce come evoluzione e trasformazione della <strong>Fondazione Harsharan</strong>, nata nel 1969 per volere del <strong>musicologo e indologo francese Alain Daniélou</strong>. Un lungo soggiorno indiano, iniziato nel 1932, e gli incontri con scrittori, artisti, filosofi, intellettuali e poeti tra cui il grande Rabindranath Tagore, fecero di Daniélou “un cittadino europeo che ha incorporato la civiltà indiana nella propria essenza”, e lo portarono alla convinzione che l’educazione al rispetto delle diversità e il dialogo tra le culture fossero l’unica via percorribile per l’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">FIND si occupa di differenti discipline quali musica, fotografia, arte, danza, letteratura, dialoghi accademici ed incontri tra giornalisti, e crea opportunità di collaborazione per artisti e ricercatori di diverse nazionalità, con seminari, eventi, progetti di ricerca, corsi di perfezionamento e programmi di residenza, al fine di favorire lo scambio artistico-culturale tra l’India e i paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo corso della Fondazione Harsharan che diviene da quest’anno Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi – FIND verrà celebrato quest’anno con il seguente programma:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>SUMMER MELA – ROMA FINDs INDIA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GALA DINNER (cena istituzionale ad inviti)</strong><br />
<strong>21 giugno – Hotel del Russie, Roma</strong><br />
Tra gli ospiti: il Ministro indiano per le Risorse umane Shashi Tharoor, il nuovo ambasciatore indiano in Italia Basant Kumar Gupta, il regista Shekhar Kapur, il sociologo Ashis Nandy, il romanziere Tarun Tejpal, gli artisti Sudoph Gupta e Barthi Kher, il romanziere Dileep Padgaonkar, il compositore Jan Claude Eloy, la reporter e direttrice di APP Shoma Chaudhury, lo psicanalista e romanziere Sudhir Kakar, l’editore della rivista Seminar Malvika Singh, il curatore della Alkazi-Foundation Rahaab Allana, il giornalista di INDIA TODAY Swaminathan Kalidas, il direttore della ICCR Suresh Goel, i due Maharaja e mecenati Muzaffar Ali Of Kotwara e Gaj Singh, il direttore dello Smithsonian Folkways Rec. Atesh Sonneborn, il direttore del Musée Guimet di Parigi Olivier De Bernon, il direttore del Museo Etnologico di Berlino Lars Koch, il direttore del Museo Elysée di Losanna Sam Stourdzé, il direttore di Casa de la Inda di Valladolid Guillermo Rodríguez, Ia giornalista dell’INDEPENDENT Isabella Thomas, il direttore del Museo della Musica di Barcellona Romà Escalas, il direttore delle Fondazione Scelsi Nicola Sani, il direttore dell’ IISMC della Fondazione Giorgio Cini Giovanni Giurati, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la presidente del MAXXI Giovanna Melandri, l’onorevole Sandro Gozi presidente dell’Associazione Italia-India, il diplomatico e scrittore Roberto Toscano, ed altri illustri esponenti delle Istituzioni italiane ed indiane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SHIVA e DIONISO &#8211; Festa del Solstizio</strong><br />
<strong>22 giugno &#8211; Zagarolo</strong><br />
<strong>Cerimonia inaugurale FIND (ad invito) – ore 11-17 – Villa Il Labirinto – Centro Alain Daniélou</strong><br />
Duo Rafael &amp; Victor Aguirre (ore 13)<br />
Omaggio a Palestrina, trascrizioni strumentali e visione concettuale nella musica contemporanea<br />
Programma:<br />
Giovanni Pierluigi da Palestrina, Selezioni di Corali<br />
Arvo Pärt, Fratres<br />
Omaggio ad Alain Daniélou &#8211; (entrata libera) – ore 17,30-21 &#8211; Palazzo Rospigliosi<br />
- esposizione India 1935-55, fotografie di Alain Daniélou e Raymond Burnier<br />
- musica dall’Isola di Creta, concerto del grande compositore greco Psarantonis (ore 18)<br />
Programma:<br />
Faragi (Canyon), Rizitiko (musica tradizionale cretese degli altopiani), Tarahi (tumulto), Erotokritos, Pentozalis, Pidichtos, Chaniotiko sirto, Malebiziotis (musica tradizionale per danza), Dias (Zeus), Petroperdika (pernice), Tigris (tigre), Choros ton Kouriton (danza di Kourites)<br />
- performance di teatro-danza Kathakali della Sadhanam Academy dal Kerala<br />
Bhasmasura Vadham – The Lord Śiva<br />
coreografia di Sadanam Harikumar</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>THE BODY – Il Corpo &#8211; Conferenza (partecipazione su prenotazione)</strong><br />
<strong>23-24 giugno – Villa Labirinto, Centro Alain Daniélou &#8211; Zagarolo</strong><br />
Storia, Politica, Salute e Mortalità. Prospettive indiane ed occidentali.<br />
Il programma mira all’analisi di problematiche relative alla nutrizione e alla salute quali l’AIDS, l’obesità, le patologie croniche, l’invecchiamento della popolazione, o il riemergere di malattie come la malaria e la tubercolosi che ancora colpiscono le società del XXI° secolo. La conferenza tratterà questi temi da diverse prospettive disciplinari al fine di identificare politiche di risoluzione dei dilemmi, pratici e cognitivi, relativi alla salute e al benessere, che affliggono le società contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAXXI FINDs INDIA</strong><br />
<strong> 25 giugno – MAXXI, Roma</strong><br />
incontro con gli artisti Subodh Gupta e Bharti Kher, modera Malvika Singh (MAXXI B.A.S.E. &#8211; Ore 18.00)<br />
Omaggio a Ravi Shankar: concerto di musica classica indiana con Ustad Sageer Khan, sitar e Rashmi Bhatt, tabla (SPAZIO YAP, piazzale esterno del Museo &#8211; Ore 20.00)<br />
L’evento apre IN-DIALOGUE, un format di collaborazione triennale tra MAXXI e FIND alla sua prima edizione, e il concerto inaugura la grande installazione HE! Dello studio BAM, vincitore dell’edizione YAP MAXXI 2013, programma dedicato ai giovani studi di architettura realizzato in partnership con MoMA e PS1 di New York.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>28 Giugno &#8211; Case delle Litterature, Piazza dell’Orologio 3, Roma &#8211; ore 18:00</strong><br />
INDIAN LIT<br />
Incontro con Tarun TEJPAL e Emanuele TREVI. Modera Gioia Guerzoni</p>
<p style="text-align: justify;">Fino al 29 giugno<br />
Continuano le residenze degli artisti</p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;">Programma di residenza FIND:<br />
I programmi di residenza coinvolgeranno, anche nei prossimi anni, figure del mondo culturale indiano, affermate o emergenti: musicisti, coreografi, intellettuali, fotografi, scrittori, giornalisti danzatori, artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Residenti 2013:<br />
Swaminathan Kalidas, musicologo e Direttore di Swaminathan, Delhi;<br />
Tarun Tejpal, scrittore e direttore di Tehelka, Delhi;<br />
Malvika Singh, editore di Seminar, Delhi;<br />
Shoma Chaudhury, giornalista, Delhi;<br />
Subodh Gupta, artista, New Delhi;<br />
Bharti Kher, artista, New Delhi</p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione FIND<br />
L’interesse della Fondazione per gli studi sull’India in Europa nasce dalle comuni radici tra il sub-continente indiano e il nostro, originatesi a partire dall’epoca pre-cristiana: mentre il sub-continente indiano con le prime civiltà urbane avanzate della Valle dell’Indo si trasformava straordinariamente in una società stratificata, in Europa, alla fine dell’Impero greco-romano fece seguito la nascita di differenti realtà statali. In seguito, l’Europa e l’Asia Minore furono testimoni delle conquiste orientali ad opera di Alessandro Magno, dell’Impero Bizantino e della diffusione della Cristianità, mentre in India si assisteva all’arrivo della dinastia Moghul e, molto dopo, al colonialismo europeo, seguito da una fase post-coloniale di ascesa dell’India.</p>
<p style="text-align: justify;">FIND, ritiene che il patrimonio comune tra India ed Europa abbia creato e possa creare molteplici possibilità di dialogo attraverso i linguaggi artistico, culturale ed umanistico.</p>
<p style="text-align: justify;">FIND, attraverso uno scambio esperienziale, conoscitivo, culturale e sociale a due sensi, aspira al superamento del crescente divario tra le nostre culture, conseguenza diretta dell’accresciuta modernizzazione e dello sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">FIND s’inserisce, con la sua attività, in uno scenario fortemente contemporaneo.<br />
Con la costante crescita demografica, l’investimento tecnologico ed altri fenomeni di rilievo, l’India rappresenta uno dei mercati di consumo più importanti al mondo; una realtà molto dinamica e giovane che si sta trasformando più rapidamente di qualsiasi paese europeo, malgrado le innegabili problematiche sociali e l’esigenza di far fronte al crescente conflitto tra tradizione e modernità.<br />
L’Europa d’altra parte, si sta misurando con una profonda crisi economico-istituzionale nella sua ricerca di un più ampio federalismo e una decentralizzazione che dà adito a molte incertezze per il suo futuro.<br />
Entrambe le aree sono investite da gravi conflitti interregionali, da un aumento del fanatismo religioso, etnico o di matrice economica, entrambe devono far fronte alla sempre maggior necessità di risorse energetiche alternative e a serie questioni quali l’immigrazione e gli sfollati.<br />
L’India e l’Europa hanno responsabilità condivise che nascono dal comune patrimonio Indo-europeo, dai valori democratici e dalla libertà di espressione. Allo stesso modo condividono le problematiche della globalizzazione, legate al contrasto tra tradizione e modernità.</p>
<p style="text-align: justify;">Organico FIND:<br />
Presidente della Fondazione Thierry de Boccard<br />
Presidente Onorario e co-fondatore Jacques Cloarec<br />
Segretario Generale Louis Philippe Muller<br />
Direttore Generale Ion de la Riva Guzmán de Frutos<br />
Direttore Artistic Dialogue Riccardo Biadene<br />
Direttore Intellectual Dialogue Sofia Tarela</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori info: www.find.org.in</p>
<p style="text-align: justify;">Sede Centrale: Lausanne<br />
Ufficio Rappresentanza: Paris<br />
Sede Residenze Artisti / Giornalisti: Zagarolo (Roma)</p>
<p style="text-align: justify;">Sede ufficiale di FIND in Italia: Tenuta IL LABIRINTO<br />
Il Labirinto, a Zagarolo (Roma), fu acquistato da Alain Daniélou negli anni ’60 e divenne la sua residenza italiana una volta che Daniélou decise di ristabilirsi in Europa. I 5 ettari di terra pittoresca sono il luogo ideale per l’organizzazione di eventi all’aperto, seminari, workshop e corsi di perfezionamento, seguendo la tradizione adottata da Tagore a Shantiniketan.<br />
La tenuta si trova in un sito di rilevanza storica che è stato abitato per migliaia di anni; infatti, diversi frammenti di vasellame pre-romano sono riemersi durante i lavori di restauro nell’edificio principale. Il sito è conosciuto sin dall’antichità come ‘Colle del Labirinto’ ed ha ispirato la nascita del logo ed indirettamente l’acronimo della nuova fondazione FIND.<br />
Oggi, Il Labirinto conta di molteplici risorse e le sue strutture residenziali possono ospitare singoli studiosi o artisti, così come meeting e conferenze.<br />
Il Centro dispone delle seguenti risorse:<br />
• Sala Tagore: una struttura per le conferenze in pieno assetto per circa 100 persone;<br />
• Biblioteca Multimediale: opere bibliografiche, materiali audiovisivi su studi Indo-europei;<br />
• Giardini di Shantiniketan: giardini pittoreschi per eventi all’aperto e lezioni;<br />
• Strutture residenziali: sia nel complesso principale che negli edifici distaccati della proprietà per la residenza di artisti, studiosi o piccoli gruppi;<br />
• Archivio fotografico: gran numero di materiali fotografici riguardanti svariati soggetti, studi Indo-europei, antropologia, danza, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo evento è patrocinato da: Ambasciata dell’India in Italia, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comune di Zagarolo, Associazione Italia-India, Istituzione Palazzo Rospigliosi, Europalia, Casa delle Letterature, Fondazione MaXxi</p>
<p style="text-align: justify;">con gli sponsor tecnici del Ristorante Vegetariano Margutta e l’Agenzia Viaggi dell’Elefante</p>
<p style="text-align: justify;">Infoline:<br />
06 9524101<br />
info@find.org.in<br />
www.find.org.in – www.summermela.find.org.in (attivo da domenica 16 giugno)</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa SUMMER MELA &#8211; ROMA FINDs INDIA:<br />
Marina Nocilla &#8211; 338 7172263 &#8211; marinanocilla@gmail.com<br />
Elisabetta Castiglioni &#8211; 328 4112014 &#8211; elisabetta@elisabettacastiglioni.com</p>
<p style="text-align: justify;">comunicato stampa del 16 giugno 2013</p>
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		<title>Viaggio in India, lungo lo &#8220;hippie trail&#8221; fino alla &#8220;casa&#8221; del Dalai Lama</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 23:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è un posto dove sembra che la rotta hippie sia più viva che mai, questo luogo è in India, a Dharamsala, nell &#8216;Himachal Pradesh. O meglio ancora a McLeod Ganj, il villaggio nove chilometri più a monte dove, tra l&#8217;altro, ha sede il governo in esilio del Tibet. Qui, a casa del Dalai Lama, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se c&#8217;è un posto dove sembra che la rotta hippie sia più viva che mai, questo luogo è in India, a <strong>Dharamsala</strong>, nell <strong>&#8216;Himachal</strong> <strong>Pradesh</strong>. O meglio ancora a <strong>McLeod</strong> <strong>Ganj</strong>, il villaggio nove chilometri più a monte dove, tra l&#8217;altro, ha sede il governo in esilio del Tibet. Qui, a casa del Dalai Lama, il tempo sembra davvero essersi fermato agli anni &#8217;70 e al flower power.</p>
<p>Cliccare sulle foto per ingrandirle</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-2.jpg" rel="lightbox[6047]"><img class="alignnone size-full wp-image-6049" title="Dharamsala" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-2.jpg" alt="Dharamsala" width="450" height="300" /></a><br />
<span id="more-6047"></span><br />
Merito anche di &#8220;<strong>his</strong> <strong>Holiness</strong>&#8220;, visto che molti occidentali arrivano qui sognando di incontrare il sovrano del Tibet, giunto in India dopo l’occupazione cinese di Lhasa, di cui quest’anno cade il 50esimo anniversario. Spesso chi arriva qui per fermarsi pochi giorni si ferma più a lungo, e finisce per dare una mano come volontario nelle strutture messe in piedi per accogliere i rifugiati che, ancora oggi, continuano ad arrivare dall’altra parte dell’Himalaya. Il passo successivo è il corso di meditazione, e c&#8217;è chi non si ferma a recitare il mantra <strong><em>Om</em></strong> <strong><em>mani</em></strong> <strong><em>padme</em></strong> <strong><em>hum</em></strong>, ma persiste e sposa la causa a tal punto da vestire il colorato abito dei monaci buddisti e votarsi alla divinità della compassione, Avalokitesvara, o Chenrezig per i tibetani, di cui appunto il Dalai Lama è la manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se la spiritualità &#8220;indotta&#8221; del luogo è il movente, altri carburanti fanno sì che qui, e altrove ai piedi dell&#8217;Himalaya, come nella non lontana <strong>Manali</strong>, si sia creata una comunità occidentale piuttosto radicata, che va in giro con i <em>dreadlock</em> (l&#8217;acconciatura rasta) in testa e i sandali ai piedi, indossando magliette psichedeliche e, spesso, gestendo attività commerciali, col risultato che qui sembra di stare in un generico &#8220;sotto casa&#8221;, visto che i minimarket locali vendono praticamente qualsiasi prodotto occidentale per soddisfare la domanda di turisti e residenti non indigeni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala.jpg" rel="lightbox[6047]"><img class="alignnone size-full wp-image-6052" title="Dharamsala" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala.jpg" alt="Dharamsala" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è un posto insolitamente schizofrenico, dove la mattina ci si sveglia al suono delle campane e dei canti dei monaci tibetani, che passeggiano sussurrando mantra tra le vacche e i tori che popolano le strade del villaggio, mentre di notte è la musica techno a rendere difficile addormentarsi. Un posto dove le buste di plastica sono bandite nel nome di una sacrosanta attenzione all’ambiente, ma dove a bordo dei sentieri di montagna non è difficile imbattersi in grandi discariche abusive. Ed è comunque piacevole passeggiare tra le scimmie che si avvicinano curiose, gli occasionali asceti sadhu che accovacciati a bordo strada vivono di elemosina, i negozi che vendono formaggio di yak e souvenir, oltre all’abbigliamento &#8211; in gran parte made in Nepal – che nella foggia tradisce il gusto occidentale. Insomma, rispetto agli anni &#8217;70 il retaggio hippie si è arricchito di capacità imprenditoriali. Che, a dirla tutta, spesso più che capaci sono cialtronesche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-5.jpg" rel="lightbox[6047]"><img class="alignnone size-full wp-image-6056" title="Dharamsala " src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-5.jpg" alt="Dharamsala " width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le guide, per esempio, mettono in guardia dai ciarlatani che si improvvisano esperti di yoga o di massaggi orientali solo per molestare qualche bella figliola, che arriva in India cercando l&#8217;illuminazione e trova invece una mano morta e poca luce, complici anche gli immancabili black out, una costante nel Subcontinente. Anche gli episodi di microcriminalità, soprattutto dopo il tramonto, non mancano, visto il crescente numero di tossicodipendenti, sia tra la popolazione locale che tra gli stranieri: con queste premesse non stupisce la presenza di due centri di assistenza per malati di aids, e il cartello che accoglie i visitatori all’ingresso di un tempio buddista nell’interessante Tsuglagkhang complex, dove c’è anche la residenza del Dalai Lama: &#8220;Accertatevi che le vostre scarpe non vengano rubate&#8221;. E di certo i ladri non sono i monaci. Ma non è il caso di diventare paranoici, alla fine McLeod è più sicura delle nostre grandi città visto che la maggior parte dei residenti sceglie metodi legali per tirare avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno, appunto, disegna, produce e vende vestiti. Molti organizzano corsi di tango (?), di cucina e di musica, lezioni di inglese, tatuaggi, arraggiandosi a fare qualsiasi cosa produca un minimo reddito, se non hanno una rendita da casa. Perché vivere qui, anche se ci sono internet, le feste after hours e la Nutella, non è proprio come vivere nelle nostre città. Una dignitosa stanza d&#8217;albergo per due persone costa dai 2 ai 7 euro a notte, una cena costa un euro scarso, e ne bastano 3 per noleggiare una moto Royal Enfield per 24 ore, assicurazione compresa. Facile capire che non sia solo la filosofia buddista ad attirare tra queste verdi vallate e bellissimi panorami montani centinaia di europei e di americani. E in questo mix molto hippie di slancio naif, entusiasmo genuino, opportunismo e deboscia, il quadro sociale è piuttosto interessante. C&#8217;e&#8217; l’avvocato californiano che ha perso il lavoro per la crisi, e invece di sedersi ad aspettare che il vento cambi, ha comprato un biglietto per Delhi, è arrivato quassù in bus e ora segue corsi di cucina tibetana, lavorando come insegnante d&#8217;inglese, gratis per i rifugiati e a pagamento per gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;e&#8217; lo svizzero che è arrivato anni fa con moglie e figli, ha aperto un&#8217;agenzia che organizza spedizioni in montagna ed escursioni per gli amanti degli sport estremi e tenta di contrastare con la precisione elvetica la surreale burocrazia indiana. C&#8217;e&#8217; il tedesco che vive da vero hippie, dribbla le mucche e i tori che gironzolano per le strade del paese in sella a una vecchia Enfield, fuma marijuana in strada e gestisce una guesthouse in montagna, a mezz&#8217;ora a piedi dalla più vicina strada carrabile. Ma c’è un altro elemento che salta all’occhio sia a Dharamsala che a Manali: il passaggio di consegne tra chi nel bene o nel male persegue la filosofia hippie, e la mutazione genetica dei figli dei fiori: i ragazzi del banana pancake trail. Ossia la generazione che percorre una rotta diversa dal vecchio, codificato hippie trail, spuntando le caselle di quello che nel mondo anglosassone è noto come “banana pancake trail”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-3.jpg" rel="lightbox[6047]"><img class="alignnone size-full wp-image-6054" title="Himachal Pradesh " src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/07/dharamsala-3.jpg" alt="Himachal Pradesh " width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso che si snoda nell’Asia centrale e sudorientale, dove unisce tutte le località turistiche che offrono un certo tipo di standard e comodità occidentali ai turisti con lo zaino. In questi luoghi, alcuni dei quali storicamente legati anche alla strada degli hippie, caffè e ristorantini vendono croissant, muffin e, immancabilmente, i pancake alla banana che danno il nome alla “nuova” rotta. In questo senso, McLeod Ganj appare un esemplare punto di contatto tra le vecchie idealità “peace and love” e il nuovo desiderio di “esperienza” on the road, per quanto un po’ plastificata. Difficile infatti che i ragazzini che oggi affollano i discopub in questo villaggio himalayano si avventurino sul serio su terreni meno battuti di quelli dettati dalle guide, col paradossale effetto che l’apprezzabile sforzo di voler conoscere una realtà molto diversa da quella in cui sono cresciuti li metta alla fin fine a confronto con un India, nel caso di specie, quanto meno edulcorata. E con una filiera turistica che si è modellata, e spesso snaturata, proprio per venire incontro alle esigenze dei giovani backpackers. Qui c’è un bivio invisibile tra la vecchia e la nuova rotta degli occidentali attratti dall’Oriente. Ma se per qualcuno McLeod è un punto d’arrivo, per tanti è solo una tappa in un viaggio che non è finito, e forse non finirà mai</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Massimo</strong> <strong>Malpica</strong><br />
da <strong>Il giornale, </strong>12 giugno 2009</p>
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		<title>Viaggio in India &#8211; L&#8217;India tra reportage, racconti e fumetti</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 05:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri India]]></category>

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		<description><![CDATA[La complessità del mosaico indiano si riflette in un&#8217;antologia che comprende racconti brevi, reportage e fumetti nel primo dei tre volumi dedicati da Isbn alla nuova Asia: undici giovani scrittori, giornalisti, artisti e registi restituiscono il ritratto trasversale di un subcontinente in vertiginosa mutazione. &#8220;Non accettate cibi dagli sconosciuti. Potrebbero contenere droghe&#8221;. Pare che s&#8217;incontrino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>La complessità del mosaico indiano si riflette in un&#8217;antologia che comprende racconti brevi, reportage e fumetti nel primo dei tre volumi dedicati da Isbn alla nuova Asia: undici giovani scrittori, giornalisti, artisti e registi restituiscono il ritratto trasversale di un subcontinente in vertiginosa mutazione.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non accettate cibi dagli sconosciuti. Potrebbero contenere droghe&#8221;</strong>. Pare che s&#8217;incontrino spesso cartelli con avvertimenti importanti, in giro per le strade dell&#8217;India.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/2.jpg" rel="lightbox[24111]"><img class="alignnone size-full wp-image-24112" title="L'India tra reportage, racconti e fumetti" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/2.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è piazzato in uno scompartimento di seconda classe del Navjevaan Express: sul treno, due donne viaggiano attraverso lo sterminato subcontinente, da Madras (costa sudorientale) a Baroda (nord-ovest).<br />
<span id="more-24111"></span>Madre e figlia, sono le protagoniste del racconto che apre l&#8217;antologia India, curata nel 2008 da <strong>Gioia Guerzoni</strong> per Isbn e tornata oggi sugli scaffali delle librerie all&#8217;interno della collana economica Vinili lanciata dall&#8217;editore milanese lo scorso autunno.<br />
Gioia si occupa di India da vent&#8217;anni, e non troppo tempo fa scriveva proprio sulle pagine di D che &#8220;<em>essere indiani è come dire di essere europei, se si considera la vastità del subcontinente e il fatto che molti lì parlano almeno tre lingue locali</em>&#8220;. Il che significa, tra l&#8217;altro, che le cose in India sono più complicate di quello che mediamente crediamo noialtri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-1.jpg" rel="lightbox[24111]"><img class="alignnone size-medium wp-image-24113" title="un fumetto per raccontare l'India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-1-203x300.jpg" alt="" width="225" height="333" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-2.jpg" rel="lightbox[24111]"><img class="alignnone size-medium wp-image-24114" title="un fumetto per raccontare l'India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-2-201x300.jpg" alt="" width="225" height="333" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-3.jpg" rel="lightbox[24111]"><img class="alignnone size-medium wp-image-24115" title="un fumetto per raccontare l'India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-3-205x300.jpg" alt="" width="225" height="333" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-4.jpg" rel="lightbox[24111]"><img class="alignnone size-medium wp-image-24116" title="un fumetto per raccontare l'India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/un-fumetto-per-raccontare-lIndia-4-202x300.jpg" alt="" width="225" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Difficile combattere contro i luoghi comuni più triti &#8211; buttiamo in un grande calderone le immagini da <strong>Bollywood liofilizzata di The Millionaire</strong>, quelle di Julia Roberts convertita all&#8217;induismo, e pure le diapositive dell&#8217;amica del cuore, vacanza Milano-Delhi-Taj Mahal-Varanasi e ritorno in una settimana, compreso giretto a dorso d&#8217;elefante: tutto quanto autentico come una baguette di Fendi comprata sul lungomare di Riccione &#8211; eppure sembra la prima battaglia per gli scrittori ospitati in queste pagine. Basta con gli stereotipi, sembra di sentir gridare: il lettore occidentale, anche lui, sentitamente ringrazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La complessità del mosaico indiano si riflette in un&#8217;antologia che non comprende solo racconti brevi, ma anche reportage e fumetti, come a dire che non può esserci un solo punto di vista, un solo modo di raccontare l&#8217;India</strong>. Tutti, se guardati in controluce, sembrano però concordi nel rifiutare l&#8217;idea della cosiddetta Shining India, nata proprio a metà dei Duemila, quando qualcuno aveva celebrato l&#8217;entrata del paese nel ristretto circolo delle economie emergenti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina, a cui si è poi aggiunto il Sudafrica), mentre le megalopoli del subcontinente si vestivano di grattacieli e svincoli sopraelevati, e si creava nella società una nuova classe di ricchi oligarchi: &#8220;<strong><em>new nabobs</em></strong>&#8220;, nuovi nababbi, termine dall&#8217;accezione non necessariamente positiva. A leggerlo oggi, in tempi in cui il rating economico del paese è il peggiore tra i BRICS e il deficit finanziario raggiunge cifre mostruose, quel rifiuto sembra solo la facile profezia di chi ha avuto vista lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse perché molti di questi autori, per la maggior parte poco più che trentenni, sono migranti di ritorno in patria dopo vite all&#8217;estero, e scrivono sulle pagine di testate inglesi e americane: Guardian, Observer, Financial Times. Forse hanno trovato la giusta distanza, certamente non hanno perso la speranza pur coltivando il disincanto. Nei racconti, nei reportage e nei fumetti che compongono l&#8217;antologia si parla di bambini invisibili, di burocrazia, di donne poverissime che ucciderebbero per una bottiglia d&#8217;acqua pulita, di sesso a pagamento, idraulici, matrimoni vip, famiglia, travestiti (anche se definire in questo modo gli hijda è una semplificazione estrema). E un sacco di altre cose. L&#8217;intervento più compiutamente politico è però quello di Altaf Tyrewala, autore delle pagine più convincenti di India, che curiosamente parla di sesso: l&#8217;invettiva di un regista porno contro la colonizzazione dell&#8217;immaginario erotico indiano. Film e riviste colme di donne alte e bionde possedute da maschi caucasici: contro di loro il regista sogna una pellicola animata da una coppia indiana, capace di fare sesso letteralmente sopra i simboli dell&#8217;occidente, dalla bandiera a stelle e strisce al ritratto della regina d&#8217;Inghilterra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con le nostre foto donne più belle uomini più virili bambini più teneri &#8211; </strong>Altro cartello. Fa da incipit al reportage di chiusura di India: una promessa dipinta sull&#8217;insegna di un negozio di fotografia di Udaipur, nel Rajasthan. Smriti Nevatia racconta i piccoli studi fotografici che raccolgono le immagini delle famiglie indiane, quelle degne di una preparazione e dell&#8217;apporto di un professionista. Spesso sono scattate su fondali posticci. Dice che uno degli sfondi più gettonati è &#8211; ancora oggi &#8211; il Taj Mahal: i luoghi comuni sono duri a morire.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Michele R. Serra,</strong><br />
da <strong>Attualità</strong>, <strong>D La Repubblica</strong>, 7 giugno 2013</p>
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		<title>Viaggio in India &#8211; India, l’offerta si struttura: 2 proposte incentive</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 05:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Complice anche una crescente domanda interna di eventi, legata direttamente al suo sviluppo economico da record, l’India sta aumentando i numeri e la qualità dell’offerta per gli organizzatori, tanto che a settembre, a Mumbai, si svolgerà la prima fiera del settore del paese. L’India non smette di crescere. Le previsioni, infatti, parlano di un aumento annuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Complice anche una crescente domanda interna di eventi, legata direttamente al suo sviluppo economico da record, l’India sta aumentando i numeri e la qualità dell’offerta per gli organizzatori, tanto che a settembre, a Mumbai, si svolgerà la prima fiera del settore del paese.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’India non smette di crescere</strong>. Le previsioni, infatti, parlano di un <strong>aumento annuo del PIL di oltre l&#8217;8%</strong> nei prossimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/jaipur.jpg" rel="lightbox[24140]"><img class="alignnone size-full wp-image-24141" title="Hawa Mahal in Jaipur" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/jaipur.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un andamento positivo dovuto anche a ingenti <strong>investimenti in strutture e infrastrutture</strong> che hanno portato destinazioni come <strong>Hyderabad</strong>, <strong>Bangalore</strong> e <strong>Mumbai</strong> a ospitare distaccamenti in outsourcing di multinazionali straniere e ad accelerare scambi commerciali con tutto il mondo. Naturale, quindi, una positiva ripercussione sul business travel, tanto che, secondo il <strong>World Travel and Tourism Council</strong>, la spesa per i viaggi d&#8217;affari raggiungerà i <strong>72 miliardi di dollari</strong> entro il 2021, a fronte dei 26 miliardi del 2011.<br />
<span id="more-24140"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con lo sviluppo economico <strong>aumentano anche le aziende indiane che investono in eventi</strong> dedicati al proprio personale: la crescita della domanda interna porta a una parallela <strong>espansione dell’offerta </strong>non solo in termini quantitativi (pensiamo alle<strong>aperture di nuovi alberghi</strong> a opera di gruppi come Accor, Hyatt Hotels e Starwood Hotels &amp; Resorts) ma anche qualitativi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’India sta così creando una <strong>filiera di servizi </strong>sempre più indirizzati anche agli organizzatori internazionali, inclusi quelli dell&#8217;India Convention Promotion Bureau, che offre attività che spaziano dall’organizzazione dei programmi sociali al <strong>supporto delle istituzioni</strong> nelle cerimonie di inaugurazione e chiusura dei congressi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nell’ottica di garantire un’offerta strutturata per il mercato sia interno sia esterno vanno letti anche due elementi: la nascita, a inizio anno, del <strong>Capitolo indiano di </strong>SITE, l&#8217;associazione internazionale dei professionisti dell&#8217;incentivazione, cui fanno capo alcuni fra i più <strong>consolidati DMC indiani</strong>, e la <strong>prima edizione</strong> di IBTM India, <strong>la fiera per il mercato meeting ed eventi indiano</strong> organizzata Reed Travel Exhibitions che si svolgerà <strong>dal 12 al 14 settembre</strong> al Grand Hyatt di Mumbai.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la voglia di India cresce parallelamente alla capacità di offerta delle principali destinazioni del paese, ci sono però mete come il <strong>Rajasthan</strong> e il <strong>Kerala</strong>,<strong> </strong>affermate già da anni <strong>sul mercato internazionale dei viaggi di incentivazione</strong> per appeal e livello di strutture. Punto di forza del Rajasthan, situato nel nord-ovest dell’India con la città di<strong>Jaipur </strong>come porta di accesso, sono i sontuosi <strong>palazzi trasformati in hotel di lusso</strong>: uno fra i tanti è il Taj Lake Palace a Udaipur, set d’eccezione di numerosi film per la fastosità degli ambienti comuni e delle 83 suite.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/train.jpg" rel="lightbox[24140]"><img class="alignnone size-full wp-image-24142" title="Royal and heritage train in India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/train.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altri must per l’incentive sono, poi, i <strong>treni a cinque stelle</strong> come il Royal Rajasthan on Wheels e il Palace on Wheels che, costruito per i Maharaja e i viceré dell&#8217;India e protagonista di un totale restyling tre anni fa, percorre lo stato con tredici vetture: <strong>un palazzo viaggiante</strong> arredato con mobili antichi, lampadari e broccati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/kerala.jpg" rel="lightbox[24140]"><img class="alignnone size-full wp-image-24143" title="Houseboat and backwaters in kerala" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/kerala.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Kerala, affacciato sull’Oceano Indiano nel sud dell’India e forte dei <strong>due aeroporti internazionali</strong> di Thiruvananthapuram e Cochin, significa invece <strong>incentive dedicati alla remise en forme</strong>: sono numerosi i resort che offrono trattamenti della <strong>medicina ayurveda</strong>, diffusi soprattutto lungo la spiaggia <strong>Kovalam</strong> di Thiruvananthapuram, meta d’elezione degli hippie negli anni Settanta, e a <strong>Kumarakom</strong>, cittadina affacciata sul <strong>lago Vembanad</strong>. Per chi cerca l’insolito, eleganti <strong>house boat</strong> dotate di ogni comfort, comprese sale per meeting di piccole dimensioni, solcano le <em>backwaters</em>, una fitta rete di laghetti e canali che costeggiano il litorale della zona che va <strong>da Kollam fino a Cochin</strong>.</p>
<p>da<strong> Ufficio Nazionale del Turismo Indiano </strong></p>
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		<title>Viaggi in India &#8211; Le voci dell’India: tre libri più uno</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 07:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri India]]></category>

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		<description><![CDATA[L’India con il suo immenso patrimonio culturale e letterario ha da sempre esercitato un fascino magnetico sull’Occidente: dai più celebri viaggi di Pasolini, Moravia e Morante, passando gli “esperimenti” di Manganelli e i notturni indiani di Tabucchi, fino ad arrivare alle inchieste di Federico Rampini. L’India di ieri e di oggi, raccontata da viaggiatori letterati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’India con il suo immenso patrimonio culturale e letterario ha da sempre esercitato un fascino magnetico sull’Occidente: dai più celebri viaggi di Pasolini, Moravia e Morante, passando gli “esperimenti” di Manganelli e i notturni indiani di Tabucchi, fino ad arrivare alle inchieste di Federico Rampini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/11.jpg" rel="lightbox[24101]"><img class="alignnone size-full wp-image-24108" title="Le voci dell’India: tre libri più uno" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/11.jpg" alt="" width="450" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’India di ieri e di oggi, raccontata da viaggiatori letterati che ne hanno saputo restituire le contraddizioni e gli umori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-24101"></span>Ultimo tra questi, l’antropologo e architetto Franco La Cleca: “<em>Perchè nei film di Bollywood non ci si bacia mai veramente?</em>”, questo il leitmotiv e lo spunto di riflessione da cui parte “<strong>Indian kiss</strong>“, <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/indian-kiss-179x300.jpg" rel="lightbox[24101]"><img class="alignright size-full wp-image-24103" title="“Indian kiss” di Franco La Cleca, ObarraO edizioni" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/indian-kiss-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>moderno diario di viaggio, specchio di emozioni e sentimenti contrastanti difronte ad un Paese che innamora e terrorizza gli occhi dello straniero – dai salotti bene dell’élite intellettuale di Mumbai allo slum di Dharavi, da un sontuoso fidanzamento a Kolkata alle botteghe delle viuzze polverose di Jodhpur. Il fascino dell’altrove, dell’altro da se.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la Shining India, l’India splendente catapultata nell’ipermodernità dei grattacieli, del progresso tecnologico, delle multinazionali e degli investimenti esteri. Ma è un’India «che <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/india-193x300.jpg" rel="lightbox[24101]"><img class="alignleft size-full wp-image-24104" title="“India” AAVV, a cura di G. Guerzoni, ISBN edizioni" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/india-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>brilla in modo osceno, nascondendo sotto il tappeto della globalizzazione più sexy il lercio della corruzione, degli “aggiustamenti strutturali”, delle collusioni tra il potere politico-giudiziario e le forze economiche emergenti» – come spiega <strong>Gioia Guerzoni</strong> nella bella prefazione ad “<strong>India</strong>”, appena pubblicato da ISBN. Un’antologia che racchiude cinque racconti, sei reportage e tre fumetti in cui si sono cimentati undici creativi della generazione degli anni ’70 – dieci tra scrittori e giornalisti, più un fumettista – per dare voce a quel vortice di sogni e incubi in cui si è trasformata la loro terra di origine. Dopo gli anni all’estero, la classica “<em>diaspora indiana</em>”, loro sono quelli che hanno deciso di tornare, di guardare con occhi nuovi, di narrare. E ci parlano di contadini che si suicidano col diserbante, bambini raccoglitori d’immondizia, <em>hijra</em>, eunuchi, contrasti religiosi, modernità e tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso ritratto luminoso e martoriato al tempo stesso che ritroviamo anche in “<strong>Belli e dannati</strong>” di <strong>Siddartha Deb,</strong> una tra le voci più autorevoli della nuova letteratura indiana. Oltre la vernice brillante della gentrificazione, quella dei magnati dei media, <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/belli-e-dannati.jpg" rel="lightbox[24101]"><img class="alignright size-full wp-image-24105" title="“Belli e dannati” di Siddartha Deb, traduzione di A. Grechi e A. Spila, Neri Pozza" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/belli-e-dannati.jpg" alt="" width="175" height="299" /></a>dei programmatori informatici, delle villette american style e degli abiti griffati, c’è la disperazione metropolitana dei lavoratori dei call center e dei braccianti dell’Andra Pradesh costretti nella loro quotidiana lotta con la povertà rurale e il sorgo rosso. «Questi opposti apparenti – visibilità e invisibilità, presente e passato, ricchezza e povertà, immobilismo e attivismo» – che sono il volto più autentico dell’India contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota di un’appassionata</strong>: a concludere questo piccolo itinerario di belle lettere indiane un fuori percorso che tuttavia va ricordato per la sua eccezionale originalità e acutezza critica – a mio parere uno dei più riusciti esempi di letteratura di viaggio degli ultimi anni, capace di coniugare generi diversi quali il romanzo d’avventura, l’indagine antropologica, il saggio storico.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Imperi dell’Indo</strong>” racconta infatti del viaggio compiuto a 29 anni da <strong>Alice Albinia</strong> (oggi giornalista, editor e scrittrice affermata) lungo il corso del fiume Indo, che «<em>scorre attraverso le vite delle sue genti come un incantesimo</em>». Dalla foce in Pakistan fino alla sua <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/imperi-dellIndo.jpg" rel="lightbox[24101]"><img class="alignleft size-full wp-image-24107" title="“Imperi dell’Indo” di Alice Albinia, traduzione di L. Noulian, Adelphi" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/imperi-dellIndo.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>sacra sorgente in Tibet, Albinia ha percorso più di tremila chilometri scoprendo popoli i cui destini e la cui storia sono stati e saranno sempre fatalmente incrociati con quello del Padre dei fiumi.</p>
<p style="text-align: justify;">I personaggi indimenticabili incontrati lungo il cammino saranno solo lo spunto iniziale per ricostruire un mosaico caleidoscopico fatto culture diverse, tradizioni, piccole vite e grandi rivolgimenti storici – dalle meraviglie dell’antica città di Mohenjo-daro ad Alessandro Magno, dai fasti dell’Impero britannico alla partizione tra India e Pakistan, passando attraverso la letteratura sanscrita, la mitologia greca, l’induismo, il buddhismo, l’Islam. Una scrittura limpidissima capace di coniugare la piacevolezza dell’avventura, lo sguardo empatico dell’appassionata ed il giudizio disincantato della specialista.</p>
<p>di <strong>Virginia Grassi</strong>,<br />
da <strong>Luuk Magazine</strong>, 9 giugno 2013</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Indian kiss” di Franco La Cleca, ObarraO edizioni, pp. 138.</em><br />
<em>“India” AAVV, a cura di G. Guerzoni, ISBN edizioni, pp. 188.</em><br />
<em>“Belli e dannati” di Siddartha Deb, traduzione di A. Grechi e A. Spila, Neri Pozza, pp. 351.</em><br />
<em>“Imperi dell’Indo” di Alice Albinia, traduzione di L. Noulian, Adelphi, pp. 493.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio Rajasthan e Agra &#8211; Romantica India</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 23:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[small personal loans p style=&#8221;text-align: justify;&#8221;>La magnificenza architettonica del Taj Mahal è stato glorificata, esaltata e celebrata per tre secoli e mezzo, ed è giusto così. Il monumentale complesso ornamentale di minareti e pishtaqs (archi a volta), sormontato da una cupola bianca opalescente di marmo che si specchio nell’ampio, così colossale ed eterea, è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none"><a href='http://personal-loanss.com/' title='small personal loans'>small personal loans</a></div>
<p>p style=&#8221;text-align: justify;&#8221;>La magnificenza architettonica del <a href="http://www.shambhoo.com/2009/03/taj-mahal/" target="_blank"><strong>Taj</strong> <strong>Mahal</strong> </a>è stato glorificata, esaltata e celebrata per tre secoli e mezzo, ed è giusto così. Il monumentale complesso ornamentale di minareti e <em>pishtaqs</em> (archi a volta), sormontato da una cupola bianca opalescente di marmo che si specchio nell’ampio, così colossale ed eterea, è stata dichiarata sia una delle meraviglie del mondo antico e, più poeticamente, <em>&#8220;una lacrima eterna sulla guancia del tempo&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Clicca sulle foto per ingrandirle</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/architectural_wonder_taj_mahal_india.jpg" rel="lightbox[6563]"><img class="alignnone size-full wp-image-6579" title="Architectural wonder Taj Mahal, photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/architectural_wonder_taj_mahal_india.jpg" alt="Architectural wonder Taj Mahal, photo from web" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa c&#8217;è di più meraviglioso del Taj Mahal se non la storia d&#8217;amore dietro di essa. Commissionato dal addolorato <strong>imperatore moghul Shah Jahan</strong> dopo la morte della sua moglie preferita nel 1631, il santuario splendido palazzo è sia un testamento torreggiante di un amore perduto ma anche santuario dove essa possa essere recuperata (sia l&#8217;imperatore e sua moglie riposano assieme all’interno del Taj).<br />
<span id="more-6563"></span>È possibile visitare il luogo, o anche guardare da una finestra della sala di un hotel &#8211; e non sentirsi profondamente commossi?</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che, anche se è facilmente riconosciuto come il più famoso,<strong> il Taj Mahal è solo una delle destinazioni eccezionalmente romantiche di questo paese vivace</strong>, colorato, ricco culturalmente.<br />
La lunga storia dell&#8217;India significa che è ricca di spettacolari templi antichi e città, alcune delle quali sono molto più vecchie (di centinaia di anni) rispetto al Taj. È difficile non sentirsi umiliato, per esempio, nella mecca nel deserto del Rajasthan a <strong>Jaisalmer</strong>, che così ben conserva edifici in pietra arenaria all’ombra del forte costruito nel 1100.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/dsc_5092.jpg" rel="lightbox[6563]"><img class="alignnone size-full wp-image-6581" title="Jaisalmer, photo by Giordana Astegno" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/dsc_5092.jpg" alt="Jaisalmer, photo by Giordana Astegno" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche la natura ha la sua storia d&#8217;amore con l’India. Alcuni animali hanno ispirato le più vive storie (o più folli fantasie) rispetto alla tigre del Bengala, che questo creatura a scelto come casa, insieme ad altri animali come l&#8217;antilope o l’orso labiato, nella giungla nel centro-nord ci sono i <strong>parchi</strong> <strong>nazionali</strong> <strong>di</strong> <strong>Kanha</strong> e <strong>Ranthambhore</strong> (i visitatori fortunati che alloggiano nei campi tendati possono avere un incontro ravvicinato con la tigre incontro storie di loro.)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/park-ranthambhore-1.jpg" rel="lightbox[6563]"><img class="alignnone size-full wp-image-6583" title="Tigers in Ranthambhore Park, photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/09/park-ranthambhore-1.jpg" alt="Tigers in Ranthambhore Park, photo from web" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E per coloro che trovano il romanticismo in articoli opulenti dal fascino antico &#8211; il tipico gusto di <strong>maharaja</strong>, con palazzi tentacolari che si affacciano su laghi luccicanti, giardini con fragranti fiori frangipani, e squadroni di assistenti personali che ti circondano di cuscini o rinfrescanti martini – sono le residenze reali dell&#8217;India trasformate in hotel che rendono facile avere un assaggio o assaporare gli eccessi del passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si potrebbe quasi dire che l&#8217;India è smodatamente romantica, un luogo dove il paesaggio, i suoni, i sapori, e anche le parole ispirano indulgenti voli di fantasia.</strong> Potrebbe per esempio una descrizione, essere letta con più passione di quel capolavoro sul conto di Shah Jahan quale è il Taj?</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>La vista di questa dimora crea dolenti sospiri;<br />
E il sole e la luna versano lacrime dai loro occhi.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">da <strong>Travel</strong> <strong>and</strong> <strong>Leisure</strong><br />
di <strong>Sarah</strong> <strong>Gold</strong></p>
<div style="display: none">zp8497586rq</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Rajasthan: Le città blu, rosa ed oro</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 23:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[In una nazione che celebra il colore come in nessun altro, il Rajasthan prende lo spettro. Le città di blu, rosa ed oro sono solo l&#8217;inizio della “Terra dei Re” Vivace, colorata, abbagliante, vivida e sgargianti - nessuna di queste parole rende giustizia al Rajasthan. Stare in un mercato a Jaipur o a Jodhpur e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>In una nazione che celebra il colore come in nessun altro, il Rajasthan prende lo spettro. Le città di blu, rosa ed oro sono solo l&#8217;inizio della “Terra dei Re”</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vivace, colorata, abbagliante, vivida e sgargianti </strong>- nessuna di queste parole rende giustizia al Rajasthan. Stare in un mercato a Jaipur o a Jodhpur e cercate a lungo un singolo colore che non sia all&#8217;interno della vostra vista. Ogni strada è un assalto sensoriale, dal limone alla menta, dallo zafferano al cremisi, dal turchese all’indaco, dal magenta alla lavanda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/rajasthan-women-at-agra-fort.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13002" title="Rajasthan women at Amber Fort in Rajasthan. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/rajasthan-women-at-agra-fort.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><span id="more-13000"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo stato regale dell’India è noto per le sue <strong>città blu, rosa, bianca ed oro </strong>(rispettivamente Jodhpur, Jaipur, Udaipur e Jaisalmer) e per lo splendore dei suoi forti e palazzi da maharaja, dove il sole splende attraverso vetrate belghe di smeraldo, rubino e zaffiro, ballando su abbaglianti dipinti di opulenza passata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo il passato del Rajasthan che brilla in un centinaio di tonalità. Il suo presente è altrettanto vivace. La gente qui sembra divertirsi nel mostrarsi opulenti. Proseguendo lungo una strada deserta all&#8217;improvviso c&#8217;è un&#8217;immagine di brillantezza: <strong>un gruppo di signore in circolo sotto un albero, i sari color cremisi, fucsia e mandarino. Nelle vicinanze, vecchi con impressionante baffi mentre portano fluorescenti turbanti che corrispondono al giallo, al verde e rosa degli evidenziatori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/coloured-market.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13003" title="Coloured market in Jaipur. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/coloured-market.jpg" alt="" width="450" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E dietro ogni colore c’è una storia, dal blu elettrico delle case braminiche all&#8217;arancio santo dei sadhu. La classe dei guerrieri Rajput indossa turbanti zafferano per indicare la cavalleria, i bramini scolastici un leggero rosa, i nomadi il nero. Mentre un sari bianco potrebbe indicare una vedova, una combinazione di rosso e giallo può essere indossato da una donna che ha partorito un figlio. In primavera la festa indù di Holi favorisce un&#8217;orgia di colori con folle di gente per le strade che si buttano addosso l’un l&#8217;altro polveri luminose e vernici.</p>
<p style="text-align: justify;">In un paese noto per la sue colorate qualità, questo stato mette in ombra i suoi vicini. Anche la bandiera del Rajasthan è un arcobaleno. Nelle parole di Vansh Pradeep Singh, la mia guida a Jaipur: &#8220;<em><strong>Non sono mai stato in qualsiasi altro luogo nel mondo, ma in tutta l&#8217;India questo è il posto più colorato e siamo molto orgogliosi.</strong></em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome del più grande stato dello stato Indiano si traduce come la &#8220;<strong><em>Terra dei Re</em></strong>&#8220;. È la casa dei principeschi Maharaja e dei guerrieri Rajput, che hanno affermato di provenire da sole, dalla luna e dal fuoco. È noto tanto per i suoi abitanti temibili e per le battaglie sanguinose come anche per l’opulenza del passato. Ad oggi, gli uomini indossano gli orecchini che denotano la loro casta di guerrieri Rajput.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, fu leggermente stupefacente quando <strong>Maharaja Ram Singh </strong>decise nel 1876 che c&#8217;era un solo colore per dipingere la città di Jaipur per dare il benvenuto al Principe di Galles (e futuro re d&#8217;Inghilterra Edoardo VII), e scelse un bel rosa. Da allora in poi, le vie principali della &#8220;<em>Città della Vittoria</em>&#8221; sono rimasti di un salmone delicato, più spettacolare ed evidente la bellezza del Hawa Mahal del1799, o Palazzo dei Venti, con la sua facciata di schermi delicati e ornamenti d&#8217;oro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jaipur, la capitale del Rajasthan, è la più visitata dai turisti, ma ancora si sente non toccata abbastanza da sembrare di avventurarsi verso l&#8217;ignoto</strong>. Fatiscenti automobili Ambassador e camion vistosamente ornati possono competere per lo spazio con biciclette e risciò nel caotiche affollati vie, ma lo stesso vale per elefanti, cammelli, cavalli Marwari e maiali. Le vacche sacre possono ancora portare in una via principale una brusca frenata, semplicemente allungandosi pigramente attraverso uno svincolo, non turbate dalla cacofonia di clacson. Una lunga fila di scimmie salta sui tetti prima di effettuare discese verso giù nella parte anteriore di edifici rosa per salutare gli osservatori con sguardi impertinenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/pushkar-01.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13004" title="Pushkar gaths, palaces and lake. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/pushkar-01.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Di una tonalità leggermente più scura di corallo, il Palazzo Comunale è una caverna di Aladino di tesori, pugnali e pistole ingioiellate o abiti ornati, tende per alcuni dei principi più corpulenti. All&#8217;interno del museo ci sono due giganti urne d&#8217;argento più grande della piccola auto indiana Tata. Questi sono stati utilizzati dal nonno dell&#8217;attuale Maharaja, Madho Singh II, per trasportare l&#8217;acqua del Gange in Gran Bretagna (perché non era disposto a bere qualsiasi altra bevanda). Tra le altre curiosità la palla intricato di metallo, con all&#8217;interno una candela usata per i giochi di polo notturno dal Maharaja Sawai Man Singh II. Per l’indubbio costernazione dei padroni di casa, è morto durante una partita del suo sport preferito sui campi da gioco d&#8217;Inghilterra.</p>
<p style="text-align: justify;">Secoli si fondono tra loro qui. Le strutture di colore giallo pallido che si estendono verso il cielo a <strong>Jantar Mantar </strong>potrebbe essere opere d&#8217;arte moderne, ma questo è un osservatorio fondato nel 1728 dal Maharaja Jai Singh II, dove meridiane giganti dicono il tempo entro due secondi. È qui che gli astrologi valutano la compatibilità di giovani coppie che vogliono sposarsi e vedere quanti dei 36 &#8220;simpatie o antipatie&#8221; hanno in comune. Troppo pochi e il matrimonio è destinato, ma troppi sarebbe anche un inizio infausto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori un vecchio da un&#8217;urna di ottone gigante contenente dolce al pistacchio kulfi (gelato): il rinfresco ideale prima di prendere la via del mercato di Jaipur. È immergersi in un labirinto claustrofobico di negozi con lampade accese, ricca di incensi bruciati per placare gli dèi, mentre signore raccogliendo sorseggiando chai e commercianti pomposamente sventolano uno straccio sorprendente dopo l&#8217;altro: scarlatto, fucsia o blu royal. Nelle vicinanze una serie scintillante di braccialetti o graziosi parasole sono disposti in vendita, mentre mucchi di turbanti attendono ispezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti è una psichedelica urbana, Jaipur è compensata dai suoi rurali vicini. guidando fuori della città, passati 300 metri, una statua piuttosto vistosa del dio scimmia Hanuman, e si scende in frazioni di lilla, menta, blu leggero in case rosa confetto. Anche le donne lavoravano nei campi o per le strade, portando le rocce in ceste sul capo, sembrano ornate in fronzoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/jodhpur-01.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13005" title="Blue city of Jodhpur in Rjasthan. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/jodhpur-01.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In questo turbinio di colori è il bianco come la neve delle suore Jain, che cattura l&#8217;occhio mentre camminano sul ciglio della strada, evitando tutti i beni materiali o dei trasporti. La loro vita è un pellegrinaggio costante in cui spazzare la strada per paura di calpestare le formiche e non mangiare dopo il tramonto nel caso in cui una zanzara o un insetto possa essere consumato sul cibo vegetariano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;India è terra di un milione di dèi e di migliaia di sette</strong>. Nella media i rajasthani sembrano coesistere comodamente fra una miriade di credenze. Ottanta miglia a sud-ovest di Jaipur, nella luminosa moschea avocado del settimo secolo ad Ajmer &#8211; uno dei più venerati in India &#8211; musulmani, indù, cristiani e buddisti, tutti schiacciati nei confini di Dargah Sharif. Questa è la tomba d&#8217;argento ornato del santo sufi Khwaja Muin-ud-din Chisti. Qui si gettano petali e gelsomini al santo venerato prima di atraversare le sue porte più esterne che portano legati mandarini e stringhe di pomodoro in preghiera silenziosa per le loro divinità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/Mehrangarh-Fort_cleaned.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13006" title="Mehrangarh Fort in Jodhpur. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/Mehrangarh-Fort_cleaned.jpg" alt="" width="450" height="266" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lungo la strada per <strong>Pushkar</strong>, un uomo vestito da sadhu offre la salvezza ai pellegrini. Hanno viaggiato in lungo per fare il bagno nel lago sacro creato, si dice, da Brahma quando lasciò cadere i petali di loto. Ci sono 52 ghats, tra cui quella in cui Vishnu si dice sia apparso come un cinghiale e un altro in sono state sparse alcune delle ceneri di Gandhi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i 500 templi blu è uno dei pochi in India dedicato a Brahma, ma i templi sono spesso messa in ombra dal bhang (marijuana), caffè e negozi internet. Siate consapevoli, i locali avvertono: questi sadhu sono ciarlatani in cerca di denaro</strong>. Quelli veri vagano nudi, rifuggendo ogni società umana.</p>
<p style="text-align: justify;">A 100 chilometri a ovest, a sud di Jodhpur si trova la città di <strong>Rohet</strong>. Qui <strong>Bruce Chatwin </strong>ha scritto <em>La Vie dei Canti </em>e <strong>William Dalrymple </strong>ha iniziato <em>City of Djinns </em>all&#8217;interno del Rohet Garh, la casa ancestrale di una famiglia aristocratica locale. Lungo la strada, Sidharth Singh e sua moglie Rashmi hanno costruito il Mihir Garh, un&#8217;oasi nel deserto, con sole nove antiche suite, tutti con piscine. Singh è appassionato di equitazione, lui ti porterà in dolce trotto a visitare la<strong> popolazione Bishnoi </strong>nei loro villaggi di canne e fango.</p>
<p style="text-align: justify;">I Bishnoi sono in origine degli eco-guerrieri. Nel 1730, 363 di loro sono stati uccisi quando si aggrappavano agli alberi per impedire che un partito inviato dal Maharaja di Jodhpur per il loro abbattimento per il suo nuovo palazzo. Ancora oggi evitano tutti i comfort moderni, compresa l&#8217;energia elettrica e l’acqua corrente. Per contro, le case blu brillante della vicina comunità di bramini, le loro donne sfornano crema dal latte, ma tutti dispongono di TV. Tuttavia, gli anziani nei loro caramellati turbante rosa o bordeaux ancora danno il benvenuto e svolgono la tradizionale cerimonia di oppio, in cui una bevanda a base di narcotico (ora una versione pallida da quando il governo si prende la maggior parte della linfa per scopi medicinali) è venerato per i suoi scopi riparatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/jaisalmer-fort-3.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13007" title="Jaisalmer Fort with its bastions. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/jaisalmer-fort-3.jpg" alt="" width="450" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jaisalmer</strong>, è la città più occidentale del Rajasthan, si estende fuori dal deserto del Thar. All&#8217;alba e al tramonto brilla come il metallo prezioso. Entro i 99 bastioni della fortezza murata di color miele-oro, un dedalo di stradine sembra essere sopravvissuto, immutato, da secoli. <strong>In una terra deserta così calda che l&#8217;acqua fredda può rompere gli occhiali, la vita sembra giocare fuori su tetti che accarezzato con brezze serali &#8211; fino a quando soffia la tempesta di sabbia e trasforma tutto in tonalità seppia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuori dalla città di sono una miriade di havelis del XVI e XVII secolo, le case dei mercanti che, una volta era florido sul commercio via della seta. Dietro facciate che assomigliano a pizzo, i ritratti della regina Vittoria appesi accanto a dipinti murali di magnificenza dell’epoca dei Maharaja in camere riccamente decorate come quelle delle loro controparti reali. I simboli dell&#8217;era Raj &#8211; letti tutti d&#8217;argento, scacchi di avorio o di osso di cammello e vecchi grammofoni &#8211; si fondono con antichi manufatti indiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre l&#8217;arenaria oro di Jaisalmer non può essere colorata come i suoi omologhi a Jaipur Jodhpur, esso costituisce per essa con una tradizione locale unico. Su quasi ogni casa c’è un ritratto dipinto dai colori vivaci del dio elefante Ganesh, accanto iscrizioni per indicare la data delle nozze dei suoi occupanti. Peperoncini giallo-verde e lime appesi sopra ogni porta per tenere lontano il malocchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Viaggianto per 150 miglia a sud est a <strong>Jodhpur</strong>, città per sempre immortalata da calzoni da cavallerizzo. Deve la sua fama particolare è dovuta al fatto che un ex Maharaja di Jodphur era in viaggio in Inghilterra nel 1887, quando la nave affondò con tutto i suoi possedimenti a bordo. Immediatamente incarico i suoi ampi pantaloni preferiti da Savile Row. I Jodhpurs diventarono di gran moda nella Londra Vittoriana.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni punti, la terra della <strong>regione Marwar </strong>(conosciuta come<strong> la terra della morte a causa del suo aspro, arido deserto</strong>) in giro per questa bella città è un profondo rosa così vivido che il bufalo che rotolano nelle sue pozzanghere acquoso emergono come personaggi dei cartoni animati, completamente trasformato dal nero al rosa-corallo. Gli alberghi, i palazzi di caccia, le havelis della città sono tutte di un rosso bruciato, a parte la struttura crema del Umaid Bhawan Palace, che si profila all&#8217;orizzonte. Iniziato come sistema per creazione occupazione in un periodo di siccità nel 1929, il palazzo &#8211; ripieno di art deco delizie e 347 camere – impegnò 3.000 persone e 15 anni per costruirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">È a Jodhpur che un&#8217;altra ombra ti colpisce: un soffitto azzurro sorprendente. Guardando dall&#8217;alto in basso Jodhpur dai bastioni del Forte Mehrangarh &#8211; imponente struttura che sembra librarsi tra le montagne – tutto quello che potete vedere è blu. Ogni casa è piena di colore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/city-palace-on-lake-pichola-in-udaipur.jpg" rel="lightbox[13000]"><img class="alignnone size-full wp-image-13008" title="City Palace on Lake Pichola in Udaipur. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/city-palace-on-lake-pichola-in-udaipur.jpg" alt="" width="450" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma come a Jaipur, anche a Jodhpur è il bazar medievale intorno all&#8217;antica torre dell&#8217;orologio che c’è la vera festa dei sensi. Spezie in ogni sfumatura di colore, marrone dalla mostarda alla cannella o rovere scuro siedono in montagna di polvere accanto a venditori che porgono pallidi manghi verdi acerbe, o cetrioli, pomodori e peperoncino rosso sangue per Thalis piccante. Nelle vicinanze vecchi friggono jelabi &#8211; dolci locali. Per le strade venditori di fiori di gelsomino offrono oli profumati e profumi. Ristoranti locali senza licenza servono birra fresca in tazze di porcellana &#8211; &#8220;caffè speciale&#8221;, come la descrivono.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso a sud porta al spettacolare tempio del XIV secolo jainista di <strong>Ranakpur. Le sue 29 sale di marmo</strong> e cortili hanno preso 63 anni perla loro costruzione, e mentre il record ufficiale di Stato afferma che ci sono 1.444 pilastri &#8211; ciascuno tagliato in maniera univoca &#8211; la gente del posto insiste nel fatto che nessuno è mai riuscito a contarli. In mezzo a questa foresta di bianco latteo, il tratto di un solo colore l’ambra delle figure dei Buddha, come di Jain.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinquanta miglia più a sud si trova <strong>Udaipur</strong>. Nel 1828, il tenente colonnello James Tod, allora agente politico degli Stati Occidentali Rajput, ha descritto la città nei suoi Annali e Antichità come &#8220;<em>il luogo più romantico del continente India</em>&#8220;. I suoi sette laghi comunicanti, le piccole isole e il verde la distinguono dai suoi omologhi più aridi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di gran lunga la più pittoresca di tutti i suoi tesori è il bianco ghiaccio <strong>Lake Palace</strong>, che sembra galleggiare nel bel mezzo delle acque nel profondo azzurro del lago Pichola. Di notte, le luci scintillanti si riflettono sulle acque.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruito nel 1746 dal Maharana Jagat Singh II come residenza estiva, ora è un albergo. Vale la pena spendere una cena qui, solo per godere del giro in barca sulla flotta regale e per ammirare i piedi dei ballerini che volteggiano tra i suoi cortili tra fontane a lume di candela.</p>
<p style="text-align: justify;">Sovrasta il lago è il <strong>City Palace</strong>, un avorio profondo che diventa giallo bruciato al tramonto. Il più grande palazzo del Rajasthan, è una collezione eccentrica di aggiunte creati da successivi governanti. È anche ricco di tesori, tra cui mosaici pavoni abbaglianti e sette arcate in cui sono stati pesati i governanti in oro da distribuire ai loro sudditi.</p>
<p style="text-align: justify;">La porta accanto è <strong>Fateh Prakash Palace</strong>. Qui l’ossessione di un uomo ha alla straordinaria Gallerie di Cristallo. Nel 1887, Maharana Sajjan Singh fu così preso con il cristallo inglese che ha ordinato l&#8217;intero set di mobili. Fortunatamente nessuno ha mai dovuto dormire nel letto di cristallo, il principe morì prima che fosse consegnato. In questa terra straordinaria, nulla sembra fuori dal comune, nemmeno letti fatti di vetro. L&#8217;unica cosa sorprendente è che non è stato tempestato di gemme multicolori.</p>
<p style="text-align: justify;">Di <strong>Terri Judd</strong><br />
dal <strong>The Indipendent</strong>, 27 novembre 2010</p>
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		<title>Virginia e le sue passioni per l’India e la musica</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 05:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il racconto della 25enne bolzanina: «In Italia vivo ormai solo la metà dell’anno» A 12 anni il primo viaggio con i genitori, oggi vive e suona con Igino Brunori Bolzano &#8211; Per anni, dal Sessantotto in poi, frotte di giovani occidentali hanno inseguito in India il sogno di una vita diversa, magari anche solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Il racconto della 25enne bolzanina: «In Italia vivo ormai solo la metà dell’anno» A 12 anni il primo viaggio con i genitori, oggi vive e suona con Igino Brunori</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Bolzano &#8211; Per anni, dal Sessantotto in poi, frotte di giovani occidentali hanno inseguito in India il sogno di una vita diversa, magari anche solo per poche settimane e per un viaggio spirituale presto dimenticato. <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/aaaaaaaaa1.jpg" rel="lightbox[23752]"><img class="alignright size-full wp-image-23754" title="Virginia e le sue passioni per l’India e la musica" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/aaaaaaaaa1.jpg" alt="" width="199" height="119" /></a>Oggi i giovani se ne vanno da casa solo per studiare in un’altra città, con tante illusioni in meno rispetto ad allora. Fa eccezione <strong>una ragazza bolzanina che si è innamorata dell’India giovanissima e che, a 25 anni, vive metà dell’anno a Bhopal e metà in Italia</strong>, vivendo pienamente il suo sogno di musicista convertita alla musica classica indiana. <strong>Virginia Nicoli</strong> in questi giorni è a Bolzano, dove è nata nel 1987, per trascorrere alcuni giorni con i genitori e per preparare un concerto importante: il 16 giugno si esibirà al Teatro delle Muse di Pineta di Laives assieme ai suoi maestri di canto “dhrupad” che arrivano dall’India per affrontare un breve tour italiano. Occasione preziosa per raccontare questa sua vita in equilibrio fra occidente e oriente.<br />
<span id="more-23752"></span>«<em>Sono nata a Bolzano da mamma ladina e papà italiano e ho frequentato la scuola steineriana di Merano, che era bilingue. Poi due anni alla scuola d’arte di Ortisei e diploma alla scuola steineriana di Milano, dove ho anche frequentato la Scuola musicale civica equiparata al Conservatorio. Lì, un incontro decisivo con Igino Giovanni Brunori, che suona il sax, con il quale vivo e con il quale ho creato il duo Samvad. Con lui condivido la passione per la musica e per l’India</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’India, appunto. Quando entra nella sua vita?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Prestissimo. A 12 anni feci un viaggio laggiù con i miei genitori. Un viaggio molto intenso, che mi ha segnato la vita. Che cosa mi ha conquistata? Tutto: mi ha cambiata la visione del mondo, sono tornata diversa. Pensi che già allora dissi ai miei genitori, dentro la scuola musicale di Shimla, vicino all’Himalaya: devo tornare a studiare in India. E l’ho fatto».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E la scelta del flauto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Ricordo che avevo tre anni ed ero a letto malata, mio padre mi regalò un cd new age in cui era protagonista un flauto di bambù. Quando mi chiedono perché ho scelto il flauto penso a quel momento, e poi al flauto pentatonico che i bambini suonano alle scuole Waldorf. Alla fine sono passata al flauto traverso e al bansuri indiano».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E il rapporto attuale con quel Paese così diverso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Dal punto di vista filosofico e spirituale sento l’India molto vicina, ma non pratico alcuna religione, anche se credo nella reincarnazione. Bisogna anche dire che dal punto di vista spirituale, oggi l’India è cambiata, vive di corsa cercando di imitare l’Occidente. Gli occidentali che vivono lì sono molto più “spirituali” degli indiani, anche se io non rinnego nulla della vita occidentale. Il mio rapporto più stretto oggi è quello con la musica classica indiana che si chiama Dhrupad».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quanto tempo trascorre in Oriente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Autunno e inverno in India, ospite della scuola di Bhopal, primavera ed estate qui, soprattutto a Tignale in colline sul lago di Garda. Lì il mio compagno ha un casa e possiamo mangiare quello che coltiviamo e vivere di quello che guadagniamo con qualche concerto e con alcuni seminari. Ne abbiamo tenuti anche qui, sul Renon, assieme a un’insegnante di Yoga Ratna».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E Bolzano com’è, vista da lontano?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Non mi tengo aggiornata, ma noto i cambiamenti: e oggi la trovo molto diversa nel suo paesaggio umano. Si nota una multiculturalità che solo pochi anni fa non c’era. E mi sembra una cosa positiva, un’opportunità».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è un punto d’arrivo in questa ricerca esistenziale e artistica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«No, in India il contatto con il maestro non finisce mai. Gli studenti incominciano ad esibirsi in pubblico solo alla sua morte. Altrimenti si continua ad imparare, è un viaggio interminabile. Il mio obiettivo? Vivere di musica».</em></p>
<p>di <strong>Fabio Zanboni</strong>,<br />
da <strong>altoadige.gelocal.it</strong> , 2 giugno 2013</p>
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		<title>Donne in India buone come carbonella</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 05:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi non vi scrivo degli stupri attuati in India da certi mostruosi gruppi subumani, oggi non vi parlo delle donne bruciate perchè “streghe”, oggi vi segnalo alla vostra attenzione un fatto di cronaca nel 2013, in India, dove l’ ultimo censimento nel 2011, ha rilevato che tra 0 e 6 anni, ci sono 7,1 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi non vi scrivo  degli stupri  attuati in India da certi mostruosi gruppi subumani, oggi non vi parlo delle donne bruciate perchè “streghe”, oggi vi segnalo alla vostra attenzione un fatto di cronaca nel 2013, in India, dove l’ ultimo censimento nel 2011, ha rilevato che tra 0 e 6 anni, ci sono 7,1 milioni di bambine in meno dei maschi e sul  totale della popolazione (1,2 miliardi di persone), ci sono 940 donne ogni mille uomini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/1111111111111.jpg" rel="lightbox[23749]"><img class="aligncenter size-full wp-image-23750" title="Donne in India buone come carbonella" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/1111111111111.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23749"></span>Di questo vi scrivo:  “<em>In India una donna si è data fuoco insieme alle sue cinque figlie come reazione ai maltrattamenti del marito che non le perdonava di non avergli dato figli maschi. Secondo l’agenzia locale Ians, anche il giorno della tragedia il marito le aveva inflitto un “brutale” pestaggio. Le piccole avevano due, cinque, sette, 10 e 12 anni. I vicini hanno tentato di domare le fiamme ma non sono riusciti a salvare nessuna delle sei vittime. Dopo la denuncia del fratello della donna, che ha parlato di torture sistematiche inflitte alla consorte, la polizia ha arrestato il marito.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Diteglielo al papa che in India si privilegiano   i figli maschi, la pratica degli aborti selettivi e viene  trascurato  ogni umano trattamento delle bambine: non è stato forse fino a tutto il seicento,  il rogo, il luogo deputato a   rimuovere  ogni traccia delle streghe, degli omessessuali,  colpevoli  dei loro peccati, che purificava  contemporaneamente il  luogo  dove questi erano vissuti?</p>
<p style="text-align: justify;">Ieri ho saputo che Jiah Khan, giovane promessa del cinema di Bollywood di 25 anni, si è impiccata  nella sua abitazione di Mumbai, sembra per una profonda  depressione. Avrebbe potuto dare corpo, lei così bellissima, e voce a queste ultime donne del suo Paese? Loro, le donne, resistono ed esistono, ovunque nel mondo: fatevene una ragione.</p>
<p>di <strong>Doriana Goracci</strong></p>
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		<title>Navigazione in acque sconosciute dell’India</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 23:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Governare una nave scendendo uno dei grandi fiumi del mondo non è semplice navigazione come ci svela Tim Pozzi in un viaggio turistico in territorio inesplorato. Guardando dal ponte della RV Charaidew, è difficile dire dove il grigio-verde del fiume Brahmaputra finisce e il grigio oscuro del cielo dell’Assam inizia. Il comandante della nave sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Governare una nave scendendo uno dei grandi fiumi del mondo non è semplice navigazione come ci svela Tim Pozzi in un viaggio turistico in territorio inesplorato.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Guardando dal ponte della RV Charaidew, è difficile dire dove il grigio-verde del fiume <strong>Brahmaputra</strong> finisce e il grigio oscuro del cielo dell’<strong>Assam</strong> inizia. Il comandante della nave sembra ansioso. L&#8217;enorme fiume, lungo 1.800 miglia e, a volte sei miglia di larghezza, è disseminato di migliaia di isolotti e barene.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6284" title="Cabins on board have bamboo cane callw and floors and wicker chairs" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/08/cabins-on-board-have-bamboo-cane-callw-and-floors-and-wicker-chairs.jpg" alt="Cabins on board have bamboo cane callw and floors and wicker chairs" width="450" height="282" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Egli è alla ricerca di quelle piccole increspature sulla superficie, o alcune lievi variazioni di colore</em>&#8220;, ha spiegato Pratik, il responsabile del viaggio. &#8220;<em>Queste potrebbero essere aree particolarmente pericolosamente</em>&#8220;, ha aggiunto, con una risata nervosa.<br />
<span id="more-6283"></span>Ho guardato a mia volta, la metà della dozzina degli altri membri dell&#8217;equipaggio sul ponte. Mi hanno offerto gesti di rassicurazione, ma tesi, sorrisi. Ho avuto la sensazione che sarebbe stato più rilassato, se non fosse stato lì. O, almeno, se non avessi avuto le mie mani sul timone della nave.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, per 10 minuti sono stato il capitano Pozzi della Compagnia di Navigazione Assam Bengala, guidando 14 passeggeri e i 27 membri dell&#8217;equipaggio attraverso i vortici, i mulinelli e i perenni fatiscenti argini con un fare paterno e uno mano instabile sul timone.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>A sinistra, a sinistra &#8211; non più, di più, di più, SINISTRA. No, adesso. Molto più a destra. PIÙ DESTRA &#8230;</em>&#8221; Pratik stava lottando per orientarmi tra l’educato e le grida verso di me per essere un idiota che parlava a vanvera. E&#8217; stato piuttosto stressante per tutti gli interessati e alla fine sono stato sollevato e invitato a cedere la dannata cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ero svegliato quella mattina nella nostra deliziosa cabina &#8211; uno delle 12, con canne di bambù alle pareti e pavimenti e sedie in vimini &#8211; aperta la grande finestra, avevo visto un delfino rosa in placide acque. Ma ho pensato, faccio colazione e i delfini li guardo più tardi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6293" title="Sunset at Brahmaputra" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/08/sunset-at-brahmaputra.jpg" alt="Sunset at Brahmaputra" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i nostri pasti a buffet erano eccellenti &#8211; l&#8217;unico aspetto a cercarlo, eravamo solo in pochi di noi, era l&#8217;etichetta. Dovevamo noi stessi farci sentire accanto a Mike e Marcia, in cui compagnia avevamo tanto apprezzato la cena, nuovamente? Oppure fare uno sforzo per conoscere Heinz, il tedesco e il suo fräulein, che erano piuttosto austeri? Si potrebbe, infatti, essere esonerati dal parlare un po’ durante la colazione?<br />
A giudicare dall’itinerario del giorno, guardando sulla bacheca, ci sarebbe molto di mangiare. C’era:<br />
6,00: tè e caffè in sala<br />
7,30: colazione<br />
9,00: tè e caffè sul ponte scoperto<br />
11,00: tè e caffè sul ponte scoperto<br />
13,00: pranzo<br />
16,00: tè e caffè sul ponte scoperto<br />
19,00: briefing sul ponte scoperto<br />
19,30: cena<br />
Tè e caffè dopocena saranno serviti sul ponte scoperto</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi, la promessa di tale indolenza era fuorviante, come ogni mattina dopo la colazione c’era una escursione a terra per una spedizione terrestre. Qualunque attrazione dell’Assam in maggio manca di grandezza, ma sono più per fare fascino. Con così pochi turisti che si sforzano di visitare questo straordinario angolo di India, ci siamo trovati oggetti di meraviglia, ovunque siamo andati.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Sibsagar</strong>, abbiamo visitato il <strong>Sivadol</strong>, il più alto tempio di Shiva in India. Ebbene, la dimensione non è tutto, ma vagare a piedi nudi lungo un corridoio di marmo scuro con gli escrementi di uccelli, con i piccioni che sorvolano le nostre teste e con la barba lunga dei saddhu che cercando di vendere collane ci affascina, siamo arrivati in una piccola camera cupa, con un tetto 34 metri sopra le nostre teste. L’incenso riempiva l&#8217;aria, creando una magica nebbia, attraverso la quale abbiamo visto persone che sfondano le noci di cocco su una roccia e versando il latte nel corso di un <strong>lingam</strong> &#8211; un gigante fallo di pietra. Un sacerdote scodellava il latte e dispensa sante foglie, che i fedeli bloccato dietro le loro orecchie.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6289" title="Sivadol, the tallest Shiva temple in India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/08/sivadol.jpg" alt="Sivadol, the tallest Shiva temple in India" width="452" height="256" /></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo sentito il nostro ruolo di ambasciatori culturali ancor più vivo nei villaggi che abbiamo visitato, dove il nostro arrivo è stato chiaramente un grande evento. Questi erano semplici luoghi, con la sporcizia delle strade, case di legno su palafitte e maiali e polli allo stato libero. Siamo stati privilegiati per entrare in casa della gente, a guardare la tessitura di scialli e coperte. Vecchie donne sorridevano nel loro sorriso arancione reso così dalla masticatura assidua del betel. Dovunque siamo andati, siamo stati seguiti da decine di persone, a ridere di noi, su di noi. La cosa più emozionante per me e per la mia ragazza Anita, è stata una performance di danza e musica di monaci nel monastero di Kamalabari. Come ci siamo seduti su stuoie sul pavimento, sette flessuosi effeminati uomini suonavano piatti e tamburi sospesi con corde intorno al collo, assumevano graziose posture yoga in successione ritmica, sorridendo beatamente. &#8220;<em>In questo modo, sperano di poter essere più vicino a Vishnu, l&#8217;Essere Supremo</em>&#8220;, ha affermato Vijay. Vishnu deve essere stato felice.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quattro giorni di crociera, barbecue sulla riva del fiume, guardando i delfini, bevendo birra e guardare i tramonti, siamo arrivati nei pressi del <strong>Kaziranga</strong> <strong>National</strong> <strong>Park</strong>, dove ci è stato detto al briefing della sera &#8220;<em>che sicuramente saremmo in grado di vedere i rinoceronti</em>&#8221; .</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6290" title="Kaziranga National Park" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/08/kaziranga-national-park.jpg" alt="Kaziranga National Park" width="450" height="311" /></p>
<p>Io e Anita abbiamo eluso il safari all’alba in groppa agli elefanti a causa della pioggia. Ma più tardi, in una jeep, abbiamo visto in abbondanza rinoceronti in mezzo al primordiale paesaggio di paludi, laghi e foreste di una vita. Abbiamo visto anche cervi, aquile serpente, cinghiali, langur, macachi, cicogne, pellicani, elefanti, bufali selvatici, una traccia di pitoni, e due alberi in cui le tigri avevano lasciato il terribile marchio degli artigli.<br />
Sono calcolati circa 100 tigri nel parco e Heinz effettivamente ne ha visto e fotografato una. L&#8217;ho fatto sentire un po&#8217; geloso. Ma, d&#8217;altra parte, sono stato io, non Heinz, che aveva guidato una nave &#8211; seppure a zig-zag lungo uno dei grandi fiumi del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Liberamente tratto da un articolo di <strong>Tim</strong> <strong>Pozzi</strong> pubblicato sul <strong>Telegraph</strong> il 19 agosto 2009</p>
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		<title>L&#8217;India di Fabio Donato in mostra allo Spazio Nea di Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 23:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre & Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[dal 6 giugno al 3 luglio 2013 Un viaggio in India. Il &#8217;68 giusto alle spalle. La voglia di esprimere in modo nuovo un&#8217;esperienza unica. Oggi, più ancora di ieri, appare come non mai visionaria e anticipatrice la lezione di fotografia di Fabio Donato, autore tra i più interessanti e ricercati del panorama italiano, tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">dal <strong>6 giugno al 3 luglio 2013</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio in India. Il &#8217;68 giusto alle spalle. La voglia di esprimere in modo nuovo un&#8217;esperienza unica. Oggi, più ancora di ieri, appare come non mai visionaria e anticipatrice la lezione di fotografia di <strong>Fabio Donato</strong>, autore tra i più interessanti e ricercati del panorama italiano, tra gli artisti di <em>Pelle e Pellicola</em>, progetto espositivo dello <strong>Spazio Nea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/1111111111.jpg" rel="lightbox[23253]"><img class="aligncenter size-full wp-image-23254" title="&quot;India '70&quot; di Fabio Donato in mostra allo Spazio Nea di Napoli" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/1111111111.jpg" alt="" width="450" height="170" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con<strong> India&#8217; 70</strong>, questo il titolo della personale a cura di Pasquale Lettieri e Isabella Valente (<strong>vernissage giovedì 6 giugno 2013 </strong>alle <strong>ore 19.30</strong> &#8211; in programma<strong> fino al 3 luglio</strong>), l&#8217;artista, docente all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli, ripresenta la mostra che quarant&#8217;anni fa lo fece conoscere al grande pubblico.<br />
<span id="more-23253"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1971 in molti affollarono la libreria Guida a Port&#8217;Alba, incuriositi dalla stravolgente e peculiare visione che Donato volle dare di quel Paese raggiunto dopo un avventuroso itinerario on the road. La sua idea di arte e di fotografia desta stupore e alimenta polemiche inevitabili, frutto, forse, dell&#8217;incapacità all&#8217;epoca di comprendere il suo messaggio innovativo e la sua sperimentazione nel campo della fotografia e nel reportage.</p>
<p>Come rivivere l&#8217;esperienza in India  di quegli anni? Donato scelse di non accontentarsi del racconto oleografico, che si sarebbe trasformato nell&#8217;ennesimo deja vu sull&#8217;argomento. Un talento acerbo, pronto ad esplodere, lo spinse oltre, cercando l&#8217;espressione più sincera di un&#8217;emozione irripetibile, quella di chi vive e vede l&#8217;India per la prima volta. Esperienza che le parole riescono a descrivere parzialmente e che solo l&#8217;immagine riesce a plasmare, e conservare, con completezza e complessità .<br />
Una miriade di piedi, gambe, caviglie circondano il visitatore della mostra, il viaggiatore, l&#8217;avventuriero. L&#8217;India di Fabio Donato è ¨ <em>tutta nella scelta di un solo tipo di immagine, ripetuta, quasi, all&#8217;infinito: un soggetto che sembra unico, ma che in realtà non lo è</em>&#8220;, per raccontare l&#8217;intero subcontinente, la sua gente, la sua atmosfera, la sua multiforme è irripetibilità. Donato scatta le sue foto ancora da studente di architettura. Appena due anni dopo il viaggio e la mostra, è il vincitore della prestigiosa targa d&#8217;argento alla Biennale del Fotoreportage.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Vivevamo un clima particolare negli anni&#8217;70</em>- spiega l&#8217;autore con una lunga esperienza anche come fotografo di scena- <em>Stavamo per vivere uno dei decenni più creativi del &#8217;900. Si stava ricostruendo un immaginario ed eravamo tutti alla ricerca di nuovi modelli e linguaggi. Quando mi fu proposto di fare una mostra dopo il viaggio, mi chiesi cosa raccontare. Scelsi di trasferire il mio sentire a partire da un momento particolare. Ero accovacciato sul ciglio di una strada con il mio compagno di viaggio, che inizia a suonare la chitarra. Chiusi gli occhi e quando li riaprii, pochi minuti dopo, mi ritrovai totalmente circondato. Il mio amico, come un pifferaio magico, aveva attratto folle di persone, ammaliate dalla sua musica. Il gesto più naturale fu quello di afferrare la macchina fotografica. Ecco la mia India: impossibile vivere anche un solo attimo senza sentire ben evidente la presenza di un&#8217;umanità  immanente&#8221;</em>.</p>
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		<title>Rischio tsunami di ghiaccio per i villaggi del Nepal</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2013/06/rischio-tsunami-di-ghiaccio-per-i-villaggi-del-nepal/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 23:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacci potrebbero causare improvvise e pericolose inondazioni dovute allo straripamento dei laghi glaciali. L&#8217;innalzamento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacciai potrebbero costituire una pericolosa combinazione distruttiva per i villaggi che sorgono in Nepal, alle pendici dell&#8217;Himalaya. Entrambi sono tra le principali cause degli tsunami di ghiaccio (i cosiddetti GLOF, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Riscaldamento globale e scioglimento dei ghiacci potrebbero causare improvvise e pericolose inondazioni dovute allo straripamento dei laghi glaciali.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;innalzamento delle temperature e <strong>lo scioglimento dei ghiacciai potrebbero costituire una pericolosa combinazione distruttiva per i villaggi che sorgono in Nepal</strong>, alle pendici dell&#8217;Himalaya. Entrambi sono tra le principali cause degli tsunami di ghiaccio (i cosiddetti <strong>GLOF</strong>, glacial-lake-outburst floods), improvvise inondazioni generate dallo straripamento dei laghi glaciali che fuoriescono dagli argini a causa dell&#8217;aumentata pressione dell&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/gokyo-lake_1166651.jpg" rel="lightbox[23245]"><img class="alignnone size-full wp-image-23246" title="Uno dei laghi di Gokyo, in Nepal, specchi d'acqua di origine glaciale tutelati dall'Unesco. Photo credit: aliceainsworth, Flickr" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/gokyo-lake_1166651.jpg" alt="" width="450" height="253" /><span id="more-23245"></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un&#8217;onda anomala di acqua e ghiaccio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il riscaldamento globale accelera la fusione dei ghiacciai e la formazione di laghi glaciali. L&#8217;erosione, un evento sismico o semplicemente, un&#8217;eccessiva quantità d&#8217;acqua all&#8217;interno dell&#8217;alveo possono rompere le naturali sponde di ghiaccio o i depositi rocciosi che proteggono gli argini del lago. Ecco che si genera un GLOF: milioni di metri cubi d&#8217;acqua ghiacciata si riversano sulla montagna e raggiungono i più vicini villaggi, inghiottendo qualunque cosa si trovi sul loro percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ultimo secolo alle pendici dell&#8217;Himalaya si sono registrati 50 tsunami di ghiaccio, secondo l&#8217;International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD), un centro di ricerca sui monti himalayani con sede a Kathmandu (Nepal). Ma il riscaldamento globale sta formando nuovi laghi glaciali e ingrossando quelli vecchi a ritmi mai osservati prima d&#8217;ora.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>In alcune zone dell&#8217;Himalaya, come nella regione di Dudh Koshi nel Nepal orientale lo scioglimento è particolarmente rapido</em>» ha raccontato al Time Pradeep Mool, coordinatore dell&#8217;ICIMOD. «<em>Quasi tutti i ghiacciai nella regione si stanno ritirando al ritmo di 10-59 metri all&#8217;anno, e negli ultimi 5 anni siamo passati a una media di 74 metri all&#8217;anno. Si sono creati 24 nuovi laghi glaciali nell&#8217;area, che ora in totale ne ha 34. Dieci sono da considerare a rischio</em>». Colpa del termometro che continua a salire: dal 1992 ad oggi, gli inverni sull&#8217;Everest sono divenuti più caldi di 0,6 °C.</p>
<p style="text-align: justify;">I terremoti rischiano di far precipitare la situazione. Per questo, secondo Mool, è necessario un più efficiente monitoraggio dei laghi più pericolosi.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Elisabetta Intini</strong>,<br />
da <strong>Focus.it</strong> 31 maggio 2013</p>
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		<title>Cristina e Luca commentano il loro viaggio in India con Shambhoo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 23:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve Giordana, sono Maria Cristina Leboffe, anche se in ritardo volevo comunicarti il resoconto del nostro viaggio in India. Grazie tantissimo : è andato tutto benissimo, l&#8217;organizzazione è stata perfetta, gli hotels bellissimi e l&#8217;India è qualcosa di stupefacente!!!  Il nostro autista Raj( credo che si scriva così) è stato molto bravo, puntuale, prudentissimo , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Giordana,</p>
<div style="text-align: justify;">sono Maria Cristina Leboffe, anche se in ritardo                 volevo comunicarti il resoconto del nostro viaggio in                 India.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Grazie tantissimo : è andato tutto benissimo,                 l&#8217;organizzazione è stata perfetta, gli hotels bellissimi                 e l&#8217;India è qualcosa di stupefacente!!! <span id="more-23242"></span></strong></div>
<div style="text-align: justify;">Il nostro autista Raj( credo che si scriva così) è                 stato molto bravo, puntuale, prudentissimo , ha guidato                 in maniera eccelsa nel caotico traffico indiano, l&#8217;auto                 è sempre stata pulita ed ordinata e profumata. Grazie moltissimo.</div>
<div style="text-align: justify;">Un grazie speciale va rivolto soprattutto a Manish e                 a Pram!!!. Come saprai abbiamo avuto un piccolo problema di                 salute e loro sono stati grandissimi!!!</div>
<div style="text-align: justify;">Credo che Pram venga in Italia in giugno, almeno così                 ho capito, se viene fammi chiamare vorremmo incontrarlo. Grazie ancora Giordana, credo che ci risentiremo                 perchè l&#8217;India ci è rimasta nel cuore e credo che                 intraprenderemo un altro viaggio.</div>
<div style="text-align: justify;">Ciao</div>
<div><strong>Cristina e Luca <a href="mailto:mcleboffe@yahoo.it">mcleboffe@yahoo.it</a></strong></div>
]]></content:encoded>
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		<title>SUMMER MELA – ROMA FINDs INDIA – La cultura indiana sbarca in Europa e lo fa a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 05:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre & Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una settimana di celebrazioni, dal 21 al 29 Giugno, in occasione della nascita ufficiale di FIND Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi La Fondazione FIND nasce come evoluzione e trasformazione della Fondazione Harsharan, nata nel 1969 per volere del musicologo e indologo francese Alain Daniélou. Un lungo soggiorno indiano, iniziato nel 1932, e gli incontri con scrittori, artisti, filosofi, intellettuali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Una settimana di celebrazioni, dal 21 al 29 Giugno, in occasione della nascita ufficiale di FIND Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Fondazione FIND</strong> nasce come evoluzione e trasformazione della <strong>Fondazione Harsharan</strong>, nata nel 1969 per volere del musicologo e indologo francese <strong>Alain Daniélou</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/summermela.jpg" rel="lightbox[23239]"><img class="alignnone size-full wp-image-23240" title="SUMMER MELA – ROMA FINDs INDIA – La cultura indiana sbarca in Europa e lo fa a Roma" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/06/summermela.jpg" alt="" width="450" height="125" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un lungo soggiorno indiano, iniziato nel 1932, e gli incontri con scrittori, artisti, filosofi, intellettuali e poeti tra cui il grande<strong>Rabindranath Tagore</strong>, fecero di Daniélou “un cittadino europeo che ha incorporato la civiltà indiana nella propria essenza”, e lo portarono alla convinzione che l’educazione al rispetto delle diversità e il dialogo tra le culture fossero l’unica via percorribile per l’umanità.<br />
<span id="more-23239"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi come non mai, le relazioni tra un’Europa in profonda crisi e un’India in continua crescita sono divenute importanti, e un dialogo d’impronta umanistica incentrato sul confronto culturale ed artistico, pone la basi per una prospettiva di progresso comune non più rinviabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo terreno si muove <strong>FIND</strong>, che si occupa di differenti discipline quali musica, fotografia, arte, danza, letteratura, dialoghi accademici ed incontri tra giornalisti, e crea opportunità di collaborazione per artisti e ricercatori di diverse nazionalità, con seminari, eventi, progetti di ricerca, corsi di perfezionamento e programmi di residenza, al fine di favorire lo scambio artistico-culturale tra l’India e i paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo corso della <strong>Fondazione Harsharan</strong> che diviene da quest’anno <strong>Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi</strong> – FIND verrà celebrato con un <strong>SUMMER MELA</strong>, ovvero una grande festa d’estate (alla maniera delle colorate celebrazioni indiane per l’avvento delle stagioni), tra Roma e Zagarolo che avrà inizio il 21 giugno, proprio in occasione del solstizio e della giornata mondiale della Musica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>SUMMER MELA</em></strong><strong> </strong><strong>– ROMA FINDs INDIA</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>GALA DINNER</strong><strong> </strong>(cena istituzionale ad inviti)<br />
<strong>21 giugno</strong><strong> </strong>– Hotel del Russie, Roma<br />
Tra gli ospiti: il Ministro indiano per le Risorse umane <strong>Shashi Tharoor</strong>, il nuovo ambasciatore indiano in Italia <strong>Basant Kumar Gupta</strong>, il regista <strong>Shekhar Kapur</strong>, il sociologo <strong>Ashis Nandy</strong>, il romanziere<strong>Tarun Tejpal</strong>, gli artisti <strong>Sudoph Gupta e Barthi Kher</strong>, il romanziere <strong>Dileep Padgaonkar</strong>,  il compositore  <strong>Jan Claude Eloy</strong>, la reporter e direttrice di APP <strong>Shoma Chaudhury</strong>, lo psicanalista e romanziere <strong>Sudhir Kakar</strong>, l’editore della rivista Seminar <strong>Malvika Singh</strong>, il curatore della Alkazi-Foundation <strong>Rahaab Allana</strong>, il giornalista di INDIA TODAY <strong>Swaminathan Kalidas</strong>, il direttore della ICCR <strong>Suresh Goel</strong>,  i due Maharaja e mecenati <strong>Muzaffar Ali Of Kotwara</strong> e <strong>Gaj Singh</strong>, il direttore dello Smithsonian Folkways Rec. <strong>Atesh Sonneborn</strong>, il direttore del Musée Guimet di Parigi <strong>Olivier De Bernon</strong>, il direttore del Museo Etnologico di Berlino <strong>Lars Koch</strong>, il direttore del Museo Elysée di Losanna <strong>Sam Stourdzé</strong>, il direttore di Casa de la Inda di Valladolid <strong>Guillermo Rodríguez</strong>, Ia giornalista dell’INDEPENDENT <strong>Isabella Thomas</strong>,  il direttore del Museo della Musica di Barcellona<strong>Romà Escalas</strong>, il direttore delle Fondazione Scelsi <strong>Nicola Sani</strong>, il direttore dell’ IISMC della Fondazione Giorgio Cini <strong>Giovanni Giurati</strong>, il presidente della Regione Lazio <strong>Nicola Zingaretti</strong>, la presidente del MAXXI <strong>Giovanna Melandri</strong>, l’onorevole <strong>Sandro Gozi</strong> presidente dell’Associazione Italia-India, il diplomatico e scrittore <strong>Roberto Toscano</strong>, ed altri illustri esponenti delle Istituzioni italiane ed indiane.<br />
<strong><br />
</strong><strong>SHIVA e DIONISO</strong> &#8211; Festa del Solstizio<br />
<strong>22 giugno</strong> &#8211; Zagarolo<br />
<strong>Cerimonia inaugurale FIND</strong> (ad invito) – ore 11-17 – Villa Il Labirinto – Centro Alain Daniélou<br />
<strong>Duo Rafael &amp; Victor Aguirre </strong>(ore 13)<br />
Omaggio a Palestrina, trascrizioni strumentali e visione concettuale nella musica contemporanea<br />
Programma:<br />
Giovanni Pierluigi da Palestrina, Selezioni di Corali<br />
Arvo Pärt, <em>Fratres</em><br />
<strong>Omaggio ad Alain Daniélou</strong> &#8211; (entrata libera) – ore 17,30-21 – Palazzo Rospigliosi<br />
- <strong>esposizione <em>India 1935-55</em></strong>, fotografie di Alain Daniélou e Raymond Burnier<br />
- <strong>musica dall’Isola di Creta</strong>, concerto del grande compositore greco <strong>Psarantonis </strong>(ore 18)<br />
Programma:<br />
<em>Faragi </em>(Canyon), <em>Rizitiko </em>(musica tradizionale cretese degli altopiani), <em>Tarahi </em>(tumulto), <em>Erotokritos</em>,<em>Pentozalis</em>, <em>Pidichtos</em>, <em>Chaniotiko sirto</em>, <em>Malebiziotis </em>(musica tradizionale per  danza), <em>Dias </em>(Zeus),<em>Petroperdika </em>(pernice), <em>Tigris </em>(tigre), <em>Choros ton Kouriton</em> (danza di Kourites)<br />
- <strong>performance di teatro-danza Kathakali della Sadhanam Academy dal Kerala<br />
</strong><em>Bhasmasura Vadham – The Lord Śiva <strong> </strong></em><br />
coreografia di Sadanam Harikumar</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>THE BODY  –  Il Corpo</strong> &#8211; Conferenza (partecipazione su prenotazione)<br />
<strong>23-24 giugno</strong> – Villa Labirinto,  Centro Alain Daniélou  – Zagarolo<br />
<strong><em>Storia, Politica, Salute e Mortalità.  Prospettive indiane ed occidentali.</em></strong><br />
Il programma mira all’analisi di problematiche relative alla nutrizione e alla salute quali l’AIDS, l’obesità, le patologie croniche, l’invecchiamento della popolazione, o il riemergere di malattie come la malaria e la tubercolosi che ancora colpiscono le società del XXI° secolo. La conferenza tratterà questi temi da diverse prospettive disciplinari al fine di identificare politiche di risoluzione dei dilemmi, pratici e cognitivi, relativi alla salute e al benessere, che affliggono le società contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAXXI FINDs INDIA</strong><br />
<strong>25 giugno</strong> – MAXXI, Roma<br />
<strong>incontro con gli artisti Subodh Gupta e Bharti Kher</strong>, modera <strong>Malvika Singh</strong> (MAXXI B.A.S.E. - Ore 18.00)<br />
<strong>Omaggio a Ravi Shankar: concerto di musica classica indiana</strong> con <strong>Ustad Sageer Khan</strong>, sitar e<strong>Rashmi Bhatt</strong>, tabla (SPAZIO YAP, piazzale esterno del Museo – Ore 20.00)<br />
L’evento apre <strong><em>IN</em>-DIALOGUE</strong>, un format di collaborazione triennale tra MAXXI e FIND alla sua prima edizione, e il concerto inaugura la grande installazione HE! Dello studio BAM, vincitore dell’edizione <strong>YAP MAXXI 2013</strong>, programma dedicato ai giovani studi di architettura realizzato in partnership con MoMA e PS1 di New York.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Continuano le residenze degli artisti con incontri ancora in via di definizione</strong> <strong>26-29 giugno</strong></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Programma di residenza FIND</strong>: I programmi di residenza coinvolgeranno, anche nei prossimi anni, figure del mondo culturale indiano, affermate o emergenti: musicisti, coreografi, intellettuali, fotografi, scrittori, giornalisti danzatori, artisti.<br />
<strong><br />
</strong><strong>Residenti 2013</strong>:<br />
<strong>Swaminathan Kalidas</strong>, musicologo e Direttore di Swaminathan, Delhi;<br />
<strong>Tarun Tejpal</strong>, scrittore e direttore di Tehelka, Delhi;<br />
<strong>Malvika Singh</strong>, editore di Seminar, Delhi;<br />
<strong>Shoma Chaudhury</strong>, giornalista, Delhi;<br />
<strong>Subodh Gupta</strong>, artista, New Delhi;<br />
<strong>Bharti Khe</strong>r, artista, New Delhi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Fondazione FIND</strong><br />
L’interesse della Fondazione per gli studi sull’India in Europa nasce dalle comuni radici tra il sub-continente indiano e il nostro, originatesi a partire dall’epoca pre-cristiana: mentre il sub-continente indiano con le prime civiltà urbane avanzate della Valle dell’Indo si trasformava straordinariamente in una società stratificata, in Europa, alla fine dell’Impero greco-romano fece seguito la nascita di differenti realtà statali. In seguito, l’Europa e l’Asia Minore furono testimoni delle conquiste orientali ad opera di Alessandro Magno, dell’Impero Bizantino e della diffusione della Cristianità, mentre in India si assisteva all’arrivo della dinastia Moghul e, molto dopo, al colonialismo europeo, seguito da una fase post-coloniale di ascesa dell’India.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIND, </strong>ritiene che il patrimonio comune tra India ed Europa abbia creato e possa creare molteplici possibilità di dialogo attraverso i linguaggi artistico, culturale ed umanistico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIND</strong>, attraverso uno scambio esperienziale, conoscitivo, culturale e sociale a due sensi, aspira al superamento del crescente divario tra le nostre culture, conseguenza diretta dell’accresciuta modernizzazione e dello sviluppo economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIND </strong>s’inserisce, con la sua attività, in uno scenario fortemente contemporaneo.<br />
Con la costante crescita demografica, l’investimento tecnologico ed altri fenomeni di rilievo, l’India rappresenta uno dei mercati di consumo più importanti al mondo; una realtà molto dinamica e giovane che si sta trasformando più rapidamente di qualsiasi paese europeo, malgrado le innegabili problematiche sociali e l’esigenza di far fronte al crescente conflitto tra tradizione e modernità.<br />
L’Europa d’altra parte, si sta misurando con una profonda crisi economico-istituzionale nella sua ricerca di un più ampio federalismo e una decentralizzazione che dà adito a molte incertezze per il suo futuro.<br />
Entrambe le aree sono investite da gravi conflitti interregionali, da un aumento del fanatismo religioso, etnico o di matrice economica, entrambe devono far fronte alla sempre maggior necessità di risorse energetiche alternative e a serie questioni quali l’immigrazione e gli sfollati.<br />
L’India e l’Europa hanno responsabilità condivise che nascono dal comune patrimonio Indo-europeo, dai valori democratici e dalla libertà di espressione. Allo stesso modo condividono le problematiche della globalizzazione, legate al contrasto tra tradizione e modernità.<br />
<strong><br />
Organico FIND</strong>:<br />
Presidente della Fondazione <strong>Thierry de Boccard</strong><br />
Presidente Onorario e co-fondatore <strong>Jacques Cloarec</strong><br />
Segretario Generale <strong>Louis Philippe Muller</strong><br />
Direttore Generale <strong>Ion de la Riva Guzmán de Frutos </strong><br />
Direttore Artistic Dialogue <strong>Riccardo Biadene</strong><br />
Direttore Intellectual Dialogue <strong>Sofia Tarela</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori info: <strong><a href="http://www.find.org.in/" target="_blank">www.find.org.in</a><br />
</strong><br />
Sede Centrale: Lausanne<br />
Ufficio Rappresentanza: Paris<br />
Sede Residenze Artisti / Giornalisti: Zagarolo (Roma)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sede ufficiale di FIND in Italia: Tenuta IL LABIRINTO</strong><br />
Il Labirinto, a Zagarolo (Roma), fu acquistato da Alain Daniélou negli anni ’60 e divenne la sua residenza italiana una volta che Daniélou decise di ristabilirsi in Europa. I 5 ettari di terra pittoresca sono il luogo ideale per l’organizzazione di eventi all’aperto, seminari, workshop e corsi di perfezionamento, seguendo la tradizione adottata da Tagore a Shantiniketan.<br />
La tenuta si trova in un sito di rilevanza storica che è stato abitato per migliaia di anni; infatti, diversi frammenti di vasellame pre-romano sono riemersi durante i lavori di restauro nell’edificio principale. Il sito è conosciuto sin dall’antichità come ‘Colle del Labirinto’ ed ha ispirato la nascita del logo ed indirettamente l’acronimo della nuova fondazione <strong>FIND</strong>.<br />
Oggi, Il Labirinto conta di molteplici risorse e le sue strutture residenziali possono ospitare singoli studiosi o artisti, così come meeting e conferenze.<br />
Il Centro dispone delle seguenti risorse:<br />
•    <strong>Sala Tagore</strong>: una struttura per le conferenze in pieno assetto per circa 100 persone;<br />
•    <strong>Biblioteca Multimediale</strong>: opere bibliografiche, materiali audiovisivi su studi Indo-europei;<br />
•    <strong>Giardini di Shantiniketan</strong>: giardini pittoreschi per eventi all’aperto e lezioni;<br />
•    <strong>Strutture residenziali</strong>: sia nel complesso principale che negli edifici distaccati della proprietà per la residenza di artisti, studiosi o piccoli gruppi;<br />
•    <strong>Archivio fotografico</strong>: gran numero di materiali fotografici riguardanti svariati soggetti, studi Indo-europei, antropologia, danza, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo evento è patrocinato da: Ambasciata dell’India in Italia, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comune di Zagarolo, Associazione Italia-India, Istituzione Palazzo Rospigliosi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infoline:  06 9524101<br />
<a href="http://www.find.org.in/" target="_blank">www.find.org.in</a> – <a href="http://www.summermela.find.it/" target="_blank">www.summermela.find.it</a> (in costruzione)</strong></p>
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		<title>In India si ripete il miracolo del Monsone estivo; primi acquazzoni e temporali sugli stati meridionali</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 05:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo settimane d’attesa in India anche quest’anno si è ripetuto il miracolo del monsone. L’umido flusso legato al“Monsone di SO” ha finalmente toccato terra sulle coste dell’India sud-occidentale, portando le prime piogge e i primi forti rovesci sugli stati del Kelara, Mysore e in parte del più settentrionale Maharashtra. Come affermato dalDipartimento di meteorologia indiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo settimane d’attesa in India anche quest’anno si è ripetuto il miracolo del monsone. L’umido flusso legato al<strong>“Monsone di SO”</strong> ha finalmente toccato terra sulle coste dell’India sud-occidentale, portando le prime piogge e i primi forti rovesci sugli stati del Kelara, Mysore e in parte del più settentrionale Maharashtra. Come affermato dal<strong>Dipartimento di meteorologia indiano</strong>, che segue l’evoluzione della circolazione monsonica sulle coste asiatiche, l’arrivo del <strong>“Monsone di SO”</strong>, sugli stati dell’India sud-occidentale, è stato accompagnato da piogge e venti piuttosto sostenuti, sui <strong>40-50 km/h</strong>, che tendono a spingerlo ulteriormente verso nord. Le piogge e i temporali che precedono l’avanzata del monsone estivo nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a bagnare anche varie regioni del Karnataka, Andhra Pradesh e dell’area costiera del golfo del Bengala. Lo stesso direttore del <strong>Dipartimento di meteorologia indiano</strong>, <strong>K. Santosh</strong>, ha assicurato che ”<em>le previsioni per l’anno sono confortevoli, con piogge abbondanti in tutto il paese</em>”. Entro il 15 Luglio tutta l’India sarà coperta dagli effetti del monsone che persisteranno fino alla fine di Settembre.</p>
<div id="attachment_207224">
<p><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/2ir8xzb.png"><img class="aligncenter" src="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/2ir8xzb-300x154.png" alt="La linea d'avanzamento del Monsone sull'Asia sud-orientale" width="300" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>La linea d’avanzamento del Monsone sull’Asia sud-orientale</em></strong><br />
<span id="more-23234"></span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Considerato che il 55% dei terreni agricoli indiani sono privi di irrigazione, il buon andamento delle piogge monsoniche sono un fattore determinante, in particolare quest’anno per i sette stati meridionali ed occidentali, che si trovano da mesi sotto l’effetto di una dura siccità e che quindi hanno una necessità vitale di ricostituire le scorte idriche. Ieri precipitazioni abbondanti, con cumulate superiori ai <strong>50-60 mm</strong> in meno di 24 ore, hanno interessato diverse aree dell’India meridionale, in modo particolare le alture dello stato del Kelara, dove l’umido flusso marittimo da SO spinto dalla circolazione monsonica ha ammassato imponenti annuvolamenti cumuliformi, carichi di rovesci e temporali. A Chitradurga il forte temporale della mattinata è riuscito a scaricare oltre <strong>55 mm</strong> di pioggia in appena un paio di ore. Piogge molto copiose anche a Jamshedpur, da giovedì a ieri sono caduti fino a <strong>210 mm</strong> di pioggia. I forti rovesci e i temporali hanno anche causato locali allagamenti. Prime piogge monsoniche pure a Goa, che ieri ha chiuso con <strong>24 mm</strong>, dopo una giornata di cielo coperto con piogge e un rovescio temporalesco che ha rinfrescato l’aria, abbattendo (seppur temporaneamente) l’opprimente cappa di afa che caratterizza questi luoghi.</p>
<p><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/Monsoon_EPS.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/Monsoon_EPS-300x186.jpg" alt="Monsoon_EPS" width="300" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Il flusso umido marittimo da SO, proveniente dalle coste settentrionali della Somalia, dopo aver attraversato il mar Arabico, si è notevolmente umidificato, raggiungendo le coste indiane occidentali con una tesa e umida ventilazione da O-SO e SO che ha impattato sul versante occidentale dei rilievi del Ghati, sollevandosi bruscamente verso l’alto e favorendo la formazione di estesi annuvolamenti da “stau” che dato luogo a piogge, rovesci di pioggia e temporali, incrementati dal</span><strong style="text-align: justify;">“forcing”</strong><span style="text-align: justify;"> orografico locale. Le piogge portate dall’umida ventilazione sud-occidentale colpiscono normalmente la costa sud-occidentale del paese il 1 Giugno e si prolungano fino alla fine del mese di Settembre, in qualche caso possono proseguire anche nei primi giorni di Ottobre. Dal punto di vista meteo/climatico la macchina del </span><strong style="text-align: justify;">“Monsone di SO”</strong><span style="text-align: justify;"> si è prontamente collaudata negli ultimi giorni di Maggio, mese d’avvio della circolazione monsonica.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/gasp_850E_12utc_20040203.gif"><img src="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/gasp_850E_12utc_20040203-300x195.gif" alt="gasp_850E_12utc_20040203" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/gasp_850E_12utc_20040203.gif"></a><span style="text-align: justify;">Difatti l’intenso riscaldamento stagionale del sub-continente indiano, che occorre in coincidenza dei passaggi “zenitali” del sole, ha fatto crollare i valori della pressione barometrica nelle aree interne dell’India settentrionale e nel vicino Pakistan centro-meridionale, generando la profonda depressione termica al suolo, minimo sotto i </span><strong style="text-align: justify;">995 hpa</strong><span style="text-align: justify;">, che proprio in questo periodo dell’anno comincia a formarsi sopra le grandi pianure del Gange, nell’India settentrionale. Il </span><strong style="text-align: justify;">“gradiente termico”</strong><span style="text-align: justify;"> tra l’altopiano del Tibet e l’India risulta completamente invertito, con temperature sopra l’altopiano tibetano più alte rispetto alla parte meridionale dell’India e all’oceano Indiano, dove sopraggiungono le prime piogge intense che determinano l’abbassamento delle temperature. La conseguente formazione di un anticiclone nell’alta troposfera, sulla regione tibetana, genera un’inversione delle correnti nell‘alta troposfera, che da Ovest e O-SO si dispongono dai quadranti orientali. Nello stesso tempo, con la formazione della depressione termica lungo le pianure del Gange, si origina una sostenuta corrente sud-occidentale che dalle coste della Somalia comincia a spirare con grande vigore verso il mar Arabico e le coste dell’India occidentale.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa particolare situazione barica accompagna lo spostamento, marcato, verso nord dell’<strong>ITCZ</strong>sull’oceano Indiano. Le forti precipitazioni che avvengono sulle coste indiane occidentali, sono apportate dalle intense, spesso burrascose, correnti da SO e O-SO, definite con il termine di <strong>“getti Somali“</strong>, data la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa. Esse vengono richiamate dalla profonda depressione termica che si origina sull‘India settentrionale durante il periodo tardo primaverile (Maggio, Giugno). Queste correnti sud-occidentali sono molto umide a causa del loro passaggio obbligato sulle superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano. Le piogge si intensificano ulteriormente quando queste correnti, salendo di latitudine verso l’India centro-settentrionale, interagiscono con i primi rilievi himalayani, nel loro moto verso nord-est. Questo è il motivo per cui il settore immediatamente a nord del golfo del Bengala è noto per avere le più intense precipitazioni del mondo durante la stagione monsonica estiva. Per questo motivo Cherrapunji, villaggio indiano sulle prime pendici dell’Himalaya, è una tra le località più piovose al mondo, detenendo una media pluviometrica annua di ben <strong>11.777 mm</strong>. Inoltre la circolazione depressionaria a bassa quota sull’entroterra indiano fornisce le condizioni favorevoli allo sviluppo di una fitta attività convettiva e delle depressioni tropicali, che propagandosi verso ovest tendono a intensificarsi ulteriormente.</p>
<p><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/00hgfs_850wind.gif"><img class="aligncenter" src="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/00hgfs_850wind-300x250.gif" alt="00hgfs_850wind" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="lightbox[207222]" href="http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/06/00hgfs_850wind.gif"></a>Sui territori asiatici meridionali, il riscaldamento dai bassi strati, insieme all’aumento della convergenza sugli oceani circostanti, determina un ambiente favorevole allo sviluppo di convezione organizzata. Questo è importante per il continuo mantenimento del <strong>“Monsone di SO“</strong>. Nei prossimi giorni il monsone andrà ulteriormente ad intensificarsi, soprattutto sulle coste dell’India occidentale, dal Kelara allo stato del Maharashtra, vista l’interazione fra gli umidi <strong>“getti somali”</strong> e i rilievi del Ghati occidentale che ergeranno una barriera naturale al flusso da O-SO e SO, addensando nubi molto compatte che daranno luogo a persistenti piogge. In più il <strong>“gradiente barico”</strong> fra l’oceano Indiano sub-equatoriale e il nord degli stati indiani, dove è collocata la bassa pressione termica nei bassi strati, con valori barici sotto i <strong>995 hpa</strong>, favorirà un progressivo rinforzo degli intensi venti da SO e O-SO che in questi giorni sferzeranno le coste somale e il mar Arabico occidentale, con punte sopra i <strong>50-60 km/h</strong>, rendendo il mare molto agitato, con onde alte più di <strong>2 metri</strong>. Nei prossimi giorni queste onde raggiungeranno anche le coste indiane occidentali, determinando delle risacche fino ai litorali di Mumbai.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Daniele Ingemi</strong>,<br />
da <strong>MeteoWeb</strong> 2 giugno 2013</p>
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		<title>Alang (stato del Gujarat in India), il cimitero delle navi</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2013/06/alang-stato-del-gujarat-in-india-il-cimitero-delle-navi/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 23:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[“Avanti tutta”, è l’ultimo ordine che viene impartito dal ponte di comando. La nave punta diritta alla costa e va ad arenarsi, come una balena spiaggiata. Poi ha inizio la demolizione. Ma la carcassa della nave rimane, esposta al sole ed alle intemperie, e alla curiosità di chi (semplicemente digitando sul proprio computer il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<strong><em>Avanti tutta</em></strong>”, è l’ultimo ordine che viene impartito dal ponte di comando. La nave punta diritta alla costa e va ad arenarsi, come una balena spiaggiata. Poi ha inizio la demolizione. Ma la carcassa della nave rimane, esposta al sole ed alle intemperie, e alla curiosità di chi (semplicemente digitando sul proprio computer il nome di quella città: “ALANG”) vuole far visita al cimitero delle navi, <strong>utilizzando Google Earth</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/05/1111111111.jpg" rel="lightbox[23195]"><img class="alignnone size-full wp-image-23196" title="Alang (stato del Gujarat in India), il cimitero delle navi" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/05/1111111111.jpg" alt="" width="450" height="245" /><span id="more-23195"></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come si presenta la costa prospiciente a quella città. Tra così tante navi, sventrate e scheletrizzate, c’è anche quella che era la più bella nave passeggeri della marina italiana, la “EUGENIO C”, ammiraglia della Costa Armatori. Riuscite a vederla? Meglio ricordarla com’era: magari sognando una crociera fantastica. In fondo, i ricordi sono fatti della stessa sostanza dei sogni. Almeno la “mia” nave, quella sulla quale ho navigato in gioventù, la FEDERICO C, giace sul fondo dell’oceano e non ha subito un tale stupro!</p>
<p>di <strong>Paolo Federici</strong>,<br />
da <strong>Corriere della Sera (Blog) </strong>27 maggio 2013</p>
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		<title>India: se la vacca non è più un animale così &#8220;sacro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 23:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l’Induismo è un animale sacro; per i criminali comuni una nuova fonte di soldi. Nella New Delhi di oggi neanche più le vacche sono sacre, racconta un lungo reportage del New York Times dedicato ai furti delle mucche in India, aumentati di oltre il 14% negli ultimi due anni. L’articolo denuncia che oltre 40.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per l’Induismo è un animale sacro; per i criminali comuni una nuova fonte di soldi. Nella New Delhi di oggi neanche più le vacche sono sacre, racconta un lungo reportage del <em><strong>New York Times</strong></em> dedicato ai <strong>furti delle mucche in India, aumentati di oltre il 14% negli ultimi due anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/05/2222222.jpg" rel="lightbox[23198]"><img class="alignnone size-full wp-image-23199" title="India: se la vacca non è più un animale così &quot;sacro&quot;" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2013/05/2222222.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo denuncia che <strong>oltre 40.000 mucche ogni anno vengono rubate e macellate per essere rivendute al mercato nero</strong>, e il più delle volte si tratta di animali appartenenti a contadini e allevatori che non avendo possibilità di rinchiuderli di notte, li lasciano in libertà nei campi.<br />
<span id="more-23198"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova attività criminale si è affermata anche grazie al mutare dei gusti degli indiani, perché <strong>se fino a poco tempo fa mangiare carne di vacca era considerato un tabù, oggi chi ne assaggia un pezzo “<em>non può più farne a meno</em>”</strong>, racconta Anuj Agrawal, 28 anni. <strong>Cambiano i gusti ma anche le aspettative economiche del governo</strong>, che da qualche anno a questa parte ha puntato a incrementare le proprie esportazioni di latte, rendendo l’<strong>India il maggior produttore di latte e bestiame al mondo e il più grande esportatore di carne bovina</strong>, secondo le statistiche dell’United States Dipartment of Agricolture (http://www.apeda.gov.in/apedawebsite/SubHead_Products/Dairy_Products.htm).</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte della carne di mucca lavorata negli oltre <strong>3100 macelli clandestini dell’Andra Pradesh viene camuffata come carne di bue, per celare il sacrilegio</strong>, perché se è vero che una parte degli indiani ha accettato di mangiare le vacche, è vero anche che molti altri le considerano ancora inviolabili e mai vorrebbero ritrovarsele a tavola. Non a caso il Bharatiya Janata Party, uno dei principali partiti di opposizione, ha chiesto di rafforzare le leggi contro la macellazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure<strong> la domanda di bovini continua a crescere e con essa i furti</strong>. Nel 2012 la polizia di Delhi ha arrestato 150 ladri di bestiame, un numero record che nel 2013 non sembra accennare a diminuire. I ladri agiscono prevalentemente di notte: legano le mucche con una corda e le trascinano nei camion, con i quali riescono a portare via dieci animali per volta. <strong>Ogni mucca viene rivenduta al mercato nero per 5000 rupie, ovvero 94 dollari, e considerando che in India 800 milioni di persone vive con meno di 2 dollari al giorno, quel bottino di 900 dollari racimolati in una sola notte per molti rappresenta una tentazione irresistibile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">di<strong> Serena Grassia</strong>,<br />
da <strong>Atlas</strong>, 28 maggio 2013</p>
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