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	<title>Viaggi in India e Nepal</title>
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	<description>Tour in India, Rajasthan &#38; Kerala e Nepal</description>
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		<title>Fotografi in città. Otto autori dal Gruppo Fotografico Antenore</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 03:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre & Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[presso Galleria Sottopasso della Stua a Padova
dal 10 settembre al 24 ottobre 2010
Promossa dall’Assessorato alla Cultura &#8211; Centro Nazionale di Fotografia e a cura di Enrico Gusella, la rassegna è dedicata a otto fotografi del Gruppo Fotografico Antenore di Padova. Otto sguardi diversi sulla realtà, ognuno con una visione fotografica, propria ed originale, del mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">presso <strong>Galleria</strong> <strong>Sottopasso</strong> <strong>della</strong> <strong>Stua</strong> a Padova<br />
dal <strong>10</strong> <strong>settembre</strong> al <strong>24</strong> <strong>ottobre</strong> <strong>2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Promossa dall’Assessorato alla Cultura &#8211; Centro Nazionale di Fotografia e a cura di Enrico Gusella, la rassegna è dedicata a otto fotografi del Gruppo Fotografico Antenore di Padova. Otto sguardi diversi sulla realtà, ognuno con una visione fotografica, propria ed originale, del mondo circostante.<br />
La Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa) sarà il luogo deputato alla visione delle fotografie di <strong>Luciano</strong> <strong>Cammelli</strong>, <strong>Luca</strong> <strong>Dionisi</strong>, <strong>Cristian</strong> <strong>Doria</strong>, <strong>Vincenzo</strong> <strong>Fileccia</strong>, <strong>Marco</strong> <strong>Fogarolo</strong>, <strong>Carlo</strong> <strong>Maccà</strong>, <strong>Amleto</strong> <strong>Sartorato</strong> e <strong>Alberto</strong> <strong>Tretti</strong>, le cui opere in mostra creano un percorso costituito da otto temi trattati con stili e poetiche completamente differenti tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Così &#8220;<strong><span style="color: #808000;">India</span></strong>&#8221; <strong>è la serie di fotografie di <span style="color: #808000;">Luciano</span> <span style="color: #808000;">Cammelli</span>, che ritrae lo svolgersi della vita quotidiana della popolazione di questo Paese nei pressi di una stazione ferroviaria. Ecco, allora, donne fasciate nei loro sari dai colori sgargianti, passeggeri che attendono l’arrivo del treno e altri che salutano dalle carrozze dei convogli in partenza</strong>.<br />
<span id="more-11298"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di <strong>Luca</strong> <strong>Dionisi</strong> è il reportage “Parigi”, costituito da scatti in bianco e nero che colgono i luoghi più frequentati da coloro che visitano la capitale francese, come il Museo del Louvre e la Torre Eiffel, rappresentati attraverso uno sguardo inconsueto: l&#8217;attenzione dell&#8217;autore è, infatti, concentrata soprattutto sulla presenza umana che vive dentro questi luoghi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cristian</strong> <strong>Doria</strong> presenta invece “Circo”, che descrive il mondo circense alla ricerca dell’umanità e delle emozioni trasmesse dai suoi protagonisti &#8211; clown, domatori di belve feroci, acrobati e trapezisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora, <strong>Vincenzo</strong> <strong>Fileccia</strong> con “Muster Murry Rodeo” segue da vicino la preparazione e le evoluzioni di coloro che partecipano a questo caratteristico evento australiano, catturando i gesti e i volti dei partecipanti da insolite angolature.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini di <strong>Marco</strong> <strong>Fogarolo</strong>, scattate all’interno di quattro edifici dismessi (un carcere, un manicomio, una fabbrica ed un mattatoio), indagano, attraverso particolari sfumature o contrasti di luce, il rapporto tra gli spazi e chi vi ha “abitato” nel corso degli anni. L’obiettivo del fotografo cattura la vita e la sofferenza che hanno caratterizzato quei luoghi in passato attraverso macerie e strutture fatiscenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo</strong> <strong>Maccà</strong>, invece, presenta una serie di composizioni di conchiglie che diventano espressione del fascino e della loro bellezza formale con i loro colori accesi, sapientemente valorizzati accostando i soggetti marini ad uno sfondo nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre di <strong>Amleto</strong> <strong>Sartorato</strong> è “Movimento”, che coglie il dinamismo della figura umana colta in un contesto quotidiano, trasfigurando la realtà con un effetto di metafisicità. Attraverso l’interpretazione del fotografo i contorni delle figure perdono nitidezza, i colori si mescolano tra loro ed i soggetti vengono decontestualizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine il lavoro di <strong>Alberto</strong> <strong>Tretti</strong>, intitolato “L.180/78”, in riferimento alla legge Basaglia del 1978, rappresenta gli spogli locali di un ex manicomio ormai dismesso. Le tristi condizioni di vita dei degenti allora ospitati nell’ospedale psichiatrico sono ben testimoniate dalle stanze dell’edificio, ora abbandonate, e dai fascicoli personali &#8211; cartelle cliniche e documenti &#8211; ormai sbiaditi ed impolverati dall’azione del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GALLERIA</strong> <strong>SOTTOPASSO</strong> <strong>DELLA</strong> <strong>STUA</strong><br />
Largo Europa  &#8211; 35137 -<br />
Padova<br />
tel. +39 0498721598<br />
biglietti: free admittance<br />
vernissage: 10 settembre 2010 ore 18.30<br />
orario: da lunedì a sabato 11.00-13.00 / 15.00-19.00 domenica: 15,00 – 19,00 (possono variare, verificare sempre via telefono)<br />
curatori: Enrico Gusella<br />
autori: Luciano Cammelli, Luca Dionisi, Cristian Doria, Vincenzo Fileccia, Marco Fogarolo, Carlo Maccà, Amleto Sartorato, Alberto Tretti<br />
telefono evento: +39 0498204518<br />
note: Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia Direzione della mostra: Alessandra De Lucia.<br />
genere: fotografia, collettiva<br />
email: cnf3@comune.padova.it<br />
web: cnf.padovanet.it</p>
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		<title>Madre Teresa “missionaria del millennio”</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 23:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il vescovo di Baruipur, che ha conosciuto la Beata nel 1968 ed ha continuato a lavorare con lei fino alla morte, la religiosa &#8220;è un esempio perfetto di come dovrebbe essere la missione cristiana nel XXI secolo&#8220;.
Baruipur (AsiaNews) – La beata Teresa di Calcutta &#8220;è un esempio perfetto di come dovrebbe essere la missione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #808000;">Secondo il vescovo di Baruipur, che ha conosciuto la Beata nel 1968 ed ha continuato a lavorare con lei fino alla morte, la religiosa &#8220;<em>è un esempio perfetto di come dovrebbe essere la missione cristiana nel XXI secolo</em>&#8220;.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Baruipur (AsiaNews) – La beata Teresa di Calcutta &#8220;<em>è un esempio perfetto di come dovrebbe essere la missione cristiana nel XXI secolo. Forse è la migliore missionaria degli ultimi cento, se non mille, anni. Si è dedicata totalmente alla causa di Cristo, assoluta nella sua sottomissione a Dio fino all’ultimo respiro. Ed è per questo che la sua vita, e quella delle sue Missionarie della carità, è stata così semplice</em>&#8220;. È il ricordo, consegnato ad AsiaNews, di mons. Salvadore Lobo, il vescovo di Baruipur che ha guidato la Commissione di inchiesta diocesana incaricata della beatificazione della religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/beata-madre-teresa-di-calcutta.jpg" rel="lightbox[11404]"><img class="alignnone size-full wp-image-11405" title="Madre Teresa di Calcutta. Photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/beata-madre-teresa-di-calcutta.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 26 agosto, per celebrare il centenario della nascita della Beata, il presule ha celebrato una messa solenne insieme a 13 sacerdoti della diocesi. Nell’omelia, mons. Lobo ha ricordato: &#8220;<em>L’eucarestia era il punto centrale della vita di madre Teresa, che ogni mattina partecipava alla messa</em>&#8220;. Ai 500 fedeli riuniti fuori dalla cattedrale del Cuore Immacolato di Maria – fortemente voluta da madre Teresa e inaugurata a <strong>Baruipur</strong> lo scorso 13 novembre – il vescovo ha chiesto di &#8220;<strong><em>essere canali di pace, come lei ha sempre chiesto alle sue missionarie</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad AsiaNews, mons. Lobo racconta: &#8220;<em>Ho conosciuto madre Teresa nel 1968, quando ero un seminarista. Venne nel seminario che frequentavo per parlare dell’amore di Cristo: la sua semplicità e la sua devozione alla missione era palpabile.<strong> Si è dedicata totalmente alla causa di Cristo, assoluta nella sua sottomissione a Dio fino all’ultimo respiro</strong></em>&#8220;. E proprio questa dedizione le ha dato un particolare ascendente su tutto il popolo indiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso di Kapil Dev, capitano della nazionale di cricket indiana, è esemplare. Come racconta il presule, &#8220;<em>il giocatore era senza figli. Nel 1995, incontrando madre Teresa, le disse che provava ad averne da 14 anni senza successo. La madre lo benedisse dicendo di non preoccuparsi, perché Dio è buono. Mesi dopo, la moglie di Kapil ha dato alla luce una bambina. Come ha detto lo stesso Dev, la piccola Amiya è un dono di madre Teresa</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Per</em> <em>me</em> – conclude mons. Lobo – <em>madre Teresa era una vera madre. È stata spesso fonte di consigli e guida spirituale, in grado di dare pace alla mente e una vera direzione alla vita. Non posso dire altro, perché sono dettagli che interessano la Commissione che ne stabilirà la santità, ma è stata una luce per tutta l’India</em>&#8220;.</p>
<p>di <strong>Nirmala</strong> <strong>Carvalho</strong>,<br />
da <strong>AsiaNews</strong>, 30 agosto 2010</p>
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		<title>Nepal: L’inferno ai piedi del paradiso</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 02:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta il Nepal, paradiso del trekking e delle scalate agli Ottomila, monarchia assoluta, divina di origine e di opportunità. C’è oggi una Paese incerto, democrazia senza pace, attraversata da tensioni e violenze. Le sue meraviglie naturali restano in maggioranza intatte, con i danni maggiori all’ambiente contenuti da una migliore coscienza ecologica, ma le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’era una volta il Nepal, paradiso del trekking e delle scalate agli Ottomila, monarchia assoluta, divina di origine e di opportunità. C’è oggi una Paese incerto, democrazia senza pace, attraversata da tensioni e violenze.<strong> Le sue meraviglie naturali restano in maggioranza intatte, con i danni maggiori all’ambiente contenuti da una migliore coscienza ecologica</strong>, ma le sue risorse sono a rischio di uno sfruttamento intensivo &#8220;<em>necessario</em>&#8221; allo sviluppo di una nazione che sfiora ancora il fondo delle statistiche economiche dell’Asia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Old-woman-works-at-Potter-square.-Photo-by-Manish-Vyas-Polji.jpg" rel="lightbox[11400]"><img class="alignnone size-full wp-image-11401" title="Old woman works at Potter square. Photo by Manish Vyas Polji" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Old-woman-works-at-Potter-square.-Photo-by-Manish-Vyas-Polji.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><span id="more-11400"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La metà dei ventotto milioni di nepalesi stimati oggi sopravvive con l’equivalente di meno di un dollaro al giorno, l’ottanta per cento con meno di due dollari. Una povertà evidente e drammatica, insieme ragione e conseguenza dell’instabilità che ha segnato, in particolare, gli anni recenti. I drammatici eventi del 2006 che hanno portato due anni dopo alla fine della monarchia, ormai discreditata dopo 240 anni di potere con poche concessioni, e nel 2007 alla nascita di una repubblica federale consegnata agli eredi di una guerriglia comunista che continua a detenere il potere assoluto in diverse aree del Paese, non hanno portato stabilità, essenziale per l’avvio di un processo di riconciliazione e di riabilitazione economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le antiche e nuove logiche di potere e molti interessi hanno contribuito negli ultimi cinque anni a rendere più dinamico ma instabile un quadro generale che prima era statico e profondamente ineguale. «<em>In mancanza di canali di comunicazione condivisi, chi opera alla base ha ora un grande potere di persuasione</em> – dice Gopal Siwakoti, attivista nepalese per i diritti umani –.<em> Almeno dalla metà degli anni Novanta, i soli ad avere portato nei villaggi una diversa prospettiva sono stati i maoisti. Certo, l’hanno proposta sovente con metodi brutali, ma alla fine in modo indipendente e nuovo. In una società dove vigono ancora forti regole feudali, hanno indicato una prospettiva diversa ma, in fondo, da aguzzini contro tiranni</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la parentesi di governo chiusasi nel 2008, i maoisti hanno ripreso le iniziative di propaganda e di azione di un tempo, sebbene non abbiano ancora riaperto il lungo e sanguinoso capitolo della lotta armata; nel frattempo, il governo – che in parte ha recuperato le vecchie logiche elitarie – <strong>non è riuscito a garantire unità sociale e stabilità che possano riaprire le vie in parte interrotte del turismo e inaugurare in maniera massiccia quella degli investimenti necessari al Paese. L’uscita dal sottosviluppo resta lontana, ma nel frattempo si allarga il divario, già storico, tra la capitale Kathmandu e il resto del Paese, fatte salve alcune enclave del turismo d’élite o zone franche dominate dell’ingombrante presenza commerciale indiana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come succede per molte capitali del mondo in via di sviluppo, Kathmandu è una realtà quasi a sé stante, più in rapporto con il mondo esterno che con la realtà del Paese. Anche se la maggioranza dei quattro milioni di cittadini sono immigrati di prima generazione con rapporti frequenti con i villaggi d’origine, pochi tendono a riconoscere il livello di miseria e di frustrazione delle zone rurali.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Per questo, però, ogni progetto di sviluppo a lungo termine deve passare da Kathmandu</em>», sostiene Simon Anholt, guru internazionale chiamato dal governo a definire un’identità utile a guidare il Nepal fuori dal sottosviluppo. La sua ricetta indica una diversa politica d’immagine verso l’estero, che corrisponda alle necessità del Paese e non all’immaginario globale; suggerisce di coinvolgere in una politica di investimenti, innovazione, nuovi modi di vita non solo le élite tradizionali ma anche settore pubblico, imprenditori, società civile, in un arco da cinque a dieci anni. Il tutto secondo standard internazionali e regionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma regionale è anche la sfida di questo Paese. Con lo statuto federale, il riconoscimento di una maggiore autonomia alle comunità locali, ha anche riacceso le rivendicazioni identitarie. Potenzialmente disgregatrici, davanti a uno sviluppo che fatica a farsi strada. Da quando il Paese ha abbracciato la liberalizzazione economica, l’agricoltura – che pure resta al centro della vita della nazione – non ne ha beneficiato. Accompagnato da una nuova spirale di debiti per fare fronte ad acquisti di motocicli, cellulari, videoregistratori, oggi è il business a guidare il Paese. Commerci e iniziative imprenditoriali sono nella quasi totalità nelle mani di indiani, naturalizzati e non. Non è un caso se le espressioni politiche della regione del Terai, luogo di nascita del Buddha ma oggi soprattutto area di passaggio, perché pianeggiante, dell’invasione commerciale dall’India verso il Nepal centrale e la capitale, sono ago della bilancia della politica nepalese, sovente in rotta di collisione con gli interessi dei maoisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il contrasto tra il torrido Terai ribattezzato Madesh e le aree impervie del Nepal occidentale non potrebbe essere più stridente e non solo per ragioni geografiche</strong>. Qui, nella <strong>regione di Jumla</strong>, la più depressa del Paese, le statistiche elaborate a Kathmandu sembrano riguardare un altro pianeta. Soprattutto quelle della sanità e della povertà. Dice ancora Gopal Siwakoti: «<em>In questa parte del Nepal la mortalità infantile è quattro volte più alta della media nazionale. Su dieci bambini, quattro muoiono entro il primo anno di vita. Non di patologie invincibili, ma di dissenteria, infezioni polmonari o di malattie infantili facilmente prevenibili con un vaccino</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprio la condizione dei minori del Nepal, impiegati nella manifatture, nelle miniere, nel lavoro domestico in condizioni di semi-schiavitù</strong> (fino a tre milioni nella fascia d’età 5-14 anni, 7 milioni entro i 18 anni), <strong>pone un ulteriore peso sulle possibilità di decollo del Paese</strong>. «<em>La guerra civile, che ha distrutto le infrastrutture sociali e accresciuto la violenza nella società ha colpito con più forza i bambini. Per i conflitti e per le troppe necessità, in molte aree del Nepal ai giovani sono praticamente negate una famiglia e un’istruzione</em>», comunica sconsolato padre Norbert D’Souza, gesuita impegnato nelle attività sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">da l&#8217;<strong>Avvenire</strong>, 30 agosto 2010</p>
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		<title>Tra India e Usa scoppia la guerra dello yoga &#8220;Stravolta una disciplica sacra, troppe varianti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 22:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I puristi sono scandalizzati. A New York si possono trovare corsi di Yogalates (fusione col Pilates), di Yogaerobica, Acroyoga (acrobatico), Yoga anti-gravitazionale e Yoga spinning (sulle biciclette da palestra) 
New York &#8211; Il maestro Vishwa Prakash nella sua palestra di Manhattan comincia così: &#8220;Ha ha! Ho ho! Ha ha! Ho ho!&#8221; E tutti in coro a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="color: #808000;">I puristi sono scandalizzati. A New York si possono trovare corsi di Yogalates (fusione col Pilates), di Yogaerobica, Acroyoga (acrobatico), Yoga anti-gravitazionale e Yoga spinning (sulle biciclette da palestra)</span></em></strong> </p>
<p style="text-align: justify;">New York &#8211; Il maestro Vishwa Prakash nella sua palestra di Manhattan comincia così: &#8220;<em>Ha ha! Ho ho! Ha ha! Ho ho</em>!&#8221; E tutti in coro a ripetere. Una ventina di allievi alla volta praticano il <em><strong>Laughter</strong></em> <em><strong>Yoga</strong></em>, lo yoga della risata. Non c&#8217;è bisogno di raccontare barzellette. La risata, assicura Prakash, è contagiosa: a furia di ripeterla meccanicamente guardandosi negli occhi, si finisce per sghignazzare a crepapelle. E non c&#8217;è nulla di più rilassante di una bella risata: fa bene ai muscoli dell&#8217;addome, stimola la respirazione, ci distrae dallo stress. </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/yoga.jpg" rel="lightbox[11392]"><img class="alignnone size-full wp-image-7750" title="Yoga and meditation, photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/01/yoga.jpg" alt="Yoga and meditation, photo from web" width="450" height="238" /></a><span id="more-11392"></span> </p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Già, ma è vero yoga? Dai tempi in cui il Beatle George Harrison ne fece una moda di massa, in America il boom dello yoga è dilagato. Oggi lo praticano in più di 30 milioni. Genera un fatturato di almeno 6 miliardi l&#8217;anno tra iscrizioni ai corsi e vendite di vestiti ad hoc (una catena specializzata, Lululemon, è l&#8217;Armani dello yoga). Ma la logica del business può imprigionare questa disciplina millenaria che viene dall&#8217;India?<br />
I puristi si scandalizzano per la proliferazione di varianti eccentriche. A New York si possono trovare corsi di Yogalates (fusione col Pilates), di Yogaerobica, Acroyoga (acrobatico), Yoga anti-gravitazionale e Yoga spinning (sulle biciclette da palestra). Questa contaminazione non è nuovissima: lo yoga della risata, per esempio, fu introdotto già nel 1995 dal Dottor Madan Kataria. Ma più passano gli anni più gli incroci diventano sconcertanti. C&#8217;è lo yoga nudista,quello specializzato nel curare la sindrome del tunnel carpale. Perfino lo yoga kosher: non chiedetemi cosa vuol dire. </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra minaccia è più grave. Viste le dimensioni del business, gli americani stanno cercando di &#8220;<em>privatizzare</em>&#8221; lo yoga. <strong>Negli Stati Uniti impazza la corsa a brevettare i metodi</strong>. Centinaia di &#8220;<em>posizioni</em>&#8221; sono concupite da chi vuole metterci il suo copyright.<br />
Chiunque le pratichi dovrebbe versare un diritto d&#8217;autore al proprietario. Lo U. S. Patent and Trademark Office ha già riconosciuto ufficialmente 131 brevetti, e ci sono altre 3.700 richieste in attesa di essere esaminate. Finora si tratta soprattutto di libri, vestiti, Dvd. Ma c&#8217;è chi vuole estendere il copyright sui movimenti, le posizioni. <strong>E stavolta l&#8217;India, solitamente tollerante di fronte a tanti stravolgimenti dello yoga, si ribella. In India lo yoga ha radici antichissime: le prime forme risalgono addirittura al 2.500 prima di Cristo. È legato alla religione induista, è stato quasi sempre insegnato gratis, negli ashram o nei giardini pubblici.<br />
</strong>L&#8217;idea di farne un business privato appare sacrilega. &#8220;<em>Furto</em> <em>di</em> <em>yoga</em>&#8220;, intitolano i giornali indiani. La reazione si organizza, i guardiani dell&#8217;antica disciplina passano al contrattacco. </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;agenzia governativa di New Delhi, la <em>Traditional Knowledge Digital Library</em>, ha chiamato a raccolta i più autorevoli yogi dalle nove scuole principali, e li ha affiancati a duecento scienziati. La loro missione: recuperare e scannerizzare tutti i testi millenari che contengono le sutra dello yoga. Lo scibile completo di questa materia include 900 posizioni. Sarà riprodotto con le tecnologie digitali e messo su video, almeno per i 250 esercizi più popolari. </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/03/swami-yoganandaji.jpg" rel="lightbox[11392]"><img class="size-full wp-image-1857 aligncenter" title="Photo by Nick Cunard / Rex Features" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2009/03/swami-yoganandaji.jpg" alt="SWAMI YOGANANDAJI" width="450" height="357" /></a> </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>È un patrimonio dell&#8217;umanità, a disposizione di tutti, e deve rimanere gratuito</em>&#8221; è l&#8217;obiettivo ufficiale dell&#8217;operazione secondo il suo direttore V. K. Gupta. Da 34 milioni di pagine &#8211; l&#8217;immensa mole di documenti raccolti &#8211; gli indiani vogliono arrivare a un &#8220;<em>sunto</em>&#8221; da tradurre in inglese, cinese, spagnolo, tedesco e giapponese. &#8220;<em>Guai se qualcuno volesse impadronirsi di questa sapienza, benefica per l&#8217;umanità</em>&#8220;.<br />
<strong>Paradossalmente la guerra per privatizzare lo yoga fu lanciata proprio da un indiano. Nel 2004 il guru di Calcutta Bikram Choudhury, sbarcato a Beverly Hills in California, lanciò lo Hot Yoga</strong> in palestre a temperatura da sauna. Quando si accorse che in tutta la California si diffondevano le imitazioni, cercò di brevettare 26 esercizi e di incassare royalties. Oggi lo Yoga &#8220;<em>bollente</em>&#8221; viene praticato in 400 centri, da San Francisco a Parigi. E Choudhury ha già guadagnato 7 milioni di dollari di copyright. </p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Federico</strong> <strong>Rampini</strong>,<br />
da <strong>La</strong> <strong>Repubblica</strong>, 28 agosto 2010</p>
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		<title>Anna, Giorgio e Chiara dicono di noi &#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[ciao!!!
avevo già intenzione di scriverti ma mi hai preceduta!! il viaggio è stato molto bello e mi ci siamo trovati bene. Manish ci ha seguiti bene, diciamo che non abbiamo trovato problemi. L&#8217;autista ottimo una persona speciale da consigliare.
Passiamo alle note &#8220;negative&#8221; o meglio una cosa mi ha infastidito molto. Le guide sono state tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ciao!!!<br />
avevo già intenzione di scriverti ma mi hai preceduta!! il viaggio è stato molto bello e mi ci siamo trovati bene. Manish ci ha seguiti bene, diciamo che non abbiamo trovato problemi. L&#8217;autista ottimo una persona speciale da consigliare.<br />
Passiamo alle note &#8220;<em>negative</em>&#8221; o meglio una cosa mi ha infastidito molto. <strong>Le guide sono state tutte brave e simpatiche</strong> ma ha Jaipur (se non sbaglio città, x intenderci quella prima di Agra) la guida è stata molto pesante.<br />
<span id="more-11389"></span>Sicuramente per gentilezza voleva seguirci dapertutto, anche finito la visita della città, che noi volevamo andare da soli nei negozi da te consigliati non ci mollava (aveva parcheggiato la macchina nel nostro hotel).<br />
Noi non riusciamo ad essere sgarbati, anche se in questo caso dovevamo, e dopo aver tentato in tutte le maniere di sganciarlo alla fine alle 16.30 siamo andati in hotel senza aver comprato niente e girato meno per la città. Richiamare l&#8217;autista non ci sembrava bello (anche se lui aveva capito tutto e ci aveva aspettato 1/2 ora fuori pensando che chiamassimo) probabilmente noi ci facciamo troppi scrupoli!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli hotel sono stati tutti bellissimi ma troppo fuori</strong>, che ci impedivano di muoverci da soli. Il consiglio che posso darti io è di dire alle guide di andarsene non appena finito il loro compito (ribadisco che è successo solo con quella guida le altre se ne sono andate subito e non ci hanno mai infastidito) anzi le guide di Agra, Udaipour e Jaisalmer sono state splendide e simpatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di esserti stata utile.<br />
L&#8217; holtel al sud è una meraviglia siamo stati benissimo !!! Un paradiso abbiamo proprio finito in bellezza !<br />
Quando vieni in italia chiamami che ti invitoa cena !!!<br />
ciao saluta anche Manish</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna,</strong> <strong>Giorgio</strong> e <strong>Chiara                   </strong><a href="mailto:annazoratti@witcom.com">annazoratti@witcom.com</a></p>
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		<title>Piero giudica il suo viaggio in India con la Shambhoo Travels</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 04:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Manish. Lui è stato davvero splendido.
Gentile e disposnibile. E&#8217; venuto a trovarci all&#8217;hotel di Delhi, la sera e poi è sempre stato pronto e rintracciabile al telefono. Ci ha sempre dato consigli su buoni ristoranti, quando glielo abbiamo chiesto. Per il resto noi abbiamo cercato di tenerci in contatto con lui ogni paio di giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Manish</strong>. Lui è stato davvero splendido.<br />
Gentile e disposnibile. E&#8217; venuto a trovarci all&#8217;hotel di Delhi, la sera e poi è sempre stato pronto e rintracciabile al telefono. Ci ha sempre dato consigli su buoni ristoranti, quando glielo abbiamo chiesto. Per il resto noi abbiamo cercato di tenerci in contatto con lui ogni paio di giorni, per non essere invadenti e per goderci un pò la libertà che un viaggio come questo porta con sè.<br />
Qualsiasi cosa abbiamo chiesto a Manish, direttamente o indirettamente ha trovato immediatamente risposta. Lui non si è limitato rispondere a domande o richieste: capiva subito il senso di quello che avevamo dentro e sapeva sempre cosa dire.<br />
<span id="more-11381"></span><br />
Davvero vicino, sensibile e attento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anil</strong>. Il conducente, il driver.<br />
Splendido davvero. Una persona squisita. Un vero angelo custode. Educatissimo, sensibile, garbatissimo, sempre disponibile e ottimo consigliere.<br />
Forse ogni tanto un pochino &#8220;<em>materno</em>&#8220;, protettivo. Ma credo che fosse il suo senso di responsabilità a predominare. E poi noi volevamo un pizzichino di libertà che lui forse non immaginava. Ma la libertà, quella, poi, noi, dovevamo anche un pò conquistarcela, no? Altrimenti che libertà era?<br />
Ma davvero Anil lo ricordiamo con immenso affetto e ottima professionalità. E poi, i suoi racconti sulla terra delle montagne da cui proviene, sulla sua esperienza di vita indiana. Prezioso, per noi, per scoprire il mondo indiano anche nei risvolti meno &#8220;turistici&#8221;. Uno spaccato di realtà che abbiamo apprezzato, anche perchè era vero e sincero.<br />
Spero che anche lui si sia trovato bene con noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I corrispondenti locali</strong>.<br />
Tutti puntuali. Forse qualcuno lì per lì non è stato proprio immediato. Ma tramite Anil, il driver, tutto è andato sempre perfettamente. D&#8217;altronde la formula di viaggio era articolata in vero mix di autonomia nostra e di servizi della Shambhoo Travels. Con i voucher in mano nostra non c&#8217;erano problemi. Il driver sapeva sempre dove portarci, in quale hotel. E sapeva consigliarci e concordare con noi le soste lungo il percorso e durante gli spostamente, che in qualche caso erano anche lunghi. Le soste &#8220;<em>pranzo</em>&#8221; (anche se non sempre abbiamo mangiato; in qualche caso solo preso un thé o fatto una sosta rilassante) erano buone. Qualcuna ottima. Qualcuna sufficiente.Nessuna sotto la sufficienza.<br />
I nomi dei posti non me li ricordo, erano ristoranti lungo la strada, ma andavano comunque bene. E in ogni caso erano utilizzati anche da altri gruppi, il che mi ha fatto pensare che quello era il meglio in circolazione.<br />
Noi, in realtà, non abbiamo osato &#8220;<em>strafare</em>&#8221; con la cucina locale. Giammo ha avuto quasi sempre un pò di latente mal di pancia. Mai seri disturbi, ma un pò di infiammazione al momento di andare in bagno, la mattina. Lui non mangia affatto speziato o piccante. Quindi siamo stati molto prudenti (io non ho problemi con le spezie e il piccante, ma verso la fine del viaggio un pò di affaticamento intestinale me lo sono sentito crescere). Questo lo dico nel senso che le soste durante il viaggio erano studiate bene, ottime per tenere basse le tensioni &#8230; alimentari. E, di più, diciamo nel 50 % dei casi erano anche ottimi posti, con buona cucina, belle strutture e prezzi economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Un paio di volte siamo andati con il driver a cena, in posti che ci ha consigliato lui. Economici e molto buoni. Una volta, invece, abbiamo &#8220;<em>trasgredito</em>&#8221; la protezione di Anil. A Jaisalmer. Siamo andati in quel locale nel paese, su al forte, quello che fa breakfast e pizze. Secondo Anil l&#8217;orario serale, il buio, e le mucche in libertà, potevano essere pericolosi, per turisti come noi. E forse non si aspettava che il nostro &#8220;<em>spirito</em> <em>di</em> <em>libertà</em>&#8221; ci portasse così lontano.<br />
Ha manifestato tutta la sua preoccupazione. Sempre garbatissimo, dolce come lo può essere uno che ti vuole evitare qualsiasi problema. Correttissimo. Ma fermamente contrario.<br />
Ma, che vuoi, una boccata di libertà, uno sguardo al mondo circostante senza alcun condizionamento, un pizzico di spirito di avventura provocato forse proprio dalle parole di Anil.<br />
O forse solo l&#8217;imperativo di andare in un posto dove si mangia la pizza, come tu consigliavi. Non ne potevamo quasi più, quella sera, di piatti indiani.<br />
Insomma.<br />
Tutto ottimo.<br />
E tutto ok.<br />
Speriamo sia stato ok anche per il driver.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le guide locali</strong> (i nomi però non me li ricordo, anche se forse puoi ricostruirli tu, tramite ufficio).<br />
Beh, lì ti devo fare alcuni distinguo. In generale, è vero, non ci hanno mai forzato nello shopping. Qualcuno dava qualche indicazione su posti da visitare, a Jaisalmer, a Jodhpur, a Varanasi&#8230; ma senza insistenza. Però, a Varanasi un pò di disagio c&#8217;è stato. La guida era molto preparata e molto decisa. Intendo con idee molto chiare sui concetti religiosi, sulle ritualità, la storia della città, e tutto il resto.<br />
Ma qualcosa, specialmente a Rita non è quadrato del tutto.<br />
Il tempio delle cupole d&#8217;oro (ottocento chili, pare, di oro) lo abbiamo visto solo da fuori, la sera, e pare che fosse impossibile vederlo da dentro, contrariamente a quello che era scritto sulla guida Polaris e sulle altre indicazioni che avevamo. Ma la cosa che era più controversa era che per depositare le nostre carabattole (telefonini, maccinetta foto, portafogli, ecc.) la guida ci ha fatto accomodare in un negozio dove hanno custodito le nostre cose.<br />
E poi, al ritorno dalla fugacissima visita, davvero solo un colpo d&#8217;occhio al volo, dall&#8217;esterno alla cupola dorata, la presentazione di thé, oli, eccetera, sotto lo sguardo e l&#8217;invito a guardare da parte della guida.<br />
Lì abbiamo anche comprato e forse a prezzi alti. Forse era solo il primo impatto con il mondo indiano.<br />
La mattina dopo abbiamo parlato con la guida, raccontandogli del nostro disagio. Lui ci ha fornito spiegazioni. Non so se giuste o no. Ma poi siamo andati avanti nella visita, senza altri intoppi e con la sua piena collaborazione di esperienza e cultura, che erano davvero notevoli.<br />
Questa è stata un&#8217;esperienza così così (voto: 8 o 9 per la competenza,  5 per quell&#8217;episodio. Fai un pò tu la media).</p>
<p style="text-align: justify;">Invece la guida di Delhi era ancora alle prime armi. Un ragazzo timido e un pò impacciato. Umanamente molto tenero. Ma ancora &#8230; implume, come guida in italiano.<br />
Non so se i suoi problemi fossero solo perchè era ancora molto impacciato con la nostra lingua: lo abbiamo incontrato alcuni giorni dopo a Jaisalmer, mi pare, mentre guidava un altro gruppo, grande questa volta, di italiani. Non so se fosse un gruppo tuo. Indicazioni utili te le potrebbero dare loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottima, davvero ottima, invece, la guida di Jaipur. Preparato, entusiasta, con tanta disponibilità e voglia di farci vedere e capire la città, il mondo indiano, la cultura, la religione, le usanze&#8230; Davvero un bel 10 !</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri piuttosto bene tutti. Niente da segnalare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli hotel</strong>. Molti davvero bellissimi, davvero oltre le nostre aspettative. A tutti quelli fino a Udaipur. Anche se, in tanto splendore di strutture e lussi, a volte il servizio aveva qualche lacuna. Niente di grave, di serio. Qualche piccolo ritardo. Qualche esitazione di troppo. Un extra bed montato dopo diversi solleciti. Una pizza immangiabile (la prima, &#8230; della seconda, invece, ti ho già raccontato prima, ed era buona)&#8230; Un paio di colazioni ritardatarie &#8230;  Ma niente di serio, solo che strideva un pò con il livello &#8230; stellare delle strutture.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad Udaipur, invece, devo dirti, l&#8217;Hotel UDAI GAR ci ha lasciato davvero perplessi. La struttura era bella, ti devo dire. Con un roof davvero spettacolare, uno splendido affaccio sul lago&#8230;<br />
Ma per entare, l&#8217;ingresso dell&#8217;hotel non era segnalato neanche da un&#8217;insegna, nè da una targa, nè altro. In un vicoletto piccolo e buio. Insomma, era ancora in fase di &#8230; start up. E in questo ci farebbe piacere essere consapevolmente collaborativi.<br />
Quello che ti segnalo negativamente, invece, lì, il servizio della colazione. Una colazione davvero striminzita, fuori mercato, se posso dire così. Sarebbe stato meglio non includerla (poi arrivavamo da quelle megagalattiche esposizioni di cibo mattutino dei 5 stelle, che ti puoi immaginare il contrasto!). Ma quello davvero imperdonabile era il servizio sulla terrazza, al mattino. Uno staff inadeguato. Inadatto. Troppo inesperti. E un pò zozzerelli. Insomma: lì la colazione sarebbe da evitare. E anche l&#8217;hotel, ancora in fase di partenza, secondo me, dovrebbe essere visitato da qualcuno dei tuoi, per vedere a che punto sono. Una volta messo a posto tutto, sarà anche una buona struttura &#8211; bella lo è già adesso, comunque &#8211; ma adesso è ancora prematura.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Hotel di Jaisalmer. Il nome era cambiato rispetto a quello segnalato nel programma. Bellissima struttura, comunque. Ma con le ascigamani un pò zozze, e forse troppi animaletti in giro negli spazi comuni e nella stanza e nel bagno (piccole blatte e un millepiedi lungo almeno dieci centimetri, che abbiamo dovuto allontanare forzosamente dalla camera).<br />
Ma lì si capisce, in mezzo al nulla deserto, in mezzo alla natura. Però loro, i proprietari &#8211; forse un pò troppo jainisti, abbiamo pensato noi, con un pizzico di malignità &#8211; potevano combattere un pò più<br />
intendamente per difendere i confini delle camere.<br />
Ma ci può stare, in un posto come quello, un avamposto della civiltà umana, un pò in difacimento, sul confine del Nulla&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Neemrana</strong> <strong>Fort</strong> <strong>Palace</strong>. Un posto straordinariamente vittima del contrasto: il verde, la storia, la bellezza della struttura hanno fatto a pugni con la stanza, grande suite su due livelli ma umida da morire e con un condizionatore che, credimi, sembrava davvero un elicottero (nel senso proprio letterale, senza esagerare). E il servizio: metà del personale da 10! Metà da 3 ! Non siamo riusciti a prendere un the a colazione! Loro aprivano la sala alle 8,00. Noi partivamo alle 7,30: la sala bar, che doveva servire caffè e the dalle 6,00, fino alle 7,30, non era ancora attrezzata!<br />
Insomma, un neo grave per un posto così!<br />
Sai, è come per le donne più belle: il minimo difetto non si può fare a meno di notarlo!</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il resoconto delle cose. Soprattutto le cose che andrebbero corrette.<br />
<strong>L&#8217;organizzazione del viaggio, per noi è stata ottima. Tutto ha funzionato benissimo. Nessun problema ci ha angustiato. Insomma, davvero bravi.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E, poi, avete un paese magico da farci vedere e capire. E questa è un&#8217;opportunità grandissima per tutti: voi, noi e gli indiani.<br />
Insomma, anche se non l&#8217;ho detto chiaramente, mi ha davvero emozionato, impressionato e colpito, questo paese meraviglio, pieno di contrasti e di bellezza, di sorrisi e di sofferenza, di speranze e di fedi, di rassegnazione e di voglia di costruirsi un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Un caro saluto e ti/vi rinnovo l&#8217;invito a Roma. Avrei davvero piacere di salutare te e Manish.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piero e c.</strong>    <a href="mailto:pierperrone@gmail.com">pierperrone@gmail.com</a></p>
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		<title>Cyrrus Minor</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.shambhoo.com/?p=11377</guid>
		<description><![CDATA[Segnaliamo il sito di Rita, Piero e Gianmarco &#8230; Cyrrus Minor www.cyrrusminor.wordpress.com .
Tre viaggiatori che hanno viaggiato con noi dal 3 agosto 2010 al 22 agosto 2o10 tra Rajasthan, Agra e Varanasi &#8230; passando per Delhi, Mandawa, Jaipur, Neemrana, Udaipur, Pushkar, Jodhpur, Jaisalmer, Bikaner &#8230; tra emozionanti, incontri, colori, foto &#8230; un viaggio, un&#8217;avventura, un&#8217;esperienza !!! 
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Segnaliamo il sito di <strong>Rita</strong>, <strong>Piero</strong> e <strong>Gianmarco</strong> &#8230;<strong> Cyrrus</strong> <strong>Minor </strong><a href="http://cyrrusminor.wordpress.com/"><strong><span style="color: #808000;">www.cyrrusminor.wordpress.com</span></strong></a><span style="color: #808000;"> </span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre viaggiatori che hanno viaggiato con noi dal 3 agosto 2010 al 22 agosto 2o10 tra <strong>Rajasthan</strong>, <strong>Agra</strong> e <strong>Varanasi</strong> &#8230; passando per Delhi, Mandawa, Jaipur, Neemrana, Udaipur, Pushkar, Jodhpur, Jaisalmer, Bikaner &#8230; tra emozionanti, incontri, colori, foto &#8230; <strong>un viaggio, un&#8217;avventura, un&#8217;esperienza !!!</strong> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovanni Comisso / Stefano Faravelli</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2010/08/11288giovanni-comisso-stefano-faravelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 03:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre & Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.shambhoo.com/?p=11288</guid>
		<description><![CDATA[presso Lamec &#8211; Basilica Palladiana, Vicenza
dal 27 agosto al 5 settembre 2010
Una mostra di carnet di viaggio, che si propone di stabilire un collegamento ideale fra i viaggi e i reportage di Giovanni Comisso e i carnet di Stefano Faravelli, con disegni e appunti su Egitto, India e Turchia. 


LIBRIAMO2010
da domenica 27 a venerdì 29 agosto nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>presso <strong>Lamec</strong> &#8211; <strong>Basilica</strong> <strong>Palladiana</strong>, Vicenza<br />
dal <strong>27</strong> <strong>agosto</strong> al <strong>5 settembre 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una mostra di carnet di viaggio, che si propone di stabilire un collegamento ideale fra i viaggi e i reportage di Giovanni Comisso e i carnet di<a href="http://www.shambhoo.com/2009/06/india-per-vedere-lelefante/" target="_blank"> <span style="color: #0000ff;"><strong>Stefano</strong> <strong>Faravelli</strong></span></a>, con disegni e appunti su Egitto, <strong><a href="http://www.shambhoo.com/2009/06/india-per-vedere-lelefante/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">India</span></a></strong> e Turchia. </p>
<p><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Stefano-Faravelli-1.jpg" rel="lightbox[11288]"><img class="alignnone size-full wp-image-11289" title="Stefano Faravelli" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Stefano-Faravelli-1.jpg" alt="" width="225" height="167" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Stefano-Faravelli-2.jpg" rel="lightbox[11288]"><img class="alignnone size-full wp-image-11290" title="Stefano Faravelli" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Stefano-Faravelli-2.jpg" alt="" width="225" height="167" /></a></p>
<p><span id="more-11288"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #808000;">LIBRIAMO2010<br />
</span></strong><em>da domenica 27 a venerdì 29 agosto nel Chiostro di S. Corona a Vicenza</em></p>
<p style="text-align: justify;">La figura e l’opera di <strong>Giovanni</strong> <strong>Comisso</strong> <strong>protagoniste</strong> di <strong>LIBRIAMO2010</strong> Fra gli autori Petros Markaris Spazio anche agli autori vicentini emergenti Torna, per il quinto anno, LIBRIAMO, il festival letterario vicentino (<strong><a href="http://www.libriamo-vicenza.com">www.libriamo-vicenza.com</a></strong>), promosso dal Comune di Vicenza (Assessorato alla Cultura), organizzato dall’Associazione culturale Zoing! e patrocinato dalla Regione e dalla Provincia di Vicenza. La manifestazione si terrà dal 27 al 29 agosto, principalmente nella <strong>consueta cornice del chiostro di Santa Corona</strong>; ma altri luoghi simbolo di Vicenza saranno toccati dalla manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’edizione 2010 la scelta è ricaduta su <strong>Giovanni</strong> <strong>Comisso</strong>, il cui libro più importante, Giorni di <em><strong>guerra</strong></em>, compie proprio quest’anno ottant’anni: l’obiettivo è quello di approfondire e rivalutare, attraverso le numerose e allettanti iniziative in calendario, l’autore trevigiano; in stretta continuità con la scorsa edizione dedicata a <strong>Goffredo</strong> <strong>Parise</strong>, che dell’autore trevigiano si considerava “<em>figlio</em> <em>d’arte</em>”. Così, la figura e l’opera di Comisso saranno al centro di una chiacchierata, la Conversazione su Giovanni Comisso, che vedrà la partecipazione di un professore universitario, un autore e un critico letterario.<br />
<strong>Lo spazio espositivo LAMeC (Basilica Palladiana) ospiterà una mostra di carnet di viaggio, che si propone di stabilire un collegamento ideale fra i viaggi e i reportage di Giovanni Comisso e i carnet di <a href="http://www.shambhoo.com/2009/06/india-per-vedere-lelefante/" target="_blank"><span style="color: #808000;">Stefano</span> <span style="color: #808000;">Faravelli</span></a>, con disegni e appunti su Egitto, India e Turchia</strong>.<br />
A un tema molto caro a Comisso è ispirato, poi, anche l’ormai consueto concorso letterario nazionale di racconti promosso da LIBRIAMO, dedicato stavolta al rapporto tra uomini e mondo animale; al solito, i lavori giudicati migliori saranno pubblicati in libro.<br />
Andrea Di Gregorio, a sua volta, partirà da Comisso e Markaris per il suo workshop di scrittura creativa, spiegando come inventare un personaggio letterario prendendo spunto dalla propria biografia.<br />
E, ancora, gli apprezzati Itinerari letterari – un percorso guidato per la città di Vicenza alla scoperta dei luoghi narrati da Goffredo Parise, con attori professionisti che leggono i passi più significativi dei suoi romanzi in corrispondenza dei luoghi descritti – saranno riproposti con l’integrazione di alcune letture tratte dalla corrispondenza di Parise con Giovanni Comisso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un accattivante torneo a squadre di trivial letterario sarà l’occasione per misurare la propria cultura letteraria vincendo libri; mentre la Scuola superiore per mediatori linguistici di Vicenza proporrà una lettura a più voci di poesie in lingua e in italiano.<br />
Come nella migliore tradizione di LIBRIAMO, <strong>non mancheranno gli Spritz letterari</strong>; né, naturalmente gli incontri serali con gli autori, moderati da giornalisti e scrittori e introdotti anche quest’anno da Incipit, una lettura recitata della pagina d’apertura dell’ultimo libro di ciascun autore. Tra gli altri, si ricorda l’appuntamento con lo scrittore, drammaturgo e sceneggiatore greco Petros Markaris, che deve il suo successo al personaggio del commissario Kostas Charitos, il cui nome figura non a caso anche nell’ultima fatica dell’autore, Io e Kostas Charitos. Zoing! Associazione Culturale C.P. 18 &#8211; Succursale 1 &#8211; 36061 Bassano del Grappa (VI) Tel. 328.214.3191 Fax 178.226.1987 &#8211; info@zoing.com www.zoing.com Organizzato da Associazione Culturale Promosso da Comune di Vicenza Assessorato alla Cultura Quindi l’incontro con Andrea Vitali, medico e scrittore, col suo La mamma del sole. E, a chiudere: Pia Pera, nota per i suoi scritti sulle piante, gli orti e i giardini (tra cui Giardino &amp; orto terapia. Coltivando la terra si coltiva anche la felicità) e Giulio Casale, scrittore, musicista e attore che farà da guida in un viaggio attraverso le opere dei poeti, degli scrittori e dei musicisti americani più significative per la cultura italiana, a partire dagli anni ’50.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, novità assoluta di questa edizione, l’appuntamento quotidiano con Vicenza incontra i suoi autori, uno spazio, nell’ambito della rassegna, riservato agli autori vicentini emergenti: da Cristina Obber a Luigi Borgo, passando per Silvia Calamati. Anche degli ultimi libri di questi autori saranno lette alcune pagine; gli incontri si chiuderanno con gli “aperitivi bianchi”.<br />
Per i tre giorni di LIBRIAMO2010 rimarrà aperta l’esposizione della editoria di qualità e saranno in vendita i libri degli autori e degli ospiti dell’edizione 2010.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da ricordare che tutti gli appuntamenti di LIBRIAMO2010 sono a ingresso libero e gratuito (tranne il workshop) e che in caso di maltempo si terranno regolarmente nella sala conferenze del Chiostro di S. Corona. Tutti i partecipanti saranno omaggiati con un simpatico gadget letterario fino a esaurimento delle scorte. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>COS’È LIBRIAMO?</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LIBRIAMO è il festival letterario di Vicenza e il più importante del Veneto</strong>. Si tiene l’ultimo weekend di agosto nei suggestivi chiostri di Santa Corona e in altri luoghi della città carichi di fascino. Nato cinque anni fa con l’intenzione di avvicinare potenziali lettori alla lettura, LIBRIAMO ha visto la partecipazione di autori come Andrea De Carlo, Tim Parks, Corrado Augias, Camilla Baresani, Antonia Arslan, Maurizio Ferraris, Isabella Bossi Fedrigotti. Ogni edizione di LIBRIAMO ruota attorno a un tema, che determina la scelta degli autori e caratterizza il taglio degli altri eventi: Perdere il filo nel 2007, In poke parole nel 2008, EDOnismi (dedicato a Goffredo Parise) nel 2009.<br />
L’edizione 2010 è un omaggio al giornalista e scrittore Giovanni Comisso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma di LIBRIAMO, oltre agli incontri con gli scrittori, prevede una tavola rotonda, un concorso letterario nazionale, l’esposizione dei piccoli e medi editori di qualità, letture ad alta voce nel centro storico e nelle librerie, itinerari letterari, mostre, reading e spettacoli teatrali, workshop di scrittura e di traduzione, laboratori del gusto, spritz letterari cene tematiche e, da quest’anno, anche uno spazio per gli autori vicentini emergenti. <strong>Tutti gli appuntamenti – tranne corsi e laboratori – sono a ingresso gratuito. Dall’autunno del 2010, LIBRIAMO diventa protagonista anche della rassegna vicentina di Ottobre piovono libri</strong>.</p>
<p><strong>SPAZIO LAMEC &#8211; BASILICA PALLADIANA</strong><br />
Piazza Dei Signori &#8211; 36100 -<br />
Vicenza<br />
tel. +39 0444222114 , +39 0444222101<br />
www.libriamo-vicenza.com<br />
uffmostre@comune.vicenza.it</p>
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		<title>Il casto maestro dell&#8217;erotismo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 02:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Libri India]]></category>

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		<description><![CDATA[Il «Kamasutra» fu scritto da Vatsyayana in regime di totale astinenza
I tre fini dell&#8217;esistenza &#8211; scrive Vatsyayana Mallanaga, l&#8217;autore del Kamasutra, il più antico trattato erotico dell&#8217;induismo, composto intorno al III secolo d. C. &#8211; sono il potere, il piacere e la religione. Se uno immagina che l&#8217;arco della vita di un uomo duri cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #808000;"><em>Il «</em>Kamasutra<em>» fu scritto da Vatsyayana in regime di totale astinenza</em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I tre fini dell&#8217;esistenza &#8211; scrive <strong>Vatsyayana</strong> <strong>Mallanaga</strong>, l&#8217;autore del Kamasutra, il più antico trattato erotico dell&#8217;induismo, composto intorno al III secolo d. C. &#8211; sono il <strong>potere</strong>, il <strong>piacere</strong> e la <strong>religione</strong>. Se uno immagina che l&#8217;arco della vita di un uomo duri cento anni, è bene suddividere questo tempo in tre fasi distinte, in modo tale che «<em>si integrino armoniosamente anziché danneggiarsi a vicenda</em>». L&#8217;infanzia è la stagione della conoscenza: fondamentale per acquisire il potere; la giovinezza è per il piacere; la vecchiaia, per la religione e la liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/detail-of-khajuraho-temple.jpg" rel="lightbox[11371]"><img class="alignnone size-full wp-image-11372" title="Detail of Khajuraho temple showing Kamasutra's thoughts. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/detail-of-khajuraho-temple.jpg" alt="" width="450" height="222" /></a><span id="more-11371"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Vatsyayana &#8211; della cui vita non si sa quasi nulla &#8211; scrisse questo libro, conosciuto in Occidente solo fra la fine dell&#8217;Ottocento e gli inizi del Novecento, in regime di assoluta castità. È lui stesso a dichiararlo: <strong>come a volerci ricordare che le cose che riusciamo a immaginare, a intuire e a descrivere meglio sono quelle che desideriamo e non possediamo</strong>. È una regola che vale sempre: anche per i romanzi.</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;">Il piacere è al centro del Kamasutra. Tuttavia, il lettore commetterebbe un grosso sbaglio, se si avvicinasse a questo libro, che probabilmente è il compendio di altri testi che lo precedono, con l&#8217;idea di trovarvi soltanto i sessantaquattro gesti dell&#8217;amore: insomma, la «<em>meccanica</em>» dell&#8217;accoppiamento fra l&#8217;uomo e la donna, per la quale, grazie anche alle volgarizzazioni, è diventato tanto famoso da trasformare il suo titolo in un simbolo. Certo, <strong>nel Kamasutra, nulla è dimenticato per ciò che riguarda la fisicità e il corpo</strong>. I baci, i graffi, le carezze, i morsi, i giochi, le penetrazioni, le percosse, gli odori: tutto è considerato con scrupolo e attenzione dal suo autore che, ricordando il versetto di una Upanishad («<em>L&#8217;uomo è fatto di desiderio sessuale</em>»), potrebbe affermare che il desiderio sessuale è il liquido seminale della mente.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Ma il Kamasutra va ben oltre</strong>. È libro di uno scrittore che conosce profondamente la psicologia dell&#8217;uomo e della donna; <strong>conosce il segreto degli sguardi e il mistero delle seduzioni; è mondano perché sa che si vive nel mondo; non ignora la furbizia e l&#8217;ingenuità, la rozzezza e la poesia; e, in definitiva, offre al lettore un ritratto ricchissimo dell&#8217;India antica</strong>: l&#8217;India che, ancora oggi, miracolosamente sopravvive nei suoi colori e nei suoi profumi inebrianti, nei fasti decaduti dei suoi palazzi e nei suoi giardini, nella oscurità della sua luce, negli occhi simili al carbone dei suoi uomini, nella inimitabile eleganza e nella sinuosità dei fianchi delle sue donne.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0261.jpg" rel="lightbox[11371]"><img class="alignnone size-full wp-image-11373" title="Details of Khajuraho templel showing Kamasutra's thoughts." src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0261.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><strong>All&#8217;origine della prassi &#8211; scrive Vatsyayana &#8211; c&#8217;è sempre un testo.</strong> Nel suo, chi lo leggerà troverà molti utili consigli, molti ammaestramenti, molti suggerimenti che lo aiuteranno nell&#8217;amore. Saprà, per esempio, che <strong>ai sessantaquattro gesti dell&#8217;amore dovrà accompagnarsi la pratica di ben sessantaquattro arti</strong>: come il canto, la pittura, la danza, la disposizione dei fiori, la preparazione delle bevande, la prestidigitazione, la conoscenza delle gemme, la lettura ad alta voce, tra le prime. Saprà che, se vorrà essere uomo di mondo, dovrà condurre una giornata di questo tipo: sveglia, bagno, massaggi e unguenti, qualcosa in bocca per avere sempre un alito perfetto; colazione e pranzo; sonnellino; giochi con i pappagalli; la sera musica e canti; contatti con le messaggere; arrivo delle donne nel salotto. Saprà che le doti di una messaggera sono l&#8217;audacia, la lingua sciolta, la conoscenza dei segnali che rivelano le emozioni e la capacità di indovinare il momento giusto &#8211; mentre le donne che solo potrà considerare (guardandosi da quelle di casta inferiore, da quelle che emanano cattivi odori, e in generale dalle brutte) sono di tre tipi: le vergini, le donne di seconda mano, le cortigiane.</div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;">Il capitolo sul sesso è forse il meno intrigante del Kamasutra. Vi sono elencati (oltre alle dimensioni degli organi sessuali maschili e femminili) i vari tipi di abbracci (quello denominato «<em>rampicante</em> <em>avvinghiato</em>», la «<em>salita</em> <em>sull&#8217;albero</em>», il «<em>riso e</em> <em>sesamo</em>», il «<em>latte e acqua</em>», quello stretto delle cosce e quello dei bacini); i tre tipi di baci: il casuale, il carezzevole e il fremente (molto adatti per una vergine); i vari tipi di graffi: che comprendono, tra gli altri, quello «<em>a pelle d&#8217;oca</em>», quello a «<em>zampa di tigre</em>», quello a «<em>foglia di loto</em>»; i vari modi di accoppiarsi (semplici, sovente acrobatici come <strong>appaiono nelle sculture dei templi di Khajuraho</strong>, talvolta inconcepibili dalla modesta fantasia dell&#8217;uomo occidentale); i vari tipi di gemiti che accompagnano l&#8217;amplesso: che sono il mugolio, il rantolo, il balbettio (ai quali, però, la donna può aggiungere il verso della colomba, o del pappagallo, o dell&#8217;usignolo) &#8211; mentre per la fine dell&#8217;amplesso ci sono solo l&#8217;ansimare, il pianto, l&#8217;urlo (simile al suono che fa, spezzandosi, una canna di bambù) e il singulto (simile al suono prodotto da una bacca che cade nell&#8217;acqua); i vari movimenti dell&#8217;uomo; i vari movimenti della donna; e tutto il resto.</div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Assai più belle e fascinose sono, invece, nel Kamasutra, </strong>quelle che possono essere considerate delle vere e proprie scene teatrali. Per esempio tutte le scene teatrali che hanno a che vedere con gli sguardi (la donna che sta sulla soglia di casa, la donna che dalla loggia guarda la strada principale, la donna che guarda fissa, la donna &#8211; segno infallibile, questo, dell&#8217;amore &#8211; che «<em>se</em> <em>viene</em> <em>guardata</em>, <em>volge</em> <em>gli</em> <em>occhi</em> <em>di</em> <em>lato</em>»). Oppure il momento in cui l&#8217;amante introduce la donna amata nella stanza del piacere, prendendola per mano e facendola giacere sul letto (per poi offrirle dolci e vino). Oppure, il momento in cui le scioglie la veste. O quello, subito dopo l&#8217;amplesso, nel quale i due amanti, imbarazzati come se non si conoscessero, vanno separatamente nella stanza da bagno. O quello in cui, finalmente, dopo i tre sacrosanti giorni di castità che seguono la cerimonia del matrimonio, i due sposi fanno l&#8217;amore. O quello in cui, con occhi umidi, luccicanti di passione, contemplano il cerchio della luna. È in queste scene, teatrali e poetiche, che sfuggono a ogni codice, che è contenuto, infatti, il paradossale e fondamentale messaggio del Kamasutra.<br />
<strong>L&#8217;uomo e la donna cercano, cercano sempre e vorrebbero sapere. Ma, alla fine &#8211; dice Vatsyayana &#8211; «queste <em>cose sono segrete, e volubili la mente e il cuore, chi può sapere cosa va fatto, e quando, e come, e da chi?</em>»</strong><!-- google_ad_section_end --></div>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Giorgio</strong> <strong>Montefoschi</strong><br />
dal <strong>Corriere della sera</strong>,  22 agosto 2010</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Nei villaggi dell&#8217;India che non contano il tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 07:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivono in una foresta. Come avrebbe detto V. S. Naipaul sono incapaci di afferrare l&#8217; idea di cambiamento Cento milioni di adivasi rifiutano il progresso.
Luoghi estremi - Chissà perché quando entrano nel nuovo aeroporto di Delhi molti indiani smettono di usare la propria lingua. Il rito di passaggio è il brusco controllo dei documenti all&#8217;ingresso nell&#8217;atrio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong><em>Vivono in una foresta. Come avrebbe detto V. S. Naipaul sono incapaci di afferrare l&#8217; idea di cambiamento Cento milioni di adivasi rifiutano il progresso.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Luoghi estremi - Chissà perché quando entrano nel nuovo aeroporto di Delhi molti indiani smettono di usare la propria lingua. Il rito di passaggio è il brusco controllo dei documenti all&#8217;ingresso nell&#8217;atrio, promemoria della minaccia terrorista di cui mai nessuno parla. Ma varcata quella soglia, le stesse persone che cinque minuti fa discutevano accanitamente in hindi passano a un inglese dalla flemma ammirevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/A_mandi_woman_in_Adivasi_day-Biplob_Rahman.jpg" rel="lightbox[11363]"><img class="alignnone size-full wp-image-11364" title="A mandi woman in Adivasi. Photo from web by Biplob Rahman" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/A_mandi_woman_in_Adivasi_day-Biplob_Rahman.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><span id="more-11363"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Niente in questo cambio di marcia linguistico ha l&#8217;aria di essere semplice nostalgia coloniale. Per certi vecchi inglesi, l&#8217;India resta un ingrediente dell&#8217;identità più di quanto gli indiani abbiano ancora tempo per occuparsi di loro. No, il distacco emotivo ormai è consumato: se di colpo dalla cappa monsonica di fuori all&#8217; aria condizionata di dentro la lingua cambia, dev&#8217;essere per la stessa ragione che fa sembrare così strani gli indiani in tivù.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio qui all&#8217;imbarco del volo per Hyderabad, un maxi-schermo parla di una <strong><em>mannequin</em></strong> <strong><em>delle</em></strong> <strong><em>Andamane</em></strong>: l&#8217;altro giorno si è suicidata in casa sua a Mumbai quando ha capito che un certo broker di Borsa non l&#8217;avrebbe mai sposata. Ne discutono in studio due ragazzi gonfi di muscoli,<strong> grottescamente forzuti. Come per caso sembrano l&#8217;opposto dell&#8217; indiano emaciato, spossato dal caldo, il corpo tagliente</strong>: la vecchia immagine che chiunque ha in testa, il mistico capace di attraversare il Paese a piedi digiunando o gettando i semi di una rivolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello scarto linguistico, quei culturisti alla tivù, raccontano di un&#8217;India che cerca un&#8217;altra idea di sé. Poi però l&#8217; aereo atterra a mezzanotte a Hyderabad e lì c&#8217;è una navetta che porta alla stazione dei bus penetrando nel centro abitato.<br />
<strong>A Hyderabad vivono dieci milioni di persone nello spazio che in Europa servirebbe a una città media, magari Firenze o Lione</strong>. Nella notte la metropoli non si dà pace, alla luce di pochi lampioni i camion dipinti a fiorami, le auto e i risciò si inseguono come fossero in corsa contro il tempo prima che faccia giorno. La stazione dei bus poi ha un suo ordine incomprensibile a chi non lo conosca da sempre. Allineati a terra, sedati dal caldo, a centinaia dormono nella calca fra i piedi di chi cerca il proprio bus. <strong>A Hyderabad i nullatenenti non sono ancora stati espulsi insieme alle vacche, com&#8217;è successo a Delhi per rendere alla città un po&#8217; della sua eleganza in vista dei giochi del Commonwealth in ottobre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/adivasi.jpg" rel="lightbox[11363]"><img class="alignnone size-full wp-image-11368" title="A Mal-Paharia Adivasi girl fetching water in forest near Dumka District in Jharkhand. Photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/adivasi.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare a Bhadrachalam servirà tutta la notte. È un borgo rurale conosciuto per il tempio di Rama, Sree Seetha Ramachandra Swamy, un quadrilatero di pietra bianca affacciato sull&#8217; enorme letto arido del fiume Godavari, dominato da tre torri del &#8216;600. Sulla strada che porta al tempio una statua vagamente infantile del mahatma Gandhi ha l&#8217;aria di dirigere il traffico, qualche capra, due vacche bianche, un carretto della frutta incrociato da qualche raro motorino, un pick-up. <strong>Al tempio, i pellegrini non entrano se non indossano vestiti puliti</strong>. Quelli che invece hanno già terminato le preghiere a Rama si raccolgono per colazione in una taverna sulla via principale. <strong>Le donne a questo punto sono calve dopo aver donato i capelli al dio</strong> e sedendosi nella penombra con i loro bambini e i mariti <strong>ordinano pane fritto, riso, yoghurt</strong>. Mentre le pale appese al soffitto cercano di tagliare un po&#8217; della cappa umida, i familiari riuniti intingono le mani nello yoghurt, ci rivoltano dentro il riso, si succhiano a lungo e lentamente le dita. <strong>È la dieta degli indù delle cinque caste, dai bramini ai dalit</strong>. La sesta abita non lontano da qui, in questa terra di frontiera fra l&#8217;Andhra Pradesh e il Chhattisgarh, e mangia quel che trova nella giungla: rane, topi, formiche, serpenti, di cui chiunque qui riconosce subito il fruscio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono gli adivasi, le tribù dell&#8217;India centrale, un popolo di cento milioni «<em>incapace di afferrare l&#8217;idea di cambiamento</em></strong>», avrebbe detto V. S. Naipaul, in una nazione di un miliardo che del progresso ha fatto la sua ultima bandiera. Gli adivasi vivono nascosti nella foresta intorno a Bhadrachalam e quasi nessuno di loro sa quanti anni ha. A una trentina di chilometri dal tempio di Rama, 26 famiglie hanno bruciato gli alberi creando una radura per le loro capanne. In queste campagne molti braccianti devono ancora offrire la propria moglie al latifondista nella prima notte di nozze (nei giornali di Delhi si parla di un&#8217;avanzatissima legge sui comitati interni d&#8217;impresa contro le molestie). In serata l&#8217; autobus ripartirà, risalendo di villaggio in villaggio verso le terre degli adivasi.<br />
Gli abitati di più di un centinaio di case espongono tutti statue &#8211; paiono in marzapane &#8211; di Indira Gandhi, di suo figlio Rajiv, suo nipote Rahul, o del mahatma. Quando i villaggi sono invece solo poche baracche si vedono semmai bandiere rosse, falci e martello in cemento altre due metri, donne dai sari verde, rosa o giallo con grossi otri di rame sulla testa. È un&#8217;altra notte di bus, altri 300 chilometri verso Nord Est, la stessa ipnotica musica che tiene sveglio il conducente. Qualcuno si è addormentato con la nuca sulle mie gambe, non lo svegliano neanche i sussulti del bus sullo sterrato. Si scuote solo quando due signore verso le tre chiedono all&#8217;autista di fermarsi. Siamo nella foresta, al buio gli alberi sembrano altissimi. Le due donne si appartano appena lungo la strada, risalgono.</p>
<p style="text-align: justify;">Domattina saremo a <strong>Dantewada</strong>, il cuore della terra degli adivasi. Né bandiere rosse né statue di marzapane qui. Ma si capisce che siamo arrivati perché quattro donne lavorano in un cantiere edile: si caricano secchi di pietre sulla testa e spariscono dietro un muro. I mariti, saranno ancora ubriachi da ieri sera.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Federico</strong> <strong>Fubini</strong>,<br />
dal <strong>Corriere</strong> <strong>della</strong> <strong>Sera</strong>, 20 agosto 2010</p>
<p style="text-align: justify;">Articoli correlati:<br />
<strong><a href="http://www.shambhoo.com/2010/08/il-villaggio-in-india-che-blocca-lacciaieria-%c2%absu-quella-terra-vivono-gli-spiriti-degli-avi%c2%bb/" target="_blank">Il villaggio in India che blocca l’acciaieria «Su quella terra vivono gli spiriti degli avi»</a></strong></p>
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		<title>Kathmandu, leader religiosi per una campagna contro le armi. Raccolte milioni di firme</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 23:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’iniziativa è organizzata da Religions for Peace e Global Youth Network. Il Nepal è uno degli Stati che più soffre dello smercio illegale di armi. L&#8217;obiettivo è raccogliere un milione di firme solo in Nepal; verranno inviate all’Onu e a tutti i governi del mondo.
Kathmandu (AsiaNews) – I leader religiosi nepalesi delle più importanti comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>L’iniziativa è organizzata da Religions for Peace e Global Youth Network. Il Nepal è uno degli Stati che più soffre dello smercio illegale di armi. L&#8217;obiettivo è raccogliere un milione di firme solo in Nepal; verranno inviate all’Onu e a tutti i governi del mondo.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Kathmandu (AsiaNews) – I leader religiosi nepalesi delle più importanti comunità si sono r<a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Kathmandu-leader-religiosi-per-una-campagna-contro-le-armi.-Raccolte-milioni-di-firme.jpg" rel="lightbox[11358]"><img class="alignright size-medium wp-image-11359" title="Kathmandu, leader religiosi per una campagna contro le armi. Raccolte milioni di firme" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Kathmandu-leader-religiosi-per-una-campagna-contro-le-armi.-Raccolte-milioni-di-firme-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>iuniti il 16 agosto scorso a Kathmandu, per lanciare <strong>una campagna contro l’uso e la produzione delle armi</strong>. Insieme a loro, anche esperti internazionali del settore per appoggiare l’iniziativa di portata internazionale, organizzata da Religions for Peace e Global Youth Network.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La campagna lanciata prevede una raccolta di firme. Ne sono già state raccolte più di quattro milioni in tutto il mondo e l&#8217;obiettivo è arrivare a 10 milioni. Esse verranno inviate all’Onu e alle sedi di tutti i governi e i partiti del mondo</strong>. In Nepal si punta a raccogliere un milione di firme.<br />
<span id="more-11358"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Koichi Matsumoto, Consulente per le religioni del segretario generale dell’Onu, ha dichiarato: “<em>La società moderna cresce nella sfiducia. I Paesi europei e americani producono armi, anche atomiche, e le popolazioni asiatiche e africane ne soffrono le conseguenze. Raccogliamo firme per fare pressione sugli Stati</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Nepal è uno dei Paesi che più soffre del commercio illegale di armi</strong>. Secondo il governo, almeno 10mila armi illegali circolano nella sola Kathmandu. Subas Nemwang, a capo dell’Assemblea costituente del Nepal, ha appoggiato con entusiasmo l’iniziativa: “<em>Il Nepal sta affrontando una situazione difficile perché i partiti politici sono favorevoli allo smercio di armi e possiedono milizie private</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fr. Jenu Rakesh, rappresentante della Chiesa cattolica, ha detto che “<em>questo programma ci ricorda che siamo stati creati per la pace e che Dio ci invita oggi a viverla e a condividerla con gli altri</em>”. Insieme a lui, sono intervenuti anche Kesab Prasad Chaulagain per gli indù, Nazrul Hussein per i musulmani, Nun Guruma per i buddisti, Narendra Pandey per i bahai e Naman Upadhyaya per i jainiti, antica religione indiana a favore della non violenza.</p>
<p>di <strong>Kalpit</strong> <strong>Parajuli</strong>,<br />
da <strong>AsiaNews</strong> 18 agosto 2010</p>
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		<title>In Nepal processione hindu per Lord Shiva</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 05:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[Pellegrini hindu del Nepal &#8211; conosciuti anche con il nome di Bolboms &#8211; durante la processione per venerare Lord Shiva, il dio della creazione e della distruzione, al tempio Pashupati a Kathmandu.
Cliccare sulle foto per ingrandirle

Più di 50 mila devoti da tutto il Nepal e dai paesi vicini si radunano nella città santa di Sundarijal, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pellegrini hindu del Nepal &#8211; conosciuti anche con il nome di<strong> Bolboms</strong> &#8211; <strong>durante la processione per venerare Lord Shiva, il dio della creazione e della distruzione, al tempio Pashupati a Kathmandu</strong>.</p>
<p>Cliccare sulle foto per ingrandirle</p>
<p><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/9.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11348" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/9-300x199.jpg" alt="" width="225" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/11.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11349" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/11-300x202.jpg" alt="" width="225" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/31.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11350" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/31-300x201.jpg" alt="" width="225" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/5.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11351" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/5-300x206.jpg" alt="" width="225" height="150" /></a><span id="more-11344"></span><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/21.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11352" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/21-300x172.jpg" alt="" width="225" height="139" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/6.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-medium wp-image-11353" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/6-300x200.jpg" alt="" width="225" height="139" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Più di 50 mila devoti da tutto il Nepal e dai paesi vicini si radunano nella <strong>città santa di Sundarijal</strong>, a 42 chilometri dalla capitale Kathmandu, dove raccolgono l&#8217;acqua ritenuta santa. L&#8217;acqua è conservata in due piccoli contenitori.<br />
<strong>I Bolboms credono nel fatto che tutti i loro peccati ed errori commessi saranno dimenticati prendendo parte a questa processione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/4.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-11345" title="Nepal: Bolmos pilgrims during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/7.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-11346" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/7-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/8.jpg" rel="lightbox[11344]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-11347" title="Nepalese Hindu pilgrims - also known as Bolboms - during a procession to worship Lord Shiva. EPA/NARENDRA SHRESTHA" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>fonte <strong>ANSA</strong></p>
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		<title>La gloria di Delhi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 05:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;indipendenza dell&#8217;India passa attraverso Delhi e questo non potrebbe essere più vero del sollevamento del tricolore indiano alla mezzanotte che dava il benvenuto al 15 agosto 1947 come festa dell&#8217;indipendenza dell&#8217;India.

La capitale politica ora riflette la modernità e allo stesso è culla di una ricca eredità storica. In realtà, il fondamento stesso in cui vengono prese le decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;indipendenza dell&#8217;India passa attraverso Delhi</strong> e questo non potrebbe essere più vero del sollevamento del <strong>tricolore indiano alla mezzanotte che dava il benvenuto al 15 agosto 1947</strong> come festa dell&#8217;indipendenza dell&#8217;India.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0191.jpg" rel="lightbox[11326]"><img class="alignnone size-full wp-image-11330" title="Red Fort &quot;Lal Qila&quot; in Delhi. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0191.jpg" alt="" width="450" height="306" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La capitale politica ora riflette la modernità e allo stesso è culla di una ricca eredità storica. In realtà, il fondamento stesso in cui vengono prese le decisioni democratiche per questo paese – il Parlamento – è stato uno dei luoghi chiave della città nella chiamata all&#8217;indipendenza. Fu qui che la voce del processo democratico è stata urlata al fine di &#8220;<em>essere</em> <em>sentita</em>&#8221; dal centro di potere.<br />
<span id="more-11326"></span><br />
<strong>Bhagat Singh</strong>, che è noto per il suo atteggiamento di cuore coraggioso, tenendo testa all&#8217;Impero britannico, fece cadere un piccola bomba sul pavimento della sala delle assemblee del Parlamento centrale il 18 aprile 1929 e gridò &#8220;<em>Inquilab zindabad!</em>&#8220;. Egli annunciò che ciò era pertinente alla voce forte di voler essere ascoltata mentre sparpagliava volantini di color rosso con la citazione: &#8220;<em><strong>Serve una gran voce per fare sentire dai sordi</strong></em>&#8220;.<br />
Era una lotta per i diritti e il fatto che si trattasse semplicemente di una bomba per fare rumore, senza alcuna intenzione di ferire nessuno, ha dato all&#8217;India un giovane grande martire risoluto. Il 15 agosto 2008, una statua di <strong>Shaheed Bhagat Singh</strong> è stata svelata fuori del Parlamento nel cortile numero 5. A questo proposito, il Parlamento stesso è  diventato un simbolo dell&#8217;indipendenza dell&#8217;India. È anche il luogo stesso in cui <strong>Pandit</strong> <strong>Nehru</strong> ha fatto il suo famoso discorso &#8220;<em>Appuntamenteo con il destino</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #808000;">RED FORT: UNA TESTIMONIANZA STORICA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre l&#8217;India diventava una entità indipendente alla mezzanotte del 15 agosto 1947, la grandiosità dell&#8217;edificio Mughal che è il <strong><span style="color: #808000;">Red</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Fort</span></strong> divenne lo sfondo per il fatto che l&#8217;India era arrivata. Da allora, ogni anno, il primo ministro dell&#8217;India alza la bandiera alla festa dell&#8217;indipendenza per commemorare la gloria e la libertà dell&#8217;India.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0201.jpg" rel="lightbox[11326]"><img class="alignnone size-full wp-image-11331" title="Palaces and gardens inside Red Fort in Delhi. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0201.jpg" alt="" width="450" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È non solo è un luogo di una meraviglia architettonica, ma anche un luogo che ha visto numerose battaglie e spargimenti di sangue.<br />
Dall&#8217;ascesa dell&#8217;Impero Mughal fino alla fine di esso. L&#8217;intera periferia del Red Fort, la parte vecchia di Delhi, era un luogo di intensi avvenimenti quando la Gran Bretagna ha preso il potere e ha governato la città.<br />
Qui il Fort Barracks, eretto nel 1857, è stato utilizzato per imprigionare i prigionieri e poi per appenderli in vista. Era il 1945 quando hanno membri dell&#8217;esercito nazionale indiano sono stati qui processati, come Shah Nawaz Khan, Gurbakhsh Singh Dhillon, Prem Kumar Sehgal. Molti sono stati processati alla Daryadi utilizzato come l&#8217;aula del processo. Nel 1993, l&#8217;Archaeological Survey of India ha assunto la carica di due delle caserme e li ha trasformati in memoriali per la loro conservazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte al Red Fort c&#8217;è <strong>Chandni</strong> <strong>Chowk</strong>. Essa è conosciuta per i suoi mercati oggi ma è stato anche il luogo che ha visto la nascita della lotta di indipendenza. Nel 1857, quando è iniziato il movimento di lotta organizzata per la libertà, fu qui che più di 200 ulema &#8211; musulmani-  furono impiccati.<br />
Sharif Manzil Haveli a Ballimaran (nei pressi della Jama Masjid) ora è un mercato di accessori ottici, che è stato il luogo dove Mahatma Gandhi, Maulana Azad, Jawaharlal Nehru e Hakeem Ajmal Khan hanno condotto molte riunioni, specialmente durante la lotta contro il Rowlatt Act (Il <strong>Rowlatt Act</strong> è una serie di proposte legislative fatte nel luglio del 1918 da sir Sidney Rowlatt. Egli fu incaricato di studiare la amministrazione della giustizia in India. Secondo tali proposte l&#8217;India avrebbe dovuto essere tenuta sotto il regime speciale nel quale si era trovata durante tutto il conflitto mondiale (il primo): alcune norme di limitazione della libertà dei cittadini indiani sarebbero così divenute stabili).</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, la haveli apparteneva a Hakeem Ajmal Khan (1863-1927) che è stato il presidente del congresso nazionale indiano ed era il praticante di medicina, oltre ad essere un combattente per la libertà e scrittore. Questo luogo è stato testimone di mille riunioni pubbliche durante tale periodo e il più grande ricordo è quello alla <strong>Bhai</strong> <strong>Mati</strong> <strong>Das</strong> <strong>Chowk</strong> (Fontana). In questo luogo, circa 30.000 persone hanno partecipato per protestare contro il Rowlatt Act. Il comitato di Satyagraha Delhi aveva invitato alla riunione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono molti posti chiave che possono essere promossa per turismo tenendo in mente la loro associazione con lotta della India per l&#8217;indipendenza, alcuni sono storicamente archiviati e ben evidenziati come quelli menzionati sopra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0209.jpg" rel="lightbox[11326]"><img class="alignnone size-full wp-image-11332" title="Domes and arches inside Red Fort in Delhi. Photo by Samuele Fracasso" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/DELHI-0209.jpg" alt="" width="450" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I gioielli reali sono tuttavia quelli che sono di grande importanza ma che raramente sono esplorati dai turisti e sono di grande interesse per gli amanti della storia. Ad esempio, il giardino urdu &#8211; <strong>Urdu</strong> <strong>Park -</strong> a Urdu Bazaar, nella parte vecchia di Delhi vicino alla Jama Masjid. <strong>Urdu</strong> <strong>Bazaar</strong> è un mercato specializzato in libri rari, vecchi manoscritti e riviste. Questo luogo è stato completamente dimenticato. Fu qui - si suppone &#8211; che Abul Kalam Azad ha raccolto i giovani uomini nel 1942 per parlare del &#8220;<em>Quit</em> <em>India</em> <em>Movement</em>&#8220;. Dopo la sua morte il 22 febbraio 1958, Azad fu sepolto qui. Il suo <strong><em>mazaar</em></strong> è ancora lì.</p>
<p style="text-align: justify;">I nuovi mercati intorno alla Jama Masjid, che hanno preso il posto dei vecchi mercati caduti in disgrazia, sono interessanti percorsi della storia che danno un assaggio della lotta per la libertà. L&#8217;intera area – noto come <strong><span style="color: #808000;">Shahjahanbad</span></strong> – comprendeva <strong><span style="color: #808000;">Khas</span></strong> e <strong><span style="color: #808000;">Khanam</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Ka</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Bazaar</span></strong>. Questo luogo testimonia l&#8217;intensa attività durante il Regno di Muhammad Shah. Dai venditori di vino ai negozi che vendono frutta secca, uccelli esotici e animali, sono ancora esistenti in alcune parti di questa zona. Si crede che dopo il 1857, quando Delhi è caduta sotto il dominio dell&#8217;esercito britannico, l&#8217;area ha perso la sua entità.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre piccole ma affascinanti punti di storia sulla mappa di Delhi sono il <strong><span style="color: #808000;">Saheed</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Bhagat</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Singh</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Park</span></strong> dove Bhagat Singh fondo l&#8217;Eservito della Armata Repubblica Hindustana a Firoz Shah Kotla. Si ricorda tra il Shaheed Park Memorial adiacente all&#8217;ufficio del The Indian Express. I vecchi alloggi del vicerè, ora sono gli uffici dell&#8217;Università di Delhi,un importante edificio. Nel 1931, servì come  aula del tribunale per le persone mandate a processo per possesso di armi ed esplosivi, oltre alle accuse di cospirazione contro il Regno Britannico.</p>
<p style="text-align: justify;">Delhi ha una miriade storie legate alla lotta di indipendenza dell&#8217;India. Questo potrebbe essere più sentito solo se le autorità del governo portano alla luce attraverso la preparazione di pacchetti turistici sul tema dell&#8217;indipendenza. Purtroppo, molti di tali luoghi sono abbandonati nel caos e perdono la loro gloria.</p>
<p style="text-align: justify;">dall&#8217;<strong>Express</strong> <strong>TravelWorld</strong>, agosto 2010</p>
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		<title>Il Taj Mahal Hotel riapre due anni dopo gli attentati di Mumbai</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 23:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;hotel di lusso, attaccato dai terroristi accoglie gli ospiti nel giorno dell&#8217;indipendenza indiana dopo un restauro di 24 milioni di sterline
L&#8217;hotel Taj Mahal di Mumbai, che ha subito danni estesi dagli attacchi terroristici del 2008 in cui ospiti e personale rimasero ucciso, riaprirà questo fine settimana dopo una ristrutturazione di 24 milioni di sterline.
L&#8217;hotel è stato uno dei simboli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>L&#8217;hotel di lusso, attaccato dai terroristi accoglie gli ospiti nel giorno dell&#8217;indipendenza indiana dopo un restauro di 24 milioni di sterline</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;hotel Taj Mahal di Mumbai, che ha subito danni estesi dagli attacchi terroristici del 2008 in cui ospiti e personale rimasero ucciso, riaprirà questo fine settimana dopo una ristrutturazione di 24 milioni di sterline.<br />
L&#8217;hotel è stato uno dei simboli di Mumbai attaccati dai terroristi del Pakistan in un assalto che è durato più di 60 ore, uccidendo 166 persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/30730_mumbai_taj_hotelc8e.jpg" rel="lightbox[11311]"><img class="alignnone size-full wp-image-11313" title="Taj Mahal Hotel in Mumbai" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/30730_mumbai_taj_hotelc8e.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a><span id="more-11311"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In piedi sulla scalinata il personale e membri dello staff dell&#8217;hotel, oggi hanno rallegrato e gettato petali di rosa in aria dopo che  il presidente <strong>Ratan</strong> <strong>Tata</strong>  ha inghirlandato un busto del fondatore del gruppo Tata, il conglomerato indiano che possiede gli hotel di lusso Taj.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><strong>Questo hotel è l&#8217;ammiraglia della proprietà, questa venerabile vecchia signora, sta andando a riaprire nella sua stessa gloria, con lo stesso splendore di più di 100 anni</strong></em>,&#8221; ha detto Tata.<br />
L&#8217;hotel riaprirà domenica, giorno dell&#8217;indipendenza dell&#8217; India. Tata aveva promesso di &#8220;<em>ricostruire ogni pollice</em>&#8221; dell&#8217;hotel fondato nel 1903, e che ha ospitato Maharaja, capi di stato, dirigenti, stelle del cinema e animatori simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Architetti, progettisti ed esperti di restauro dall&#8217;India e dal mondo, hanno trascorso più di 21 mesi, prima valutando il danno, quindi poi ricostruendo l&#8217;hotel, ha detto Raymond Bickson, manager director del Taj Hotels. &#8220;<em>È stato un cast di migliaia di persone che hanno intrapreso l&#8217;ampio e il delicato restauro dell&#8217;hotel, rimanendo fedeli allo spirito e alla progettazione originale</em>&#8220;, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Taj-Mahal-hotel-staff-stand-at-a-renovated-passageway-in-the-heritage-wing-of-the-hotel-in-Mumbai-India.-Photograph-Rafiq-Maqbool-AP.jpg" rel="lightbox[11311]"><img class="alignnone size-full wp-image-11314" title="Taj Mahal hotel staff stand at a renovated passageway in the heritage wing of the hotel in Mumbai, India. Photo by Rafiq Maqbool/AP" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Taj-Mahal-hotel-staff-stand-at-a-renovated-passageway-in-the-heritage-wing-of-the-hotel-in-Mumbai-India.-Photograph-Rafiq-Maqbool-AP.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il fondatore Jamshedji Tata in origine acquistò per l&#8217;hotel a Londra, Düsseldorf, Berlino e Parigi, ordinando 10 pilastri filati di ferro che vide alla apertura della Torre Eiffel, per la sala di ballo ora rifatta in tonnellate di oro.<br />
L&#8217;hotel, che combina stili architettonici orientali, fiorentini e Moreschi con i suoi graziosi archi, soffitti in alabastro e pavimenti in marmo, alloggia arte moderna e arte contemporanea indiana,  ed ora anche sistemi di sicurezza moderni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ala del Palazzo, costruito su una zona bonificata che si affaccia sul Mare Arabico, è un ottimo esempio di architettura indo-saraceno, con cupole e una cupolona dominante che, durante l&#8217;assedio di 60 ore, è stata inghiottita dalle fiamme e fumo denso a seguito delle granate esplose.</p>
<p style="text-align: justify;">La società ha speso 1.8 bilioni di rupie per la riparazione e il restauro, ha riferito Bickson, e ha perso di più nel business per il tempo che l&#8217;hotel è rimasto chiuso. Ma hanno ricevuto diversi accertamenti, anche da parte degli ospiti che erano presenti durante l&#8217;attacco, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Oberoi Hotel a poche centinaia di metri, che era stato anch&#8217;esso attaccato, ha riaperto all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.<br />
Mentre il Taj ha mantenuto i suoi inestimabili lampadari belgi, gli scrigni d&#8217;antiquariati e le icone sacre, hanno rinnovato la sua suite di lusso, tra cui la suite Ravi Shankar, dove il maestro Shankar ha insegnato all&#8217;ex Beatle George Harrison a suonare il sitar.</p>
<p style="text-align: justify;">dal <strong>The</strong> <strong>Guardian</strong>, 12 agosto 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Situazioni meteo eccezionali ma l&#8217;estate è un periodo critico</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2010/08/situazioni-meteo-eccezionali-ma-lestate-e-un-periodo-critico/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 05:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un trekking impegnativo, ma non impossibile. Un&#8217;avventura per sportivi con un buon allenamento, su cui si è abbattuto il flagello del maltempo.
«In questo caso si è verificata una situazione meteo fuori dalla norma, ma veramente è da qualche anno che i monsoni in quella zona sono diventati più pericolosi», spiega Manuel Lugli, titolare del Nodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un trekking impegnativo, ma non impossibile. Un&#8217;avventura per sportivi con un buon allenamento, su cui si è abbattuto il flagello del maltempo.<br />
«<em>In questo caso si è verificata una situazione meteo fuori dalla norma, ma veramente è da qualche anno che i monsoni in quella zona sono diventati più pericolosi</em>», spiega Manuel Lugli, titolare del Nodo Infinito di Modena, tra i pochi organizzatori professionali italiani di trekking nel subcontinente indiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di percorsi a rischio?<br />
 «<em><strong>No, questo non si può dire. Ma certamente occorre essere allenati e conoscere bene le Alpi per avventurarsi lì. E comunque l&#8217;estate non è la stagione giusta per andare in quelle zone. Tutti lo sanno, ma gli italiani, a differenza della maggior parte degli stranieri, non rinunciano ad andarci in questo periodo. Tanto più che si tratta di trekking su terreni selvaggi in alta quota, tra i tremila e i cinquemila metri, dove una pioggia si trasforma in una bufera. L&#8217;India, rispetto al Pakistan e al Nepal, è meno battuta dai monsoni, ma comunque resta un&#8217; area critica</strong></em>».<br />
<span id="more-11266"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono le precauzioni da prendere?<br />
«<em>Bisogna affidarsi a guide locali, cosa che molti non fanno: andare da soli può essere divertente, ma va bene se non succede niente. In caso di maltempo, invece, una guida sa dove si può trovare un riparo, quali sono i pericoli di una montagna e soprattutto quando è più prudente fermarsi e piantare la tenda. Un turista, invece, va avanti finché non lo sorprende il maltempo</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi c&#8217;è un po&#8217; di imprudenza alla base degli incidenti?<br />
«<em>Non voglio dirlo di questo caso, che davvero è straordinario. Ma in generale c&#8217; è un maggiore accesso alle informazioni attraverso internet: così a molte più persone viene voglia di prendere un volo, comprare un pass per un trekking e andare all&#8217; avventura. Una volta, invece, solo le guide o i viaggiatori incalliti si avvicinavano a certi viaggi</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">da <strong>la Repubblica</strong>, sezione Torino, 12 agosto 2010</p>
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		<title>Thoda pyaar thoda magic &#8211; Un pizzico di amore e di magia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 06:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il ciclo &#8220;Le Stelle di Bollywood&#8221; sabato 14 agosto su Rai 1 alle 21.15 andrà in onda &#8221;Un pizzico di amore e di magia&#8221; titolo originale Thoda pyaar thoda magic – A little love a little magic -, di Kunal Kohli, con Saif Ali Khan, Ram Mukherjee, Rishi Kapoor e Ameesha Patel.

Il film è una classica commedia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per il ciclo &#8220;<strong><em>Le</em></strong> <strong><em>Stelle</em></strong> <strong><em>di</em></strong> <strong><em>Bollywood</em></strong>&#8221; sabato 14 agosto su Rai 1 alle 21.15 andrà in onda &#8221;<strong>Un pizzico di amore e di magia</strong>&#8221; titolo originale <strong>Thoda pyaar thoda magic –</strong> A little love a little magic<strong> </strong><strong>-</strong>,<strong> </strong>di <strong>Kunal Kohli</strong>, con Saif Ali Khan, Ram Mukherjee, Rishi Kapoor e Ameesha Patel.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="365" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3ybdzlESoDw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="365" src="http://www.youtube.com/v/3ybdzlESoDw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il film è una classica commedia di bollywood lontano dalla realtà quotidiana indiana, leggero senza troppe pretese per un sabato in famiglia. Ambientato in un mondo di ricchi con un tocco di magia, la storia e la trama in se non sarebbero male, ma si ha spesso la sensazione che tutto sia finto, semplice a volte prevedibile ma a tratti simpatico e allegro.<br />
<span id="more-11258"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>STORIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ranbeer</strong> (<strong>Saif</strong> <strong>Ali</strong> <strong>Khan</strong>), un grande industriale in India, è solo perché ha perso tutti quelli che gli è caro. Per sua disattenzione in un incidente stradale uccide erroneamente un marito e mogli. Il giudice designato a decidere la sua posizione secondo la legge lo condanna a occuparsi dei loro quattro figli. Da un lato i bambini risentono e rimprovano a Ranbeer il suo ruolo nella morte dei loro genitori e desiderano una sorta di vendetta, mentre lui e la sua ragazza tanto bella quanto superficiale <strong>Malaika</strong> (<strong>Ameesha</strong> <strong>Patel</strong>), non sono preparati a far crescere e accudire i quattro figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno, i bambini pregano <strong>Dio</strong> (<strong>Rishi</strong> <strong>Kapoor</strong>) una figura  bonaria, onnisciente cui motivazioni rimangono poco chiari, ma che sono implicite di essere saggi. Quando la preghiera dei bambini diventa un argomento di conversazione, Dio decide di inviare <strong>Geeta</strong> (<strong>Rani</strong> <strong>Mukherjee</strong>), il suo preferito e il più estroso degli angeli, per unire Ranbeer con i bambini. Questa è causa di sgomento tra gli altri angeli, che percepiscono Geeta come irresponsabile e invidiano il favoritismo di Dio nei suoi confronti. Malgrado i loro consigli, Dio manda Geeta, avvertendo che essa ha l&#8217;ordine di non usare la sua capacità di alterare la realtà durante il suo soggiorno in Terra.<br />
Geeta ignora immediatamente questo avviso e continua a usare questa abilità per la maggior parte del film, fornendo sollievo comico. Sulla Terra, Geeta si nomina come governante dei bambini, sorprendendo Ranbeer, e mette i bambini in soggezione con l&#8217;uso dei suoi poteri di trasformazione. Con il tempo l&#8217;affetto di lei in combinazione con i suoi poteri diventano un sostegno, e i bambini cominciano ad amare lei e a dipendere da lei per la loro forza emotiva. Ranbeer resta perplesso e sopraffatto dalla posizione dominante di lei e ben presto si innamora di lei, nonostante l&#8217;interferenza presentata dalla sua fidanzata Malaika.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;aiuto di Geeta i bambini riescono ad interrompere la relazione tra Ranbeer e Malaika che erano in procinto di sposarsi. Più tardi, Ranbeer e i bambini lentamente diventano amici, con il risultato finale che i bambini abbandonano a poco a poco il loro desiderio di vendetta ed iniziano a trattarlo come fosse un fratello maggiore, mentre inconsciamente egli assume il ruolo di figura paterna. Allo stesso tempo dopo aver rotto con Malaika, Ranbeer si sente sempre più attratto da Geeta, la quale sa che non può innamorarsi di un essere umano perché essendo un angelo non potrà rimanere e diventare un essere vivente e rimanere a lungo sulla terra.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230; quello che poi succederà lo lasciamo scoprire ai telespettatori, per non rovinare la sorpresa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>MUSICA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La colonna sonora dei film indiani è sempre garanzia di successo, e anche questa volta la musica è molto orecchiabile e non tradisce. Composta da <strong>Shankar</strong>-<strong>Ehsaan</strong>-<strong>Loy</strong> con alcune canzoni di <strong>Prasoon</strong> <strong>Joshi</strong>.<br />
&#8220;<em>Pyaar</em> <em>Ke</em> <em>Liye&#8221;</em> cantata da Shankar Mahadevan<br />
&#8220;<em>Nihaal</em> <em>Ho</em> <em>Gayi</em>&#8221; cantata da Shankar Mahadevan<br />
&#8220;<em>Bulbula</em>&#8221; cantata da Shankar Mahadevan &amp; Sunidhi Chauhan <br />
&#8220;<em>Lazy</em> <em>Lamhe</em>&#8221; cantata da Anusha Mani<br />
&#8220;<em>Beetey</em> <em>Kal</em> <em>Se</em>&#8221; cantata da Shreya Ghoshal &amp; Sneha Suresh</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="271" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FBRaO1h33ys?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="271" src="http://www.youtube.com/v/FBRaO1h33ys?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>&#8220;<em>Nihaal</em> <em>Ho</em> <em>Gayi</em>&#8220;  Remix di DJ Aqeel Shankar Mahadevan<br />
&#8220;<em>Lazy</em> <em>Lamhe</em>&#8221; Remix di DJ Aqeel Anusha Mani</p>
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		<title>Tra le 166 vittime delle improvvise piene di Leh 23 gli stranieri</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 09:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre cittadini francesi, un italiano e uno spagnolo fra i 23 stranieri uccisi nel nubifragio e alle improvvise piene che hanno devastato Leh da venerdì scorso. Vi sono anche 73 feriti, tra cui il personale di sicurezza, che sono state trasportarti oggi fuori della regione da IAF per assistenza medica.
Leh &#8211; Il pedaggio nella tragedia è salito a 166 con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Tre cittadini francesi, un italiano e uno spagnolo fra i 23 stranieri uccisi nel nubifragio e alle improvvise piene che hanno devastato Leh da venerdì scorso. Vi sono anche 73 feriti, tra cui il personale di sicurezza, che sono state trasportarti oggi fuori della regione da IAF per assistenza medica.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Leh &#8211; Il pedaggio nella tragedia è salito a 166 con 400 persone che mancano ancora all&#8217;appello, così riferiscono le fonti <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Monks-conduct-rescue-operations-at-Choklansar-on-the-outskirts-of-Leh-on-Tuesday.-Photo-Nissar-Ahmad.jpg" rel="lightbox[11251]"><img class="alignright size-medium wp-image-11253" title="Monks conduct rescue operations at Choklansar on the outskirts of Leh on Tuesday. Photo Nissar Ahmad" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/Monks-conduct-rescue-operations-at-Choklansar-on-the-outskirts-of-Leh-on-Tuesday.-Photo-Nissar-Ahmad-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>ufficiali. Tre cittadini francesi — Augavelis Henri, Hellot Jacques e Daniel Hauri, un italiano identificato come Riccardo Titton e Maromas Maria Lousdes dalla Spagna sono stati dichiarati morti.<br />
Sedici di quelli uccisi sono del Nepal, vale a dire Nema Zangmo, Tsering Neklal, Bakta Bahadur, Kama Lama, Ajay Raina, Khunchok Gelak, Lakpa Gyalmo, Shekhar, Mahurdin Ansari, Manee Patel, Ramesh Patel, Narai Badur alcune, Santosh Kumar, Badur Nel, Saryanareyan Chaudhary e Anil Chaudhary. Altre due vittime erano i tibetani, identificati come Pasang Tsering e Tsering Yangkyid, hanno riferito le fonti.<br />
<span id="more-11251"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, 73 persone, tra cui 49 del personale di sicurezza, che sono rimasti feriti in luoghi diversi in seguito al nubifragio, sono stati trasportati Udhampur da Leh per le relative cure con un aereo da trasporto IL-76, questa mattina, gruppo capitano dalla IAF, così hanno riferito.<br />
Una sala di controllo speciale è stata istituita presso il Ministero degli affari esterni per semplificare le regole di confronto e per la diffusione di informazioni sugli stranieri colpiti dalla tragedia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Le informazioni su indiani e stranieri che purtroppo hanno perso la vita, che sono rimasti feriti o sono bloccati in diverse parti, sono state raccolte dalle agenzie coinvolte nel salvataggio e nel soccorso</em>,&#8221; ha detto il ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se sta continuando una massiccia operazione di soccorso e di salvataggio, il Dipartimento delle Entrate dello stato,  ha iniziato uno scrupoloso esercizio per valutare l&#8217;entità del danno economico subito dal distretto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><strong>Quello che pensiamo è che il 40 per cento della nostra infrastruttura, che è di canali di irrigazione, strade e ponti, siano state distrutte. Un altro 40 per cento è stati parzialmente danneggiato. Può essere che il 20 per cento sia intatto</strong></em>,&#8221;così ha riferito il Presidente del Consiglio di Sviluppo Autonoma delle Colline del Ladakh ( Ladakh Autonomous Hill Development Council ) Chering Dorjay.<br />
Ha continuato dicendo che il nubifragio ha gravemente colpito l&#8217;agricoltura.&#8221;<em>Ora abbiamo una coltura permanente, ma tutti i canali di irrigazione sono stati lavati via. In alcuni luoghi, i solchi creati dall&#8217;acqua sono diventati profonda più di 20 piedi</em>,&#8221; ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a una stima approssimativa, ci vorrà un minimo di due anni per la ricostruzione del distretto colpito dal disastro e serviranno migliaia di tonnellate di cemento, acciaio, bitume e altri materiali da costruzione, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>La calamità ha colpito il Ladakh. Migliaia sono ancora le persone che mancano all&#8217;appello</em>&#8220;ha detto Lal Singh, constatando che il centro aveva annunciato un sollievo 1 lakh di rupie (circa 1.700€) per ciascuno di quelli uccisi, ma ha detto che non era abbastanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo collega di partito dallo stato Madan Lal Sharma ha anche sollevato la questione, dicendo che sono state lasciate migliaia di persone senza tetto dalla tragedia. Il leader del BJP,  L.K. Advani ha chiesto ai suoi deputati di partito di donare 10.000 rupie del loro stipendio per fornire soccorso alle vittime e ha suggerito che i fondi MPLAD fossero deviati per la riabilitazione e la ricostruzione della regione. &#8220;<em>Oggi alla riunione di partito BJP al Parlamento, Advani suggerito che tutti i parlamentari dovrebbero dare RS 10.000 da loro stipendio al Sewa Bharti di Sangh Parivar che è attiva nella fornitura di soccorso alle popolazioni colpite dalle inondazioni flash a Leh</em>,&#8221; ha detto il vice capo del BJP  Rajya Sabha S.S. Ahluwalia a New Delhi.<br />
I soldi saranno raccolti dalla parte e inviati al Sewa Bharti al più presto, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ci faremo carico di presentare questo problema attraverso Lok Sabha Speaker e Rajya Sabha presidenti delle camere del parlamento indiano per sviare i fondi  per le improvvise piene che hanno colpito Leh</em>,&#8221; ha detto Mr. Ahluwalia.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi operai da Chhattisgarh, che lavoravano nella regione, sono dati per dispersi mentre sette sono stati trovati morti dopo le inondazioni, ha riferito il partito. A Chhattisgarh il primo ministro Raman Singh ha promesso tutto l&#8217;aiuto per riportare i sopravvissuti al loro stato di residenza e fornire sollievo alle famiglie dei morti.</p>
<p style="text-align: justify;">dal <strong>The</strong> <strong>Hindu</strong>, 10 agosto 2010</p>
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		<title>Situazione meteo India</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 06:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito delle recenti alluvioni che hanno colpito l&#8217;India nello stato del Jammu &#38; Kashmir nelle zone del Ladakh e limitrofe a Leh ci preme fare una precisazione per tutti quelli che stanno partento per l&#8217;India, che sono in India, che pensano di partire per l&#8217;India o che hanno qualche parente o conoscente in India. Ricordiamo poi che quando parliamo dell&#8217;India ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A seguito delle recenti alluvioni che hanno colpito l&#8217;India nello stato del <strong>Jammu &amp; Kashmir</strong> nelle zone del <strong>Ladakh e limitrofe a Leh</strong> ci preme fare una precisazione per tutti quelli che stanno partento per l&#8217;India, che sono in India, che pensano di partire per l&#8217;India o che hanno qualche parente o conoscente in India. Ricordiamo poi che quando parliamo dell&#8217;India ci riferiamo ad uno stato che per dimensioni non assomiglia all&#8217;Italia, ma all&#8217;Europa per cui le condizioni meteo sono molto variabili e differenti tra loro.</p>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div style="text-align: justify;">In data  7/08/2010 il <strong>Ministero degli Affari Esteri Italiano</strong> ha emesso un comunicato che seganala un pericolo nelle zone colpite dalle forti precipationi e utilizza il termine &#8220;<strong>limitrofe all&#8217;aerea di Leh</strong>&#8220;, ma che di fatto non estende la minacchia né su tutto l&#8217;India né su stati come Rajasthan, Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Gujarat, Punjab e Goa che si trovano nel centro-nord del paese. Lo stesso nel sud del paese negli stati del Kerala, Tamil Nadu e Karnataka. In tutti questi stati la situazione meteo continua a rimanere sotto controllo e non presenta alcun pericolo o minaccia per la sicurezza del viaggiatore.<br />
<span id="more-11245"></span></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;">Ecco cosa riporta il comunicato </div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: center;">&#8220;<em>Si sono abbattute nelle scorse ore violente piogge <strong>a Leh e nell&#8217;area limitrofa</strong>, <strong>meta turistica del Ladakh</strong>, che hanno causato inondazioni, provocando numerose vittime e creando molteplici disagi alla popolazione ed ai visitatori. La viabilità sulle strade da e per Leh risulta al momento interrotta. Polizia e forze armate indiane stanno attuando operazioni di soccorso. In attesa che la situazione torni verso la normalità, si sconsigliano viaggi nella zona. Si suggerisce ai connazionali di tenersi informati attraverso i media locali ed internazionali sulla situazione meteorologica e di attenersi alle misure eventualmente impartite dalle Autorità locali. Per informazioni e suggerimenti relativi ai fenomeni ciclonici, si invita a consultare anche la voce del FOCUS ‘Informazioni su Allarmi Meteo’ sulla home page di questo sito.</p>
<div>Ai connazionali che intendano recarsi in India nell’attuale stagione delle piogge, si consiglia di tenersi informati attraverso i media locali ed internazionali sulla situazione meteorologica e di attenersi alle misure eventualmente impartite dalle Autorità locali.</div>
<p></em></div>
<div> </div>
<div style="text-align: justify;">Alleghiamo poi un link &#8211; in italiano &#8211; di <strong><a href="http://wwis.meteoam.it/in/m066.orinew.htm" target="_blank">Informazioni di Servizio Meteorologia Mondiale</a></strong> con voce attinente India sempre dal sito del ministero degli affari esteri italiano, da dove è possibile monitorare la situazione meteo nelle principali città indiane.</div>
</div>
</div>
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		<title>L&#8217;università di Buddha rinascerà dalle rovine vecchie di mille anni</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2010/08/luniversita-di-buddha-rinascera-dalle-rovine-vecchie-di-mille-anni/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 23:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il complesso di Nalanda fu distrutto sul finire del XII secolo dai soldati di un re turco. Il governo di New Delhi porta in Parlamento un progetto per avviare i lavori di ricostruzione. Anche il nobel Amartya Sen in un comitato di saggi ed esperti
Le cronache della distruzione dell&#8217;Università indiana di Nalanda risalgono a quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Il complesso di Nalanda fu distrutto sul finire del XII secolo dai soldati di un re turco. Il governo di New Delhi porta in Parlamento un progetto per avviare i lavori di ricostruzione. Anche il nobel Amartya Sen in un comitato di saggi ed esperti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le cronache della <strong>distruzione dell&#8217;Università indiana di Nalanda</strong> risalgono a quasi mille anni fa, <strong>ma narrano vividamente di come le fiamme e le braci impiegarono tre mesi prima di spegnersi</strong> sui resti fumanti del più grande ateneo di studi buddhisti del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/nalanda48op8.jpg" rel="lightbox[11234]"><img class="alignnone size-full wp-image-11240" title="Nalanda, photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/nalanda48op8.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a><span id="more-11234"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ad alimentare il fuoco furono le migliaia e migliaia di libri buttati giù dagli scaffali della Biblioteca dove erano stati raccolti e catalogati per almeno sette secoli. Quasi tutti i duemila insegnanti, i diecimila alunni e gli ospiti giunti dall&#8217;intero Oriente, dalla Grecia e dalla Persia vennero passati a fil di spada sul finire del XII secolo dai soldati di un re turco, offeso &#8211; si dice &#8211; per non aver trovato tra tanta letteratura nemmeno una copia del Corano.</p>
<p style="text-align: justify;">La novità è che il governo indiano sta per portare in Parlamento (entro una settimana) la proposta di legge per avviare ufficialmente i primi lavori di ricostruzione di una delle più eccelse vestigia della civiltà indiana. <strong>Sorgerà a Rajgir, nel Bihar</strong>, dalle odierne rovine di mattoni rossi e sterpaglia visitate ancora da frotte di pellegrini, esattamente <strong>dove il Buddha in persona insegnò 2500 anni fa i più alti stadi del suo pensiero</strong>, celebre come Grande Veicolo, o Mahayana. Non solo il buddhismo divenne per secoli la religione di Stato in tutto il vasto regno indiano delle dinastie Maurya e Gupta, ma l&#8217;influenza di Nalanda si estese al Tibet e alla Cina sotto forme ancora più sofisticate e complesse. I suoi docenti istruirono alti sacerdoti, re e imperatori di gran parte dell&#8217;Asia, primi tra tutti i Dalai lama, i Khan mongoli e il Signore celeste della Cina.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quattro anni il governo ha già affidato il compito di escogitare il modo migliore di riportare in vita l&#8217;antica istituzione a un comitato di esperti e saggi tra i quali il Nobel indiano Amartya Sen, un luminare cinese e il ministro degli esteri di Singapore. Proprio la piccola e ricca isola ha promesso assieme a Cina e Giappone cospicui finanziamenti per l&#8217;immane compito di rivitalizzare non solo accademicamente, ma anche economicamente e socialmente, luoghi che furono devastati palmo a palmo e restarono abbandonati a sé stessi con la scomparsa del buddhismo nella sua patria d&#8217;origine.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/article46974.jpg" rel="lightbox[11234]"><img class="alignnone size-full wp-image-11241" title="Nalanda, photo from web" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/08/article46974.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;area di <strong><span style="color: #808000;">Nalanda</span></strong>, a poche ore dalla capitale di uno degli Stati più poveri del Continente, è sottoposta a cicli costanti di alluvioni monsoniche e molte aree sono ancora pericolose per gli agguati di briganti e rapinatori. Anche per questo la sfida accademica di Nalanda International &#8211; appena all&#8217;inizio &#8211; resta ancora tutta da giocare, e potrebbe cedere &#8211; come ha indirettamente ammesso lo stesso Sen &#8211; alle pressioni di uno dei principali sponsor, la Cina, che vuole tenere fuori dal progetto il Dalai lama. &#8220;<em>Egli guida una religione</em> &#8211; ha spiegato Sen <em>- E un uomo attivo religiosamente potrebbe non essere appropriato per degli studi religiosi</em>&#8220;.<br />
Contro la sua esclusione si sono però già dichiarati storici e buddhisti che considerano il leader tibetano erede per stirpe diretta dei docenti di Nalanda come Nagarjuna, Shantideva, Dharmakirti. Tra i loro colleghi di cattedra c&#8217;erano anche yogi che insegnavano le più segrete e complesse filosofie e tecniche dei tantra, alla base di tutte le quattro principali scuole del buddhismo Vajrayana che soppiantarono col tempo il culto ancestrale Bon degli spiriti e degli elementi su tutto l&#8217;enorme altipiano tibeto-mongolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a Nalanda si insegnava di tutto, dall&#8217;alta matematica all&#8217;astronomia, l&#8217;alchimia, l&#8217;anatomia. Sarà lo stesso anche con la sua rinascita? Il Nobel per l&#8217;Economia Sen, a capo del Comitato dei <strong><em>Nalanda</em></strong> <em><strong>Mentor</strong></em>, i Maestri del progetto, ha subito raffreddato l&#8217;entusiasmo di quanti si aspettano in tempi rapidi un&#8217;istituzione scientifica su scala internazionale che &#8220;costerebbe <em>molti più soldi di un dipartimento di letteratura</em>&#8220;. Contro gli oltre 1000 milioni di dollari necessari per creare strutture e aule, infatti, ce ne sono appena la metà, stanziati per ora dal solo governo dell&#8217;India che punta a ottenere in una settimana il sì delle Camere, quasi scontato. Per il resto si aspettano donazioni private, nella speranza di ricreare una città di torri, padiglioni, templi come quella visitata dal pellegrino cinese Xuangzang nel VII secolo. Dove i monaci, scrisse, &#8220;<em>potevano assistere dalle loro stanze sopra la nebbia del cielo alla nascita dei venti e delle nubi</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Raimondo Bultrini</strong>,<br />
da <strong>la</strong> <strong>Repubblica</strong>, 5 agosto 2010</p>
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		<title>Swades &#8211; Una luce del passato</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 15:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il ciclo &#8220;Le Stelle di Bollywood&#8221; sabato 7 agosto su Rai 1 alle 21.15 andrà in onda &#8221;Una luce dal passato&#8221; titolo originale Swades &#8211; Homeland -, di Ashutosh Gowariker, con Shah Rukh Khan, Gayatri Joshi, Kishori Balal, Master Smith Seth, Lekh Tandon.

E&#8217; un film che mi sento di consigliare perchè al contrario di molti film di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Per il ciclo &#8220;<strong><em>Le</em></strong> <strong><em>Stelle</em></strong> <strong><em>di</em></strong> <strong><em>Bollywood</em></strong>&#8221; sabato 7 agosto su Rai 1 alle 21.15 andrà in onda &#8221;<strong>Una</strong> <strong>luce</strong> <strong>dal</strong> <strong>passato&#8221;</strong> titolo originale <strong>Swades &#8211; </strong>Homeland<strong> -</strong>,<strong> </strong>di <strong>Ashutosh</strong> <strong>Gowariker</strong>, con Shah Rukh Khan, Gayatri Joshi, Kishori Balal, Master Smith Seth, Lekh Tandon.</div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="365" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rjB-cqKLQLQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="365" src="http://www.youtube.com/v/rjB-cqKLQLQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un film che mi sento di consigliare perchè al contrario di molti film di Bollywood troppo leggeri, frivoli quanto mai lontani dalla realtà, questa commedia pur in tono leggero e senza demagogia, descrive un&#8217;India rurale con le sue bellezze ma anche con le sue problematiche e contraddizioni, e offre un modo, una speranza di un cambiamento e di un miglioramento della dura vita del villaggio.</p>
<p><span id="more-11236"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il film che ha in <strong>Shah</strong> <strong>Rukh</strong> <strong>Khan</strong> la stella del film. Del 2004 è una pellicola che ha riscosso un notevole successo nei cinema indiani e trae spunto da una storia vera. Girato nel Maharashtra, mentre le scene della Nasa sono state girate proprio in Florida al Kennedy Space Center.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA STORIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mohan</strong> <strong>Bhargava</strong> (Shah Rukh Khan) è un NRI &#8211; Non Resident Indian &#8211; che lavora alla NASA in una posizione redditizia e prestigiosa dopo aver studiato alla University of Pennsylvania sempre negli Stati Uniti. Dopo dodici anni negli Stati Uniti, decide di tornare in India a trovare la sua bambinaia, Kaveri Amma, con il quale ha completamente perso i contatti. Lungo il cammino, reincontra persone interessanti dal villaggio chiamato Charanpur dove adesso Kaveri Amma vive. Tra questi c&#8217;è il direttore dell&#8217;ufficio postale del villaggio desideroso di saperne di più su e-mail e su internet, ma anche appassionato di wrestling, l&#8217;ex combattente per la libertà che insegna storia presso la scuola locale e voce solitaria della ragione tra gli anziani del villaggio, e c&#8217;è anche un cuoco che nutre ambizioni di aprire un dhaba su una superstrada degli Stati Uniti, e vede in Mohan l&#8217;occasione per farsi aiutare ad avere un visto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre Mohan presto si adatta alla vita nel villaggio presto inizia ad imbattersi negli aspetti più duri della vita del villaggio: la povertà, la discriminazione di casta, il matrimonio infantile, l&#8217;analfabetismo, il disinteresse generale per l&#8217;istruzione e l&#8217;apatia di cambiare. Egli cerca a suo modo di produrre qualche cambiamento, riuscendo ad un certo punto a dissuadere gli anziani del villaggio di spostare la scuola locale verso spazi più piccoli e lontani. Nel fare questo, si guadagna il rispetto e la simpatia di <strong>Gita</strong> (Gayatri Joshi), un conoscente d&#8217;infanzia che vive con Kaveri Amma e gestisce la scuola locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno, Kaveri Amma lo manda via in un altro villaggio chiamato Kodi per raccogliere contributi da un contadino di nome Haridas che ha affittato la loro terra. Lungo il tragitto, Mohan si rende conto che i problemi che aveva visto in paese rispecchiano quelle incontrate da quasi tutti gli altri villaggi del paese e Haridas, l&#8217;agricoltore che deve affittare non ha i soldi per sfamare la propria famiglia. Mohan torna a mani vuote, ma inzia a lavorare per migliorare la qualità della vita degli abitanti del villaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli arruola a suo supporto poche centinaia di uomini e li guida attraverso la costruzione di un serbatoio sotto una sorgente perenne su una collina vicina, l&#8217;acquisto di turbine e altre attrezzature con i propri soldi, stabilisce una piccola centrale idroelettrica che avrebbe risolto il problema di energia elettrica irregolare e rendere quindi il villaggio autosufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriva il momento per lui di partire perchè il suo progetto alla NASA sta entrando nella sua fase finale. Kaveri Amma, che lui avrebbe voluto portare con se si rifiuta di venire per le difficoltà di adattamento ad una nuova cultura in una fase così avanzata della sua vita. Gita, il quale si era innamorata si rifiuta anche lei di andare con lui, volendo rimanere nel paese e mantenere il funzionamento della scuola che avevano fondato i suoi genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa farà? Ritorna negli States, deciderà di partire o &#8230; ?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA MUSICA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La colonna sonora del film è del pluri premiato <strong>A.R. Rahman</strong> autore anche della musica di &#8220;<em>The Millionaire</em>&#8220;. Tra le canzoni:<br />
&#8220;<em>Yeh Tara Woh Tara</em>&#8220;, &#8220;<em>Yun Hi Chala Chal</em>&#8220;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="365" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NXC-VaRMkK0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="365" src="http://www.youtube.com/v/NXC-VaRMkK0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Saanwariya</em> <em>Saanwariya</em>&#8220;, &#8220;<em>Aahista</em> <em>Aahista</em>&#8220;, &#8220;<em>Yeh</em> <em>Jo</em> <em>Des</em> <em>Hai</em> <em>Tera&#8221;, &#8220;Pal Pal Hai Bhaari&#8221; </em>e &#8220;<em>Dekho Na&#8221;<br />
</em></p>
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