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	<title>News  &#8211;  </title>
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	<description>Viaggio in India, Rajasthan, Kerala e Nepal</description>
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		<title>Brumotti: all’Everest in mountain bike per conquistare 3 record da Guinness</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Genova — E’ fissata per il 26 marzo la partenza di Vittorio Brumotti per l’Everest. Lo ha reso noto lui stesso ieri durante una conferenza stampa, presentando anche gli obiettivi della sua prossima sfida sulle due ruote.  Sulla montagna più alta del mondo il campione di bike trial tenterà di conquistare tre nuovi World Record: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Genova — E’ fissata per il 26 marzo la partenza di <strong>Vittorio Brumotti </strong>per l’Everest. Lo ha reso noto lui stesso ieri durante una conferenza stampa, presentando anche gli obiettivi della sua prossima sfida sulle due ruote. <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Salendo-al-Monte-Cevedale-Photo-Juri-Baruffaldi-428x570.jpg" rel="lightbox[15151]"><img class="alignright size-medium wp-image-15153" title="Salendo al Monte Cevedale (Photo Juri Baruffaldi)" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Salendo-al-Monte-Cevedale-Photo-Juri-Baruffaldi-428x570-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla montagna più alta del mondo il campione di bike trial<strong> tenterà di conquistare tre nuovi World Record</strong>: scalare alcuni tratti della salita in mountain bike, essere il primo uomo ad arrivare in cima al Tetto del mondo con una bici e una volta in vetta realizzare il numero più alto possibile di saltelli sulla ruota posteriore. Questo il piano, ma tanti sono gli aspetti non ancora svelati riguardo la sua singolare impresa.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia dell’impresa all’Everest era già trapelata settimane fa, ma allora come oggi molti punti di domanda rimangono aperti riguardo alla sfida di Vittorio Brumotti.<br />
<span id="more-15151"></span>Esperti e appassionati di montagna si chiedono in particolare quali saranno le parti della lunga e difficile salita che il campione di trial vorrà tentare di affrontare con la sua bike. Restano impresse infatti le immagini delle precedenti scalate in Alta Valtellina al Monte Cevedale, dove peraltro Brumotti è tornato lo scorso weekend per allenarsi e testare nuovi materiali sulle piste dell’Alpe Palù, ma l’Everest è certamente un’altra cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo specialista del trial vorrebbe conquistare il record di primo uomo ad “<em>arrivare sul Tetto del mondo con una bike</em>”, il che lascia pensare che Brumotti voglia preoccuparsi direttamente del carico della bici, ma anche su questo obiettivo sarà necessario attendere nuove delucidazioni, senza contare ovviamente che la differenza la farà la squadra che lo aiuterà. E infine, una volta in cima vorrebbe cimentarsi nella danza di saltelli sulla ruota posteriori, lasciando così per tre volte il suo nome nei Guinness dei primati, dove in realtà compare già altre 7 volte.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il 26 marzo partirò verso l’Everest per conquistare il Tetto del mondo in bicicletta</em> – ha detto Brumotti nel corso della presentazione a Genova della 24ore italiana di mountain bike – memorial Andrea Bruzzone, secondo quanto riportato dalla stampa locale -.<em> Se tutto va bene tornerò a fine maggio. Mi sto allenando da mesi sulle piste più difficili negli impianti sciistici italiani. Sull’Everest porterò il gagliardetto di Genova</em>.”</p>
<p>di <strong>Valentina D&#8217;Angella</strong>,<br />
da<strong> Montagna.tv</strong> 25 gennaio 2012</p>
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		<title>Un triciclo per ridare speranza a migliaia di disabili nepalesi emarginati dalla società</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruce Burk, missionario protestante statunitense in Nepal, ha progettato un mezzo che consente ai malati di handicap di muoversi sulle strade dissestate di Dharan, metropoli nell’est del Paese. Il triciclo costa solo 20 dollari e ha permesso a centinaia di persone di uscire di casa e trovare un lavoro. In Nepal i disabili sono oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Bruce Burk, missionario protestante statunitense in Nepal, ha progettato un mezzo che consente ai malati di handicap di muoversi sulle strade dissestate di Dharan, metropoli nell’est del Paese. Il triciclo costa solo 20 dollari e ha permesso a centinaia di persone di uscire di casa e trovare un lavoro. In Nepal i disabili sono oltre 300mila.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dharan – Strade dissestate, traffico e poca attenzione da parte delle autorità sanitarie rendono impossibile la vita di oltre 300mila disabili nepalesi, che spesso sono costretti a vivere in casa senza poter lavorare e aiutare le proprie famiglie. Per ridare una speranza alle centinaia di disabili di Dharan (principale città del Nepal orientale), Bruce Burk, missionario protestante statunitense, e sua moglie Sherry hanno iniziato a fabbricare un triciclo a mano pensato per coloro che hanno perso l’uso delle gambe.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Un-triciclo-per-ridare-speranza-a-migliaia-di-disabili-nepalesi-emarginati-dalla-società.jpg" rel="lightbox[15142]"><img class="alignnone size-full wp-image-15143" title="Un triciclo per ridare speranza a migliaia di disabili nepalesi emarginati dalla società" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Un-triciclo-per-ridare-speranza-a-migliaia-di-disabili-nepalesi-emarginati-dalla-società.jpg" alt="" width="450" height="283" /></a><span id="more-15142"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Burk e sua moglie sono giunti in Nepal alcuni anni fa come volontari del Baptist Global Response (Bgr), organizzazione della comunità battista statunitense che finanzia programmi di sviluppo per le persone bisognose in diversi Paesi del mondo, soprattutto in Asia e Africa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Quando sono arrivato ad Dharan </em>– racconta Burk –<em> sono rimasto colpito dalle pessime condizioni di vita dei disabili, che nonostante le carrozzine non riuscivano ad uscire di casa a causa del grande traffico cittadino e delle strade non asfaltate</em>&#8220;. Con l’aiuto di alcuni amici nepalesi, l’uomo ha iniziato a progettare un triciclo prendendo spunto dai risciò utilizzati per trasportare i turisti. A differenza delle carrozzine, il mezzo progettato da Burk ha ruote alte, un pianale su cui appoggiare borse e oggetti e si muove con due manovelle posizionate davanti al conducente. Tale struttura consente ai disabili di percorrere in autonomia anche notevoli distanze, dando loro la possibilità di lavorare o di portare i figli a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo dell’iniziativa ha spinto il Bgr a finanziare Burk e sua moglie, che circa un anno fa hanno aperto un laboratorio per costruire e vendere i tricicli. Il negozio si chiama <strong>Hope Haven </strong>ed è ormai famoso in tutta la città. Ogni mezzo costa circa 200 dollari, ma grazie ai soldi dell’organizzazione il prezzo è di circa 20 dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Burk spiega che per la maggior parte dei portatori di handicap il problema è guadagnarsi da vivere. <strong>La cultura indù considera i portatori di handicap un segno di sfortuna e spesso li emargina costringendoli a una vita di solitudine</strong>. Per sfatare questo mito, nell’officina lavorano solo persone disabili. Esse sono diventate una testimonianza per le persone che entrano nel negozio. “<em>Non ho assunto queste persone solo per fabbricare tricicli </em>– afferma – <em>ma per dar loro la possibilità di ricostruire la propria umanità</em>”. &#8220;<em>Quando ho aperto </em>- continua – <em>ho assunto tre ragazzi sordi, due poliomielitici e due giovani con handicap. Nessuno di essi era pratico di saldature, progettazione e manifattura di oggetti. La fiducia acquisita grazie al lavoro ha permesso ad alcuni di scegliere altri tipi di mansioni&#8221;</em>. Egli racconta che di recente uno dei due ragazzi sordi ha aperto un’officina in un’altra zona della città. Gli altri giovani lavoratori hanno invece assunto la guida dell’intera officina.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>AsiaNews</strong>, 2 febbraio 2012</p>
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		<title>Cinquecento piccoli Gandhi per l&#8217;anniversario della morte</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Guinness dei primati ai bambini che hanno ricordato il Mahatma Sessantaquattro anni dopo la sua morte, il Mahatma Gandhi vince il Guinness dei primati: quasi 500 bambini poveri si sono infatti radunati a Calcutta travestiti con tunica, baffetti e occhialini per imitare la loro guida spirituale. Era il 30 gennaio 1948 quando un fanatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong><em>Il Guinness dei primati ai bambini che hanno ricordato il Mahatma</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sessantaquattro anni dopo la sua morte, il Mahatma Gandhi </strong>vince il Guinness dei primati: quasi<strong> 500 bambini poveri si sono infatti radunati a Calcutta travestiti con tunica, baffetti e occhialini per imitare la loro guida spirituale.</strong> Era il <strong>30 gennaio 1948 </strong>quando un fanatico indù assassinò a Nuova Delhi &#8220;<em>La Grande Anima</em>&#8220;, Mohandas Karamchand Gandhi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Cinquecento-piccoli-Gandhi-per-lanniversario-della-morte.jpg" rel="lightbox[15139]"><img class="alignnone size-full wp-image-15140" title="Cinquecento piccoli Gandhi per l'anniversario della morte" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/02/Cinquecento-piccoli-Gandhi-per-lanniversario-della-morte.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><span id="more-15139"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I ragazzini, perloppiù figli di ragazze madri, hanno indossato i suoi panni per mettere in scena la storica marcia del sale di Dandi. La pittoresca parata si è tenuta ieri sulla strada Mayo nel centro di Calcutta. Ricordando i principi del Padre della Patria, come scrive il <em>Times of India</em>, il cammino dei giovani ha &#8220;<strong><em>riportato alla luce i valori della verità, della giustizia e della non violenza</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver assistito all&#8217;evento, i funzionari del Guinness Book hanno accordato il certificato del record mondiale all&#8217;ong che ha organizzato la marcia, la londinese Tracks (&#8216;Training Recourse and Care for Kids&#8217;). &#8220;<em>Anch&#8217;io mi ritengo un seguace di Gandhi </em>- ha commentato il direttore, Michael Anthony &#8211; <em>questa marcia della pace aveva l&#8217;obiettivo di inculcare i valori e i messaggi di Gandhi nei bambini poveri. Non vogliamo che i bambini senza privilegi si dimentichino la ricca eredita&#8217; dell&#8217;ideologia gandhiana</em>&#8220;. I ragazzi di Calcutta hanno superato il record che era stato stabilito nel giugno del 2010, quando un gruppo di 255 studenti si travestì da Mahatma a Coimbatore, come ha precisato il responsabile indiano dei Guinness Nikhil Shukla.</p>
<p>fonte <strong>TMNews</strong>, 30 gennaio 2012</p>
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		<title>Le quote rosa in India</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente ricerca ha evidenziato i miglioramenti scolastici e comportamentali delle donne indiane Un recente studio, guidato da Lori Beaman, ricercatrice del Dipartimento di Economia presso la Northwestern University nell&#8217;Illinois, ha messo in rilievo i risultati delle quote rosa in India. La zona presa in esame è quella del distretto rurale del Bengala Occidentale, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Una recente ricerca ha evidenziato i miglioramenti scolastici e comportamentali delle donne indiane</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un recente studio, guidato da Lori Beaman, ricercatrice del Dipartimento di Economia presso la Northwestern University nell&#8217;Illinois, ha messo in rilievo i <strong>risultati delle quote rosa in India.<a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Le-quote-rosa-in-India1.jpg" rel="lightbox[14934]"><img class="alignright size-medium wp-image-14938" title="Le quote rosa in India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Le-quote-rosa-in-India1-233x300.jpg" alt="" width="210" height="270" /></a> </strong>La zona presa in esame è quella del distretto rurale del Bengala Occidentale, in cui dal 1993 una legge ha riservato posizioni di leadership alle donne, nei consigli di un terzo dei villaggi della regione. Il risultato riscontrato è stato un forte aumento delle ambizioni delle adolescenti per quanto riguarda istruzione e carriera, che sono andate di pari passo con la crescita delle aspettative delle famiglie per il futuro delle giovani figlie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Le quote rosa sono presenti in tutto il mondo e toccano circa 100 nazioni, ma &#8211; ovviamente &#8211; cambiano a seconda delle diverse culture e società.<br />
<span id="more-14934"></span>La Norvegia, ad esempio, è stato il primo Paese dal 2006 a prevedere una quota minima del 40% di donne nei consigli di amministrazione delle aziende. L&#8217;obiettivo comune delle quote di genere è quello di avere un impatto immediato sul gender gap (divario di genere) ed effetti a lungo termine sul mercato del lavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma tornando all&#8217;India: dopo 18 anni dalla promulgazione della legge di cui sopra, sono stati intervistati 8.400 adolescenti tra gli 11 e i 15 anni, sia maschi che femmine, e i loro genitori in 495 villaggi diversi del distretto di Birbhum (che dista 200 km da Calcutta). Gli esiti sono stati sorprendenti. Nei villaggi in cui per due mandati consecutivi è stata votata come leader una donna, il gender gap è stato inferiore del 25% rispetto a quello dei villaggi che non riservano posti di potere alle donne e il divario tra le aspirazioni dei ragazzi e quelle delle ragazze è risultato inferiore del 32%.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono traguardi davvero buoni che influenzano anche l&#8217;agire quotidiano di entrambi i sessi. Purtroppo, però, non è stato riscontrato lo stesso miglioramento per quanto riguarda la carriera delle giovani donne. Forse per questo bisognerà ancora aspettare qualche anno. L&#8217;importante è che le ragazze, ora più motivate a studiare, abbiano ridotto il tempo che trascorrono nei campi e quello che passano a svolgere i lavori domestici, perché iniziano a credere di più in se stesse e a investire maggiormente nelle loro capacità. Supportate finalmente dalle loro famiglie.</p>
<p>di <strong>Katia Brega</strong>,<br />
da <strong>La Repubblica D</strong>, 23 gennaio 2012</p>
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		<title>India: morta prima donna fotoreporter</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 06:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[New Delhi &#8211; L&#8217;India ha perso la sua prima donna fotoreporter, Homai Vyarawala, famosa per aver documentato la nascita della Repubblica indiana e anche per possedere, per oltre mezzo secolo, un&#8217;auto Fiat, che fino a pochi anni fa guidava per le strade di Vadodara, la sua città nello stato nord orientale del Gujarat. La donna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">New Delhi &#8211; L&#8217;India ha perso la sua prima donna fotoreporter, <strong>Homai Vyarawala</strong>, famosa per aver <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/homai-vyarawala.jpg" rel="lightbox[14857]"><img class="alignright size-medium wp-image-14858" title="Homai Vyarawala" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/homai-vyarawala-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a>documentato la nascita della Repubblica indiana e anche per possedere, per oltre mezzo secolo, un&#8217;auto Fiat, che fino a pochi anni fa guidava per le strade di Vadodara, la sua città nello stato nord orientale del Gujarat.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna è morta ieri mattina a 98 anni dopo una caduta in casa.<br />
Celebri i suoi ritratti dello statista <strong>Jawaharlal Nehru</strong> e della figlia <strong>Indira Gandhi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>ANSA</strong>, 16 gennaio 2012</p>
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		<title>India, al via il primo censimento di coccodrilli</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno decine di persone vengono uccise dai pericolosi rettili che infestano le acque dell&#8217;immenso territorio fluviale del delta del Gange Le autorità indiane hanno deciso di realizzare il primo censimento dei coccodrilli che popolano il delta del Gange, nello stato del West Bengala. Obiettivo dell&#8217;operazione è tenere sotto costante controllo il numero dei rettili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Ogni anno decine di persone vengono uccise dai pericolosi rettili che infestano le acque dell&#8217;immenso territorio fluviale del delta del Gange</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità indiane hanno deciso di realizzare il primo censimento dei coccodrilli che popolano il <strong>delta del Gange</strong>, nello stato del West Bengala. Obiettivo dell&#8217;operazione è tenere sotto costante controllo il numero dei rettili che vivono nelle acque in modo da ridurre il numero delle persone, sopratutto pescatori di gamberetti, che ogni anno vengono uccisi da questi animali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Sunderbans-National-Park.jpg" rel="lightbox[14854]"><img class="alignnone size-full wp-image-14855" title="Coccodrilli nel Sunderbans National Park" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Sunderbans-National-Park.jpg" alt="" width="450" height="330" /><span id="more-14854"></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come riportato dal quotidiano di Calcutta, &#8220;<em>The Pioner</em>&#8220;, il censimento avrà luogo nei tre giorni compresi fra il 15 ed il 18 gennaio. Un team composto da 30 esperti ed ecologisti coordinerà l&#8217;attività di perlustrazione dell&#8217;immensa regione fluviale condivisa fra India e Bangladesh.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L&#8217;avvistamento è possibile solo in questo periodo, quando la temperatura dell&#8217;acqua scende al di sotto dei 20 gradi e i coccodrilli preferiscono uscire sulla terraferma per mettersi al sole</em>&#8220;, ha dichiarato Pradeep Vyas, direttore della Sundarbans biosphere reserve.</p>
<p style="text-align: justify;">La regione del Sundarbans, celebrata nel romanzo &#8220;<em>Il paese delle maree</em>&#8221; di Amitav Gosh, è patrimonio dell&#8217;Unesco essendo la più grande foresta di mangrovie esistente al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">da <strong>TGcom 24</strong>, 11 gennaio 2012</p>
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		<title>Il messaggio dallo Slum di Mumbai &#8211; Poveri ma anche gloabali e dinamici</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2012/01/il-messaggio-dallo-slum-di-mumbai-poveri-ma-anche-gloabali-e-dinamici/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 06:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si possono scrivere libri raccontando le storie che prendono forma ogni giorno a Dharavi, lo slum che è un po’ il cuore di Mumbai, uno dei più grandi dell’India e dell’Asia, un milione di persone in meno di 1,8 chilometri quadrati. Le piccole fabbriche tossiche che riciclano la plastica e l’alluminio delle lattine, la paga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si possono scrivere libri raccontando le storie che prendono forma ogni giorno a <strong>Dharavi, lo slum che è un po’ il cuore di Mumbai, uno dei più grandi dell’India e dell’Asia, un milione di persone in meno di 1,8 chilometri quadrati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/mumbai-slums_cleaned.jpg" rel="lightbox[14748]"><img class="alignnone size-full wp-image-14750" title="Dharavi slums in Mumbai" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/mumbai-slums_cleaned.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le piccole fabbriche tossiche che riciclano la plastica e l’alluminio delle lattine, la paga di meno di due euro al giorno per dieci ore di lavoro a tingere tessuti, i bambini nelle case umide e minime.<br />
<span id="more-14748"></span>E le <strong>caste</strong> ancora vive, i tempietti di Ganesh, le scuole in stanze buie, le donne che modellano vasi. L’India poverissima, insomma, quella di cui si parla sempre. Però si può anche raccontare altro, forse più interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni, chi visita Dharavi incontra gli attivisti che ancora, dopo anni, si oppongono ai piani di ristrutturazione dello slum e che hanno l’appoggio di oltre il 70% di chi ci vive. Si oppongono alla speculazione che accompagnerebbe il rifacimento dell’area. Ma soprattutto difendono quello che Dharavi è diventato in decenni: non più una baraccopoli di latta e cartoni ma una città, certo di case malsane, buie e minuscole ma in muratura, ormai, e soprattutto un luogo dove tutti lavorano, magari sfruttati ma con la voglia di uscire dalla miseria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/dharavi-slum1_cleaned1.jpg" rel="lightbox[14748]"><img class="alignnone size-full wp-image-14751" title="Details of Dharavi Slum in Mumbai" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/dharavi-slum1_cleaned1.jpg" alt="" width="450" height="235" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Dharavi ci sono diecimila piccoli business. Ci abitano medici, avvocati, professionisti, poliziotti. Spesso in quattro in una stanza da dieci metri quadrati, ma ci dormono, ci mangiano, ci si lavano e da lì partono per affrontare la città.<br />
Perché a Mumbai, quando hai un tetto sopra la testa hai risolto gran parte dei problemi: la città è in crescita portentosa, le occasioni si moltiplicano.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la storia più interessante che racconta Dharavi: non più lo slum come condanna ma lo slum che si è strutturato, ha costruito tetti solidi e ora funziona da base per la nuova India, non più quella dei villaggi immobili ma quella delle città che non spengono mai le luci. Non è il paradiso, Dharavi. Anzi, è ancora molto inferno. Ma nessuno aspetta più con la mano tesa, nessuno incolpa la globalizzazione, nessuno cerca la sua Merkel sulla quale gettare la croce. Tutti si danno da fare. Una lezione asiatica per europei.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Danilo Taino</strong><br />
da <strong>Idee &amp; opinioni </strong>dal <strong>Corriere della Sera</strong>, 10 gennaio 2012</p>
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		<title>India, i palazzi dei Raja noleggiati per la loro sopravvivenza</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 06:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[A causa dell&#8217;incuria rischiano di sparire, il governo li affitta India &#8211; Il Rajastan, è il maggiore stato indiano, nel nord-ovest del Paese. Da qui, un tempo, i Raja governavano dai loro ricchi palazzi e dalle imponenti fortezze, ora autentici monumenti nazionali. Anni d&#8217;incuria, però, ne stanno mettendo a rischio l&#8217;integrità tanto che il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>A causa dell&#8217;incuria rischiano di sparire, il governo li affitta</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">India &#8211; Il Rajastan, è il maggiore stato indiano, nel nord-ovest del Paese. Da qui, un tempo, i Raja governavano dai loro ricchi palazzi e dalle imponenti fortezze, ora autentici monumenti nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/tijara_0.jpg" rel="lightbox[14735]"><img class="alignnone size-full wp-image-14736" title="Tijara Fort Palace" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/tijara_0.jpg" alt="" width="450" height="315" /></a><span id="more-14735"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anni d&#8217;incuria, però, ne stanno mettendo a rischio l&#8217;integrità tanto che il governo indiano ha deciso di affittarli nel tentativo di salvarli. &#8220;<em>Molte di questi edifici </em>- spiega un funzionario del governo &#8211; <em>sono estremamente difficili da mantenere in buono stato. Necessitano di continui restauri e questo può essere il modo migliore per farlo, sempre che i nuovi proprietari se ne prendano cura nel modo giusto</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte di questi palazzi fu rilevata dal governo negli anni &#8217;50, quando l&#8217;India divenne una Repubblica. Ora i principali candidati a diventarne i proprietari sono le grandi catene alberghiere.La <strong>fortezza di Tijara</strong>, del 19esimo secolo, al momento è l&#8217;unico edificio che finora è stato affitatto. Ma quello che sulla carta sembrava in un ottimo affare, si è rivelato una battaglia burocratica che si trascina da 9 anni.<br />
&#8220;<em>Tutto è caricato sulle nostre spalle </em>- spiega questo rappresentante della catena di Hotel Neemrana, che ha affittato l&#8217;edificio &#8211; <em>abbiamo dovuto fare i contratti per la corrente elettrica, acquistare il terreno per garantire le strade d&#8217;accesso al cantiere, scavare per trovare l&#8217;acqua e costruire le tubature. Eppure il governo ci sta sempre addosso a chiederci conto dei ritardi o altre cose</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora nella restauro sono stati investiti oltre due milioni di dollari. Mentre l&#8217;affitto degli edifici è particolarmente conveniente, la burocrazia e la carenza di infrastrutture spaventano gli investitori; intanto questo patrimonio rischia di sparire per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>TM News</strong>, 5 gennaio 2012<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Nepal: elefante inferocito attacca villaggio, 3 morti e 2 feriti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 17:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Kathmandu &#8211; Un elefante inferocito ha seminato terrore e morte in un villaggio nel sud-est del Nepal, uccidendo tre persone. Secondo la ricostruzione della polizia, il pachiderma ha prima aggredito e ammazzato un 57enne entrando addirittura in casa della vittima. Poi ha ucciso una 70enne che lavorava in in giardino e infine una 80enne aggredita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Kathmandu</strong> &#8211; Un elefante inferocito ha seminato terrore e morte in un villaggio nel sud-est del Nepal, uccidendo tre persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/elefante_inferocito.jpg" rel="lightbox[14731]"><img class="alignnone size-full wp-image-14732" title="Nepal: elefante inferocito attacca villaggio, 3 morti e 2 feriti" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/elefante_inferocito.jpg" alt="" width="450" height="349" /><span id="more-14731"></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la ricostruzione della polizia, il pachiderma ha prima aggredito e ammazzato un 57enne entrando addirittura in casa della vittima. Poi ha ucciso una 70enne che lavorava in in giardino e infine una 80enne aggredita in strada e morta poco dopo in ospedale. Prima di essere messo in fuga, l&#8217;elefante inferocito ha ferito due persone. E&#8217; accaduto a Prithvinagar, un villaggio la confine con l&#8217;India, 400 chilometri a sud-est di Kathmandu. &#8220;<em>Non possiamo eliminarlo perchè la legge vieta di uccidere gli animali in via d&#8217;estinzione, quindi abbiamo sparato a salve per indurlo alla fuga</em>&#8220;, ha spiegato un ufficiale di polizia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>India: commandos armati per proteggere le ultime tigri</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 06:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bangalore &#8211; Nelle giungle dell&#8217;India meridionale saranno dispiegati dei commandos armati per dissuadere i bracconieri dall&#8217;uccidere le tigri. Lo hanno annunciato oggi dei funzionari di governo dello Stato di Karnataka. La Forza Speciale di Protezione della Tigre, forte di 54 uomini, pattuglierà le due principali riserve in cui vive il felino, quelle dei parchi nazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Bangalore</strong> &#8211; Nelle giungle dell&#8217;India meridionale saranno dispiegati dei commandos armati per dissuadere i bracconieri dall&#8217;uccidere le tigri. Lo hanno annunciato oggi dei funzionari di governo dello Stato di Karnataka. La <strong>Forza Speciale di Protezione della Tigre</strong>, forte di 54 uomini, pattuglierà le due principali riserve in cui vive il felino, quelle dei <strong>parchi nazionali di Bandipur</strong> e di <strong>Nagarhole</strong>, sul confine tra gli Stati di Karnataka e di Tamil Nadu.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1171.jpg" rel="lightbox[14713]"><img class="alignnone size-full wp-image-14714" title="India: commandos armati per proteggere le ultime tigri" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1171.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a><span id="more-14713"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La squadra è stata sottoposta ad un corso di tre mesi in tecniche di sopravvivenza nella foresta e addestrata al combattimento a mani nude e all&#8217;uso delle armi più moderne.</p>
<p style="text-align: justify;">Da circa 40mila tigri stimate nel 1947, quando l&#8217;India divenne indipendente, il numero di questi felini è sceso quest&#8217;annno a circa 1700, circa la metà di quante ce ne fossero solo 10 anni fa, ma si tratta di un numero comunque superiore ai 1400 esemplari del 2006.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Karnataka è lo Stato dell&#8217;India a più alta densità di tigri</strong>, ve ne sono circa 300. Dal 2006 a oggi, una trentina di tigri sono state uccise dai bracconieri nelle riserve dello Stato. Le carcasse dell&#8217;animale vengono utilizzate nella medicina tradizionale cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>ASCA-AFP</strong>, 4 gennaio 2012</p>
]]></content:encoded>
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		<title>India, bambina di sette anni uccisa in sacrificio rituale</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2012/01/india-bambina-di-sette-anni-uccisa-in-sacrificio-rituale/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 06:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Lalita Tati, sette anni, era scomparsa lo scorso ottobre nello Stato di Chhattisgarh nell’India centrale. Stava tornando a casa dopo aver guardato la tv a casa di un amichetto quando è stata rapita.  I suoi poveri resti erano stati ritrovati qualche giorno dopo. La bambina era stata brutalmente mutilata. Ora la polizia del distretto di Bijapur sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lalita Tati, sette anni, era scomparsa lo scorso ottobre nello Stato di Chhattisgarh nell’India centrale. Stava tornando a casa dopo aver guardato la tv a casa di un amichetto quando è stata rapita.  I suoi poveri resti erano stati ritrovati qualche giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/indiarsz-500x355.jpg" rel="lightbox[14679]"><img class="alignnone size-full wp-image-14680" title="Indian tribal Festival" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/indiarsz-500x355.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La bambina era stata brutalmente mutilata</strong>. Ora la polizia del distretto di Bijapur sa anche il perché: la scorsa settimana, infatti, due contadini hanno confessato <strong>di aver ucciso la piccola in sacrificio agli dei</strong>. Rajendra Narayan Das, un ufficiale della polizia locale che ha seguito l’inchiesta, ha detto che i due uomini hanno confessato di aver utilizzato <strong>il fegato della bambina</strong> in un rito che serve a garantire un raccolto migliore.<br />
<span id="more-14679"></span>La polizia è convinta di aver accumulato abbastanza prove (oltre alla confessione) per farli condannare all’ergastolo o alla pena capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">I due contadini fanno parte dei cosiddetti “tribali”, <strong>la popolazione indigena che è composta da circa 68 milioni di cittadini di cui molti crescono poveri e analfabeti</strong> (nella foto in alto una danza tribale nel West Bengala). Molti dei tribali di Chhattisgarh, la regione dove è stata uccisa Lalita, credono negli stregoni o nei guaritori, anche se i sacrifici umani sono un evento piuttosto raro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la verità è che, come sempre, a pagare superstizioni, fanatismi, tradizioni ed eccessi religiosi sono spesso le donne. In questo blog avevamo già scritto di come in India  nascano sempre meno bambine, abortite per far posto ai più “desiderabili” <em>boys</em>.  Secondo l’ultimo censimento compiuto nel Paese <strong>i maschietti sotto i sei anni superano le loro coetanee di 7,1 milioni</strong>. Il divario è aumentato con il passare del tempo. Nel 2001 era di sei milioni, nel 1991 di 4,2 milioni. Un fenomeno preoccupante che non si ferma di certo all’India.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Monica Ricci Sargentini</strong>,<br />
dal <strong>Corriere della Sera</strong>, 3 gennaio 2012</p>
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		<title>Equilibrare gli interessi dell’uomo e degli elefanti in India</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 06:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Annualmente più di 400 abitanti rurali periscono in India in seguito agli scontri con elefanti selvatici. Nel 2012 la popolazione degli elefanti in India è arrivata già a 28.000. Il ripristino del numero degli animali e la contemporanea rapida crescità della popolazione indiana portano inevitabilmente a scontri. In cerca di alimentazione le famiglie crescenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Annualmente più di 400 abitanti rurali periscono in India in seguito agli scontri con elefanti selvatici</strong>. Nel 2012 la popolazione degli elefanti in India è arrivata già a 28.000. Il ripristino del numero degli animali e la contemporanea rapida crescità della popolazione indiana portano inevitabilmente a scontri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Elephant1.jpg" rel="lightbox[14675]"><img class="alignnone size-full wp-image-14677" title="Elephant in the Indian street" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Elephant1.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In cerca di alimentazione le famiglie crescenti di elefanti fanno escursioni nelle terre coltivate dai contadini che, furibondi, cominciano a sterminare gli animali e a volte perisono loro stessi. Particolarmente grave è la situazione nel sud dell’India dove sono concentrati una metà di tutti gli elefanti del paese.<br />
<span id="more-14675"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per risolvere il problema, le autorità hanno cominciato a trasferire gli abitanti delle zone pericolose, vicine ai confini di abitazione di elefanti selvatici, in zone più tranquille. Questa migrazione organizzata di uomini permetterà di creare corridoi speciali per il libero passaggio degli elefanti. Attualmente il Fondo della natura selvatica dell’India lavora per creare due tali corridoi nella riserva Nilagiri dove abitano 6.500 elefanti. Si devono creare in tutto 88 tali corridoi che permetteranno di equilibrare gli interessi dell’uomo e degli elefanti.</p>
</div>
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		<title>La corsa in Nepal del borgarino Emanuele Gallo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 06:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I concorrenti si devono portare nello zaino tutto il loro equipaggiamento ed il cibo per la settimana, l’organizzazione fornisce solo l’acqua ed un posto in tenda per la notte oltre all’assistenza medica. &#8220;4 Deserts&#8221; è un circuito di gare di corsa a piedi della durata di sette giorni su una distanza di 250 chilometri circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>I concorrenti si devono portare nello zaino tutto il loro equipaggiamento ed il cibo per la settimana, l’organizzazione fornisce solo l’acqua ed un posto in tenda per la notte oltre all’assistenza medica.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<span style="color: #808000;"><strong>4 Deserts</strong></span>&#8221; è un circuito di gare di corsa a piedi della durata <strong>di sette giorni su una distanza di 250 chilometri </strong>circa che si corrono ogni anno in aree isolate ma allo stesso tempo interessanti in tutto il mondo. <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/emanuele-gallo.jpg" rel="lightbox[14669]"><img class="alignright size-medium wp-image-14670" title="Emanuele Gallo" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/emanuele-gallo-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><strong>I concorrenti si devono portare nello zaino tutto il loro equipaggiamento ed il cibo per la settimana, l’organizzazione fornisce solo l’acqua ed un posto in tenda per la notte oltre all’assistenza medica.</strong><br />
L’evento è internazionale e richiama partecipanti da oltre 30 nazioni.<br />
Gli appuntamenti fissi sono quattro all’anno: nel <strong>Deserto del Gobi in Cina </strong>(Gobi March), Deserto di Atacama in Cile (Atacama Crossing), <strong>Deserto del Sahara in Egitto </strong>(Sahara Race) e <strong>Antartide</strong> (The Last Desert). Inoltre, ogni anno, viene organizzata una gara con le stesse caratteristiche ma in luoghi sempre diversi: in <strong>Nepal quest’anno</strong>, in Giordania nel 2012</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Emanuele Gallo </strong>l’anno scorso, con la corsa in Antartide, ha concluso tutte e quattro le gare coronando così un sogno – ed un progetto – iniziato nel 2007.<br />
<span id="more-14669"></span>La passione per la corsa, i viaggi e l’avventura non è però cessata e così quest’anno <strong>si è presentato alla partenza della gara a Pokhara, in Nepal, ai piedi dell’Annapurna</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La gara, di <strong>210 km e 9000 metri di dislivello, era suddivisa come sempre in 6 tappe, la più corta di 13 e la più lunga di 72 km. </strong>Stessa formula anche per il materiale: autosufficienza in tutto eccetto acqua e tenda forniti dall’organizzazione. Quindi zaino con dentro abbigliamento di ricambio, sacco a pelo, materiale di sicurezza obbligatorio ed il cibo per una settimana.<br />
Nel caso di Emanuele circa 8 kg di zaino, altri concorrenti (che preferivano più comodità!) sono arrivati a 17 kg!<br />
Un occhio di riguardo per il cibo: pasti liofilizzati precotti ad alto contenuto calorico, carboidrati in gel da assumere mentre si corre ma anche un po’ di sapori di casa… parmigiano, polenta istantanea e mandorlato confezionato “su misura” dal Bar “Portici” di Robilante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio è iniziato qualche settimana prima, infatti Emanuele ha raggiunto il Nepal ad inizio Novembre insieme a sua moglie Claudia e gli amici Giulia e Fabrizio, per percorrere il magnifico anello dell’Annapurna, un trekking di 15-20 giorni lungo le vallate ai piedi di questo magnifico 8000. Un’ottima occasione per acclimatarsi toccando i 5400 metri del Thorung la Pass.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi il 20 è iniziata la gara: i presupposti per un ottimo risultato c’erano tutti infatti dopo 3 tappe era nei primi cinque e tutti a pochi minuti. Purtroppo un’influenza intestinale nella quarta e quinta tappa l’hanno fatto rallentare e pensare seriamente al ritiro… nella tappa di 72 km non è riuscito a mangiare nulla e anche assumere liquidi era difficoltoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha concluso comunque al 19° posto in classifica generale con 220 partecipanti e 169 arrivati… un po’ di delusione per la sfortuna ma rimane comunque il ricordo di un viaggio bellissimo, dei posti visti e le persone incontrate. Tempo totale impiegato: 33h32’; per dovere di cronaca il primo, Ryan Sandes ha impiegato 25h15’ mentre l’ultimo, Kida Chizuko 68h03’<br />
<strong>A differenza degli altri deserti in questa gara c’è stato molto più contatto con la popolazione locale: ad ogni paesino non si contavano i bambini che correvano appaiati ai concorrenti, che salutavano con un amichevole “<em>Namastè</em>” ed offrivano fiori a tutti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno poi Emanuele correva per testimoniare l’impegno del <strong>CCM</strong>, il <strong>Comitato di Collaborazione Medica</strong> e degli “<strong>Amici di Nanni</strong>”: un gruppo di medici e personale sanitario dell’Ospedale di Cuneo che ogni anno si reca in Sud Sudan per portare un’assistenza medica di base a tutti, creare nuove strutture e formare personale locale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Pensando all’impegno di questi volontari e alle condizioni di vita delle popolazioni aiutate, la fatica ed il disagio di sette giorni di gara assumono sicuramente un’altra dimensione, più che corridori estremi ci si sente uomini fortunati!</em> &#8221; afferma Emanuele</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>Campioni.cn </strong>- Quotidiano sportivo provincia di Cuneo</p>
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		<title>Lo chiamano progresso &#8211; Arundhati Roy</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il capitalismo non può garantire benessere e giustizia sociale per tutte le persone. Il discorso di Arundhati Roy a Zuccotti park il 16 novembre 2011 Ieri la polizia ha sgombrato Zuccotti Park, ma oggi le persone sono tornate. La polizia dovrebbe sapere che la protesta di Occupy Wall street non è una lotta per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong><em>Il capitalismo non può garantire benessere e giustizia sociale per tutte le persone. Il discorso di Arundhati Roy a Zuccotti park il 16 novembre 2011</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri la polizia ha sgombrato <strong>Zuccotti Park</strong>, ma oggi le persone sono tornate. La polizia dovrebbe sapere che la protesta di <strong>Occupy Wall street</strong> non è una lotta per il territorio. Non stiamo combattendo per occupare un parco, ma per la giustizia. Giustizia non solo per il popolo degli Stati Uniti, ma per tutti. Con la protesta cominciata il 17 settembre, siete riusciti a introdurre un nuovo immaginario, un nuovo linguaggio politico nel cuore dell’impero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/Arundhati-Roy.jpg" rel="lightbox[14664]"><img class="alignnone size-full wp-image-14665" title="Arundhati Roy" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/Arundhati-Roy.jpg" alt="" width="450" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Avete riportato il diritto di sognare in un sistema che cercava di trasformare tutti i suoi cittadini in zombie stregati dall’equazione tra consumismo insensato, felicità e realizzazione di sé. <strong>Per una scrittrice, lasciate che ve lo dica, questa è una conquista immensa</strong>. Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.<br />
<span id="more-14664"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l’esercito degli Stati Uniti conduce una guerra di occupazione in Iraq e in Afghanistan. I droni statunitensi uccidono civili in Pakistan e altrove. Decine di migliaia di soldati americani e di squadre della morte stanno entrando in Africa. Se spendere migliaia di miliardi dei vostri dollari per occupare l’Iraq e l’Afghanistan non dovesse bastare, oggi si parla anche di una guerra contro l’Iran. Dai tempi della grande depressione, la produzione di armi e l’esportazione di conflitti sono state gli strumenti fondamentali con cui gli Stati Uniti hanno stimolato la loro economia. L’amministrazione del presidente Barack Obama ha concluso un accordo con l’Arabia Saudita che prevede la fornitura di armamenti per 60 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati Uniti sperano di vendere migliaia di bombe antibunker agli Emirati Arabi Uniti. E hanno venduto aerei militari per cinque miliardi di dollari al mio paese, l’India, che ha più poveri di tutti i paesi dell’Africa messi insieme. Tutte queste guerre – dal bombardamento di Hiroshima e Nagasaki al Vietnam, dalla Corea all’America Latina – sono costate milioni di vite umane. E sono state tutte combattute per garantire l’<em>american way of life</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Quattro proposte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sappiamo che l’<em>american way of life</em> – il modello a cui dovrebbe aspirare tutto il resto del mondo – ha fatto sì che negli Stati Uniti 400 persone possiedano la ricchezza di metà della popolazione. Ha significato migliaia di persone sbattute fuori dalle loro case e dal lavoro mentre il governo di Washington salvava le banche e le multinazionali: il gruppo assicurativo Aig ha ricevuto, da solo, 182 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo indiano adora la politica economica statunitense. Grazie a vent’anni di economia di libero mercato, oggi i cento indiani più ricchi possiedono beni che valgono un quarto del pil del pae­se, mentre più dell’80 per cento dei cittadini vive con meno di 50 centesimi al giorno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Duecentocinquantamila agricoltori trascinati in una spirale di morte hanno finito per suicidarsi. L’India lo chiama progresso, e oggi si considera una superpotenza. Come voi, anche noi indiani abbiamo una popolazione ben istruita, bombe nucleari e un livello di diseguaglianza vergognoso.</p>
<p style="text-align: justify;">La buona notizia è che la gente ne ha abbastanza e non vuole più accettare tutto questo. Il movimento Occupy Wall street si è unito a migliaia di altri movimenti di resistenza in tutto il mondo grazie ai quali i più poveri tra i poveri si alzano in piedi per fermare l’avanzata delle multinazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">In pochi sognavamo di poter vedere voi – i cittadini degli Stati Uniti che stanno dalla nostra parte – combattere questo sistema nel cuore stesso dell’impero. Non trovo le parole per spiegare quanto tutto questo significhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Loro (l’1 per cento) dicono che non abbiamo richieste precise da fare. Non sanno, forse, che la nostra rabbia da sola sarebbe sufficiente a distruggerli. Ma ecco alcune proposte – alcuni miei pensieri “prerivoluzionari” – su cui possiamo riflettere insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi vogliamo mettere un freno a questo sistema che fabbrica ineguaglianza. Vogliamo mettere un limite alla smisurata accumulazione di ricchezza da parte di alcuni individui e alcune società. Ecco le nostre richieste.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo. Mettere fine alle proprietà incrociate nel mondo degli affari. I produttori di armamenti, per esempio, non possono controllare reti televisive, le società minerarie non possono gestire i giornali, le aziende non possono finanziare le università, i gruppi farmaceutici non possono controllare i fondi per la sanità pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo. Le risorse naturali e i servizi essenziali – acqua, elettricità, sanità e istruzione – non possono essere privatizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo. Tutti hanno diritto a una casa, all’istruzione e all’assistenza sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Quarto. I figli dei ricchi non possono ereditare la ricchezza dei genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa lotta ha risvegliato la nostra immaginazione. Da qualche parte, nel suo cammino, il capitalismo ha ridotto l’idea di giustizia al solo significato di “diritti umani”, e l’idea di sognare l’uguaglianza è diventata blasfema. Non stiamo combattendo per giocherellare con la riforma del sistema. Questo sistema deve essere sostituito. Da militante, rendo omaggio alla vostra lotta. <em>Salaam</em> e <em>zindabad</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>The Guardian</strong>,<br />
traduzione di <strong>Giuseppina</strong><strong> Cavallo</strong><em><br />
</em>da <strong>Internazionale</strong><em>, </em>numero 929<em>, </em>23 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arundhati Roy</strong> è una scrittrice indiana. Il suo libro più famoso è Il dio delle piccole cose (Guanda 1997).</p>
</div>
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		<title>Anna Hazare, ricomincia lo sciopero della fame.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 06:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Anna Hazare, attivista indiano conosciuto come il nuovo Ghandi, ricomincia lo sciopero della fame Dopo 3 giorni di astinenza dal cibo l’attivista indiano, Anna Hazare, aveva interrotto sotto consiglio medico lo sciopero della fame iniziato per protestare contro la norma anticorruzione proposta dal Lok Sabha, la camera bassa del parlamento indiano. Questa legge, chiamata Lokpal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Anna Hazare, attivista indiano conosciuto come il nuovo Ghandi, ricomincia lo sciopero della fame</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 3 giorni di astinenza dal cibo l’attivista indiano, <strong>Anna Hazare</strong>, aveva interrotto sotto consiglio medico lo sciopero della fame iniziato per <strong>protestare contro la norma anticorruzione </strong>proposta dal Lok Sabha, la camera bassa del parlamento indiano. Questa legge, chiamata Lokpal Bill che significa “<em>legge a protezione della gente</em>”, prevede l’istituzione di un’autorità indipendente per la lotta alla corruzione, un fenomeno dilagante in questo paese la cui popolazione ha recentemente superato il miliardo di individui.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/Anna-Hazare.jpg" rel="lightbox[14660]"><img class="alignnone size-full wp-image-14661" title="Anna Hazare" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/Anna-Hazare.jpg" alt="" width="450" height="252" /></a><span id="more-14660"></span> </p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nonostante le dichiarazioni di alcuni partiti dell’opposizione, tra cui il Bharatiya Janata Party, la contestata legge è stata rapidamente approvata, con il voto favorevole della maggioranza e di parte dell’opposizione, che si è vista soddisfatta nell’approvazione degli emendamenti da lei proposti. La notizia si è diffusa rapidamente in tutto il paese e ha spinto l’attivista indiano a riprendere lo sciopero della fame precedentemente interrotto. Secondo Hazare la norma approvata dal Parlamento è troppo debole e non risolve i problemi del paese. Sarebbe più opportuno, secondo l’attivista, sottoporre la polizia federale alla guida della Lokpal, un’ organizzazione che dovrebbe fungere da intermediaria fra il popolo e gli organi politici.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che Hazare mette in atto una protesta non violenza, i suoi metodi, di ispirazione chiaramente ghandiana, gli hanno valso, infatti, l’appellativo di <strong>“nuovo Ghandi”. </strong>Lo scorso agosto questo attivista, fedele agli insegnamenti del Mahatma, ha protratto il suo sciopero della fame per 12 giorni, attirando l’attenzione della comunità internazionale e spingendo milioni di indiani a riversarsi per le strade per protestare contro la corruzione presente nella burocrazia indiana. Le motivazioni delle proteste d’estate sono le stesse che hanno spinto oggi Hazare a riprendere lo sciopero della fame.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla corruzione, <strong>l’India è un paese caratterizzato da tre problemi fondamentali: il lavoro minorile</strong>, particolarmente utilizzato nelle piantagioni di cotone che utilizzano bambine fra i 6 e i 14 anni come manodopera a basso costo;<strong> lo sfruttamento sessuale</strong>, che comporta inoltre la rapida diffusione del virus dell’HIV; <strong>le problematiche ecologiche</strong> legate alla deforestazione e all’inquinamento di un paese che si è rapidamente inserito fra le prime economie mondiali, ma che mal si adatta ai protocolli antinquinamento approvati a livello internazionale.<br />
In questo contesto bisogna ricordare <strong>la grande povertà </strong>presente nel paese. Secondo i rapporti della FAO quasi il 30% della popolazione indiana si trova al di sotto della soglia di povertà, vivendo con meno di 0,40$ al giorno. Intere famiglie vivono per la strada, avendo come unico riparo un telo di plastica fissato a delle travi di legno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati più di sessant’anni dalla morte del Mahatma Ghandi, in India si sono verificati moltissimi cambiamenti: l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947, l’adozione di una carta costituzionale nel 1950, l’approvazione a partire dal 1991 di una serie di norme economiche che hanno portato l’India a divenire uno dei paesi con il più alto tasso di produttività al mondo. Nonostante tutte queste trasformazioni, questo paese continua ad essere afflitto dalla povertà, dallo sfruttamento dei più deboli, dalla disuguaglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le scelte di uomini come Anna Hazare che fanno sperare che in futuro si verificheranno in India dei miglioramenti sociali oltre che economici. Come <strong>diceva Ghandi:</strong> “<em>Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Stefano Consiglio</strong>,<br />
da <strong>International Business Times</strong>, 28 dicembre 2011</p>
</div>
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		<title>L&#8217;uomo dell&#8217;acqua «Ecco come porto da bere in tutto il Nepal»</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[FILIPPO BASTIANELLO, 29 anni lavora a Kathmandu Il giovane ingegnere vicentino è salutato come un eroe: «Prima gli abitanti camminavano per ore adesso utilizzano i rubinetti» L&#8217;acqua era un miraggio per i nepalesi. Ora non più, grazie ad un giovane ingegnere ambientale vicentino. Filippo Bastianello, 29 anni, gestisce la progettazione di 30 acquedotti in Nepal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>FILIPPO BASTIANELLO, 29 anni lavora a Kathmandu</strong></em></span><br />
<span style="color: #808000;"><em><strong>Il giovane ingegnere vicentino è salutato come un eroe: «</strong></em><strong>Prima gli abitanti camminavano per ore adesso utilizzano i rubinetti</strong><em><strong>»</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acqua era un miraggio per i nepalesi. Ora non più, grazie ad un giovane ingegnere ambientale vicentino. <strong>Filippo Bastianello, 29 anni, gestisce la progettazione di 30 acquedotti in Nepal per conto di un&#8217;azienda veronese, la &#8220;Agmin Italy srl&#8221;. </strong>A Kathmandu, la capitale del Nepal con circa 950 mila abitanti, Filippo Bastianello è salutato dalla gente come un eroe. È diventato l&#8217;uomo dell&#8217;acqua, che vive quello che è un lavoro come una missione di solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-14645" title="Filippo Bastianello a destra con i bimbi myagdi e l'amico Denis che è andato a trovarlo in Nepal" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/filip.jpg" alt="" width="450" height="339" /><span id="more-14644"></span> </p>
<p style="text-align: justify;">Il giovane risiede in Nepal da 9 mesi e lavora come capo- progetto: ha portato l&#8217;acqua a due passi dagli abitanti, abituati a camminare per ore prima di recuperarla. «<em>È difficile immaginare cosa possa significare per un nepalese</em> &#8211; racconta l&#8217;ingegnere che da un paio di giorni è tornato nella sua città d&#8217;origine, in occasione delle feste natalizie &#8211; <em>avere l&#8217;acqua a portata di mano, quando prima gli abitanti dei villaggi dovevano percorrere un tragitto che per noi sarebbe lungo come da Vicenza ad Asiago</em>».<br />
Perché, precisa, gli acquedotti «si trovano tutti alle pendici dell&#8217;Himalaya, tra i 3 mila e i 4 mila metri d&#8217;altezza, mentre i villaggi sono più alti e i metri di dislivello sono almeno 1000». Non solo acquedotti: Filippo Bastianello, che terminerà tra tre mesi questa esperienza all&#8217;estero, è il project manager di 107 impianti per la macinazione del grano in grande quantità. Prima dell&#8217;esperienza nepalese, per conto di un&#8217;altra azienda veronese, ha riprogettato tutte le fognature della città di Doha, la capitale del Qatar.</p>
<p>In che cosa consiste esattamente il suo lavoro?<br />
<em>Per la mia azienda, che si occupa di trading e offre servizi di ingegneria, sono il capo progetto in Nepal di due lotti: il primo riguarda gli acquedotti, il secondo la macinazione del grano. In entrambi i casi l&#8217;elettricità, generata da una pompa negli acquedotti, e da un motore nelle macine, viene fornita attraverso pannelli fotovoltaici che provvediamo ad installare. Quindi tutto si svolge nel massimo rispetto dell&#8217;ambiente.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La progettazione è affidata a lei, mentre la costruzione degli impianti&#8230;<br />
<em>È affidata alle imprese locali. Che così creano posti di lavoro. Io prendo contatti con i fornitori di tutto il mondo, curo l&#8217;arrivo della merce a Kathmandu e l&#8217;organizzazione delle squadre nei cantieri. Poi controllo l&#8217;avanzamento del lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è cambiata la vita della gente grazie ai suoi progetti?<br />
<em>Ogni abitante doveva camminare ore e ore, sostenendo nella migliore delle ipotesi 1000 metri di dislivello, per recuperare l&#8217;acqua per l&#8217;uso quotidiano. Ora l&#8217;acqua, grazie ad alcune opere di ingegneria, raggiunge direttamente i villaggi in tre fasi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è la vita a Kathmandu?<br />
<em>A due volti. Ce n&#8217;è uno, molto bello, che concerne il modo con il quale sei accolto dalla gente.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E cioè?<br />
<em>Se dimostri di essere una persona perbene, presto diventi amico di tutti. Ti fanno subito sentire parte della loro famiglia.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per lei è così?<br />
<em>Tante volte mi capita di fare visita ai villaggi. Dovunque c&#8217;è un&#8217;accoglienza straordinaria. Mi fanno sentire un eroe perché la mia azienda è riuscita a ridurre notevolmente la distanza tra ciascun abitante e la risorsa più preziosa per la vita quotidiana, cioè l&#8217;acqua. La gente mi guarda con meraviglia, specie i bambini. Quando mi rivolgo ai piccoli dicendo &#8220;Namaste&#8221; (che significa &#8220;saluto il divino che è in te&#8221;), loro capiscono che sono uno di loro e mi sorridono.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il volto meno positivo invece?<br />
<em>Le condizioni di vita sono pessime. I servizi igienici sono approssimativi, per usare un eufemismo. I bambini sniffano colla lungo le strade. Il 90 per cento delle case resta senza elettricità per 6 ore al giorno, non hanno il riscaldamento. Per non parlare delle strade. Ti viene voglia di fare dell&#8217;altro, oltre il tuo lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Spieghi meglio.<br />
<em>In Nepal non esistono le strade. Sai quando parti, ma non sai mai se arrivi alla meta e quando ci arrivi. Sono tutti percorsi sterrati. Se piove, la macchina rimane imprigionata nel fango.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le è capitato di non raggiungere una meta o di raggiungerla a fatica?<br />
<em>Dovevo recarmi in un cantiere con un amico. Stavamo viaggiando in auto, quando ci ha sorpresi una frana. La ruota posteriore della macchina si trovava ad un livello più basso, abbiamo dovuto costruire un muro di sponda con le mani per riportarla a livello e farla ripartire. </em><em>Poi è iniziato a piovere con insistenza e l&#8217;auto è rimasta impantanata nel fango. Non puoi mai stimare il tempo di percorrenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista culturale che cosa apprezza?<br />
<em>Nella capitale si trovano scuole, accademie ogni dieci metri. Tutti parlano bene l&#8217;inglese, i bambini conoscono almeno due lingue.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il tratto caratteristico dei nepalesi?<br />
<em>Il nepalese medio è mentalmente bloccato nella realtà. Non vede la possibilità di progredire, di fare qualcosa per raggiungere una migliore qualità di vita. E quando dai ad un abitante del Nepal qualcosa da fare, lo realizza sempre al 70 per cento. Si accontenta.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tornerà in Italia a lavorare?<br />
<em>Dovrei restare in Nepal fino a marzo. Poi la mia intenzione è di trovare lavoro a casa e di mettere a frutto tutto quello che ho imparato e sto imparando. Questa esperienza mi sta arricchendo molto.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Marta Benedetti<br />
</strong>da<strong> Il Giornale di Vicenza</strong>, 24 dicembre 2011</p>
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		<title>Diesel, la Rete impazzisce per le ginocchiere del sesso</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 06:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La trovata pubblicitaria in India, patria del Kamasutra. Il prodotto è stato esportato un anno fa, ora non più disponibile Molvena (Vicenza)—Un gadget firmato Diesel sta mettendo sottosopra la Rete. Su internet è uno degli argomenti più gettonati: l’azienda vicentina ha inventato per i propri clienti le prime ginocchiere per il sesso orale. Il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>La trovata pubblicitaria in India, patria del Kamasutra. Il prodotto è stato esportato un anno fa, ora non più disponibile</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Molvena (Vicenza)—Un gadget firmato <strong>Diesel</strong> sta mettendo sottosopra la Rete. Su internet è uno degli argomenti più gettonati: l’azienda vicentina ha inventato per i propri clienti le prime <strong>ginocchiere per il sesso orale</strong>. Il nome non lascia spazio a equivoci: le «<span style="color: #808000;"><strong><em>Blowjob kneepads</em></strong></span>» si presentano come un comodo accessorio che consente di soddisfare il patner senza sbucciarsi le ginocchia. Si tratta dell’ennesima, trasgressiva, trovata pubblicitaria lanciata dalla multinazionale fondata da Renzo Rosso. Un prodotto che sta facendo discutere anche perchè <strong>è stato distribuito solamente nel mercato indiano, non a caso la patria del kamasutra</strong>, l’antico testo sulle infinite posizioni del sesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/diesel_blowjob_kneepads.jpg" rel="lightbox[14610]"><img class="alignnone size-full wp-image-14612" title="Blowjob kneepads by Diesel" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/diesel_blowjob_kneepads.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a><span id="more-14610"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<em>In realtà è un prodotto realizzato oltre un anno fa, in occasione di un evento organizzato da Diesel in India. Ora non è più disponibile </em>», si limitano a spiegare da Molvena, nel Vicentino, dove ha sede il Gruppo. Pare che fosse l’omaggio &#8211; andato immediatamente a ruba &#8211; concesso ai clienti disposti a spendere almeno 150 dollari.</p>
<p>Neppure l’azienda, quindi, si spiega l’improvviso interesse per queste ginocchiere: «<em>Non capiamo come mai l’idea del gadget stia facendo discutere proprio in questi giorni </em>». Misteri della Rete. Di certo il popolo di internet è già in fibrillazione e in molti chiedono come fare per entrarne in possesso. La Diesel, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di distribuirne ancora, tanto meno in Europa. I pochi che possiedono le «<em>blowjob kneepads </em>», se le tengono ben strette, come si fa con gli oggetti più alla moda. E in effetti il prodotto griffato dalla società vicentina si presenta ben curato fin dalla confezione: una scatola con disegni piuttosto espliciti. All’interno le ginocchiere, avvolte nell’imballaggio in cui compare il disegno di una bocca aperta. Trasgressione e design, in perfetto stile Diesel. Insomma, la trovata pubblicitaria lanciata dal colosso veneto della moda, piuttosto che sollevare i possessori da fastidiosi dolori agli arti inferiori è più che altro un oggetto sognato dai collezionisti di rarità.</p>
<p>A.P.<br />
dal <strong>Corriere Veneto</strong>, 16 dicembre 2011</p>
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		<title>La più piccola donna al mondo è indiana</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2011/12/la-piu-piccola-donna-al-mondo-e-indiana/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Jyoti Amge ha vinto il Guinness 2012 e sogna di diventare un&#8217;attrice di Bollywood A guardarla sembra una bambina di circa 1 anno, invece Jyoti Amge di anni ne ha 18 e, in occasione della sua festa di compleanno a Nagpur, 520 chilometri a est di Mumbay, India occidentale, ha ricevuto il certificato del Guinness [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Jyoti Amge ha vinto il Guinness 2012 e sogna di diventare un&#8217;attrice di Bollywood</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">A guardarla sembra una bambina di circa 1 anno, invece Jyoti Amge di anni ne ha 18 e, in occasione della sua festa di compleanno a Nagpur, 520 chilometri a est di Mumbay, India occidentale, ha ricevuto il certificato del Guinness dei primati, che la riconosce come la &#8220;<em>donna vivente più piccola al mondo</em>&#8220;. &#8220;<em>Misura 62,8 centimetri di altezza. E&#8217; stata misurata tre volte nelle ultime 24 ore, perché la taglia può variare leggermente nel corso della giornata</em>&#8220;, ha spiegato Rob Molloy, funzionario del Guinness dei primati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/35637_gallery.jpg" rel="lightbox[14603]"><img class="alignnone size-full wp-image-14604" title="Jyoti Amge" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/35637_gallery.jpg" alt="" width="450" height="367" /></a><span id="more-14603"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Jyoti, con indosso un tradizionale sari, ha ricevuto il titolo sotto lo sguardo del padre Kisan e della madre Ranjana: &#8220;<em>Sono molto felice di detenere il record</em>&#8220;, ha dichiarato la donna, che soffre di &#8220;<em>acondroplasia</em>&#8220;, una forma di nanismo, e sogna &#8211; secondo il padre &#8211; di fare l&#8217;attrice a Bollywood. L&#8217;indiana batte la precedente detentrice del titolo di piccola donna vivente più piccola al mondo, l&#8217;americana Bidgette Jordan, originaria dell&#8217;Illinois e alta 69,49 centimetri.</p>
<p>fonte <strong>Tgcom 24</strong></p>
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		<title>Buddisti nepalesi contro lo sfruttamento turistico della città natale di Buddha</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Governo maoista e Onu vogliono trasformare il sito di Lumbini, meta di pellegrinaggi, in un luogo di turismo di massa. Centinaia di buddisti in marcia a Kathmandu per dire no alla strumentalizzazione della religione per fini economici. Kathmandu  – Centinaia di buddisti nepalesi hanno manifestato nei giorni scorsi a Kathmandu contro lo sfruttamento turistico del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong><em>Governo maoista e Onu vogliono trasformare il sito di Lumbini, meta di pellegrinaggi, in un luogo di turismo di massa. Centinaia di buddisti in marcia a Kathmandu per dire no alla strumentalizzazione della religione per fini economici.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kathmandu</strong>  – Centinaia di buddisti nepalesi hanno manifestato nei giorni scorsi a Kathmandu contro lo sfruttamento turistico del luogo di nascita di Buddha a Lumbini. Fra le richieste le dimissioni del leader maoista Prachanda nominato di recente coordinatore del Lumbini Development Committee.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/NEPAL_F_1212_-_Buddha.jpg" rel="lightbox[14599]"><img class="alignnone size-full wp-image-14600" title="Buddisti nepalesi contro lo sfruttamento turistico della città natale di Buddha" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/NEPAL_F_1212_-_Buddha.jpg" alt="" width="450" height="301" /></a><span id="more-14599"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a un accordo con Cina e Onu, il governo maoista vuole <strong>trasformare il sito da meta di pellegrinaggi a luogo di turismo di massa</strong>. E questo senza tener conto dei valori religiosi e tradizionali del buddismo, creando alberghi, ristoranti e un aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente Prachanda si è incontrato con Ban Ki-moon, segretario dell’Onu, per organizzare un comitato internazionale per lo sviluppo di Lumbini.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso 8 dicembre, monaci, leader politici e fedeli buddisti hanno marciato dal parlamento fino alla sede delle Nazioni Unite, contestando l’eccessiva interferenza dei politici maoisti e dell’Onu in questioni di natura religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Troppi politici sono interessati a Lumbini </em>- afferma Lakpa Sherpa, vicepresidente della Comunità buddista nepalese &#8211; <em>essi vogliono strumentalizzare la religione per fare soldi e offendono la nostra sensibilità&#8221;</em>. Egli propone di coinvolgere nel progetto i leader buddisti, che grazie alla conoscenza delle tradizioni saprebbero valorizzare in modo adeguato il luogo di nascita del Buddha.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scoperto dagli archeologi nel 1897, il sito di Lumbini è divenuto uno dei luoghi più importanti del buddismo ed è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità</strong>. Ogni anno milioni di persone da tutto il mondo si recano in pellegrinaggio al piccolo villaggio. A tutt’oggi la zona è circondata solo da monasteri e per rispetto non è permesso realizzare altre infrastrutture.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Kalpit Parajuli</strong><br />
da <strong>AsiaNews</strong>,  12 dicembre 2011</p>
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		<title>India, 300 bambini drogati per mendicare</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[New Delhi &#8211; Circa 300 baby mendicanti, di cui un terzo sotto i 3 anni, sono stati recuperati nelle strade di Bangalore, la città dell&#8217;informatica nell&#8217;India del sud. Lo ha riferito la polizia secondo la quale i bambini erano drogati e costretti da organizzazioni criminali a chiedere l&#8217;elemosina. L&#8217;operazione, condotta insieme a un&#8217;organizzazione non governativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">New Delhi &#8211; Circa 300 baby mendicanti, di cui un terzo sotto i 3 anni, sono stati recuperati nelle strade di Bangalore, la città dell&#8217;informatica nell&#8217;India del sud. Lo ha riferito la polizia secondo la quale i bambini erano drogati e costretti da organizzazioni criminali a chiedere l&#8217;elemosina. L&#8217;operazione, condotta insieme a un&#8217;organizzazione non governativa, è scattata dopo giorni di osservazione dei piccoli accattoni provenienti da Stati indiani poveri come Rajasthan e Chhattisgar.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-14596" title="EPA/JAIPAL SINGH" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/12/x12.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>fonte <strong>ANSA</strong>, 15 dicembre 2011</p>
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