“Nel cuore di Smog City” di Amruta Patil
martedì, 20 luglio 2010edito Metropoli d’Asia,
Malgr
ado una traduzione zoppicante, l’albo dell’indiana Amruta Patil merita una segnalazione. Racconta la vicenda di Kari, creativa nell’ambiente della pubblicità per i cosmetici, ma con un mondo interiore in subbuglio. Essere lesbica nel suo paese è più complicato che da noi, e non devono essere rari i suicidi, sia quelli riusciti che quelli mancati, come il suo e quello dell’amatissima Ruth, poi fuggita via (ma la cui presenza, fuori campo, domina il libro). Alternando bianco e nero e colore (fa pensare a Dave McKean e a Sarnath Banerjee, autore di Calcutta, ma senza la loro raffinatezza visiva) ha idee e momenti grafici potenti, nel raccontare il dolore in una città dallo smog e dalle acque vischiose, tra amiche malate, aborti facili e difficili, pregiudizi: la pulsione di vita e la morte sono strane sorelle.
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idente” che manda in fumo il suo negozio, la sua quasi moglie e la sua vita, sale su un bus diretto a nord. Ma il destino è un cane fedele e lo riporta al punto di partenza, nel suo inferno privato di Calcutta. Hiren è uno degli eccentrici personaggi che vivono nell’immaginazione dell’altro protagonista del romanzo, Manik Basu. Autore di fama mondiale, in un disperato (e fallito) tentativo di scappare a un contratto che gli impone di scrivere cinque libri in cinque anni, fugge nel paese di Kafka. A Praga è braccato e costretto a finire un romanzo, imprigionato in una stanzetta con una macchina da scrivere e sotto minaccia di morte: è qui che Manik dà vita a Hiren.
Pierpaolo Di Nardo incontrerà il critico cinematografico Marì Alberione. L’incontro previsto per la presentazione del libro India del Sud: nella terra degli dèi rappresenta un’ulteriore occasione di confronto sugli sviluppi del cinema indiano d’oggi: Bollywood tra cinema, sogni e eroi della nuova India.












i abitanti. Si chiama Kittur questa fangosa e corrotta metropoli inventata da 
dentro gli schemi più fasulli e fiduciosi si va incontro all’illuminazione, che in India sembra a portata di mano e di mente. Anche Rosa Matteucci, si imbarca verso la terra della rivelazione carica di aspettative: vuole incontrare Amma la santona che abbraccia per ore e ore i suoi devoti, trasmettendo loro la luce che spazza via le tenebre, vuole dedicarsi allo yoga per sconfiggere la sua nevrotica vocazione alle sigarette, vuole dedicare questo viaggio spirituale alla memoria di suo padre, uomo “fantascientifico“, che nella vita ne ha combinate di tutti i colori ed è stato persino seguace di Sri Aurobindo.
Ma assillante, dietro questa abbondanza culturale, c’era un’assenza: quella del padre separato, il politico pachistano Salmaan Taseer.


