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Archivi per la categoria ‘Libri India’

Il casto maestro dell’erotismo

lunedì, 23 agosto 2010

Il «Kamasutra» fu scritto da Vatsyayana in regime di totale astinenza

I tre fini dell’esistenza – scrive Vatsyayana Mallanaga, l’autore del Kamasutra, il più antico trattato erotico dell’induismo, composto intorno al III secolo d. C. – sono il potere, il piacere e la religione. Se uno immagina che l’arco della vita di un uomo duri cento anni, è bene suddividere questo tempo in tre fasi distinte, in modo tale che «si integrino armoniosamente anziché danneggiarsi a vicenda». L’infanzia è la stagione della conoscenza: fondamentale per acquisire il potere; la giovinezza è per il piacere; la vecchiaia, per la religione e la liberazione.

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Rabindranath Tagore – Quando la poesia modernizza un paese

venerdì, 30 luglio 2010

L’immagine di Rabindranath Tagore a noi evoca molti elementi fuorvianti. Un bel vecchio, alto, possente, con una lunga barba bianca e lunghissimi capelli e una veste candida, ampia, fino ai piedi. Sembrerebbe un saggio, un asceta, un guru, come siamo abituati a vederne, da Osho a Sai Baba. Tutt’al più possiamo pensare che ci ricordi Tiziano Terzani, quel magnifico personaggio che negli ultimi anni della sua vita ci ha insegnato molto della nobiltà con cui è necessario vivere fino all’ultimo. E certamente Tiziano, che conosceva l’India benissimo, pensava a Tagore quando si vestiva come lui di bianco con lunghe candide vesti.

 

Rabindranath Tagore però era tutt’altro che un guru ed era anche molto poco asceta.

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Shantaram, tra realtà e finzione nella magia dell’India

lunedì, 26 luglio 2010

L’India più autentica, quella degli slum e dei villaggi di capanne, delle epidemie, degli amori e dei crimini efferati in un’autobiografia romanzata che ha già fatto storia

Un’autobiografia dal sapore leggendario, la pittura di una città magica e perduta, i sapori, gli odori, i rumori di un’India superbamente narrata. Tutto questo è Shantaram, capolavoro dell’australiano Gregory David Roberts e successo letterario mondiale che a sette anni dalla pubblicazione fa ancora parlare, aspettando il film di Jonny Depp. Un romanzo avvincente ha sempre bisogno di alcuni ingredienti: una trama interessante, uno stile di scrittura piacevole, un’ambientazione affascinante, in Shantaram questi aspetti sono straordinariamente esaltati in più di mille pagine da divorare in pochi giorni.

A conquistare fin dalle prime pagine è un’arte narrativa che trascina il lettore tra le vie di Bombay fino a far sentire il profumo del chai caldo servito alle bancarelle in strada.
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“Nel cuore di Smog City” di Amruta Patil

martedì, 20 luglio 2010

edito Metropoli d’Asia

Malgrado una traduzione zoppicante, l’albo dell’indiana Amruta Patil merita una segnalazione. Racconta la vicenda di Kari, creativa nell’ambiente della pubblicità per i cosmetici, ma con un mondo interiore in subbuglio. Essere lesbica nel suo paese è più complicato che da noi, e non devono essere rari i suicidi, sia quelli riusciti che quelli mancati, come il suo e quello dell’amatissima Ruth, poi fuggita via (ma la cui presenza, fuori campo, domina il libro). Alternando bianco e nero e colore (fa pensare a Dave McKean e a Sarnath Banerjee, autore di Calcutta, ma senza la loro raffinatezza visiva) ha idee e momenti grafici potenti, nel raccontare il dolore in una città dallo smog e dalle acque vischiose, tra amiche malate, aborti facili e difficili, pregiudizi: la pulsione di vita e la morte sono strane sorelle.
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Vikram Seth, la “ragazza giusta” adesso è mia madre

venerdì, 2 luglio 2010

Lo scrittore parla del prossimo romanzo in cui racconta l’India di oggi

Magione (PG) – Tarda mattinata, Vikram Seth sta dipingendo una siepe di lavanda che proietta ombre su un sentiero in pieno sole. Alle sue spalle, dal primo piano d’una vecchia casa coperta di glicini e bignonie, arrivano le note del primo movimento del Quintetto per archi in Do maggiore di Schubert. I musicisti stanno provando il concerto di stasera, Seth tiene semplicemente occupati la mano e la mente, «perché quando non scrivo ho bisogno di fare qualcosa per distrarmi». È ospite del Trasimeno Music Festival, e approfitta della perfezione dell’ora per cercar di trasferire sulla tela le sfumature trascoloranti della campagna: «Le dispiace se facciamo l’intervista qui fuori? Se smetto, quando poi ricomincio la luce è cambiata».

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“Venduta” di Patricia McCormick

giovedì, 1 luglio 2010

Venduta di Patricia McCormick: la schiavitù in un bordello di Calcutta

Una ragazza è come una capra: “buona finché ti dà latte e burro. Ma non vale la pena piangerci sopra quando è ora di farci lo stufato”. È molto difficile riuscire a sintetizzare un destino di violenze e abusi in una sola frase, specie se quel destino è raccontato in modo insolitamente asciutto e scabro.

Ed è probabilmente questo il merito maggiore di Patricia McCormick, una reporter americana che con il suo Venduta, ora pubblicato da Salani, ha raccontato la vita delle migliaia di ragazze nepalesi barattate per un pugno di grano e costrette a prostituirsi nei bordelli di Calcutta.
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“Il giardino delle delizie terrene” di Indrajit Hazra

lunedì, 28 giugno 2010

edito Metropoli d’Asia,

Hirenmoy Bose è un insonne, piromane e presunto anarchico, ma il piacere di dar fuoco alle cose gli sfugge di mano. Dopo un “incidente” che manda in fumo il suo negozio, la sua quasi moglie e la sua vita, sale su un bus diretto a nord. Ma il destino è un cane fedele e lo riporta al punto di partenza, nel suo inferno privato di Calcutta. Hiren è uno degli eccentrici personaggi che vivono nell’immaginazione dell’altro protagonista del romanzo, Manik Basu. Autore di fama mondiale, in un disperato (e fallito) tentativo di scappare a un contratto che gli impone di scrivere cinque libri in cinque anni, fugge nel paese di Kafka. A Praga è braccato e costretto a finire un romanzo, imprigionato in una stanzetta con una macchina da scrivere e sotto minaccia di morte: è qui che Manik dà vita a Hiren.
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Bollywood: cinema, sogni ed eroi della nuova India

lunedì, 21 giugno 2010

giovedì 24 giugno ore 18.30,
a Milano presso libreria Azalai

Dall’autore di India del Nord: Trecentotrenta milioni di dèi e un popolo solo, Pierpaolo Di Nardo presenta India del Sud: nella terra degli dèi, edizioni Polaris, 2010.

Pierpaolo Di Nardo incontrerà il critico cinematografico Marì Alberione. L’incontro previsto per la presentazione del libro India del Sud: nella terra degli dèi rappresenta un’ulteriore occasione di confronto sugli sviluppi del cinema indiano d’oggi: Bollywood tra cinema, sogni e eroi della nuova India.

Il cinema indiano è Bollywood! Mescolanza indecifrabile di storie strappalacrime, balletti e canzoni, zuffe, amori impossibili e musiche, che conquistano spettatori di ogni età e li trasportano nel mondo dei sogni. Il cinema indiano è anche una delle più moderne chiavi di lettura per tentare di comprendere il complesso universo del Subcontinente, ricco di contraddizioni dove antico e nuovo, povero e ricco, bello e brutto, si incontrano e si scontrano in una danza infinita che è lʼIndia: prepotentemente slanciata in avanti ma fortemente ancorata al passato.” Leggi il resto di questo articolo »

Giorgio Ricci presenta “Sette autisti, un automobile indiana”

giovedì, 17 giugno 2010

martedì 29 Giugno 2010 alle ore 20:30,
presso il Ristorante Biologico Satprem di Torino

lo scrittore Giorgio Ricci presenta il libro “Sette autisti, un automobile indiana”.
Sette capitoli per sette guide a bordo di una bianca Ambassador, il primo modello di autovettura costruito interamente in India. Lo scrittore si affida a loro per attraversare, in quarantadue giorni, le trafficate strade del paese. Incontra il sorriso, la curiosità e la disponibilità della gente del posto. Spinto dalla passione per la fotografia ad andare in luoghi bui, nei mercati, nelle stazioni ferroviarie, addirittura in un mattatoio, Ricci considera la sua esperienza una sorta di espiazione. Riflessioni sulla fortuna di un’esistenza sicura si alternano allo sguardo triste di chi osserva il volto più nascosto dell’India. Parte da solo, l’autore. Per conoscere i propri limiti.
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Un pellegrinaggio laico nella geografia dell’anima

martedì, 15 giugno 2010

Per un attimo, dimenticate l’ inventore leonardesco: il creatore del primo calcolatore elettronico italiano e di leggendarie macchine da scrivere portatili (come Valentine). Provate a non pensare all’identità più conosciuta di Ettore Sottsass, tra i padri del radical design. E sfogliate Scritto di notte (in uscita da Adelphi). Avrete una rivelazione.

Non un diario di lavoro, né un taccuino di poetica. Dinanzi a voi è un autentico e sorprendente esercizio narrativo. L’esordio di uno scrittore postumo.
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Sonia Gandhi e il sari rosso che fa «tremare» l’India

lunedì, 14 giugno 2010

New Delhi – L’ultima volta che la possibile pubblicazione di un libro in India ha fatto tanto scalpore è stato nel 1988, quando Salman Rushdie diede alle stampe i suoi “Versetti satanici“. In quella occasione il governo di New Delhi intervenne per mettere al bando il volume e disinnescare le possibili proteste della numerosa comunità musulmana del paese.
Questa volta in ballo c’è molto meno, di fatto solo i malumori del Congress Party e del suo presidente Sonia Gandhi. Ma l’animosità con cui il principale partito di governo si sta opponendo alla pubblicazione de “Il sari rosso“, la biografia romanzata della propria leader, non lascia ben sperare per l’uscita in tempi brevi del volume in India.

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«Così Sonia Gandhi cerca di censurare le sue umili origini»

domenica, 6 giugno 2010

Javier Moro e lo stop alla biografia

Dimenticare «Sonia l’italiana». Dimenticare il suo vero nome, Edvige Antonia Albina Maino, la nascita a Lusiana (in provincia di Vicenza) nel 1946, la giovinezza a Orbassano, quel padre che, prima di trasferirsi in Piemonte e diventare un piccolo imprenditore edile, faceva il guardiano di vacche.

Per tutti, e soprattutto per gli indiani, Sonia Gandhi deve essere soltanto la presidente del Partito del Congresso Indiano, attualmente al governo, la vedova di Rajiv Gandhi, già primo ministro, e la nuora di Indira.
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Ecco l’India sorridente che affascina il Salone

lunedì, 17 maggio 2010

«Voglio che il mondo si innamori dell’India » , dichiara Shobhaa , abito dorato, tatuaggi e capelli corvini, nei suoi miracolosi sessantadue anni, sei figli e sedici romanzi.
Ma il mondo ne è già innamorato. Di una certa India, almeno.

 

E mentre la star di The Millionaire Freida Pinto, di cui siè invaghito anche Woody Allen, incanta sulla passerella di Cannes, a Torino sono le scrittrici indiane il lato glamour del Salone. Fruscìo di sete, echi di tampura e profumo di hennè?
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“L’arte di dimenticare”

lunedì, 17 maggio 2010

di Anita Nair, edito Guanda 2010

“Se la stringe contro, con una forza che spera esprima tutto ciò per cui gli mancano le parole. Lei lo comprende. Di questo è certo. Forse, un giorno, troverà le parole. Ma per ora non ha che un mormorio da deporle nell’incavo del collo: Mira, oh Mira, mia Mira…”

Anita Nair riesce a tenere insieme tutto. La storia tetra di una ragazza luminosa e volubile, con una vita in frantumi, che si ritrova trasformata in una bestiola impaurita e lamentosa. La triste vicenda di un frivolo matrimonio aziendale che si disintegra come un delicato calice da vino nella presa di una mano ingioiellata e distratta a un cocktail party. La cronaca toccante di quattro generazioni di donne in una famiglia, che portano avanti vite diversissime eppure intrecciate. La fragile visione di “due anime perdute che nuotano in un acquario”, come nella canzone dei Pink Floyd, finché non si sostengono l’un l’altra con la promessa di una possibile redenzione.

La lettura di L’arte di dimenticare ricorda una cena squisita: stuzzica il palato, ti porta a masticare lentamente tutte le pietanze, ti lascia con il desiderio di restare seduto a tavola ancora per un po’.
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Sotto il sari non c’ è la femminista

giovedì, 13 maggio 2010

Kiran Desai: donne occidentali troppo sole. Anita Nair: noi indiane più equilibrate

Salone del libro/1 Scrittrici di successo, professioniste emancipate criticano il modello europeo e americano

Saranno soprattutto le donne a dare, in questo Salone del Libro che si apre giovedì, il senso della complessità culturale del Paese ospite, l’India. Quella attesa a Torino è infatti una rappresentanza ricca, capace di dare conto dei volti diversi che la condizione femminile assume nel Paese asiatico, delle tensioni tra arcaismo e modernità che lo dominano.

«Il mio nuovo romanzo sta procedendo lentamente – dice Kiran Desai, autrice di Eredi della sconfitta (Adelphi) con cui ha vinto il Booker Prize e figlia della grande scrittrice Anita, – ma riflette proprio su questi temi.
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Tejpal: la mia India senza miracoli «Racconto il Paese reale dove i maoisti hanno milioni di seguaci»

mercoledì, 12 maggio 2010

Denunce incontro con l’autore de «La storia dei miei assassini» che sarà ospite al Lingotto

New Delhi – «Mio padre era un ufficiale dell’esercito indiano e ho conosciuto bene il nostro Paese perché ogni due anni la famiglia doveva seguirlo nei suoi trasferimenti. Nel 1983, a vent’ anni, avevo già deciso di diventare uno scrittore, ma a quel tempo in India non si poteva nemmeno immaginare di guadagnarsi da vivere con i romanzi, così ripiegai sul giornalismo: avevo bisogno di soldi anche perché volevo sposare una mia compagna di college, Giita, che poi è diventata mia moglie. Abbiamo avuto due figlie».

Tarun J Tejpal, seduto alla scrivania da direttore del settimanale «Tehelka», sintetizza così in poche parole la scelta che l’ha portato a essere uno dei maggiori scrittori del suo Paese.
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Salone del libro a Torino: Anuradha Roy, Swarup, Kiran Desai, Colasso

mercoledì, 12 maggio 2010

Il 23° Salone del libro di Torino, che si apre domani giovedì 13 maggio al Lingotto, ha come Paese ospite l’India. 
L’India, sin dai tempi di Guido Gozzano, reporter incantato che si avventurava nelle magie e nei violenti contrasti della «cuna del mondo», e delle prorompenti reinvenzioni esotiche di Emilio Salgari, l’India ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella fantasia collettiva degli Italiani, sino a porsi come rifugio e alterità radicale per quanti si sentono insoddisfatti dai modelli occidentali di vita e di pensiero. Serbatoio di spiritualità millenarie, di miti e di leggende, crogiuolo di civiltà e linguaggi, oggi l’India si sta affermando come seconda potenza industriale d’Asia, anche se vede accentuarsi le proprie laceranti contraddizioni tra povertà e ricchezza, tradizione e modernità.

Giovedì:alle 12 lectio magistralis di Kakar e alle 17 incontro con Indra Sinha

Venerdì: alle 15 presentazione del «Sari rosso» di Javier Moro sulla vita di Sonia Gandhi; alle 18 parla Kiran Desai; alle 19 l’India al femminile con Tishani Doshi, Namita Devidayal e Shobhaa

Anita DesaiVikas SwarupAnita Nair Leggi il resto di questo articolo »

“Foto dal finestrino”

domenica, 9 maggio 2010

di Ettore Sottsass,
edito Adelphi

Cliccare sulla foto per ingrandirla e per leggere la didascalia.

Non è un libro sull’India o sul Nepal è una raccolta di ventisei istantaneee – e altrettante paradossali didascalie – di un mondo nascosto, che nessun altro ha saputo vedere del famoso architetto Ettore Sottsass. Di queste ventisei istantanee molte hanno per soggetto luoghi e spazi dell’India. Da leggere, da guardare, da sfogliare da tenere sempre a portata di mano.
Una felice scoperta.

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Giorni di pioggia a Madras

lunedì, 3 maggio 2010

di Samina Ali, edito E/O

Giorno di pioggia a Madras potrebbe essere la storia di tante giovani donne intrappolate nei conflitti del multiculturalismo. Le comunità di immigrati spesso si isolano, arroccandosi nelle loro credenze e nei loro costumi in modo più rigido e ostinato.
Ma che succede ai loro figli cresciuti in una società straniera?
Se scelgono la via dell’assimilazione, la famiglia gli consente di farlo o li costringe a tornare alla tradizione?

Il romanzo di Samina Ali affronta tutti questi temi attraverso la vita di una giovane statunitense musulmana che viene riportata in India e costretta a un matrimonio combinato. Layla si ribella ai desideri della madre, ma questa si convince che la figlia è posseduta dai demoni e la conduce da un saggio guaritore cieco.
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“Fra due omicidi”

martedì, 20 aprile 2010

di Aravind Adiga, Einaudi 2010

Una città immaginaria affacciata sulla costa sudoccidentale «circa a metà strada fra Goa e Calicutt» e quattordici storie, in parte intrecciate tra loro, che hanno per protagonisti i suo"Fra due omicidi" di Aravind Adigai abitanti. Si chiama Kittur questa fangosa e corrotta metropoli inventata da Aravind Adiga per dar conto in Fra due omicidi delle gravi malattie con le quali fa i conti l’India a dispetto di una crescita economica vertiginosa e delle utopie di una rivoluzione sociale che tarda a realizzarsi. Trentacinque anni, una laurea a Oxford e un master a New York, già giornalista per il «Financial Times», lo scrittore ha conquistato una vasta notorietà internazionale nel 2008 vincendo a Londra il Man Booker Prize con La tigre bianca, ottimo romanzo d’esordio, proposto in Italia da Einaudi, in cui un rampante imprenditore di Bangalore riassume le tappe della scalata verso il successo in lunghe lettere inviate attraverso la posta elettronica al Primo ministro cinese.

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