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Archivi per la categoria ‘Libri India’

India. Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti

mercoledì, 24 aprile 2013

a cura di Gioia Guerzoni,
edito Isbn Edizioni

Undici storie e tre fumetti per raccontare la vita delle nuove città-mostro indiane. Da New Delhi a Mumbai, dagli avveniristici centri direzionali alle baraccopoli più popolose del Sudest asiatico. Luoghi impregnati di una storia millenaria eppure proiettati in un futuro ipertecnologico e iperconsumista: un itinerario ben lontano dai cliché tradizionali come da quelli di Bollywood, che punta su spezie e matrimoni combinati.

A cura di Gioia Guerzoni, è «un collage abbastanza imprevisto, un susseguirsi di incontri disposti su un percorso immaginario in un viaggio nella realtà: la storia di una donna delle pulizie, la filosofia di vita di un guidatore di risciò, un regista di porno che si ribella al colonialismo dei divi del sesso occidentali, un giovane regista costretto a sfornare brutti documentari per sopravvivere, l’incredibile comunità trans di Mumbai, un paio di jeans di marca che passa di mano in mano, studi fotografici dove ci si può inventare una nuova identità…», come scrive la curatrice nell’introduzione.
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Laura Bocci, "La seconda India"

martedì, 2 aprile 2013

Si viene qui per cercare. In India, materia prima di ogni possibile e dove “tutto l’umano è degno”. Così ha fatto Giuliano, fuggendo da una famiglia scomoda. Riuscirà a trovare le domande, a riprendere il controllo sul suo destino?

La seconda India di Laura Bocci
edito Manni

Quarantasette anni senza avere combinato nulla di buono“. Nel mezzo del cammin della sua vita Giuliano ha scelto di lasciare Napoli e trasferirsi un paio d’anni a Calcutta per un dottorato. Ma la sua tesi langue, fagocitata nel pc di un soldatino dell’Indian technology.

E la vita amorosa non decolla, impelagata in una non-storia con una scrittrice bella e impossibile. Un progetto umanitario in Andhra Pradesh è l’occasione per partire verso sud con un gruppo di amici. La seconda India è la storia di questo viaggio che, come avrete capito, è prima di tutto un lungo viaggio interiore.
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India, risorse e conflitti dal cuore della terra

lunedì, 25 marzo 2013

Lo stato indiano, le grandi aziende estrattive, e gli “adivasi“, le popolazioni native. Tutti sullo stesso pezzo di terra. In un libro di Marina Forti, cronache dal “Cuore di tenebra” dell’India

L’inchiesta di Marina Forti nel Cuore di tenebra dell’India – recita così il titolo del volume pubblicato da Bruno Mondadori alla fine del 2012 – è il frutto di un “lento peregrinare” per le strade dell’India, negli stati del Chhattisgarh e del Jharkhand, entrambi parte di un’ampia regione montagnosa che costituisce la cosiddetta mineral belt, la fascia mineraria.

L’India possiede enormi risorse minerarie, ci ricorda l’autrice: “è il secondo produttore mondiale di cromite e talco, il terzo produttore di carbone, il quarto produttore di ferro, un importante produttore di bauxite, e di molti altri minerali”. Gran parte di queste risorse sono racchiuse in una decina di stati, “più in particolare in una regione montagnosa che attraversa cinque stati centro-settentrionali”, tra cui, appunto, il Chhattisgarh e il Jharkhand visitati da Marina Forti. Qui da decenni si combatte una guerra spesso violentissima, i cui protagonisti principali sono quattro.
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&quot;Il ragazzo giusto&quot; di Vikram Seth

lunedì, 11 febbraio 2013

di Vikram Seth,
editore Tea

«Sposerai anche tu un ragazzo scelto da me» disse con fermezza la signora Rupa Mehra alla figlia minore.

Con questa affermazione inizia questa opera faraonica per dimensioni -1600 pagine- ma soprattutto per contenuto con numerosi personaggi ed episodi. Un romanzo dalla forte inteIL RAGAZZO GIUSTO di Vikram Sethnsità descrittiva che ne fa un sontuoso ritratto dell’India degli anni Cinquanta.
La scelta del ragazzo giusto è l’occasione per Vikram Seth – scrittore indiano originario di Calcutta- di allargare l’osservazione e la descrizione a quello che circonda i principali protagonisti. Una enorme galleria di personaggi in cui ci viene in aiuto fin da subito l’autore con uno schema introduttivo delle quattro principali famiglie. Tanti personaggi e vicende che si intrecciano tra di loro per descrivere figure, stati d’animo, modi di vivere, idee, pensieri nell’India degli anni Cinquanta della neonata Repubblica dell’India. Un’India in piena trasformazione combattuta tra passato e tradizione e con un futuro che necessità di cambiamenti, un periodo storico politicamente e socialmente confuso con inglesi visti come ex-colonizzatori, musulmani

e induisti che si guardano con fare cagnesco e con un sistema castale più che mai radicato.
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&quot;Gange. Lungo le acque sacre&quot; di Aldo Pavan

domenica, 10 febbraio 2013

di Aldo Pavan
edito Magnus Edizioni

Tranne l’Indo, i fiumi in India hanno nomi di genere femminile, e sono considerati dee: la più venerata è la Ganga,ossia il fiume Gange.

In occasione del Maha Kumbha Mela di Allahabad che è in corso, segnalo questo bellissimo libro fotografico, meraviglioso regalo che ho ricevuto, primo volume di una collana che riguarda i grandi fiumi del pianeta.GANGE.LUNGO LE ACQUE SACRE, di Aldo Pavan
Il libro

di 330 pagine contiene fotografie a colori e in bianco e nero, correlato qua e là da brevi reportage di viaggio che prendono spunto dal fiume Gange e dalle attività connesse con l’uomo. L’autore Aldo Pavan fotografo ma anche giornalista ha viaggiato lungo il sacro Gange dalle sorgenti al delta, e racconta con le fotografie e con le parole la vita del fiume, dell’intenso legame uomo natura in specifico con il sacro Gange la storia e le religioni che essa attraversa.
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&quot;Indian Kiss: viaggio sentimentale a Bollywood e oltre &quot; di Franco La Cecla

venerdì, 25 gennaio 2013

ObarraO edizioni
140 pp., 12 euro

Perché a Nuova Delhi il bacio viene

considerato osceno, perfino più

del sesso esplicito? Il progetto di un documentario sull’ambiguità dell’erotismo nel mondo indiano è il pretesto di un viaggio nelle emozioni di questo grande paese

L’incontro con Nandana Sen, star di Bollywood e figlia del Nobel per l’economia Amartya, “accende” un ambizioso progetto cheFranco La Cecla, antropologo architetto e instancabile viaggiatore, coltiva da un po’: Indian Kiss, documentario sul tema del bacio “omesso” nel cinema di Bollywood, specchio dell’ancestrale riserbo dell’intimità indiana. Un eccesso di pudore che, spudoratamente, contraddice il registro provocante e allusivo su cui si basa la maggioranza delle pellicole. In India, coacervo di opposti, i baci “rappresentano la vera pornografia, più degli amplessi o delle scene di nudità”.

La Cecla atterra a Mumbai e compila un diario di impressioni e progetti, incontri e stati d’animo, descrizioni e passioni e verità intraviste. Con una ristretta cerchia comunica via mail le sensazioni più immediate, ricevendone in cambio il calore di cui è capace questa “contemporaneità defisicizzata” – magnifica sintesi del nostro tempo iperconnesso. Indian Kiss è il precipitato di questa esperienza nel cuore dell’India e della sua cultura popolare. Là dove premi Nobel, artisti, starlet e l’eroico popolo di diseredati condividono orrori e speranze dotati del medesimo, misterioso amor fati.
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Ultima India di Sandra Petrignani

mercoledì, 23 gennaio 2013

di Sandra Petrignani, Neri Pozza 2006

“A Benares le mie radici avevano cominciato a tirare indietro come briglie, ho rimpianto ciò che mai avrei creduto di poter rimpiangere, la teoria di ritrovi accoglienti lungo le strade spazzate e innaffiate, le luci sfacciatamente ricolmi d’ogni sorta di mercanzie le luci volgari di insegne frastornanti , i vassoi carichi di tutte le possibili scelte, titoli di film internazionali, musiche di tutte le epoche e di tutti i ritmi, cibi e bevande. Avevo creduto l’Euorpa sporca e fatiscente, ora sapevo come poteva diventare il mondo senza la nostra ipocrita ossessione di pulizia.”

In questo breve libretto l’autrice narra la storia del suo viaggio nel 1994, un reportage del suo incontro con l’India con il suo fascino e con le sue contraddizioni. ULTIMA INDIA, di Sandra Petrignani Attraverso le tappe del suo viaggio itinerante documentate da brevi accenni di descrizioni sui luoghi e sulle persone incontrate, ci troviamo davanti ad una affascinante riflessione sulla cultura indiana, sulla sua spiritualità su alcuni aspetti che ne evidenziano la distanza dal mondo occidentale a volte ironizzando sulle nostre “finte rassicurazioni” , ma soprattutto è un viaggio interiore dell’autrice spogliata di ogni pregiudizio e abbandonata ad una riflessione limpida sull’India e su se stessa.
Non mancano richiami a Pasolini, Moravia, Tabucchi, Kipling, Hesse in una sorta di confronto parallelo tra l’India narrata e precedentemente e descritta con l’India reale attuale.
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“L’India formato famiglia” di Andrea Bocconi

martedì, 13 novembre 2012

L’India formato famiglia
di Andrea Bocconi
Guanda Editore

L’India che non ti aspetti

Andrea Bocconi è un profondo conoscitore dell’India, della sua anima, dei paesaggi e della sua cultura. Bocconi è psicoterapeuta, didatta di psicosintesi, ma, soprattutto, ama definirsi schermitore e viaggiatore, attività e passione che nel corso degli anni gli ha permesso di pubblicare numerosi libri che analizzano il viaggio in tutte le sue sfaccettature.

Con questo ultimo libro l’autore ha deciso di “addolcire” il consueto itinerario per poter affrontare il viaggio con la propria famiglia, sua moglie Francesca e i due figli Tommaso e Martina, di 6 e 10 anni.

Ho cercato di guardare l’India con gli occhi di chi la vede per la prima volta, e con il punto di vista specifico dei bambini, che guardano altre cose e vedono altre cose.” dice più volte l’autore, cercando di sottolineare il diverso punto di vista tra bambini e adulti.
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“La città color zafferano” di Gyan Prakhash

lunedì, 29 ottobre 2012

Da Bombay a Mumbai

edito Il Saggiatore, 521 pagine, 23 euro

Con l

a diffusione delle bandiere giallo zafferano del partito estremista indu Shiv Sena guidato da Bal Thackeray, a partire dagli anni settanta del secolo scorso Bombay cominciò a trasformarsi da città cosmopolita in cui convivevano gruppi diversi, in sede di quegli scontri e conflitti etnici che gli indiani chiamano “communalist violence”. Questo cambiamento è l’oggetto del libro di Prakhash, storico di Princeton formatosi alla scuola dei Subaltern Studies e poi sempre più attratto dallo studio delle città.

Per coglierne i diversi aspetti l’autore passa in rassegna i resoconti della cronaca giudiziaria, i molti romanzi e racconti ambientati a Bombay e la storia urbanistica di alcuni luoghi importanti: Marine drive, le speculazioni edilizie legate alla costruzione della città nuova, lo slum di Dharavi.
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“Belli e dannati. Ritratto della nuova India” di Siddharta Deb

domenica, 28 ottobre 2012

edito Neri Pozza, 351 pagine, 18 euro

Siddharta Deb prende a prestito il titolo da Francis Scott Fitz­gerald, e la sua missione è simile a quella

dello scrittore statunitense: meditare sulle esistenze delle persone all’interno di una società in grande fermento. Si dice che la vita nell’India di oggi è fatta di prosperità e di una rinnovata fiducia, ma Deb suggerisce che il battito cardiaco del paese è accelerato dall’ansia quanto dall’eccitazione. Parte di quest’ansia è legata allo spostamento fisico, come per gli operai metallurgici itineranti che Deb visita: lavoratori che, in cerca di un impiego, hanno dovuto ripetutamente separarsi dalle loro case nell’India rurale.

Ma l’ansia è anche meno immediata, le persone tradiscono il proprio disagio per la rapidità del cambiamento o la paura di essere escluse dalla ricchezza e dalle prospettive che sbocciano tutt’intorno. Deb adotta il formato del ritratto, che gli consente di indagare a fondo le ferite inferte dall’India moderna nelle vite dei suoi personaggi.
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“L’India nel cuore”: racconto sincero del subcontinente

venerdì, 26 ottobre 2012

Nel suo “L’India nel cuore” (Baldini&Castoldi 2012), intenso diario di viaggio nel subcontinente, Vittorio Russo percorre, con altri compagni di viaggio “organizzato”, gli Stati più celebri del subcontinente indiano.

Dalla polverosa Delhi le cui strade, vicoli, piazze, bazar, sono costantemente invase dalla folla del Paese che si avvia a diventare il più popoloso del mondo, al Rajasthan, la terra dei re: palazzi rosati, antiche dimore di maharaja, deserti e villaggi di fango dove manca ancora la corrente elettrica. Fino al celebre Taj Mahal, i templi erotici di Khajuraho, i pellegrinaggi a Varanasi dove santoni e asceti si bagnano da secoli nel sacro Gange a Varanasi. Russo non tralascia gli aspetti della vita quotidiana e metropolitana, vista con l’occhio curioso e spesso stupito del viaggiatore occidentale che scopre in India qualcosa che va al di là della razionalità, che necessita di infinita pazienza, poca ripugnanza e soprattutto un diverso modo di vedere le cose e infine saperle accettare, sospendere per un attimo il giudizio per non restare sopraffatti.
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Vittorio Russo, “L’India nel cuore”: un sogno d’eternità

giovedì, 11 ottobre 2012

Abbiamo viaggiato in un tempo e in una storia della vita che non sono nostri, dice Vittorio Russo riabbracciando l’India trent’anni dopo. Il suo reportage ci accompagna in luoghi di eccezionale bellezza, mistici e leggendari. Ma soprattutto scoperchia quella “cassaforte di umanità” che, secondo la splendida definizione di Tiziano Terzani, è ancora oggi l’India

Vittorio Russo
L’India nel cuore
edito Baldini&Castoldi
410 pp., 20 euro

Ci sono libri che soddisfano la ragione, libri che stimolano la curiosità e la sete di sapere, libri (pochi) che arrivano direttamente al cuore. L’India nel cuore di Vittorio Russo è una gioiosa eccezione capace di parlare simultaneamente a entrambi gli emisferi del nostro cervello. Il viaggio si snoda da Delhi a Jaipur, da Agra a Orchha e a Khajuraho per finire a Varanasi, la città archetipo che “c’era già prima“, forse l’unico luogo al mondo dove il dolore non gode di nessuna considerazione e la morte coincide con un banale istante del ritmo della vita.

Tornare in India dopo tanti anni è ritrovare il paese degli equilibri impossibili, delle contraddizioni supreme, della spaventosa indigenza e dello sviluppo economico, della serenità indicibile e dell’arcaica assuefazione al dolore. Con alcuni compagni Vittorio Russo visita templi e moschee, assiste a riti, attraversa campagne e città nel flusso allucinato e cacofonico. Intanto registra ogni umore e sensazione. Le sue parole si caricano di un’energia spaventosa, sostano a esplorare gli innumerevoli rivoli di un sapere millenario e non si arrendono davanti al mistero.
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La nuova India fra Web e slum

giovedì, 4 ottobre 2012
​Il titolo del saggio di Siddhartha Deb sulla nuova India, Belli e Dannati (Neri Pozza, pagine 346, euro 18,00), ricalca quello del celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, ma con una sostanziale differenza: i due aggettivi si assommano, nel romanzo americano, descrivendo due caratteristiche delle stesse persone, mentre nel testo indiano si opera di una rigida divisione, dove i belli, quelli che rappresentano la cosiddetta India “shining”, sono una minoranza rispetto al settanta per cento e oltre della popolazione, condannata a vivere con meno di 20 rupie al giorno.
Sfuggito al destino di diventare il tipico ingegnere indiano in mobilità che s’inserisce docilmente negli uffici-cubicoli di ogni parte del mondo, il romanziere quarantenne ha voluto delineare, in questa sua prima opera di nonfiction, il ritratto in chiaroscuro della nuova India, con una tecnica che si avvicina alla narrativa, raccontando anche con ironia i personaggi che ha intervistato in tutto il subcontinente, scegliendo esempi rappresentativi non solo tra ” i belli”, ma soprattutto tra “i dannati”.
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“Belli e dannati. Ritratto della nuova India” di Siddharta Deb

giovedì, 20 settembre 2012

editore: Neri Pozza
collana: Bloom

Dietro l’immagine della superpotenza economica in ascesa, dietro i centri commerciali, i vestiti griffati, le a

utomobili e i ristoranti di lusso, c’è l’India vera: un paese sconfinato, segnato da mille contraddizioni, un subcontinente in cui si alternano e convivono ricchezza e miseria, violenza e pacifismo, progresso intellettuale e arretratezza culturale. È il paese fotografato da Siddhartha Deb – una delle voci più originali e autorevoli della nuova letteratura indiana – in un libro impietoso e commovente, lucido e poetico.
È il paese reale, l’India degli indiani, una galleria umana brulicante di persone e figure: dai progettisti di software, ai grossisti di sigari, dai braccianti dell’Andhra Pradesh agli addetti dei call-center, dalla giovane cameriera che ha messo da parte una doppia laurea in biochimica e in botanica per servire Coca-Cola ai trafficanti d’armi che frequentano uno sfarzoso hotel nel centro di New Delhi, ai nuovi ricchi, troppo avidi di denaro per poter credere davvero nel progetto di una nuova India, dal magnate dei media proprietario di riviste e scuole di management agli operai delle acciaierie.
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Intervista: The Luxury Market in India

lunedì, 10 settembre 2012

Mentre i mercati maturi combattono la recessione e il trambusto economi, il mercato indiano del lusso – con le sue opportunità di crescita senza pari – appare più attraente che mai. Eppure, come lo testimoniano diversi marchi internazionali, entrare nel mercato indiano può non essere difficile, ma rimanerci a lungo termine con una presenza positiva è una vera e propria sfida. La pubblicazione lanciata di recente intitolata “The Luxury Market in India: Maharajas to Masses” (ndt. Il mercato del lusso in India: dai maragià alle masse) (Palgrave Macmillan), di Glyn Atwal, professore associato della Burgundy School of Business in Francia, e Soumya Jain, redattore capo e direttore generale di LuxuryFacts, ha lo scopo di spianare la strada ai marchi internazionali del settore lusso. Acclamato come “un importante passo avanti per il Business Intelligence del settore lusso”, il libro fa luce sulle molteplici complessità del mercato indiano del lusso. In una conversazione con FashionUnited, le fonti interne del settore Atwal e Jain condividono alcuni punti di vista.
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Anita Nair ospite al Festivaletteratura di Mantova

giovedì, 6 settembre 2012

domenica 9 settembre 2012 ore  11:00
presso Palazzo San Sebastiano, Mantova

Anita Nair con Lella Costa
Anita Nair è la rappresentante più significativa delle scrittrici indiane contemporanee. Tema ricorrente nei suoi libri è lo scontro tra modernità e tradizione in India. La prosa musicale e poetica de Il satiro della sotterranea contiene i colori e i sapori di leggende moderne; sono invece donne che vogliono ribellarsi alla violenza le protagoniste di L’arte di dimenticare e Cuccette per signora. Con il suo ultimo La ferocia del cuore, Nair sceglie la via del giallo per esplorare l’India dei bassifondi. Dialoga con lei l’attrice Lella Costa.

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“Sette fiori di senape” di Conor Grennan

martedì, 4 settembre 2012

editore Piemme,

Conor Grennan, figlio di un famoso poeta americano, è cresciuto in una casa frequentata da personalità come il Premio Nobel Seamus Heaney. Ha fondato l’organizzazione Next Generation Nepal. Sette fiori di senape è un bestseller internazionale tradotto in tredici lingue. 

Conor Grennan descrive in prima persona la sua esperienza in Nepal,uno degli Stati più poveri al Mondo, dove i bambini vengono abbandonati o venduti ai trafficanti di minori i quali fanno credere ai genitori che li porteranno in un istituto dove potranno studiare e vivere tranquillamente.

Conor parte con l’idea di andare in Nepal come volontario per un periodo di tre mesi ammettendo, prima a se stesso e poi al lettore, che lo fa per far colpo sulla gente. Appena arriva e varca il cancello dell’orfanotrofio “Piccoli Principi” viene assalito dalla paura, prima, e dai bambini, poi.
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“Gli angeli di Calcutta: sguardi sulla città e sul volontariato” di Paola Pedrini

sabato, 7 luglio 2012

autore: Paola Pedrini
 editore: Polaris
collana: Per le vie del mondo
uscita: luglio 2012

Il testo: Viaggiare per conoscere, per partecipare, non solo per vedere e poi raccontare. Paola Pedrini ha valicato il confine che separa il viaggio, anche il più coinvolgente, dall’immersione totale che né il turista, né il viaggiatore più smaliziato possono sperare di raggiungere.
“Dopo tanti viaggi in India come donna e viaggiatrice è giunto un momento in cui ho sentito la necessità di fermarmi. Fermarmi e semplicemente dare. Chiedendomi il perché ma senza avere la pretesa di riuscire a trovare le risposte. A Calcutta, una delle città più terribilmente affascinanti dell’India, ho prestato volontariato in uno dei centri fondati da Madre Teresa e oggi gestiti dalle Missionarie delle Carità. A Calcutta ho conosciuto la povertà, la malattia, il degrado. Ma non solo. Ho imparato cosa significa amare, ho capito che non è mai abbastanza, ma quell’amore ha un valore inestimabile. Ho conosciuto persone speciali che hanno cambiato la mia vita, queste persone sono gli Angeli di Calcutta”.
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“Narcopolis” di Jeet Thayil

martedì, 3 luglio 2012

editore Neri Pozza

Bombay, anni Ottanta. Shuklaji Street è un reticolo febbrile di stanze, stanze per il sesso, stanze per Dio, stanze segrete che si riducono di giorno e si espandono di notte. Corre da Grant Road a Bombay Central, e percorrendola a piedi, tra auto, camion, risciò, biciclette, rifiuti, escrementi e poveri che barcollano coperti di stracci, si fa il tour dei luoghi della perdizione della città, i luoghi del piacere e dell’ebbrezza. La croce copta dei cristiani siriani al collo, l’aria di chi è stato rispedito in India dopo essere finito nei guai a New York, Dom Ullis si è rifugiato nel bel mezzo di Shuklaji Street, nella stanza d’oppio di Rashid, la fumeria piú rinomata della strada con le sue autentiche pipe cinesi.
Nel locale, pregno dell’odore di melassa, sonno e malattia, si è accolti dal proprietario, braccia e ventre cosí grassi da rendere striminzita ogni camicia.
La fumeria, però, è per ogni habitué innanzi tutto il regno di Dimple. È lei che, scuotendo i capelli che le cadono davanti agli occhi, prepara, con mano esperta ed elegante, le pipe.
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“Mistero e superstizione nella mia India”

venerdì, 29 giugno 2012

«Vivere al crocevia tra due culture da bambini è difficile, perché si è in perenne crisi d’identità. Non si sa mai dove sia la nostra casa, quali siano le nostre radici. Nei momenti critici ci si sente fuori luogo ovunque. Crescendo però tutto questo si trasforma in una fortuna, in una ricchezza interiore.
Nel mio romanzo, la protagonista, l’undicenne Rakhee, vive questa esperienza di duplicità culturale. È una ragazzina americana a tutti gli effetti, ma i suoi genitori sono indiani, e durante una vacanza in India scopre molti segreti di famiglia, non tutti confessabili, e molte cose sulla vita di sua madre e della sua famiglia, su di sé e su ciò che la vita potrà riservarle. Emblematicamente, a questa duplicità di culture che convivono in lei, si aggiunge il conflitto tra i genitori. Ma se mi permette, non vorrei svelare troppo del mio romanzo, anche perché non mancano i colpi di scena e le rivelazioni sconcertanti».

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