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	<title>Film Indiani,Indian Film Viaggio,Indian Film Viaggi,Bollywood Viaggio India  &#8211;  </title>
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	<description>Viaggio in India, Rajasthan, Kerala e Nepal</description>
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		<title>Curry, trulli e taralli &#8211; A Bollywood piace la Puglia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;industria cinematografica indiana ha scelto il Gargano come location per ambientare alcuni film di grande successo. Ne è nato un accordo con un importante tour operator indiano che adesso organizza viaggi nei luoghi usati dalle produzioni. Perché le star locali sono osannate dal pubblico, ma anche il cineturismo funziona bene. Che cosa c&#8217;entrano i taralli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>L&#8217;industria cinematografica indiana ha scelto il Gargano come location per ambientare alcuni film di grande successo. Ne è nato un accordo con un importante tour operator indiano che adesso organizza viaggi nei luoghi usati dalle produzioni. Perché le star locali sono osannate dal pubblico, ma anche il cineturismo funziona bene.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa c&#8217;entrano i taralli con il curry o i trulli con la sontuosità di una festa di nozze indiana? C&#8217;entrano eccome. Anzi, insieme fanno grandi affari. Anzi, se vi capita di vedere film come <em><strong>HouseFull</strong></em> o <em><strong>Maska</strong></em>, scoprirete che si accoppiano molto bene.<strong> A Bollywood piace tanto l&#8217;Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Housefull2-04.jpg" rel="lightbox[14850]"><img class="alignnone size-full wp-image-14851" title="Curry, trulli e taralli - A Bollywood piace la Puglia" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2012/01/Housefull2-04.jpg" alt="" width="450" height="286" /><span id="more-14850"></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se ne ebbe una prima prova quattro anni fa, quando con la commedia sentimentale<em><strong> Baachna Ae Aseeeno</strong></em> (in hindi &#8220;<em>Belle ragazze, state attente</em>&#8220;) l&#8217;industria cinematografica indiana portò sui grandi schermi le gondole veneziane e i trulli pugliesi. Ma si deve a <em>HouseFull</em> (girato sulla Baia delle Zagare, sul Gargano) il lancio in grande stile della terra pugliese sul panorama indiano: il film, campione d&#8217;incassi in patria, ha fatto conoscere le nostre bellezze a migliaia e migliaia di spettatori. E poiché <strong>in India funziona il cineturismo</strong>, non resta che aspettare che i viaggiatori indiani decidano di conquistare le coste del centrosud.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2008, si diceva, <em>Baachna Ae Aseeeno</em> aveva esportato calli e canali di Venezia e pure trulli. La scelta di luoghi come San Marco a fare da sfondo al viaggio di nozze dei protagonisti sarà sembrata anche banale. Ma la decisione di ambientare un&#8217;altra parte della storia tra i trulli di Alberobello è frutto di una film commission, quella pugliese, e di una line producer, Giulia Salvadori, che hanno intuito quanto vale, in termini di ritorno d&#8217;immagine, un&#8217;operazione del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">E così, dopo<em> Baachna Ae Aseeeno</em> è arrivato <em>Maska</em>, girato nel Salento, a Cisternino, di fronte alla Cattedrale di Trani. E poi è stata la volta di HouseFull (i protagonisti scelgono l&#8217;albergo della Baia dei Faraglioni per la luna di miele), uscito nell&#8217;aprile 2010 in 750 sale per diventare il secondo maggior incasso di sempre del cinema indiano. D&#8217;altronde l&#8217;industria indiana (conosciuta come Bollywood, ma in realtà fatta, oltre che dal cinema di Mumbai, anche da altre industrie in lingue diverse dall&#8217;hindi) vanta una produzione di mille titoli l&#8217;anno e un numero di biglietti strappati che si aggira sui 3,6 miliardi l&#8217;anno. E soprattutto non conosce crisi economica.</p>
<p style="text-align: justify;">La formula è quella vincente della commedia romantica. Divi &#8220;<em>venerati</em>&#8221; dal pubblico che si innamorano (ma non si baciano e, per carità, non fanno sesso) sul grande schermo. Molta parte in musical, canzoni e balletti (spesso le location italiane sono scelte proprio per gli intermezzi musicali), costumi splendidi e dettagli coloratissimi a riempire lo schermo. E pazienza se la storia è sempre la stessa: un grande amore un po&#8217; travagliato che, alla fine, trionfa.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ottimo investimento per l<strong>&#8216;Apulia Film Commission</strong>, quindi, che nella produzione di <em>HouseFull </em>investì circa 120 mila euro, già ripagati allora dagli oltre 152 mila euro in beni e servizi spesi dalla troupe composta da oltre cento persone. E un sicuro ritorno cineturistico per la regione. Risultato: la casa di produzione del film ha stretto un accordo con il più importante tour operator indiano per vendere pacchetti viaggio che vedono la Puglia come destinazione. Considerato che questi film vengono anche distribuiti nelle comunità indiane di Inghilterra e Stati Uniti, la possibilità che la prossima estate le spiagge di Vieste siano invase da sari colorati è tutt&#8217;altro che remota.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Chiara Ugolin</strong><br />
da <strong>la Repubblica</strong>, 14 gennaio 2012</p>
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		<title>Oriente Capitale</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 16:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 12 al 22 ottobre di scena a Roma la dodicesima edizione di Asiatica: molte anteprime e un&#8217;apertura di lusso, Una separazione di Farhadi Roma guarda ad Oriente. Dal 12 al 22 ottobre prossimo, sarà di scena nella capitale (presso il Macro Testaccio – la sede del Museo d&#8217;Arte Contemporanea) la dodicesima edizione di Asiatica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Dal 12 al 22 ottobre di scena a Roma la dodicesima edizione di Asiatica: molte anteprime e un&#8217;apertura di lusso, <em>Una separazione</em> di Farhadi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Roma guarda ad Oriente. Dal 12 al 22 ottobre prossimo, sarà di scena nella capitale (presso il <strong>Macro Testaccio</strong> – la sede del <strong>Museo d&#8217;Arte Contemporanea</strong>) la dodicesima edizione di <em><strong>Asiatica</strong></em>, <strong><em>Incontri con il cinema asiatico</em></strong>, festival diretto da Italo Spinelli. <a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/10/asiatica-dilm-mediala.jpg" rel="lightbox[14265]"><img class="alignright size-medium wp-image-14266" title="Asiatica Film Mediale" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/10/asiatica-dilm-mediala-300x156.jpg" alt="" width="270" height="140" /></a><br />
E i numeri sono importanti: cinquanta titoli, a <strong>ingresso gratuito</strong> ,quasi tutti in anteprima italiana o mondiale, tra cortometraggi, lungometraggi a soggetto e documentari, provenienti da: Azerbaijan, Cambogia, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, <strong>India</strong>, Indonesia, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia, Turchia, Vietnam. Molti i registi, scrittori e personalità del mondo cinematografico e letterario asiatico ospiti del Festival, che proporranno, attraverso il linguaggio cinematografico e non solo, uno sguardo sulla realtà e sulla complessità del rapporto tra Oriente e Occidente.<br />
<span id="more-14265"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il film di apertura sarà <strong><em>Una Separazione</em></strong> dell&#8217;iraniano <strong>Asghar Farhadi</strong> (già autore di About Elly), vincitore dell&#8217;Orso d&#8217;Oro a Berlino e in lizza per una nomination all&#8217;Oscar come miglior film straniero. In Italia verrà distribuito a fine ottobre dalla Sacher Distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Particolare rilievo sarà dato all&#8217;India, anche con il film di chiusura <em>Autumn</em> di Aamir Bashir</strong>, che offre uno sguardo attento e profondo sul Kashmir, devastato da vent&#8217;anni di violenti conflitti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti i film in concorso, tra cui <em><strong>11 Flowers</strong></em>, film di un&#8217;amicizia tra un bambino e un fuggitivo accusato di omicidio negli anni della Rivoluzione Culturale cinese, primo film realizzato nel quadro dell&#8217;accordo di coproduzione franco-cinese e firmato dal regista cinese <strong>Wang Xiaoshuai</strong> (già autore di <em>Le Biciclette di Pechino</em>), <strong><em>Mushrooms</em></strong> del singalese <strong>Vimukthi Jayasundara</strong>, <em><strong>A Lovely Man</strong></em>, dell&#8217;indonesiano <strong>Teddy Soeriaatmadja</strong> che torna ad Asiatica dopo il successo dello scorso anno con <em>Maida&#8217;s House</em>; dalla Corea <em><strong>Late Autumn</strong></em>, ultimo film di <strong>Kim Tae</strong>-<strong>yong</strong> acclamato dalla critica internazionale per <em>Memento Mori</em> (1999) e <em>Family Ties</em> (2006) e dall&#8217;Iran <strong><em>Goodbye</em></strong> di <strong>Mohammad Rasoulof</strong>, <strong><em>Daughter&#8230;Father&#8230;Daughter </em></strong>di <strong>Panahbarkhoda Rezaee</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Asiatica</em> propone anche un omaggio all&#8217;horror d&#8217;autore giapponese, nella sezione <em>Kaidan Horror Classic</em> con la proiezione di film di quattro grandi maestri tratti da capolavori della letteratura giapponese: <em><strong>The Whistler</strong></em> di <strong>Tsukamoto Shinya</strong>, <strong><em>The Arm</em></strong> di <strong>Ochiai Masayuki</strong>, <em><strong>The Days After</strong></em> di <strong>Kore</strong>-<strong>eda Hirokazu</strong> e <strong><em>The Nose</em></strong> di <strong>Lee Sang</strong>-<strong>il</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La riflessione sulla Rivoluzione Culturale cinese continua anche con la proiezione di <em><strong>Under the Hawthorn Tree</strong> </em>di <strong>Zhang Yimou</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In competizione nella sezione documentari si segnalano: dalla <em><strong>Mongolia Passion</strong></em> di <strong>Byamba Sakhya</strong>; dal Kashmir <strong><em>Inshallah Football</em></strong> di <strong>Ashvin Kumar</strong>, che si addentra nel conflitto in Kashmir attraverso la storia di un giocatore di calcio, figlio di un militante kashmiro, sullo sfondo di una delle guerre più lunghe e meno rappresentate e conosciute al mondo; <em><strong>Prison and Paradise</strong></em>, dell&#8217;indonesiano <strong>Daniel Rudi Haryanto</strong>, le confessioni inedite degli attentatori che nell&#8217;ottobre 2002 causarono 190 vittime a Bali; dalla <strong><em>Cina Together</em></strong> di <strong>Zhao Liang</strong>, documentario presentato in anteprima all&#8217;ultima Berlinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si rafforza poi la partnership con <strong><em>CortoArteCircuito</em></strong>, momento di dialogo tra mondo del cinema e mondo dell&#8217;arte: una collaborazione che propone quest&#8217;anno, nella sezione <strong><em>Crossing Cultures</em></strong>, l&#8217;esperienza di incontro con gli autori ospiti del Festival. Un vero e proprio &#8220;<em>laboratorio interdisciplinare</em>&#8221; che prevede la realizzazione di quattro cortometraggi girati nei giorni del Festival grazie al coinvolgimento di quattro registi asiatici &#8211; il coreano <strong>Kim Tae</strong>-<strong>yong</strong>, in coppia con l&#8217;attrice <strong>Tang Wei</strong>, gli iraniani <strong>Panahbarkhoda Rezaee</strong> e <strong>Mazdak Mirabedini</strong> e l&#8217;indiano <strong>Aamir Bashir</strong> &#8211; che filmeranno negli studi di quattro artisti italiani: <strong>Alfredo Pirri</strong>, <strong>Nunzio</strong>, goldiechiari (Sara Goldschmied e Eleonora Chiari) e <strong>Pietro Ruffo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancheranno ospiti internazionali di spicco che presenteranno le loro opere più recenti e inedite in Italia. Oltre a <strong>Wang Xiaoshuai</strong> e agli altri registi in competizione, saranno presenti il regista indiano <strong>Gautam Ghose</strong>, unico regista indiano ad aver ricevuto il premio &#8220;<em>Vittorio De Sica</em>&#8221; in Italia e il regista giapponese <strong>Makoto Shinozaki</strong>, che ha diretto <em>Not Forgotten</em>, vincitore al Vancouver International Film Festival nel 2000, che racconta l&#8217;orgoglio, l&#8217;amore e la speranza di alcuni sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi registi, insieme alla premiata documentarista iraniana <strong>Firouzeh Khosrovani</strong>, saranno i protagonisti di <em><strong>L&#8217;Archivio a Oriente</strong></em>, un&#8217;iniziativa in collaborazione con Cinecittà Luce. Il progetto prevede la realizzazione, da parte dei quattro registi, di cortometraggi relativi a particolari momenti storici o questioni sociali dei rispettivi Paesi, sulla base di materiale giornalistico e documentaristico proveniente dall&#8217;Archivio Storico dell&#8217;Istituto Luce. Tra gli ospiti d&#8217;onore ci sarà anche il taiwanese <strong>Mark Lee</strong>, &#8220;<em>poeta di luci e ombre</em>&#8221; che ha firmato la fotografia dei film di registi quali Hou Hsiao-hsien, Wong Kar-wai e Kore-eda Hirokazu. Come ogni anno gli Incontri di Asiatica porteranno dall&#8217;Asia personalità di spicco del mondo della cultura. Quest&#8217;anno ospite d&#8217;onore sarà <strong>Sudhir Kakar</strong>, uno dei più noti scrittori, psicanalisti e saggisti indiani.</p>
<p style="text-align: justify;">a cura di <strong>Cinematografo.it</strong> , 10 ottobre 2011</p>
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		<title>Kismat Konnection &#8211; L&#8217;amore porta fortuna</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 23:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amore porta fortuna titolo originale Kismat Konnection è una pellicola di Bollywood del genere romantico. E&#8217; un film che si lascia guardare senza troppo impegno e  senza troppe pretese. E&#8217; la storia del giovane architetto Raj Malhotra (Shahid Kapoor), che mentre ai tempi del college era uno studente brillante e arrivato, ora nella vita di tutti i giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;amore porta fortuna </strong>titolo originale <strong>Kismat Konnection</strong> è una pellicola di Bollywood del genere romantico. E&#8217; un film che si lascia guardare senza troppo impegno e  senza troppe pretese.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; la storia del giovane architetto <strong><span style="color: #808000;">Raj Malhotra</span></strong> (<strong>Shahid Kapoor</strong>), che mentre ai tempi del college era uno studente brillante e arrivato, ora nella vita di tutti i giorni non sta avendo molta fortuna, fatica a trovare lavoro, clienti e progetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Kismat-Konnection.jpg" rel="lightbox[13894]"><img class="alignnone size-full wp-image-13896" title="Kismat Konnection - L'amore porta fortuna" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Kismat-Konnection.jpg" alt="" width="450" height="290" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto quello che fa sembra andare storto. Raj va da una zingara di nome <strong><span style="color: #808000;">Haseena Bano Jann</span></strong> che gli ricorda che la sua fortuna non è positiva e ha bisogno di un portafortuna o di una persona che gli possa cambiare la vita.<br />
<span id="more-13894"></span><br />
Successivamente, incontra <strong><span style="color: #808000;">Priya</span></strong> (<strong>Vidya Balan</strong>), che è pronta ad aiutare gli altri, cercando di salvare un centro comunitario. Anche se non vanno d&#8217;accordo in un primo momento, Raj si rende conto finalmente che lei è il suo portafortuna. Priya finisce per aiutare Raj attraverso situazioni appiccicose e Raj infine si convince che grazie a lei sta cambiando vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Raj mentisce a Priya dicendole che la aiuterà a salvare il centro sociale, ma invece sta cercando di costruire un centro commerciale lì, così da poter finalmente essere riconosciuto come un architetto. Più tardi Priya scopre la verità ed è veramente sconvolta. Per compensare alla sua bugia, Raj vende tutto quello che ha e senza preoccuparsi del suo lavoro e propone un piano per salvare il centro sociale finendo per conquistare l&#8217;amore e l&#8217;ammirazione Priya.<br />
Alla fine Raj e Priya  &#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/amore_porta_fortuna.jpg" rel="lightbox[13894]"><img class="alignnone size-full wp-image-13891" title="L'amore portafortuna - Kismat Konnection" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/amore_porta_fortuna.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Konnection Kismat si dice  sia ispirato al film di Hollywood <strong>Just My Luck</strong> (Baciati dalla sfortuna) con Lindsay Lohan e Chris Pine.</p>
<p style="text-align: justify;">La musica e i balli sono elemento portante de film &#8230; peccato che come per gli altri film del ciclo &#8220;<span style="color: #808000;"><strong>Le Stelle di Bollywood</strong></span>&#8221; la pellicola sarà probabilmente tagliata proprio di queste parti del film.<br />
La colonna sonora è composta da musiche di <strong>Pritam</strong> con testi di <strong>Sayeed Quadri </strong>e <strong>Shabbir Ahmed</strong>, tra cui spiccano <em>Move your body now, <em>Mere Naal Aaja Soniye, Ayee papi </em></em>ed infine la romantica <em>Bakhuda Tumhi Ho.</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SCHEDA DEL FILM</strong></p>
<p style="text-align: justify;">titolo originale<strong>: Kismat Konnection</strong><br />
regia: <strong>Aziz Mirza</strong></p>
<p style="text-align: center;">CAST</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Shahid Kapoor</strong> in Raj Malhotra<br />
<strong>Vidya Balan</strong> in Priya<br />
<strong>Juhi Chawla</strong> in Haseena Bano Jaan<br />
<strong>Om Puri</strong> in Sanjeev Gill<br />
<strong>Vishal Malhotra</strong> in Hiten Patel<br />
<strong>Himani Shivpuri</strong> nella signora Sanjeev Gill<br />
<strong>Haider Ali</strong>, <strong>Shehnaz Anand</strong>, <strong>Karanvir Bohra</strong>,  <strong>Amit Varma</strong>, <strong>Dimple Sharma</strong>, <strong>Boman Irani</strong></p>
<p>genere: commedia<br />
durata: 153 minuti<br />
produzione: India, 2008</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;amore porta fortuna&#8221; &#8211; sabato 27 agosto ore 21:30 su Rai 1</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 05:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 27 agosto 2011 alle 21:30 su Rai 1 per il ciclo “le stelle di Bollywood” ritorna un film indiano con &#8220;L&#8217;amore porta fortuna&#8221;. Storia: Raj è un architetto neolaureato che ha conseguito ottimi risultati scolastici. Nella vita però questo ragazzo non è brillante come sembra e nella vita professionale e privata sembra perseguitato dalla cattiva sorte. Un giorno incontra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 27 agosto 2011 alle 21:30 su Rai 1 per il ciclo “<strong>le stelle di Bollywood</strong>” ritorna un film indiano con &#8220;L&#8217;amore porta fortuna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/amore_porta_fortuna.jpg" rel="lightbox[13880]"><img class="alignnone size-full wp-image-13891" title="L'amore portafortuna - Kismat Konnection" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/amore_porta_fortuna.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a><span id="more-13880"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Storia: Raj è un architetto neolaureato che ha conseguito ottimi risultati scolastici. Nella vita però questo ragazzo non è brillante come sembra e nella vita professionale e privata sembra perseguitato dalla cattiva sorte. Un giorno incontra Priya e forse la fortuna &#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">titolo originale: <strong>Kismat Konnection</strong><br />
regia: <strong>Aziz Mirza</strong><br />
cast: <strong>Shahid Kapoor</strong>, <strong>Vidya Balan</strong>, <strong>Om Puri</strong>, <strong>Vishal Malhotra</strong>, <strong>Juhi Chawla</strong>, <strong>Karanvir Bohra</strong>, <strong>Amit Varma</strong>, <strong>Haidar Ali</strong>, <strong>Hyder Ali</strong>, <strong>Shehnaz Anand</strong> <br />
genere: commedia<br />
durata: 153 minuti <br />
produzione: India, 2008</p>
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		<title>Vivah &#8211; viaggio dal fidanzamento al matrimonio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 23:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivah - viaggio dal fidanzamento al matrimonio è un classica pellicola di Bollywood del 2006 del genere drammatico romantico. Il film critto e diretto da R. Sooraj Barjatya ha tra gli interpreti le due stars Shahid Kapoor e Amrita Rao al loro quarto film assieme. Vivah è la storia del periodo di fidanzamento di Prem (Shahid Kapoor) un manager [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Vivah - viaggio dal fidanzamento al matrimonio</strong></span> è un classica pellicola di Bollywood del 2006 del genere drammatico romantico. Il film critto e diretto da <strong>R. Sooraj Barjatya </strong>ha tra gli interpreti le due stars <strong>Shahid Kapoor</strong> e <strong>Amrita Rao</strong> al loro quarto film assieme.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-1.jpg" rel="lightbox[13830]"><img class="alignnone size-full wp-image-13831" title="Vivah - viaggio dal fidanzamento al matrimonio" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-1.jpg" alt="" width="450" height="318" /></a><br />
</strong></span><span style="color: #000000;"><span id="more-13830"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Vivah</span> è la storia del periodo di fidanzamento di <strong>Prem</strong> (Shahid Kapoor) un manager d&#8217;affari d&#8217;altro ceto, e <strong>Poonam</strong> (Amrita Rao) uno studentessa di college del ceto medio. Siamo a Delhi e nella città fittizia di Madhupur, che si trova vicino a Delhi nell&#8217;Uttar Pradesh.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Storia</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poonam</strong> (Amrita Rao) ha perso i suoi genitori, quando era molto giovane. È stata allevata da suo zio <strong>Krishna Kant </strong>(Alok Nath) e da sua zia <strong>Rama</strong> (Seema Biswas). Tuttavia, Rama è gelosa di lei, dal momento che Poonam è più bella di sua figlia naturale <strong>Rajni</strong> (Amrita Prakash), che è luminosa e ama Poonam come una sorella. Poonam cresce fino a diventare una ragazza pacata, tradizionale e bella. Il suo unico desiderio è quello di ottenere l&#8217;amore di una madre da sua zia Rama. <strong>Bhagat-ji </strong>(Manoj Joshi), un gioielliere amico di Krishna Kant, ama Poonam e la sua bellissima natura e decide di farla sposare con <strong>Prem</strong> (Shahid Kapoor), il figlio di  <strong>Mr. Harishchandra </strong>(Anupam Kher).</p>
<p style="text-align: justify;">Mr. Harishchandra è un ricco uomo d&#8217;affari, informa Prem della proposta di matrimonio poichè crede Prem abbia l&#8217;età adeguata per sposarsi come il fratello <strong>Sunil</strong> (Samir Soni), aveva sposato <strong>Bhavna</strong> (Lata Sabharwal) alla stessa età. Prem, tuttavia è titubante a sposarsi, dato che si crede ancora giovane e vuole prima concentrarsi sulla sua carriera. Harishchandra lo convince prima ad incontrare Poonam. Essi fanno visita alla famiglia di Poonam e lasciano Prem e Poonam di conoscersi a vicenda. Sebbene la loro prima conversazione sia poco felice, Prem e Poonam accettno di sposarsi, in quanto sono immediatamente attratti l&#8217;uno dall&#8217;altro. La data del matrimonio è fissato dopo sei mesi e le due famiglie pianificano una breve vacanza nella residenza estiva di Krishna Kant a Som Sarovar così Prem e Poonam avranno l&#8217;opportunità di conoscersi meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-2.jpg" rel="lightbox[13830]"><img class="alignnone size-full wp-image-13832" title="Vivah - viaggio dal fidanzamento al matrimonio" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-2.jpg" alt="" width="450" height="305" /></a><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">Poonam e Prem beatamente si godeno assieme il loro soggiorno a Som Sarovar. Dopo diversi giorni spensierati, Harishchandra e la sua famiglia devono lasciare Delhi per partecipare al business di famiglia, per cui in seguito Poonam e Prem sono costretti a comunicare via telefono, internet o per lettera. Nonostante la distanza fisica tra loro, il loro rapporto diventa sempre  saldo e pieno d&#8217;amore, e Prem, prima di partire per un viaggio d&#8217;affari in Giappone, la chiama. Poonam gli dice al telefono che lei lo ama. Quando Prem chiama Poonam dall&#8217;aeroporto in Giappone, confessa il suo amore per lei. Poco dopo, Prem torna dal Giappone ed è piacevolmente sorpreso di trovare Poonam lì a salutarlo con il resto della sua famiglia. Poonam trascorre qualche tempo a casa sua e ritorna infine alla sua famiglia per preparare le nozze.</p>
<div id="gt-res-tools-section" style="text-align: justify;">
<p>Entrambe le famiglie si danno da fare per preparare le nozze. Rama diventa molto irritata e arrabbiata con Krishna Kant perchè spende così tanti soldi per il matrimonio di Poonam mentre lei ritiene che non permetterà che sua figlia di avere come grande un matrimonio. Di conseguenza, si comporta in maniera più fredda del solito con Poonam e non ha nulla a che fare con il matrimonio, e ciò ferisce molto Poonam.</p>
<p>La notte prima delle nozze reali, emerge un incendio a casa di Krishna Kant. Anche se Poonam corre fuori di casa nel tempo, si rende conto che Rajni è ancora dentro e torna a salvarla. In questo tentativo, Poonam viene pesantemente bruciata. E&#8217; immediatamente portata all&#8217;ospedale, dove alla famiglia viene detto che le bruciature sul suo corpo sono estremamente gravi, ma fortunatamente, il suo viso era intatto. Il fatto che Poonam abbia sacrificato la propria bellezza per salvare la vita a Rajni cambia l&#8217;atteggiamento di Rama. Prem e la sua famiglia, sono occupati con i preparativi delle nozze, sono informati dell&#8217;incidente di Poonam e vanno a farle visita in ospedale. Poonam è ora molto incerta se Prem la sposerà perché è stata segnata con bruciature che serviranno mesi a svanire. Il medico (Mohnish Behl) informa la famiglia che c&#8217;è poca speranza &#8230;  mi interrompo qui per non rovinarvi il finale </p>
</div>
<p style="text-align: center;"><strong>Curiosità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il regista Sooraj R. Barjatya ha ripreso la storia di Vivah sulla base di un articolo di giornale che suo padre stava leggendo nel 1988. Come in tutti i film precendenti di Sooraj R. Barjatya, il protagonista maschile è ancora una volta, chiamato &#8220;Prem&#8221;&#8216;.<br />
Le riprese si sono svolte tra Mathura, così come ad Almora, Nainital, Delhi, Mumbai, così come Madh Island, Lonavla, Ghaziabad, Faridabad, Morazzone e Ranikhet</p>
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		<title>&#8220;Il mio cuore dice si&#8221; sabato 20 agosto Rai 1 ore 21:30</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 23:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 20 agosto 2011 alle 21:30 su Rai 1 per il ciclo &#8220;le stelle di Bollywood&#8221; ritorna un film indiano con &#8220;Il mio cuore dice si&#8220;.   La storia: Cresciuta in casa dello zio, al quale era stata affidata dopo la morte dei suoi genitori, per Punam è arrivato il tempo di sposarsi. Il marito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 20 agosto 2011 alle 21:30 su Rai 1 per il ciclo &#8220;<span style="color: #808000;"><strong>le stelle di Bollywood</strong></span>&#8221; ritorna un film indiano con &#8220;<em><span style="color: #808000;"><strong>Il mio cuore dice si</strong></span></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-03.jpg" rel="lightbox[13807]"><img class="alignnone size-full wp-image-13809" title="&quot;Il mio cuore dice si&quot; Vivah" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/vivah-03.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a><span id="more-13807"></span> </p>
<p style="text-align: justify;">La storia: Cresciuta in casa dello zio, al quale era stata affidata dopo la morte dei suoi genitori, per <strong>Punam</strong> è arrivato il tempo di sposarsi. Il marito scelto per lei è <strong>Prem</strong>, il figlio di un ricco uomo d’affari, che dal primo momento si innamora perdutamente della sua dolce bellezza. Tutti sono felici tranne zia Rama, che accusa il marito di preferire la nipote alla loro figlia Choti. Il giorno prima del matrimonio scoppia un incendio. Poonam per salvare la sua adorata cuginetta rimane gravemente ustionata.</p>
<p style="text-align: justify;">titolo originale: <strong>Vivah</strong><br />
regia: <strong>Sooraj R. Barjatya</strong><br />
cast: <strong>Shahid Kapoor</strong>, <strong>Amrita Rao</strong>, <strong>Anupam Kher</strong>, <strong>Alok Nath</strong>, <strong>Seema Biswas</strong>, <strong>Samir Soni</strong>, <strong>Lata Sabharwal</strong>, <strong>Manoj Joshi</strong>, <strong>Amrita Prakash</strong>, <strong>Dinesh Lamba</strong><br />
anno: India, 2006<br />
genere: Drammatico<br />
durata: 162&#8242;</p>
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		<title>India, vietato il film che parla di quote per le comunità svantaggiate</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 07:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora prima di apparire sul grande schermo il film indiano Aarakshan è stato vietato e ha innescato una polemica infuocata. Tocca infatti uno dei temi più controversi del Paese: la legge della “Reservation”, le quote riservate a Backward classes, Scheduled tribes e Scheduled castes (i Dalit, gli ex pariah). A chiedere la censura la presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong><em>Ancora prima di apparire sul grande schermo il film indiano </em>Aarakshan <em>è stato vietato e ha innescato una polemica infuocata. Tocca infatti uno dei temi più controversi del Paese: la legge della “Reservation”, le quote riservate a Backward classes, Scheduled tribes e Scheduled castes (i Dalit, gli ex pariah). A chiedere la censura la presidente del terzo partito dell&#8217;India, anche lei una Dalit</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">È uscito alcuni giorni fa, ma ancora prima di apparire sul grande schermo il film indiano <strong>Aarakshan</strong>, che in hindi sta per l’inglese “<em>reservation</em>”, è stato vietato nelle sale prima in Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell’India, poi in Panjab e infine in Andhra Pradesh.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan-poster.jpg" rel="lightbox[13788]"><img class="alignnone size-full wp-image-13789" title="Aarakshan" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan-poster.jpg" alt="" width="450" height="424" /></a><span id="more-13788"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E sta scatenando una polemica infuocata fra chi difende il diritto di fare politica tramite un film, chi dice che l’arte dovrebbe essere apolitica, chi afferma che il problema sollevato non è stato risolto e chi dice che non spetta a un’opera d’arte risolverlo. E ancora, fra chi sostiene che toccare le corde di un argomento così sensibile come le quote riservate agli strati sociali svantaggiati nei posti pubblici sia pericoloso e chi ritiene che censurare un film non sia degno di quella che viene chiamata “<em>la più grande democrazia del mondo</em>”, un paese che si avvia a diventare la terza economia mondiale dopo Stati Uniti e Cina.</p>
<p style="text-align: justify;">Aarakshan è un classico film di Bollywood, ma tocca uno dei temi più controversi dell’India: <strong>la legge della “Reservation”. </strong>Racconta la storia di <strong><span style="color: #808000;">Prabhakar Anand</span></strong>, impersonato dal famoso attore <span style="color: #808000;"><strong>Amitabh Bachchan</strong></span>, il leggendario rettore di un college che grazie a lui è diventato il migliore del suo Stato. Il suo leale discepolo <strong><span style="color: #808000;">Deepak Kumar</span></strong> si innamora di sua figlia Poorbi, impersonata dalla 25enne star Deepika Padukone. Nella trama non manca l’amico di Deepak, <span style="color: #808000;"><strong>Sushant</strong></span>. Il Dr. Prabhakar, uomo di alti principi, accetta nel college la “Reservation”, la legge delle quote riservate alle Comunità svantaggiate (Backward classes), alle Scheduled classes e Scheduled tribes, cioè i gruppi etnici cosiddetti “tribali” e i Dalit, quelli che prima dell’indipendenza e della costituzione venivano chiamati pariah ed erano i “fuori casta” o intoccabili, quelli che <strong>Gandhi ribattezzò Harijan, “<em>figli di Dio</em>”. </strong>Alla decisione del rettore si oppone però il Consiglio di facoltà e lui decide di dimettersi. Viene eletto così un nuovo rettore che inaugura una sessione di lezioni proprio nel bungalow di Prabhakar, rimasto senza casa dopo le dimissioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan+Movie.jpg" rel="lightbox[13788]"><img class="alignnone size-full wp-image-13790" title="Aarakshan" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan+Movie.jpg" alt="" width="450" height="645" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra uno dei soliti “<em>blobboni</em>” di Bollywood dove all’amore, all’amicizia e al dramma morale si mischia il tema sociale, eppure il film ha scatenato un vespaio. La decisione di vietarne la proiezione è stata presa sulla base della relazione presentata da un comitato ristretto di alti membri del<strong> Bahujan Samaj Party (BSP)</strong> , il “<em>partito della maggioranza</em>” che rappresenta proprio le Scheduled classes, le Scheduled Tribes e i gruppi svantaggiati ed è il terzo partito dell’India. Il capo del BSP è la signora <span style="color: #808000;"><strong>Mayawati Kumari</strong></span>, primo ministro dell’Uttar Pradesh e Dalit. Quella che poco tempo fa ha fatto costruire sulle rive del fiume Gomti, un tributario del Gange, una fila di 60 giganteschi elefanti in arenaria fra i quali c’è proprio lei, che con questa statua ha voluto onorare la memoria dei grandi Dalit del passato, come B. B. Ambedkar. E se stessa. Così amata dal popolo che, durante una manifestazione, è stata salutata in mezzo alla gente in visibilio, con una ghirlanda fatta di banconote da 1000 Rupie l’una, un omaggio che l’agenzia delle tasse indiana ha stimato del valore di 1,2 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan-1.jpg" rel="lightbox[13788]"><img class="alignnone size-full wp-image-13791" title="Aarakshan" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Aarakshan-1.jpg" alt="" width="450" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mayawati ha proibito la proiezione per due mesi con <strong>la motivazione che avrebbe creato disordini sociali e legali a causa degli opinabili dialoghi dei membri del Consiglio di facoltà</strong>. I membri comitato del BSP hanno dichiarato che la proiezione del film avrebbe potuto avere un impatto negativo sulla legge della discriminazione positiva, che favorisce anche le donne con il 33% di quote riservate nei panchayat raj, una forma tradizionale di governo di villaggio tramite assemblea, e nei comuni – ma non in parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima ancora che il governo dell’Uttar Pradesh vietasse il film, la Commissione nazionale per le classi svantaggiate e i Dalit hanno chiesto al Comitato per la censura di fare i necessari cambi nei dialoghi del film, obbiettando che sarebbero “<em>spregiativi</em>” verso la loro comunità, e che il regista <span style="color: #808000;"><strong>Prakash Jha </strong></span>sarebbe “<em>anti-Dalit</em>” e “contro la Reservation”. Alla decisione dell’Uttar Pradesh è seguita quella del Panjab, che ha sospeso la proiezione fino a data da stabilirsi. Il governo ha chiesto ai prorettori delle maggiori università dello stato di vedere il film e stilare un rapporto entro sabato. Il regista si è detto disponibilissimo ad apportare subito i cambi necessari.</p>
<p style="text-align: justify;">Dura e unanime la recensione del film in quasi tutti i maggiori quotidiani nazionali, come <em>The Times of India</em>. <strong>I media e i politici si stanno schierando contro il film presumibilmente per un esplicito razzismo verso certi gruppi sociali. Eppure la realtà in India è nota. I bramini, che in teoria sono i più avvantaggiati fra tutte le classi sociali, sono spesso anche i più poveri, costretti a lasciare gli studi e a svolgere mansioni umilissime per sopravvivere, tanto che da anni autorevoli media si chiedono se non siano diventati i moderni Dalit.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I bramini però costituiscono il 5 per cento della popolazione totale dell’India mentre le Scheduled Castes, Scheduled Tribes e le Backward Castes costituiscono il 54 per cento. Che aggiunto agli altri che godono delle quote riservate, musulmani e cristiani, fa il 63 per cento. Se poi si contano anche le donne, la percentuale schizza in alto. Una bella riserva di voti: in pratica, da sole le classi economicamente svantaggiate possono far vincere o far cadere un governo. Sarà per questo che anche la sola discussione in un film sulla Reservation è tabù?</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Enrica Garzilli</strong>,<br />
da <strong>il Fatto Quotidiano</strong>, 15 agosto 2011</p>
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		<title>Muore a 79 anni Shammi Kapoor, l&#8217;Elvis di Bollywood</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 19:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mumbai, 14 agosto &#8211; Era considerato, per la sua bellezza ma anche per il modo di muoversi sulla scena, l&#8217;Elvis dell&#8217;India. Shammi Kapoor, leggenda di Bollywood, è morto all&#8217;età di 79 anni in un ospedale di Mumbai, dove era stato ricoverato la scorsa settimana per un&#8217;infezione ai polmoni. Interprete di film celebri che fecero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mumbai, 14 agosto &#8211; Era considerato, per la sua bellezza ma anche per il modo di muoversi sulla scena, <strong>l&#8217;Elvis dell&#8217;India</strong>. <strong><span style="color: #808000;">Shammi Kapoor</span></strong>, leggenda di Bollywood, è morto all&#8217;età di 79 anni in un ospedale di Mumbai, dove era stato ricoverato la scorsa settimana per un&#8217;infezione ai polmoni.<a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Shammi-Kapoor.jpg" rel="lightbox[13774]"><img class="alignright size-full wp-image-13775" title="Shammi Kapoor" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Shammi-Kapoor.jpg" alt="" width="310" height="344" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Interprete di film celebri che fecero di lui un idolo per generazioni di donne, proprio come Elvis, Kapoor utilizzava il cinema per veicolare le sue canzoni, divenute altrettanto famose. &#8220;<em>La verità è che non ho mai imparato a ballare</em>&#8220;, spiegò nel 2006 alla BBC, &#8220;<em>ma ho sempre posseduto il senso del ritmo e della musica</em>&#8220;.<br />
Il ritiro dalle scene non lo ha fatto sparire nel nulla, come di solito avviene per le stelle dello spettacolo: Kapoor ha approfittato del successo dei social network per fondare la &#8216;Comunita&#8217; indiana degli utenti di Internet&#8217; e continuare a entusiasmare i fan su Facebook e Twitter .</p>
<p>fonte <strong>AGI</strong>, 14 agosto 2011</p>
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		<title>&#8220;E&#8217; tempo di sognare&#8221; un film sul Rajasthan e Jaisalmer</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 17:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una splendida location per un film senza troppe pretese Nanhe Jaisalmer &#8211; A Dream Come True (noto anche come Nanhe) è un film del 2007 diretto da Samir Karnik e interpretato da Bobby Deol che recita se stesso e dal figlio attore Dwij Yadav nel ruolo di Nanhe. Il film è ambientato in Rajasthan e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #808000;"><strong>Una splendida location per un film senza troppe pretese</strong></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Nanhe Jaisalmer &#8211; A Dream Come True </strong></span>(noto anche come Nanhe) è un film del 2007 diretto da <strong>Samir Karnik</strong> e interpretato da <strong>Bobby Deol</strong> che recita se stesso e dal figlio attore <strong>Dwij Yadav</strong> nel ruolo di Nanhe. Il film è ambientato in <strong>Rajasthan</strong> e le canzoni del film tra cui “Ranjhana” che è cantata da Himesh Reshammiya hanno testi e liriche del Rajasthan.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/movgal2001111.jpg" rel="lightbox[13769]"><img class="alignnone size-full wp-image-13771" title="&quot;E' tempo di sognare&quot; Nanhe Jaisalmer" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/movgal2001111.jpg" alt="" width="450" height="320" /></a><span id="more-13769"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trama</strong>: Nanhe (Dwij Yadav) si auto-proclama miglior fantino di cammelli di tutta Jaisalmer. Ha solo dieci anni, e riesce a parlare una miriade di lingue e ha conquistato i cuori di tutti i turisti che hanno visitano <strong>Jaisalmer</strong>. Ma chi ha conquistato il cuore di Nanhe? Il suo migliore amico, l&#8217;attore Bobby Deol. Nessuno crede che Bobby Deol è amico di Nanhe. Quando finalmente il &#8220;sab se acha fai&#8221; (il migliore amico) di Nanhe arriva finalmente a Jaisalmer per 30 giorni di ripresa di una pellicola, il sogno di Nanhe si realizza, finalmente può incontrare il suo vecchio amico e imparare una lezione su come usare al meglio il suo cervello. Bobby gli insegna come combattere con la vita, a fare sfide creative, ma poi scopre alla fine, era tutto uno elusione. Bobby non è mai venuto a Jaisalmer, ha cancellato la sua ripresa, e solo Nanhe poteva vederlo. Come uno adulto Nanhe (Vatsal Sheth) cambia il suo nome in Vikram Singh e scrive un libro sulla sua vita, come pensava di incontrare Bobby Deol e il resto della roba che accaduto nella sua vita precedente, ma lo shock è grande  quando &#8230; </p>
<p style="text-align: justify;">Il film non è nulla di eccezionale, la storia è molto leggera senza particolari spunti. Anche in India non ha riscosso un buon successo. L&#8217;aspetto più positivo della pellicola è la scenografia e l&#8217;ambientazione del film, molto belli e suggestivi sono i paesaggi con incantevoli panorami nel deserto del <span style="color: #808000;"><strong>Thar in Rajasthan e l&#8217;incantevole città d&#8217;oro di Jaisalmer</strong></span>.</p>
<p>Cast<br />
• Dwij Yadav in Nanhe Jaisalmer<br />
• Bobby Deol in  se stesso<br />
• Sharat Saxena in Khemaji<br />
• Vivek Shauq in Jassuji<br />
• Rajesh Vivek in Dhurjan Singh<br />
• Vatsal Sheth in Vikram Singh (cameo)<br />
• Beena Kak in Teacher Ma&#8217;am<br />
• Sunny Deol in se stesso</p>
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		<title>&#8220;E&#8217; tempo si sognare&#8221; sabato 21:30 su Rai 1</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 07:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 13 agosto 2011 ritorna il film indiano sull&#8217;India. Per il ciclo &#8220;Le stelle di Bollywood&#8221; in prima visione esclusiva il fim &#8220;E&#8217; tempo di sognare&#8220;. Tra  i panorami incantati del Rajasthan la storia di Nanhe un bambino con la passione per il cinema, e di una straordinaria amicizia. Nanhe ha otto anni e non sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 13 agosto 2011 ritorna il film indiano sull&#8217;India. Per il ciclo &#8220;<em><strong><span style="color: #808000;">Le stelle di Bollywood</span></strong></em>&#8221; in prima visione esclusiva il fim &#8220;<em><span style="color: #808000;"><strong>E&#8217; tempo di sognare</strong></span></em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/nanhe-jaisalmer-wallpaper-27649-5641.jpg" rel="lightbox[13764]"><img class="alignnone size-full wp-image-13765" title="Nanhe Jaisalmer: A Dream Come True" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/nanhe-jaisalmer-wallpaper-27649-5641.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a><span id="more-13764"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra  i panorami incantati del <strong>Rajasthan</strong> la storia di <strong>Nanhe</strong> un bambino con la passione per il cinema, e di una straordinaria amicizia. Nanhe ha otto anni e non sa scrivere. Si guadagna da vivere accompagnando con il suo cammello i turisti che visitano le bellezze del Rajasthan. Quando si diffonde la notizia che il famoso attore Bob Deol, suo idolo assoluto, girerà un film proprio vicino al suo villaggio…</p>
<p style="text-align: justify;">titolo originale: <span style="color: #808000;"><strong>Nanhe Jaisalmer: A Dream Come True</strong></span><br />
Regia: Samir Karnik<br />
Cast: Dwij Yadav, Bobby Deol, Sharat Saxena, Vivek Shaq, Rajesh Vivek, Prateeksha Lonkar, Rushita Singh, Vatsal Seth, Beena Kak, Karan Arora<br />
Anno: India, 2007<br />
Genere: commedia</p>
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		<title>Bollywood, oltre la fabbrica dei sogni</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 08:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato in antagonismo a Hollywood, il cinema di Bombay (Mumbai) alimenta, con le altre produzioni indiane, la più grande industria cinematografica del mondo. Accanto al filone commerciale, il cinema indipendente cerca spazi e risorse. Con l&#8217;aiuto svizzero. Esattamente 10 anni fa, in Piazza Grande spiccava in cartellone il titolo di un film di quattro ore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Nato in antagonismo a Hollywood, il cinema di Bombay (Mumbai) alimenta, con le altre produzioni indiane, la più grande industria cinematografica del mondo. Accanto al filone commerciale, il cinema indipendente cerca spazi e risorse. Con l&#8217;aiuto svizzero.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Esattamente 10 anni fa, in Piazza Grande spiccava in cartellone il titolo di un film di quattro ore. Poco prima della proiezione, l&#8217;allora direttrice artistica del Festival Film Locarno Irene Bignardi, si chiedeva come sarebbe finita l&#8217;avventura. Un successo strepitoso! <strong><em>Lagaan – Once upon a time in India</em></strong>, non solo aveva magnetizzato la piazza, ma l&#8217;ha fatta ridere, ballare, sognare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/lagaan-poster.jpg" rel="lightbox[13748]"><img class="alignnone size-full wp-image-13749" title="Lagaan once upon a time in India" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/lagaan-poster.jpg" alt="" width="450" height="296" /></a><span id="more-13748"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La più bella partita di cricket della storia del cinema mondiale &#8211; dove il giovane <strong>Bhuvan</strong> (l&#8217;attore <strong>Aamir Khan</strong>, oggi una stella straricca) impara il gioco del cricket, arruola improbabili giocatori per formare la squadra e si presenta alla sfida contro gli inglesi con un &#8220;esercito&#8221; di contadini disposti a vincere – nel 2001 strappa il Prix du Public. E entra nella memoria del Festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il cinema indiano non è solo Bollywood. «<em>Con circa 1300 pellicole l&#8217;anno </em>– ha infatti spiegato a swissinfo.ch il direttore artistico Olivier Père -<em> l&#8217;India è il principale produttore di film al mondo. Una cifra composta tuttavia da realtà molto diverse. Nonostante la ricchezza della sua produzione commerciale, concentrata in particolare in quattro grandi aree linguistiche, il paese ospita anche numerosi talenti che cercano di esprimersi attraverso circuiti più indipendenti, spesso a costo di mille difficoltà</em>».</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Nuovi talenti e grandi classici</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">È a loro che si rivolge questa edizione di Open Doors, preparata anche con Nadia Dresti (responsabile dell&#8217;Industry Office), in collaborazione con il Film Bazaar India/ Screenwriters&#8217; Lab del Festival di Goa grazie alla complicità di Nina Lath Gupta, direttrice dell&#8217;organismo nazionale di promozione del cinema indiano. Dall&#8217;India sono stati selezionati dodici progetti, invitati a Locarno allo scopo di trovare un partner di coproduzione per completare la realizzazione dei film.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Bollywood-movie.jpg" rel="lightbox[13748]"><img class="alignnone size-full wp-image-13751" title="Bollywood movie" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/Bollywood-movie.jpg" alt="" width="450" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«<em>La doppia storia del cinema indiano </em>– scrive Martin Dahinden, direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione &#8211; <em>riflette una sfida globale: conciliare la crescita e lo sviluppo, la mondializzazione e la diversità culturale. Per far fronte a questa sfida, la Svizzera s&#8217;impegna da 50 anni a fianco dell&#8217;India</em>», un paese la cui immensa diversità si misura nei suoi 35 stati/territori e nelle sue 23 lingue ufficiali.</p>
<p style="text-align: justify;">A testimoniare la vivacità dell&#8217;India, al di là di Bollywood, Open Doors propone la sezione Indian classic, dedicata appunto ad autori storici e una mini retrospettiva su Satyajit Ray. Regista e sceneggiatore indiano, padre della cinematografia indiana d&#8217;autore, è il cineasta indiano più noto e celebrato nel mondo. Oltre a un gran numero di onorificenze (tra cui la Legione d&#8217;onore in Francia) ha ricevuto tutti i maggiori premi cinematografici, tra cui l&#8217;Oscar alla carriera nel 1992. Il suo modo di fare cinema è lontanissimo dai cliché dei melodrammi musicali prodotti a Bollywood.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Riflettori accesi da Cannes a Locarno</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma Bollywood è risolutamente iperbole, come è stato mostrato a Cannes con Bollywood – <span style="color: #808000;"><em><strong>The greatest love story ever told</strong></em></span>, un film-documentario prodotto da <strong>Shekhar Kapur</strong> che riassume decenni di film indi. Così si è espresso il cineasta: «<em>La amiamo. La odiamo. La vediamo come qualcosa di antiquato. La riteniamo troppo moderna. Abbiamo bisogno di respirarla per sentirci vivi. Qualcuno sostiene che sia l&#8217;unica cultura che riunisce l&#8217;India, che fornisce un&#8217;identità comune a 25 milioni di indiani che hanno abbandonato il loro paese, ma anche dopo tre generazioni ancora vi sono legatissimi. Questa è Bollywood</em>!».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/bollywood-movie-2.jpg" rel="lightbox[13748]"><img class="alignnone size-full wp-image-13752" title="Bollywood dance movie" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/bollywood-movie-2.jpg" alt="" width="450" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Amore e odio, in un certo senso, sono stati espressi a Locarno nel corso della tavola rotonda Lesson from Bollywood, a cui ha preso parte anche il celebre attore Kabir Bedi, che moltissime generazioni ricordano come Sandokan. <strong>Kabir Bedi </strong>- un uomo alto, imponente dal portamento fiero &#8211; concorda con l&#8217;idea che il genere Bollywood abbia permesso di dare un&#8217;identità specifica alla cultura indiana.</p>
<p style="text-align: justify;">I critici lo chiamano il <span style="color: #808000;"><strong>genere masala</strong></span>, ovvero un non genere: nei film masala, esattamente come nella miscela di spezie da aggiungere alle pietanze per ravvivare il sapore, si trovano tutti i generi mischiati insieme, amalgamati dalla musica, elemento centrale delle produzioni bollywoodiane. Di molti titoli non si ricorda la trama, ma si continua a cantarne il motivo trascinante.</p>
<p style="text-align: justify;">La musica e le canzoni sono da sempre una parte integrante della cultura popolare indiana, non esiste momento di aggregazione dove non sia presente. Il Mahabarata per esempio, uno dei più grandi poemi epici dell&#8217;India, da sempre viene memorizzato e tramandato col canto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><strong>Il cinema è cinema, commerciale o meno</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<em>La prima lezione che insegna Bollywood </em>– sottolinea Kabir Bedi –<em> è che un film ha bisogno di audience, di un pubblico. E il pubblico ha delle attese. Certo, lo so che non sempre i film che hanno avuto a disposizione molti soldi, sono necessariamente i più belli</em>». Bastano poche battute e pochi scambi per intuire che anche in India il grande dibattito si riduce al confronto tra cinema d&#8217;autore e cinema popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Il cinema di Bollywood </em>– dice a swissinfo.ch – <em>cerca sempre di promuovere buone relazioni tra le diversità comunità, veicolando così un importante messaggio di tolleranza, nel rispetto delle tradizioni. Piace non solo in India, ma anche in altre nazioni come Pakistan, Bangladesh, Nepal, i Paesi Arabi, e agli oltre 25 milioni di indiani sparsi nel mondo. Sono film che fanno riflettere su argomenti seri attraverso il divertimento</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Taglienti le critiche di Adoor Gopalakrishnan, il più grande cineasta indipendente della regione del Kerala, terra di cinefilia, economicamente ai margini di Bollywood e distante dagli stereotipi. Secondo lui le produzioni bollywoodiane sono tutte uguali, prevedibili. «<strong><em>Una fabbrica di sogni in salsa indiana</em></strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Capelli bianchi, di statura piccola, Adoor Gopalakrishnan non le manda a dire: «<strong><em>Bollywood è un continuo rimando a Hollywood. La gente in India è cresciuta con l&#8217;idea che il cinema è solo ballare e cantare. Bollywood impartisce quindi lezioni sbagliate. E l&#8217;equazione cara al governo &#8220;cinema indiano = Bollywood&#8221;, è pericolosa</em></strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Bhuvan Lall &#8211; produttore cinematografico e sociologo – e Gargi Sen &#8211; fondatrice della Magic Lantern India – vedono con piacere il moltiplicarsi di festival in India, perché favoriscono la diversità. Il sostegno al cinema indipendente, che per poter emergere ha bisogno di visibilità internazionale, è indubbiamente importante. Il nuovo cinema indiano, un cinema indipendente che piace ai giovani e che è indice di cambiamento, sta dunque nascendo.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Françoise Gehring</strong>,<br />
da <strong>swissinfo.ch</strong>, 8 agosto 2011</p>
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		<title>Le stelle di Bollywood in onda da sabato 6 agosto 2011 su Rai 1 alle 21.10</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 23:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inzia sabato con La Sposa dell&#8217;imperatore, titolo originale Jodhaa Akbar Gli amori, i colori, i profumi e le passioni de “Le stelle di Bollywood” tornano dal 6 agosto in prima serata su Rai Uno. Aishwarya Ray, Saif Ali Khan, Amrita Rao, Shahid Kapoor, Vidya Balan, Hrithik Roshan e altre grandi star del firmamento bollywoodiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Si inzia sabato con La Sposa dell&#8217;imperatore, titolo originale <a href="http://www.shambhoo.com/2009/06/jodhaa-akbar-un-film-di-ashutosh-gowariker/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Jodhaa Akbar</span></a></strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli amori, i colori, i profumi e le passioni de “<em>Le stelle di Bollywood</em>” tornano dal <strong>6 agosto in prima serata su Rai Uno</strong>. Aishwarya Ray, Saif Ali Khan, Amrita Rao, Shahid Kapoor, Vidya Balan, Hrithik Roshan e altre grandi star del firmamento bollywoodiano ci accompagneranno nella fabbrica del cinema più grande del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/jodhaa-akbar.jpg" rel="lightbox[13699]"><img class="alignnone size-full wp-image-13700" title="Jodhaa Akbar" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/08/jodhaa-akbar.jpg" alt="" width="450" height="289" /></a><span id="more-13699"></span> </p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclo di film estivo, in onda il sabato sera, propone in prima visione tutti titoli di successo di recente produzione tra i quali Vivah, Jodhaa Akbar, Nanhe Jaisalmer, Kismat konnection, Love aaj kal.</p>
<p style="text-align: justify;">Storie avvincenti ed emozionanti che ci faranno partecipare al matrimonio di Punam, viaggiare sul cammello di una piccola guida turistica, rivivere l’amore di ieri e di oggi, scoprire la fortuna di Prya e di Raj. L’India entrerà nelle nostre case regalandoci forti emozioni, scenari suggestivi, opulenza, incantevole bellezza.</p>
<p style="text-align: center;">Sabato 6 agosto alle ore 21.10</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>La sposa dell&#8217;imperatore</strong></span><br />
Titolo originale: <strong><em>Jodhaa Akbar </em></strong><a href="http://www.shambhoo.com/2009/06/jodhaa-akbar-un-film-di-ashutosh-gowariker/" target="_blank">(leggi il nostro articolo Jodhaa Akbar</a>)<br />
Regia<strong>:</strong> Ashutosh Gowariker<br />
Cast<strong>: </strong>Hrithik Roshan, Aishwarya Rai, Kulbhushan<br />
Kharbanda, Sonu Sood<br />
Anno<strong>: </strong>USA, 2008<br />
Genere<strong>:</strong> storico<br />
Durata<strong>: </strong>213&#8242;</p>
<p>Trama: <strong>Jodhaa</strong>, principessa indù del Rajasthan accetta di sposare <strong>Akbar</strong>, l’imperatore musulmano, riuscendo a conservare la sua religione e ad avere un tempio induista dentro il palazzo imperiale. Ingannato dalla madre e dai muezzin che non approvano la sua politica di tolleranza e tramano contro la principessa, <strong>Akbar</strong>, sebbene innamorato, è costretto a ripudiare <strong>Jodhaa</strong>. E’ l’inizio della battaglia più difficile della sua vita: la riconquista del cuore della donna che ama.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>a seguire sempre su Rai 1 alle 23.35</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Matrimoni e pregiudizi</strong></span><br />
Titolo originale: <strong><em>Bride and Prejudice </em></strong><br />
Regia: Gurinder Chadha<br />
Interpreti: Aishwarya Rai, Martin Henderson, Daniel Gillies, Naveen Andrews, Indira Varma, Nadira Babbar, Anupam Kher, Meghna Kothari<br />
Genere: Commedia<br />
Nazione: Gran Bretagna<br />
Anno: 2004<br />
Durata: 105&#8242;</p>
<p style="text-align: justify;">Trama: L&#8217;intrigante Mrs Bakshi <em>(Nadira Babbar)</em> farebbe qualsiasi cosa per sistemare le sue quattro figlie e quando in città arriva un rarissimo maschio celibe la donna si getta con tutta la sua poca grazia nell&#8217;ardita impresa. Lo scapolo di turno, condotto dal fato per partecipare a un matrimonio, si chiama <strong>Balraj</strong> <em>(Naveen Andrews)</em> e sembra fatto apposta per la figlia maggiore: <strong>Jaya </strong><em>(Namrata Shirodkar).</em>Iniziano i classici sotterfugi che solo una donna ordinaria e pasticciona sa realizzare. Ma nonostante l&#8217;intervento della madre la conoscenza tra i due giovani sarà molto più che fortunata. Mentre <strong>Java</strong> intreccia una relazione con il malcapitato angloindiano, la bella <strong>Lalita </strong><em>(Aishwarya Rai)</em> si scontra con un miliardario americano di nome <strong>William</strong> <strong>Darcy</strong> <em>(Martin Henderson).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Decisa com&#8217;è a trovare presto un marito per ciascuna fanciulla, mamma <strong>Bakshi </strong>si entusiasma non appena scopre che il suo scapolo ha un amico i cui occhi quasi si accendono alla vista di un&#8217;altra sua figlia. Ma <strong>Balraj</strong> non è giunto da solo in città&#8230; ha portato con sé la sua antipatica sorella <strong>Kiran </strong><em>(Indira Varma)</em> che presto diventerà un ostacolo per i più loschi piani della signora <strong>Bakshi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note e curiosità: </strong>Tratto dal celebre romanzo di <strong>Jane Austen</strong>, <em>&#8220;Orgoglio e pregiudizio&#8221;</em> (il titolo originale inglese è <em>&#8220;Bride and prejudice&#8221;</em>, mentre quello del romanzo è <em>&#8220;Pride and prejudice&#8221;</em>) <strong>Gurinder Chadha </strong>porta sullo schermo un film che oscilla tra la commedia brillante e il musical che vorrebbe altresì mettere in luce le differenze tra persone appartenenti a culture diverse. <strong><br />
</strong>La protagonista principale, <strong>Aishwa Rya Rai, </strong>vinse il titolo di Miss Mondo per l&#8217;India nel 1994 e in questo film recita per la prima volta in inglese.<br />
La pellicola è stata girata tra Amritsar, Bombay, Londra e Los Angeles.</p>
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		<title>A passo di Bollywood</title>
		<link>http://www.shambhoo.com/2011/06/viaggio-in-india-a-passo-di-bollywood/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 06:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Viaggio nella prima industria cinematografica del mondo Mumbai &#8211; Quando la radio passa Sadi Gali centinaia di piedi contemporaneamente iniziano a ticchettare sul pavimento. Da Mumbai a Delhi, passando per Calcutta e Chennai, non c’è un indiano che non conosca la hit. Il motivo è la colonna sonora di uno degli ultimi tormentoni di Bollywood, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #808000;"><em><strong>Viaggio nella prima industria cinematografica del mondo</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mumbai &#8211; Quando la radio passa <em>Sadi Gali</em> centinaia di piedi contemporaneamente iniziano a ticchettare sul pavimento. Da Mumbai a Delhi, passando per Calcutta e Chennai, non c’è un indiano che non conosca la hit.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Aishwarya-Rai-Bachchan-star-di-Bollywood-in-una-coreografia-di-un-film1.jpg" rel="lightbox[13125]"><img class="alignnone size-full wp-image-13127" title="Aishwarya Rai Bachchan, star di Bollywood, in una coreografia di un film" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Aishwarya-Rai-Bachchan-star-di-Bollywood-in-una-coreografia-di-un-film1.jpg" alt="" width="450" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo è la colonna sonora di uno degli ultimi tormentoni di Bollywood, la commedia rosa campione di incassi <em>Tanu weds Manu</em>. La trama del film è uno dei cliché più gettonati dei film indiani: una difficile storia d&#8217;amore, con una “<em>lei</em>” angelica, bellissima e irraggiungibile, e un “lui” sfortunato, che la rincorre tra molte peripezie.<br />
Il lieto fine, con balli di gruppo, abiti sgargianti e sguardi ammiccanti tra i protagonisti, ovviamente è garantito. Non c&#8217;è molto da aggiungere.<br />
<span id="more-13125"></span>Il testo della canzone trascina anche se non fa altro che ripetere, in hindi: «<em>Ah se un giorno passerai dal mio lato della strada</em>». Ma non sono certo queste strofe a mandare in visibilio i fan dell&#8217;industria cinematografica più prolifica al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Mercato record: 1.500 film e 4 miliardi di spettatori l&#8217;anno &#8211; </strong></span>È Bollywood, signori. O meglio, è il cinema di Bombay (da cui è nato il nome <strong>Bollywood</strong> in antagonismo a Hollywood) unito alle altre produzioni locali indiane: c&#8217;è <strong>Kollywood</strong>, l&#8217;industria del distretto di Kodambakkam vicino a Chennai, e poi <strong>Tollywood</strong>, per i film in lingua telugu dell&#8217;Andra Pradesh; e ancora <strong>Mollywood</strong>, la produzione del sud nello Stato del Kerala in lingua malayalam, ma anche <strong>Gollywood</strong> per i film del Gujurat, e via dicendo. <strong>Perché ogni Stato e ogni lingua in India vantano una scuola cinematografica propria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Battuti Usa e Cina </strong>- </span>Tutti insieme compongono una produzione nazionale di quasi 1.500 film all&#8217;anno (Bollywood contribuisce con il numero maggiore, circa 250 ogni anno), conferendo al cinema d&#8217;India lo scettro di industria cinematografica più produttiva al mondo, seguita da Stati Uniti e Cina.<br />
Un primato anche sui biglietti venduti, in un Paese dove si fanno anche ore di coda davanti ai botteghini per andare a vedere l&#8217;ultimo titolo uscito: in India nel 2010 erano più di 4 miliardi, negli Stati Uniti 1 miliardo in meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>È Shahrukh Khan l&#8217;attore più amato dagli indiani </strong></span>- Osannato all&#8217;ultimo festival di Cannes, dove è stato presentato il documentario-riassunto di decenni di film indi (Bollywood<em><strong>: the greatest love story ever told</strong></em>), il cinema locale, a differenza che in altri Paesi, è profeta in patria.<br />
Tutto merito dei personaggi e di quella idolatria genuina e un po&#8217; naif degli attori più quotati, difficile da trovare altrove nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Sotto-ai-cartelloni-dei-film-vengono-lasciate-corone-di-fiori-riso-e-latte-perché-le-pellicole-abbiano-successo..jpg" rel="lightbox[13125]"><img class="alignnone size-full wp-image-13129" title="Shahrukh Khan al centro in un cartellone pubblicitario" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Sotto-ai-cartelloni-dei-film-vengono-lasciate-corone-di-fiori-riso-e-latte-perché-le-pellicole-abbiano-successo..jpg" alt="" width="450" height="276" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #808000;">Star venerate come dei </span>-</strong> Alle star del grande schermo vengono offerti omaggi, per i nomi più noti del passato sono stati anche eretti piccoli templi da fan facoltosi, le loro vicissitudini vengono seguite giorno per giorno nella marea di giornali e programmi tivù e webzine dedicate, tanto che quando il bel Shahrukh Khan (arrivato anche in Italia con <strong><em>Il mio nome è Khan</em></strong>), il 45enne più amato tra gli attori maschi, muove la sua mascella pronunciata per dichiarare qualcosa, non c&#8217;è giornale che non lo riprenda.<br />
Solo la settimana scorsa, ha guadagnato le prime pagine dei giornali, <em>Times of India </em>incluso, per aver dichiarato che sta scrivendo la sua autobiografia: la storia di dieci anni della sua vita, dal 1991 la 2001. In Europa o negli Usa almeno un critico avrebbe sollevato qualche perplessità. Non in India, o almeno, non in questo caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #808000;">Cartelloni benedetti </span>-</strong> L&#8217;uscita nelle sale di un nuovo film, invece, è un tripudio di feste e di incoraggiamenti da parte dei fan. Come alle divinità dei vari templi indù, un cartellone pubblicitario viene omaggiato con collane di fiori freschi intrecciati, ai suoi piedi viene appoggiato il riso, talvolta annaffiato da latte, simbolo di prosperità e successo. Una benedizione a tutto tondo, che esula dal marketing orchestrato dai produttori. A volte basta il nome della star a far correre al cinema le folle.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Il boom del genere masala, pellicole lunghe anche tre ore </strong></span>- Accanto a una nuova ondata di cinema indipendente e low budget, che tenta di affrancarsi dalla nomea non troppo positiva di “stile Bollywood”, i grandi numeri restano quelli dei classici bollywoodiani. Lo chiamano il genere <strong>masala</strong>, cioè un non genere: nei film masala, proprio come nel mix di spezie da aggiungere alle pietanze per farle diventare piccanti, si trovano tutti i generi mischiati insieme.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Venditori di sogni</strong></span> &#8211; C&#8217;è l&#8217;immancabile storia d&#8217;amore, la lotta di classe, la spy story, e ovviamente il musical. Tutto nella stessa pellicola. Spesso anche tre ore di alternanza tra dialoghi, balli, musiche e colpi di scena.<br />
Non a caso l&#8217;industria lavora per accontentare questa tipologia di pubblico da grandi numeri. Perché sono gli spettatori indiani &#8211; spiegano i produttori nelle interviste ai giornalisti occidentali &#8211; che chiedono di entrare al cinema, ridere e piangere, ballare e cantare, urlare per incoraggiare i loro beniamini e poi uscire dalla sala possibilmente dimenticando tutto in pochi minuti. Il cinema, dunque, vissuto come liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>L&#8217;arrivo della fantascienza</strong></span> &#8211; Certo le cose stanno cambiando. Il mercato più interessante e più esteso &#8211; quello dei giovani sotto ai 35 anni, il 70% della popolazione indiana &#8211; ha iniziato a chiedere film più corti, dalle trame più coinvolgenti.<br />
Insomma sempre più Hollywood style. Non a caso uno degli ultimi successi è un genere poco battuto in India, quello fantascientifico. <em>Robot</em> (titolo originale <em>Endhiran</em>), prodotto a Kollywood, è un film dal budget di 35 milioni di dollari e tecnologia di ultima generazione.<br />
Tutto il contrario rispetto ai masala girati a Mumbai. Alcune grandi case di produzione (come la Reliance, o la Utv) cominciano poi a puntare sui social network per la promozione, sulle versioni mobili, sulla distribuzione via cavo e online dei titoli, anche per sfuggire a dati non troppo rosei: lo scorso anno il 90% dei film prodotti in India hanno chiuso in rosso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>L&#8217;obiettivo è raddoppiare il fatturato entro il 2015 </strong></span>- Ma con i nuovi accorgimenti, hanno dimostrato gli studi della Ficci (Federation of Indian Chambers of Commerce and Industry), la Camera di commercio indiana, entro il 2015 il fatturato del mondo cinematografico raddoppierà.<br />
Toccherà, però, hollywoodizzarsi: per esempio continuare sulla scia ormai consolidata dei grandi sequel, moda recente per Bollywood, che paga molto al botteghino.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Pellicole da esportazione </strong></span>- O ancora, esportare il prodotto-Bollywood all&#8217;estero. L&#8217;India finora ha avuto successo soprattutto entro i suoi confini, a differenza del cinema americano esportato ovunque nel mondo. Ma un film come <em>Il mio nome è Khan</em>, portato in 64 Paesi, ha fatto ricredere produttori e distributori. Solo in Corea del Sud per esempio ha guadagnato 2,5 milioni di dollari su un totale di 42 milioni in tutto il mondo.<br />
Nell&#8217;analisi del fatturato di un film bollywoodiano, c&#8217;è un buon 5-10% tutto dedicato alla musica. <strong>Spesso la scrittura di un film inizia con la colonna sonora</strong>, e di molti titoli non si ricorda la trama, ma certo si continua a cantarne il motivo trascinante.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-delle-caratteristiche-più-amate-dei-film-di-Bollywood-sono-le-coreografie-che-diventano-veri-e-propri-tormentoni.1.jpg" rel="lightbox[13125]"><img class="alignnone size-full wp-image-13130" title="Una delle caratteristiche più amate dei film di Bollywood sono le coreografie che diventano veri e propri tormentoni." src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/06/Una-delle-caratteristiche-più-amate-dei-film-di-Bollywood-sono-le-coreografie-che-diventano-veri-e-propri-tormentoni.1.jpg" alt="" width="450" height="279" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><strong>Coreografie tormentoni</strong></span> &#8211; A Bollywood poi tutti vanno pazzi per le coreografie: anche i turisti che decidono di visitare gli studi con un tour guidato, non possono esimersi dal passare almeno un&#8217;ora a provare una coreografia, la lezione di danza è compresa nel biglietto al pari del tour delle ville dei grandi divi.<br />
E gli show delle starlette bollywoodiane sono da soli un genere artistico: basta digitare su Google “Bollywood numbers”, per trovare blog e siti dedicati che raccolgono le coreografie migliori, le classificano, le votano e le ripropongono. Anche questo contribuisce a gonfiare la Bollywood-mania.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Eva Perasso</strong>,<br />
da <strong>Lettera 43</strong>, 12 giugno 2011</p>
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		<title>Le nuove star di Hollywood vengono «reclutate» in India</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 23:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bollywood, ovvero l’industria cinematografica commerciale indiana in lingua hindi, è la piu grande fucina del cinema mondiale: ogni anno sforna tra le ottocento e le mille pellicole, oltre il doppio dei film prodotti ad Hollywood. E la passione indiana per il cinema non si limita a Bollywood, basti pensare che in tutti gli stati indiani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Bollywood</strong>, ovvero l’industria cinematografica commerciale indiana in lingua hindi, è la piu grande fucina del cinema mondiale: ogni anno sforna tra le ottocento e le mille pellicole, oltre il doppio dei film prodotti ad Hollywood. E la passione indiana per il cinema non si limita a Bollywood, basti pensare che in tutti gli stati indiani, dal nord al sud, si producono film in lingua locale, che spesso vengono poi rifatti in salsa bollywoodiana se sono dei successi nei propri territori, secondo la ricetta magica che consiste in un mix di azione, storie d’amore, tanta musica e tanti balli.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-12778" title="The Slumdog Millionaire with Anil Kapoor and Irfaan Khan " src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/slumdog_millionaire_anil_kapoor.jpg" alt="" width="450" height="301" /></p>
<p style="text-align: justify;">E oggi, dopo il grande successo di <strong><em>The Millionaire</em></strong> di Danny Boyle, il film girato a Mumbai con attori indiani vincitore di otto premi Oscar nel 2009, <strong>Bollywood è molto alla moda anche a Hollywood</strong>.<br />
<span id="more-12777"></span>Basti pensare alla traiettoria professionale dei protagonisti di <em>The Millionaire</em>. <strong>Anil Kapoor</strong> sarà al fianco di Tom Cruise in <em>Mission Impossible</em> &#8211; <em>Ghost Protocol</em>, il quarto film della fortunata serie. <strong>Irfaan Khan</strong> sarà il cattivo del prossimo <em>Spider</em>-<em>Man</em>, <em>The Amazing Spider</em>-<em>Man</em>, interpretato da Andrew Garfield, nonché il protagonista dell’adattamento cinematografico di <em>Vita di Pi</em>, diretto da Ang Lee e tratto dal best-seller di Yann Martel. Khan, una presenza regolare nella serie televisiva <em>In Treatment</em>, interpreterà anche il premio Nobel Mohammad Yunus, l’inventore del microcredito, nel film <em>Il banchiere dei poveri</em>, del regista italiano Marco Amenta, a fianco di Peter Fonda<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-12779" title="Freida Pinto" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/Freida-Pinto.jpg" alt="" width="450" height="288" /></p>
<p style="text-align: justify;">Va fortissimo anche la protagonista femminile di Millionaire, <strong>Freida Pinto</strong>, che dopo aver interpretato <em>Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni</em> di Woody Allen e il film palestinese <em>Miral</em>, è ora al fianco di Antonio Banderas in <em>Black Gold</em> di Jean-Jacques Annaud, e sarà prossimamente sugli schermi in <em>Rise of the Planet of the Apes</em> con James Franco, <em>The Immortals</em> con Mickey Rourke, e Trishna, il prossimo film di Michael Winterbottom.</p>
<p style="text-align: justify;">Le agenzie hollywoodiane, sempre alla ricerca di nuovi talenti che parlano inglese, dopo aver fatto man bassa negli ultimi anni di attori britannici, australiani e scandinavi, stanno mettendo sotto contratto anche altre star del firmamento indiano, dal fascinoso <strong>Hrithik Roshan</strong> a <strong>Priyanka Chopra</strong>, l’ex Miss Mondo che spera di seguire le orme della famosissima collega <strong>Aishwarya Rai</strong>, spesso ancora definita la donna più bella del mondo, ammirata in film come <em>Matrimoni e pregiudizi </em>e <em>La Pantera Rosa 2</em> con Steve Martin. Mentre il successo americano della serie televisiva <em>Outsourced</em>, che si svolge in un call center indiano, sta portando alla ribalta numerosi attori indiani nati e cresciuti negli Stati Uniti o in Canada, pronti anch’essi a compiere il passo verso il grande schermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-12780" title="Shah Rukh Khan" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/Shah-Rukh-Khan.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I nomi che mancano invece nei progetti hollywoodiani sono quelli delle superstar di Bollywood </strong>come <strong>Shah Rukh Khan</strong>, <strong>Aamir Khan</strong>, <strong>Salman Khan</strong> o <strong>Amitab Bachchan</strong>, troppo impegnati a sfornare cinque o sei film all’anno come attori e/o produttori, e ad accumulare milioni (di dollari, non di rupie) per aver bisogno di cercare fama e fortuna all’estero. Per capire la popolarità delle star di Bollywood nel loro paese, basti ricordare che <strong>i loro nomi non appaiono nemmeno sui poster dei loro film, poiché i loro volti sono conosciuti persino negli angoli più remoti del subcontinente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultimo anno hanno avuto molto successo anche alcuni film indipendenti indiani non bollywoodiani, che si sono fatti notare nei vari festival internazionali, e hanno dato vita al fenomeno dei film «Hindie» (indipendenti in lingua hindi), come <em>Mumbai Diaries</em>, prodotto e interpretato da Aamir Khan, o <em>Peepli Live</em>, candidato indiano all’Oscar in lingua straniera, sempre prodotto da Khan. Altri film di questo filone sono <em>Udaan</em> e <em>Love Sex Aur Dhoka</em>, che nel 2010 hanno battuto al box office indiano molti film bollywoodiani tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-12781" title="A.R. Rahman" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/05/A.R.-Rahman.jpg" alt="" width="450" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">Parlando di successo non si può dimenticare il «<em>Bollywood sound</em>», che va fortissimo in discoteca. <strong>A.R. Rahman</strong>, premio Oscar per The Millionaire e compositore anche delle musiche di 127 ore di Danny Boyle, ha prodotto <strong>Kylie Minogue</strong> e le <strong>Pussicat Dolls</strong>, e fa il tutto esaurito nei concerti che tiene in giro per il mondo. Persino <strong>Lady Gaga</strong> si è lasciata sedurre da questo beat e ha recentemente proposto il remix bollywoodiano del suo mega-hit <em>Born This Way</em>. Mentre <strong>Snoop Dogg</strong> e <strong>Akon</strong> hanno registrato senza fanfara canzoni per film bollywoodiani. In un mondo sempre più globalizzato, e con l’economia indiana in vertiginosa crescita rispetto ai ritmi occidentali, la corsa all’oro di Bollywood sembra solo iniziata.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Claudia Laffranchi</strong><br />
da <strong>il Giornale</strong>, 4 maggio 2011</p>
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		<title>Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 05:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[regia di Michela Occhipinti Sinossi: Il mondo corre. Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo. Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">regia di <strong>Michela Occhipinti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sinossi</strong>: Il mondo corre. <strong>Hari</strong> cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla <img class="alignright size-full wp-image-12498" title="Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2011/04/lettere-dal-deserto.jpg" alt="" width="150" height="192" />calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo.<br />
Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi, quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l’angolo destro tagliato, che Hari legge sull’uscio ad alta voce e poi strappa, perché le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.<br />
In un mondo in cui il tempo è un lusso, la velocità è sinonimo di efficienza e civiltà, e dove si comunica premendo tasti che riproducono caratteri tutti uguali, la storia di Hari è un’isola cristallizzata nel tempo&#8230;<br />
<span id="more-12497"></span>(continua). Quando l’unico modo per comunicare era un foglio, una penna, l’inchiostro. Quando la gente era ancora in grado di aspettare. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del <strong>deserto del Thar</strong>. Finché arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio…<br />
Ambientazione: <strong>Deserto del Thar</strong>, <strong>Rajasthan Occidentale</strong> (India)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note di regia del documentario &#8220;Lettere dal deserto (Elogio della lentezza)</strong>: Originariamente ispirato da un articolo della giornalista indiana Pramila Phatarphekar, “<em>Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)</em>” è innanzitutto la riscoperta di una vita “diversa”, lenta, termine che in Occidente ha ormai acquistato un’accezione negativa. Seguendo un postino del deserto del Thar, che ogni giorno percorre chilometri a piedi o in bicicletta per recapitare un sacco pieno di lettere, il racconto fotografa il pigro avvicendarsi dei giorni e delle stagioni, vite tranquille che scorrono in un apparente immobilismo. Il messaggio per l’Occidente è chiaro: la velocità e la folle rincorsa al materiale tolgono tempo alle piccole cose, le uniche che forse vale davvero la pena di vivere; così come la tecnologia, pur portando benessere, trasforma, e non sempre in positivo, i rapporti sociali, arrivando talvolta a mettere in crisi interi settori professionali. Un racconto minimo che senza retorica ha cercato di restituire la poesia e il romanticismo di quel mondo, un mondo in inesorabile estinzione.</p>
<p>di<em><strong> Michela Occhipinti</strong></em></p>
<p>Regia: <strong>Michela Occhipinti<br />
</strong>Periodo delle riprese: Gennaio 2008 &#8211; Aprile 2009<br />
Anno di produzione: 2010<br />
Durata: 88&#8242; e 55&#8242; (TV)<br />
Tipologia: documentario<br />
Genere: antropologico/docufiction/drammatico<br />
Paese: Italia<br />
Produzione: Michela Occhipinti; in collaborazione con Start Studios<br />
Formato di ripresa: HDV<br />
Post Produzione: Video a cura della D-Vision ed audio della START Studios<br />
Formato di proiezione: DigiBeta e HDCAM, colore<br />
Titolo originale: Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)<br />
Altri titoli: <em>Letters from the Desert (Eulogy to Slowness)</em> &#8211; <em>Cartas do Deserto (Elogio a Lentidao)</em> &#8211; <em>Cartas del Desierto (Elogio a la Lentitud)</em></p>
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		<title>Il cinema indiano sbarca in piazza Duomo: ecco Tollywood!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 23:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, Piazza Duomo si è trasformata per qualche ora nel set di una produzione cinematografica indiana. Ma non stiamo parlando di Bollywood, bensì di Tollywood perchè qui il cinema è prodotto a Calcutta. Abbiamo incontrato Ivano Fucci della società Occhi di Ulisse che si occupa di consulenze per il turismo e promozione e che lavora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Milano</strong>, <strong>Piazza Duomo</strong> si è trasformata per qualche ora nel set di una produzione cinematografica indiana. Ma non stiamo parlando di Bollywood, bensì di <strong>Tollywood</strong> perchè qui il cinema è prodotto a Calcutta.</p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="350" src="http://www.c6.tv/media/system/swf/player.swf" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="author=www.c6.tv&amp;streamer=rtmp://www.c6-flash.fabbricadigitale.it/vod&amp;file=Tollywood.flv&amp;logo=http://www.c6.tv/images/logo_tv.png&amp;frontcolor=#333333&amp;backcolor=#ffffff&amp;image=http://www.c6.tv/images/video_thumb/Tollywood1.jpg&amp;skin=http://www.c6.tv/media/system/skins/modieus.swf"></embed></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato <strong>Ivano Fucci</strong> della società <strong>Occhi di Ulisse</strong> che si occupa di consulenze per il turismo e promozione e che lavora per alcune società che producono i film proprio in India. La sua è una storia interessante perchè lui stesso abita, per buona parte dell&#8217;anno, in India dove ha trovato il successo. E manda un messaggio a tutti i giovani italiani.</p>
<p>Servizio di <strong>Federica Giordani</strong>,<br />
fonte<strong> C6.tv</strong></p>
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		<title>Gangor, dramma indiano sulla condizione femminile</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 17:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro Che Bollywood. Per Gangor, film italo-indiano di Italo Spinelli, arriva finalmente l&#8217;uscita italiana, l&#8217;11 marzo distribuito da Cinecittà Luce, ma in India é ancora a rischio censura. Il film, che nel nostro Paese arriva per la festa della donna, presenta infatti alcune scene di nudo da parte della protagonista sicuramente poco gradite alla censura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Altro Che Bollywood. Per Gangor, <strong>film italo-indiano di Italo Spinelli</strong>, arriva finalmente l&#8217;uscita italiana, l&#8217;11 marzo distribuito da Cinecittà Luce, <strong>ma in India é ancora a rischio censura</strong>. Il film, che nel nostro Paese arriva per la festa della donna, presenta infatti alcune scene di nudo da parte della protagonista sicuramente poco gradite alla censura indiana.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/anHk5S-hG6Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="more-12206"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La storia racconta infatti la foto sbagliata fatta da un fotografo occidentale a una donna tribale che la rovinerà per sempre. Tratto da un racconto breve (Dietro il corsetto) della scrittrice indiana <strong>Mahasweta Devi</strong>, una pasionaria dei diritti delle donne, il film, già passato in concorso per l&#8217;Italia all&#8217;ultimo Festival di Roma, racconta la vicende del fotografo Upin (Adil Hussain), inviato nel Bengala occidentale per un reportage sullo sfruttamento delle donne e la violenza subita in particolar modo da quelle tribali. Ma quando Upin fotografa la bellissima Gangor (Priyanka Bose) con il seno scoperto, la vita di questa donna, come la sua, cambieranno per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte <strong>Ansa</strong>, 5 marzo 2010</p>
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		<title>Enthiran &#8211; un po&#8217; di fantascienza dall&#8217;India</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 23:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono comparse su Youtube sequenze tratte dal colossal fantascientifico indiano Enthiran. Ve le proponiamo. Strani i percorsi del web. A ottobre 2010 è uscito in India Enthiran (Robot per noi), colossal fantascientifico che — per la cronaca — è la produzione più cara mai messa in piedi da quelli parti. Costata circa centosettantacinque crore, ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono comparse su Youtube sequenze tratte dal <strong>colossal fantascientifico indiano Enthiran</strong>. Ve le proponiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="271" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4NK77tYAt34?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="271" src="http://www.youtube.com/v/4NK77tYAt34?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Strani i percorsi del web. A ottobre 2010 è uscito in<strong> India Enthiran</strong> (Robot per noi), colossal fantascientifico che — per la cronaca — è <strong>la produzione più cara mai messa in piedi da quelli parti</strong>. Costata circa centosettantacinque crore, ovvero trentotto milioni di dollari, ne ha guadagnati più del triplo, salendo al primo posto come incassi nella storia del cinema indiano.<br />
<span id="more-11962"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La produzione arriva da Kollywood, equivalente in lingua Tamil di Bollywood (che invece è in lingua Hindi),</strong> e ha fatto il giro dell&#8217;India e dei paesi circostanti, con un successo tale da farlo rientrare nei cinque film più redditizi al di fuori dei confini nazionali (è sbarcato anche in UK). Evidentemente qualcuno l&#8217;ha notato in Russia, perché, grazie a un utente locale, sono recentemente sbarcate su Youtube sequenze selezionate tratte dal film. Ve le proponiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enthiran racconta la storia di uno scienziato che inventa un super robot senziente, ovviamente realizzato a sua immagine e somiglianza</strong>. Forse anche troppo, visto che si innamora della sua fidanzata. L&#8217;amore non corrisposto fa sì che il robot si ribelli al suo creatore e diventi rapidamente una minaccia per tutto il genere umano. Segue lotta per fermarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film pesca a piene mani da parecchie fonti, dando al tutto un tocco tipicamente indiano (si veda per esempio la scena del balletto, dove l&#8217;androide, che sembra prelevato di peso da Io, Robot, passa da una danza su musiche tradizionali a una sequenza di mosse Jeet-Kune Do in pieno stile Bruce Lee). Inutile lanciarsi in un elenco sterile di citazioni dirette e non, meglio lasciare spazio al protagonista, una via di mezzo fra Elvis e Neo di Matrix, e ai poveri malcapitati che subiscono le conseguenze delle sue (non poche) armi non convenzionali. Peggio dell&#8217;ispettore Gadget.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Alessandro</strong> <strong>Murè</strong>,<br />
dal <strong>Corriere</strong> <strong>della</strong> <strong>Fantascienza</strong>, 5 febbraio 2011</p>
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		<title>Il mio nome è Khan</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 23:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[di Karan Johar, con Shah Rukh Khan e Kajol Devgan Il messaggio di questo film, un perfetto esempio di come può essere emozionante il cinema di Bollywood, è meno politico di quello che si potrebbe pensare: al mondo ci sono due generi di persone, buone e cattive, una distinzione più importante di ogni altra, compresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Karan</strong> <strong>Johar</strong>, con <strong>Shah</strong> <strong>Rukh</strong> <strong>Khan</strong> e <strong>Kajol</strong> <strong>Devgan</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio di questo film, un perfetto esempio di come può essere emozionante il cinema di Bollywood, è meno politico di quello che si potrebbe pensare: al <strong>mondo ci sono due generi di persone, buone e cattive, una distinzione più importante di ogni altra, compresa quella tra induisti e musulmani</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="271" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tVU7w7Be22A?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="271" src="http://www.youtube.com/v/tVU7w7Be22A?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio nome è Khan è un’avvincente favola sui rischi che corrono i buoni di cuore. Rizvan Khan, interpretato con grande misura da Shah Rukh Khan, ha la sindrome di Asperger. Una condizione che lo pone al di sopra del bene e del male, ma che causa anche qualche problema alla sua famiglia.</p>
<p><span id="more-11635"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’America post-11 settembre è un posto che può essere pericoloso per un uomo incapace di mentire, di nascondere la sua fede e che per di più si chiama Khan. Rizvan sposa una madre single, Mandira, una donna induista che riesce a vedere oltre le sue stranezze. Dopo che suo figlio subisce un episodio di intolleranza antislamica, Mandira allontana Rizvan che prende alla lettera il suo sfogo: &#8220;Vai <em>dal presidente, digli che ti chiami Khan e che non sei un terrorista&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Parte così per una missione dall’esito incerto. Uno dei pregi migliori del film è quello di vedere le paranoie statunitensi attraverso la lente del cinema di Bollywood. Grazie all’ottima regia di Karan Johar e a una potente colonna sonora di Shankar, Ehsaan &amp; Loy, <em><strong>Il mio nome è Khan</strong></em> fa spuntare più di una volta le lacrime, mentre ci impartisce una lezione sull’islam e la tolleranza.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di tolleranza, lo <strong>Shiv</strong> <strong>Sena</strong>, un partito fondamentalista induista in polemica con Shah Rukh Khan su questioni legate all’impiego di giocatori pakistani in squadre di cricket indiane (Khan è in parte proprietario di una squadra), ha minacciato di boicottare la prima del film a Mumbai. Questo non ha impedito a un’immensa folla di fan di intervenire. Uno a zero per Bollywood.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Rachel</strong> <strong>Saltz</strong>, <em>The</em> <em>New</em> <em>York</em> <em>Times<br />
</em>da <strong>Internazionale</strong>, 26 novembre 2010<em> </em></p>
<p>Articoli correlati<br />
<a href="http://www.shambhoo.com/2010/02/my-name-is-khan/" target="_blank"><strong>My name is Khan</strong></a></p>
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		<title>&#8220;Indian Flow&#8221; regia di Giuseppe Petruzzellis</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 02:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Film India]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Indian Flow&#8221; regia di Giuseppe Petruzzellis è un documentatio di viaggio girato in India   Gli appunti di viaggio di un filmmaker Il funerale induista di un santone ad Agra; due donne in sari che riciclano lo sterco di mucca in un villaggio dell&#8217;Uttar Pradesh; uno spettacolo di marionette dentro la baracca di uno zingaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong><span style="color: #808000;">Indian</span></strong> <strong><span style="color: #808000;">Flow</span></strong>&#8221; regia di <strong>Giuseppe</strong> <strong>Petruzzellis</strong> è un documentatio di viaggio girato in India</p>
<p><span style="font-family: Arial,           sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="271" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qnQfbuovTGw?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="271" src="http://www.youtube.com/v/qnQfbuovTGw?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-11612"></span><strong>Gli appunti di viaggio di un filmmaker</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il funerale induista di un santone ad Agra; due donne in sari che riciclano lo sterco di mucca in un villaggio dell&#8217;Uttar Pradesh; uno spettacolo di marionette dentro la baracca di uno zingaro a Jaipur; il lago che non c&#8217;è più a Pushkar; la marea umana che ogni 12 anni si ritrova ad Haridwar per il Kumbha Mela: sono questi alcuni dei luoghi, degli eventi e dei personaggi protagonisti di Indian Flow.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore di questo lavoro e&#8217; il giovane regista Giuseppe Petruzzellis, già premiato in diversi film festival internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Indian Flow è un viaggio attraverso lo scorrere di eventi ordinari e straordinari vissuti dalla gente comune in India. Un fluire dal quale emerge la ricchezza di un modo di pensare, agire ed esistere fortemente alternativo. Per questo lavoro ho scelto di sperimentare un meccanismo di produzione “dal basso”. Chiunque può contribuire alla realizzazione del documentario, prenotando un dvd di Indian Flow (costo €15), diventando co-produttore di questa opera</em>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">E questa è la pagina dalla quale è possibile prenotare i dvd: <a href="http://www.produzionidalbasso.com/pdb_508.html">http://www.produzionidalbasso.com/pdb_508.html</a>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aplysia</strong><br />
Video Productions<br />
Via Garibaldi 15<br />
44121 Ferrara &#8211; Italy<br />
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<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11613" title="Indian Flow - appunti di un viaggio in India -" src="http://www.shambhoo.com/wp-content/uploads/2010/11/Indian-Flow-appunti-di-un-viaggio-in-India-.jpg" alt="" width="400" height="561" /></p>
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