Dall’India un ballo tra il sacro e il profano
sabato, 30 luglio 2011al Mao (Museo d’Arte Orientale), Torino
giovedì 4 agosto, ore 21:00
«La danza Bharatanatyam tra storia, mito e attualità» con Antonella Usai: colori, corpo, spiritualità e magia
Fondere l’«infinitamente sacro » e l’«infinitamente profano » senza bisticcio apparente,
senza che si riesca neppure a individuare un confine preciso. E in più, intendendo i due concetti virgolettati come degli universali, non legati a un credo preciso.
La portata concettuale, artistica e fisica di una danza, che pesca nel passato remoto ogni sua ragione e movenza, può mixare sacro e profano in fluidità, a prescindere da qualunque accezione «local» o religiosa le si possa attribuire. E’ quanto promette Antonella Usai, che giovedì 4 alle 21 presenta, al Mao – Museo d’Arte Orientale (di via San Domenico 11), «La danza Bharatanatyam tra storia, mito e attualità»: spettacolo di danza, letture e video realizzato in collaborazione con Asd Nad, Il Mutamento Zona Castalia, Ctp.
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lli stampatore che imprime il suo inconfondibile stile anche in foto scattate da un’altra persona.
ale attorno a cui si sviluppa più o meno a raggiera l’articolato percorso espositivo della mostra che il Centre Pompidou ha voluto dedicare alla situazione attuale dell’arte contemporanea in India, una scena artistica molto vitale che ha incominciato a decollare anche a livello internazionale solo nell’ultimo decennio.
i dei monaci tibetani intitolata Thangka








rnazionali promosso dal Dipartimento di Storia, Culture, Religioni dell’Università di Roma La Sapienza e dall’Isiao in collaborazione con le Università di Manchester e Bonn.


