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Viaggio sud India - Kerala, avventure nel paradiso indiano

08 Ottobre 2013

Categorie: Idee di viaggio Ottobre 2013

Kerala backwater ad Alleppey. Photo © Samuele Fracasso
Riprendendo un articolo di  uscito su Il Sole 24ore, possiamo tuffarci nel magico paradiso indiano del Kerala

Dalla Valle dei Rododendri al palazzo nobiliare di Travancore Heritage, dalla Venezie dell’Est alla città Regina del Mare Arabico. Devozione ancestrale, natura lussureggiante, yoga e ayurveda. Viaggio nella terra del tè, dei massaggi rilassanti e del cardamamomo

Narra la leggenda che Parashurama, un’incarnazione di Vishnu, compì una serie di penitenze per espiare un grave peccato e il potente Dio ricompensò la sua devozione prosciugando il Kerala e strappandolo alle acque dell’oceano.

Così sarebbe nato questo stato dell’India meridionale dalla natura rigogliosa e lussureggiante, celebre per le palme da cocco, una delle sue maggiori ricchezze, per le piantagioni di caffè, tè e cardamomo.
Un paradiso tropicale a tutti gli effetti, stretto tra i monti Ghati Occidentali e il Mare Arabico, che per circa 600 chilometri corre lungo la costa occidentale ed è punteggiato di grandi e piccoli canali e lagune, regno di mangrovie, che dal mare si infilano nella foresta pluviale. Un luogo particolare anche perchè è considerato la culla dell’ayurveda, sistema di medicina alternativa basato sulla naturopatia, e dello yoga, ed è quindi la meta ideale per una vacanza all’insegna del benessere e delle cure tradizionali indiane.


Un viaggio nel Kerala aggiunge, alla scoperta di un’India diversa, anche un contatto più diretto con la sua natura grazie a un breve e non impegnativo trekking, nella regione di Munnar, in una zona dal nome romantico: la Valle dei Rododendri. Si parte da Trivandrum, capitale dello stato e in passato sede del Maharajah di Travancore, e si fa tappa nella vicina Kovalam soggiornando in un antico palazzo nobiliare, il Travancore Heritage, proprio a picco sulle scogliere dell’Oceno Indiano, trascorrendo il tempo tra massaggi rilassanti ed escursioni nei dintorni, fino ad ad arrivare a Kanyakumari, l’estremità più meridionale dell’India.

Si prosegue quindi per Aleppey, città chiamata la Venezia dell’Est per la quantità di canali che la attraversano. Qui ci si imbarca sull’houseboat  le kettuvallum (Barca di Riso), grande imbarcazione tradizionale in giunco, per due giorni di navigazione nelle Backwaters, un mondo di acqua color smeraldo fatto di laghi e lagune collegati da canali, e nutrito da trentotto fiumi che contendono al mare il predominio sulle basse terre. Un eterno altalenare di limo e di sabbie che crea dighe naturali grazie alle quali si aprono 1500 chilometri di canali salmastri navigabili, sapientemente riordinati dalla mano dell’uomo. Un reticolo silenzioso e vergine dove si specchiano alte palme da cocco, i laghi di Vembanadu e Punnamda, villaggi di pescatori, risaie, statue di Buddha e tempietti. In auto si raggiunge poi il Parco Nazionale di Periyar, il più importante santuario di fauna selvatica nel sud dell’India dove si possono avvistare tigri, elefanti selvatici, bisonti, leopardi, scimmie.

Si prosegue quindi per Fort Cochin (oggi Kochi), conosciuta come la Regina del Mare Arabico, che fu capitale dell’India Portoghese fino al 1530. È uno dei porti più antichi della costa occidentale, importante centro di commercio delle spezie fin dai tempi antichi. Vanta una lunga storia di visitatori che risale al 1409, quando i primi viaggiatori cinesi approdarono su queste sponde. Nel 1498 toccò a Vasco da Gama che fu autorizzato dal rajah locale a costruire Forte Immanuel, prima dimora europea in India. È l’inizio della saga coloniale di questo paese e della storia di Fort Cochin come città indo-europea. Nelle ampie mura del forte, i Portoghesi hanno lasciato case e chiese, mentre i contorni della città moderna rammentano gli Olandesi che l’hanno tolta ai Portoghesi nel 1663. Furono proprio loro a renderla un crocevia commerciale tra l’Europa e la Cina. E anche dopo che i Britannici conquistarono la città nel 1795, piantagioni e aziende commerciali inglesi installate a Fort Cochin e il suo particolarissimo stile architettonico indo-europeo, hanno proseguito il loro sviluppo. La città con la sua sinagoga del XVI secolo, le moschee, le chiese cattoliche portoghesi, i templi indù, racconta l’eclettismo di tutto il Kerala. Dietro le banchine si trovano ancora le vecchie case dei mercanti, i magazzini e i cortili dove vengono ammucchiate le spezie che, durante il secondo millennio venivano esportate in Europa, e che ancora oggi insieme al caffè e alla fibra di cocco, sono una delle ricchezze più importanti della regione.

Si continua quindi per Munnar, Pothamedu, Devikulam, Mattupetty, Nyayamakad, tutte località tra i 1600 e i 1700 metri di altitudine, circondate dalle verdissime piantagioni di tè, caffè, cardamomo.

Il trekking nella Valle dei Rododendri inizia da qui, dura due giorni e va da 1500 a 2600 metri, passando da praterie e foreste pluviali d’alta quota, per arrivare fino sul Meesapulimala, la seconda vetta più alta dei Ghat Occidentali (2650 m) da dove si gode un panorama eccezionale sulle piantagioni di tè di Kolukkumalai e sulle ondulate colline sottostanti. Infine, scendendo, si raggiungono le rive del Lago Anaerangal (1200 m) il cui nome, non a caso, significa “Lago dove arrivano gli elefanti”. Qui infatti, si possono avvistare elefanti, sambar (un grande cervo asiatico), orsi bradipi e il nilgiri tahr, un grande ungulato che vive su queste alture.

Per questa destinazione mare la Shambhoo Travels suggerisce  o uno specifico tour Meraviglie del Kerala oppure nella nostra pagina India del sud potete trovare diverse soluzioni che combinano un viaggio in Kerala con altre destinazioni.

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