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Viaggio in Nepal - Upper Mustang, il regno (non più) proibito

24 Ottobre 2013

Categorie: Idee di viaggio Ottobre 2013

Trekking e città, templi e “ottomila”, lama buddisti e yak nella splendida area himalaiana, già annessa al Tibet, oggi parte del Nepal


Entrare nel regno proibito del Mustang per centinaia e centinaia di anni è stato solo un sogno. Dal 1992 il piccolo reame nepalese, ancora governato da un re e da una regina che risiedono nella capitale Lo Mantang, è stato aperto ai turisti ma ancora oggi resta una delle destinazioni più particolari e poco conosciute del mondo, percorribile solo a piedi o sulla groppa di cavalli. Inoltre, bisogna tener presente che, per evitare un impatto turistico dannoso per la bellezza del territorio, il Mustang concede solo un migliaio di permessi all’anno.


Il Mustang è anche conosciuto come “L’ultimo Tibet” perché i suoi villaggi mantengono tutto il fascino e l’isolamento dell’antica cultura tibetana. Chiuso a sud dagli imponenti massicci del Dhaulagiri e dell’Annapurna e a nord, est e ovest dal Tibet, il Mustang fino al secolo scorso faceva parte del Tibet e durante l’invasione cinese divenne rifugio e base dei guerrieri che combattevano per il loro Paese.

Un viaggio nel Mustang non è esattamente una passeggiata ma è uno di quelli che non si scordano mai. Non esistono strade ma solo sentieri, quindi è da sconsigliare a chi non ama il trekking. I villaggi sono costruiti con mattoni di terra cruda intonacata e si sviluppano intorno ai monasteri buddisti tibetani, i Gompa, che sopravvivono intatti e che conservano antichi dipinti su tela, i “tanka” e statue sacre.

Il regno si divide in due zone: una a sud con villaggi di etnia Manang ed una a nord, l’antico regno di Lo, con cultura, tradizioni e lingua esclusivamente tibetani. Il primo europeo che riuscì a mettere piede nel Mustang fu, nel 1950, un geologo svizzero, Toni Hagen che era in Nepal per conto dell’Onu. Fu poi un antropologo francese, Michel Peissel, il primo a descriverne le bellezze in Europa, nel 1964.
Per visitarlo conviene percorrere la strada principale lungo il fiume Gandaki. Guardatevi attorno: grandi vette – il Nilgiri (7136 mt.), il Tilicho (7136 mt.) e il Dhalaugiri (8167 mt.) – e canyon scavati dal fiume con villaggi sparsi tra le coltivazioni di orzo. Paesaggi dai colori vividi su una base di ocra, nel vento.


Il Mustang è un posto dove la gente vive in modo semplice, seguendo i dettami del Buddismo lamaista. lontano dalle ricchezze e dalla frenesia. Qui si vive di pastorizia e agricoltura, quindi vedrete capre, asini, yak, Dzong.

Partendo dall’Italia si arriva a Kathmandu. Da lì vi consigliamo di raggiungere in autobus o in volo Pokhara che dista circa 200 km. E’ un posto di straordinaria bellezza a 827 metri sul livello del mare.
Per la sua posizione tra i laghi e l’Himalaya, Pokhara è punto di partenza per il trekking e per il rafting. Da Pokhara si può raggiungere Jomsom, cittadina che si trova tra gli ottomila metri del Dhaulagiri e dell’Annapurna, nella zona più famosa del Nepal per quanto riguarda il trekking. La Trek Jomson arriva fino al tempio sacro di Muktinath, lungo la via dei pellegrini. Proseguendo lungo il fiume Kali Gandak si possono raggiungere Tangbe, Chuksang e Tsaile, a 3050 metri, tra le rocce rosse e panorami dai colori forti sotto la catena del Damodar Danda. Splendido il panorama su Tsarang ed i massicci del Nilgiri, del Tilicho e dell’Annapurna.



Infine Lo Manthang, la mitica capitale del Mustang, l’unica città tibetana circondata da mura e rimasta intatta. Ci si arriva costeggiando paesaggi da fiaba fino al monastero di Namgyal, preferibilmente al tramonto. Nella capitale è anche possibile concordare una visita nel palazzo reale con mattoni di fango secco e legno, e magari incontrare il re e la regina, simboli di un mondo che non esiste più ma che è lì, pronto a svelarsi ai vostri occhi ed a conquistarvi con la sua atmosfera magica. Quando ritornerete in Italia, nel traffico della quotidianità, il vostro pensiero volerà a quella pace e vi sembrerà di aver vissuto un sogno.

Un sogno oggi non più proibito. Si vola da Milano o Roma a Katmandu, poi da Katmandu a Pokhara (circa duecento km). Durante la stagione monsonica si prende un volo da Pokhara a Jomsom.

Articolo di Anna Maria De Luca da Repubblica Viaggi.

Per questa suggestiva meta la Shambhoo travels propone o il classico Trekking nell'Upper Mustang, oppure Valle di Kathmandu, Pokhara e Mustang che combina alcune mete classiche come Kathmandu e Pokhara con un paio di giorni a Jomson Kagbeni e Muktinath

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