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Viaggio in India: le antiche dimore dei maharaja

14 Dicembre 2013

Categorie: Idee di viaggio Dicembre 2013

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L’India non è più il paese misterioso delle nostre letture dell’infanzia. La sua industria cinematografica, soprannominata Bollywood (Bombay+Hollywood), è la più grande del mondo. E a dispetto dei suoi trecentotrenta milioni di dei, l’India è oggi una superpotenza del software. Il mistero se n’è andato da tempo, visto che è visitata ogni anno da sei milioni di turisti, che assicurano un introito di 2 miliardi di dollari.

C’è dunque l’India ormai inflazionata del Taj-Mahal, il mausoleo di Agra che è diventato famoso come la Tour Eiffel. Ma per fortuna c’è anche un’altra India, quella rurale, dove continua a vivere con ritmi senza tempo la maggior parte del miliardo e rotti di questa nazione che forma il 16,9% della popolazione mondiale e che cresce con un impressionante tasso demografico dell’1,6% all’anno. È in quest’India fuorimano, dove non ci sono i grandi alberghi delle catene internazionali e dove i monumenti non sono assediati da orde di venditori di chincaglieria per turisti, che il viaggiatore può trovare ancora l’anima di questo immenso paese grande undici volte l’Italia.

Negli ultimi anni anche i maharaja, che per secoli hanno dominato la società indiana, hanno dovuto venire a patti con la modernità. Sono ormai numerosi i palazzi riconvertiti totalmente o solo in parte in alberghi per consentire di tenere testa alle spese di manutenzione e di restauro, senza le quali queste preziose dimore signorili sarebbero inesorabilmente crollate. UDAIPUR Lago Palace Hotel Jagat Niwas Viaggio in India Tour Operator Locale Ci sono edifici sontuosi come il City Palace di Udaipur affacciato sul Lago Pichola, proprio in faccia all’isola-palazzo Jag-Mandir in cui è ambientato Octopussy, operazione piovra, tredicesimo episodio di James Bond. Le camere nel vecchio edificio, il Fateh Prakash, permettono di immergersi nelle atmosfere dell’India coloniale britannica, quella di Passage to India di Forster per intenderci. Ma ci sono anche residenze di campagna o addirittura vecchi castelli medioevali un po’ dimenticati, perché fuori dai classici circuiti del Rajasthan: Jaipur, Udaipur, Jodhpur, con l’aggiunta di Delhi e di Agra.

A un centinaio di chilometri da Udaipur si trova la residenza di campagna di Shahpura Bagh, un insieme di antiche dimore bianchissime immerse in un parco. L’acqua è stata portata qui dal maharaja Rajadhiraj Nahar Singh, che per realizzare la bonifica dovette vendere i gioielli di famiglia. La casa è diretta dalla nipote dell’attuale maharaja, un compassato signore dall’impeccabile educazione britannica, che continua a vivere nell’edificio con la sua famiglia. Maya Singh ha costruito un’immensa piscina, ha ricavato alcune suites e tiene alta la tradizione gastronomica. Nelle vicinanze splendido il Dhikhola Fort arroccato sull’unica altura della regione e il tempio di Rama con le sue cupole fra cui svolazzano i pappagalli.

Forte di SardargarhDel tutto diverso il forte di Sardargarh, che si trova a una novantina di chilometri da Udaipur. È una massiccia costruzione militare del Settecento, in cui si aprono meravigliosi cortili ricchi di vegetazione. Dalle logge il panorama sulla cittadina meridionale è incantevole. Nelle vicinanze si trova il tempio jainista di Ranakpur, che è una fra le più fantastiche creazioni dell’arte indiana. Al tramonto il maharaja e la moglie, che si chiamano Dharitri e Mahipal, mi invitano a fare una passeggiata sulle rive del lago formato dal monsone. «L’India è un paese che deve ancora percorrere una lunga strada verso la democrazia – osserva il maharaja mentre il cielo sembra fatto di lamiera arroventata – Quando gli inglesi se ne sono andati, tutti hanno creduto che da quel momento ognuno potesse fare quello che gli passava per la testa. Nessuno pensa ai propri doveri. E i politici sfruttano demagogicamente questa malintesa idea di libertà. Oggi qui la gente non muore più di fame, ma, salvo una minoranza agguerritissima, c’è anche poca voglia di lavorare e impegnarsi. Una parte del paese è alla deriva, solo l’educazione scolastica e la cultura ci potranno salvare».

Per questa destinazione, Shambhoo Travels propone diversi itinerari che potrete consultare a QUESTA PAGINA, oppure potete inviare una mail con le vostre richieste specifiche all’indirizzo tour@shambhoo.com

di Franco Brevini dal Corriere della sera (19.10.10)

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