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Racconto di viaggio in India: breve riflessione di Giovanni

30 Agosto 2014

Categorie: Idee di viaggio Agosto 2014

Racconto di viaggio in India. Foto Emanuele Scandura De Francisco

Giovanni, in una tranquilla serata di un agosto italiano pensando all’India  se ne esce con un breve racconto di viaggio in India. Una breve riflessione che parla dell’India, del suo rapporto con l’India e di quello che ha riportato in Italia del suo viaggio in India.

“Sono appena rientrato dalla passeggiata con il mio cane lo voleva lui ma forse ne avevo più bisogno io.

Sono seduto nella mia stanza di lettura che per l’occasione può essere di  lavoro, studio e meditazione, sul tavolo un té indiano caldo e un pezzo di cioccolata fondente, sono un grande consumatore soprattutto nei miei momenti no.

Ho appena acceso un incenso aroma patchuoli davanti al mio Shiva danzante … una sorta di offerta che con il suo profumo e sapore riempirà a breve la stanza della sua fragranza. In sottofondo ascolto “Sound of desert” dei Rajasthani Lok Dhune … mi ricordo ancora come fosse adesso come ho avuto questo cd … ero ad Udaipur su un roof restaurant  vista City Palace a cenare, meglio dire a consumare un delizioso pasto a base di pakora, thali, daal … in sottofondo questa musica, ad un certo punto ho chiesto al cameriere che mi dicesse il titolo del cd, appena trascritto mi ha chiesto se ne volevo una copia, a mia risposta affermativa si è precipitato in strada a farmene una copia … quando ho pagato il conto ho trovato la copia del cd con la musica che tanto avevo apprezzato.

Guardo fuori dalla finestra, è ricominciato per l’ennesima volta a piovere. Quest’anno non se ne può più, agosto e sembra già autunno con una leggera nebbiolina, per le strade nessuno in giro tutto chiuso, tutti in casa al riparo davanti al televisore, … ed io che amo il caldo, camminare scalzo, vestire leggero, sudare, penso …. ma quanto è lontana l’India?

Racconto di viaggio in India. Foto Emanuele Scandura De Francisco

Trenta e più gradi di giorno, la sera un po’ meno, una leggera brezza d’inverno un caldo vento d’estate, le strade sempre piene di gente, bambini che corrono, gente che chiacchiera, donne che lavorano, giovani che si avvicinano e chiedono se voglio qualcosa, nel mentre sono sfiorato da un tuk tuk sovraccarico  … una famigliola, madre padre e i loro cinque figli chissà dove staranno andando … non faccio neanche in tempo a guardare meglio che mi devo spostare perchè su un motorino due giovani chiedono strada, li guardo come per dire “Attention! Be careful where do you go! Go slowly!!” … lui continua a guidare lei si gira e con il suo splendido sorriso sembra voler dire “Sorry sir!” … io catturato dal colori del suo sari … mai visto due sari uguali in India, c’è quasi una gara a chi indossa il sari più colorato … e penso alla nostra moda, qui da noi va molto il nero e il bianco blu o altre tonalità monocromatiche con qualche sfumatura di colore sempre differente a seconda della moda, quest’anno dicono vada il blu e l’arancione ….

Sono ancora fermo imbambolato quando mi sento strattonare alla manica, mi volto e un povero mendicante che mi offre il suo simpatico sorriso steso tra i pochi denti che gli sono ormai rimasti … in cambio mi chieda qualche rupia per mangiare. Non riesco a capire quanti anni possa avere, sarei tentato di dire che ne avrà una settantina ma sono anche certo che ne ha molti meno di quanti ne dimostra. Il suo viso è coperto di un spesso strato di polvere secca, i vestiti più simili a stracci gli sono troppo grandi e gli cadono addosso tira un carrettino, non so cosa trasporti … Apro il portafogli e gli porgo una banconota … se ne va sorridente, in India si dice che le persone più ricche e benestanti fanno volentieri delle offerte ai più abbietti come forma di perdono … io non ho questa presunzione, mi auguro che il mio piccolo gesto possa permettergli di passare una buona serata e che possa consumare un buon pasto caldo lui con la sua famiglia se ha qualcuno che l’aspetta.

Non me ne ero reso conto ma ero io quello in mezzo alla strada, mi porto al lato e da lì alzo la testa e allungo la vista a guardare attorno … e sento e vedo: vita, suoni, rumori, odori, profumi, ci sarà anche dolore e sofferenza in giro tra questa gente che mi passa a fianco ma c’è molto più  gioia e allegria di quanto uno può immaginare e quanto sorrisi vedo, tutti che sorridono e viene anche a me di sorridere positivamente contagiato … vuoi mettere qui da noi in giro per le nostre piazze e per i corsi … la gente sconosciuta che si guarda con fare cagnesco passeggia in maniera ordinata, su un lato in un senso, sull’altro lato nell’altro senso, non siamo neanche più liberi di passeggiare liberamente, in fila sempre dietro a qualcuno o a qualcosa, sempre di fretta, facciamo tutto di fretta, di fretta mangiamo, ci laviamo, dormiamo, andiamo al lavoro, conosciamo le persone,  scopiamo … siamo figli del “just in time” come amava ripetere il mio professore di economia … sempre di fretta, di corsa contro il tempo … per che cosa … per circondarci di cose inutili, oramai  non siamo più liberi di prenderci del tempo per respirare, parlare con la gente guardarsi attorno … il tempo ecco cosa mi manca dell’India il tempo per me stesso e per gli altri.”

Grazie Giovanni che ha viaggiato in primavera con noi tra Rajasthan Agra e Varanasi per il tuo racconto e anche se come hai voluto precisare ci tieni a dire che non sei uno scrittore, che non hai queste pretese e che fai tutt’altro nella vita … non importa, spesso le parole più semplici di persone comuni e improvvisati viaggiatori rendono meglio di tanti libri, romanzi scritti da scrittori l’idea dell’India e de fascino che esercita.

Attendiamo un vostro racconto di viaggio in India impressioni, diari di viaggio, pensieri e foto … e se non l’hai ancora fatto prenota un viaggio con noi in India

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