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Archivio di dicembre 2011

Lo chiamano progresso – Arundhati Roy

venerdì, 30 dicembre 2011

Il capitalismo non può garantire benessere e giustizia sociale per tutte le persone. Il discorso di Arundhati Roy a Zuccotti park il 16 novembre 2011

Ieri la polizia ha sgombrato Zuccotti Park, ma oggi le persone sono tornate. La polizia dovrebbe sapere che la protesta di Occupy Wall street non è una lotta per il territorio. Non stiamo combattendo per occupare un parco, ma per la giustizia. Giustizia non solo per il popolo degli Stati Uniti, ma per tutti. Con la protesta cominciata il 17 settembre, siete riusciti a introdurre un nuovo immaginario, un nuovo linguaggio politico nel cuore dell’impero.

Avete riportato il diritto di sognare in un sistema che cercava di trasformare tutti i suoi cittadini in zombie stregati dall’equazione tra consumismo insensato, felicità e realizzazione di sé. Per una scrittrice, lasciate che ve lo dica, questa è una conquista immensa. Non potrò mai ringraziarvi abbastanza.
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Anna Hazare, ricomincia lo sciopero della fame.

giovedì, 29 dicembre 2011

Anna Hazare, attivista indiano conosciuto come il nuovo Ghandi, ricomincia lo sciopero della fame

Dopo 3 giorni di astinenza dal cibo l’attivista indiano, Anna Hazare, aveva interrotto sotto consiglio medico lo sciopero della fame iniziato per protestare contro la norma anticorruzione proposta dal Lok Sabha, la camera bassa del parlamento indiano. Questa legge, chiamata Lokpal Bill che significa “legge a protezione della gente”, prevede l’istituzione di un’autorità indipendente per la lotta alla corruzione, un fenomeno dilagante in questo paese la cui popolazione ha recentemente superato il miliardo di individui.

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Giuseppe Cederna: pellegrinaggio alle sorgenti del Gange

mercoledì, 28 dicembre 2011

Torno in India una volta all’anno da quando, nel 1999, ci sono stato per la prima volta. Qui ho incontrato la meraviglia dei luoghi di preghiera mentre mi recavo verso le sorgenti del Gange: il percorso è pieno di tracce, resti di fuochi, ceneri, orme. Sono partito da Delhi in treno, poi ho proseguito in macchina e infine a piedi, attraversando una valle remota a nord del Paese.

Decine di migliaia di persone si muovevano insieme a me per incontrare la loro guida spirituale, che li attendeva nel punto in cui nasce il fiume sacro, la Grande Madre, come gli indiani chiamano il Gange.
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Stupa o Chorten – monumento spirituale

martedì, 27 dicembre 2011

È il simbolo del Buddha per eccellenza, della estinzione del suo corpo fisico (pari nirvana) e del suo inseguimento spirituale.

Lo stupa in tibetano chorten è il monumento buddhista per antonomasia, al quale i devoti rendono omaggio compiendo una pradaksina (circumambulazione in senso orario). In origine tumulo funerario destinato a contenere le ceneri dell’Illuminato e, in seguito, monumento commemorativo del Buddha e della sua dottrina.

Il termine deriva dal sanscrito (in tibetano chorten) che letteralmente significa “fondamento dell’offerta“. È il simbolo della mente illuminata (la mente risvegliata, divinità universale) e del percorso per il suo raggiungimento. Se si usano soltanto due parole, la migliore definizione di Stupa è “monumento spirituale“.
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L’uomo dell’acqua «Ecco come porto da bere in tutto il Nepal»

lunedì, 26 dicembre 2011

FILIPPO BASTIANELLO, 29 anni lavora a Kathmandu
Il giovane ingegnere vicentino è salutato come un eroe: «Prima gli abitanti camminavano per ore adesso utilizzano i rubinetti»

L’acqua era un miraggio per i nepalesi. Ora non più, grazie ad un giovane ingegnere ambientale vicentino. Filippo Bastianello, 29 anni, gestisce la progettazione di 30 acquedotti in Nepal per conto di un’azienda veronese, la “Agmin Italy srl”. A Kathmandu, la capitale del Nepal con circa 950 mila abitanti, Filippo Bastianello è salutato dalla gente come un eroe. È diventato l’uomo dell’acqua, che vive quello che è un lavoro come una missione di solidarietà.

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“Il fiume dell’oppio” di Amitav Ghosh

venerdì, 23 dicembre 2011

edito Neri Pozza

Oppio e potere
con Ghosh la storia diventa romanzo
I commerci illegali e una Babele di personaggi in fuga
L’autore indiano firma il secondo atto della sua trilogia IBIS

Quando, tre anni fa, Amitav Ghosh, l’autore di Le linee d’ombra, Il cromosoma Calcutta, Il palazzo degli specchi, annunciò che avrebbe scritto un grande romanzo in tre volumi, da pubblicare distanziati nel tempo, che avrebbero seguito la stessa storia, la scommessa era sembrata quasi impossibile.
L’appassionante prima “puntata”, Un mare di papaveri, raccontava la tumultuosa società bengalese del primo Ottocento e faceva confluire sulla Ibis, una barca in fuga da Calcutta, un gruppo di personaggi scomodi, tanto diversi quanto rappresentativi di quel mondo, lasciando aperto, come in un feuilleton ottocentesco, l’interrogativo circa il seguito del ciclo. Ora, puntualmente, esce il secondo volume della saga, Il fiume dell’oppio, River of smoke (Neri Pozza). Dove Ghosh, grazie a una terribile tempesta che tutti travolge, collega i personaggi in fuga sulla Ibis al destino di altre due navi in rotta verso Canton: la Redruth, un brigantino con un carico di piante rare, e l’Anahita, una splendida nave che trasporta una gigantesca quantità di oppio.
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"Mare di papaveri" di Amitav Ghosh

venerdì, 23 dicembre 2011

edito Neri Pozza

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo del Bengala.
Dalla nave si scorgono soltanto le sponde fangose dell’isola e i boschi di mangrovie, ma all’interno entrambe le rive del sacro fiume sono già coperte, per chilometri e chilometri, da folte distese di petali rossi, campi sterminati di papaveri.
Per quei petali la Ibis è lì, alla foce del Gange, destinata dalla «Benjamin Brightwell Burnham», la compagnia inglese proprietaria, a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti» o, secondo una più elegante espressione, di «oppio e coolie».
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"A piedi nudi sulla terra" di Folco Terzani

giovedì, 22 dicembre 2011

edito Mondadori, 2011

Un passo verso il meno è un passo verso il meglio”, scriveva, mentre lo scopriva, il grande scrittore-viaggiatore Nicolas Bouvier. Se il viaggio è una forma di ascesi spirituale, di spogliamento di sé, tanto più lo è (stato) quello verso l’India – meta tra gli ani ’60 e ‘70 del variopinto mosaico del movimento hippie. Molti si persero, in ogni senso. Molti, nella sperimentale evasione dal mondo inautentico dell’obbligo e delle merci (estasi, dice l’etimologia) naufragarono sulle rive infernali dell’eroina. Ma vale per quelle generazioni di drogati la dedica di Philip K. Dick: erano come bambini che giocavano per strada e a cui nessuno insegnò che vi passavano i camion. Fu un’epoca e un movimento in cui il ritorno all’evidenza – che è il modo occidentale di designare l’illuminazione, misto di nudità, autenticità, libertà – segnò un punto di ascesi spirituale spesso inattesa; una religione della religiosità, distacco e rinuncia. In India si chiamano sadhu quei ricercatori spirituali che “rinunciano”, e a cui non manca nulla; che viaggiano a piedi nudi e dormono in grotte naturali, vivono di offerte (non denaro), passano il loro tempo nella devozione del Divino a cui dedicano riti e gesti precisi, come ravvivare il fuoco; che fanno il loro “tempio” nella jungla, che è il vero senso della parola “contemplare”; che conoscono tutto del mondo che li circonda, la natura.
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Con Stefano nell'India Classica

mercoledì, 21 dicembre 2011

Insolito S. Ambrogio nel Triangolo d’oro

Venendo meno a una delle regole d’oro meneghine su come passare il ponte di Sant’Ambrogio (Prima Scaligera e O bej o bej, città estere d’arte e di shopping, inaugurazione della stagione sciistica), quest’anno ho puntato su una meta tanto affascinante quanto insolita: il cosiddetto “Triangolo d’oro” indiano. Triangolo avente come vertici Delhi, Agra e Jaipur.

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Diesel, la Rete impazzisce per le ginocchiere del sesso

martedì, 20 dicembre 2011

La trovata pubblicitaria in India, patria del Kamasutra. Il prodotto è stato esportato un anno fa, ora non più disponibile

Molvena (Vicenza)—Un gadget firmato Diesel sta mettendo sottosopra la Rete. Su internet è uno degli argomenti più gettonati: l’azienda vicentina ha inventato per i propri clienti le prime ginocchiere per il sesso orale. Il nome non lascia spazio a equivoci: le «Blowjob kneepads» si presentano come un comodo accessorio che consente di soddisfare il patner senza sbucciarsi le ginocchia. Si tratta dell’ennesima, trasgressiva, trovata pubblicitaria lanciata dalla multinazionale fondata da Renzo Rosso. Un prodotto che sta facendo discutere anche perchè è stato distribuito solamente nel mercato indiano, non a caso la patria del kamasutra, l’antico testo sulle infinite posizioni del sesso.

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La più piccola donna al mondo è indiana

domenica, 18 dicembre 2011

p style=”text-align: center;”>Jyoti Amge ha vinto il Guinness 2012 e sogna di diventare un’attrice di Bollywood

A guardarla sembra una bambina di circa 1 anno, invece Jyoti Amge di anni ne ha 18 e, in occasione della sua festa di compleanno a Nagpur, 520 chilometri a est di Mumbay, India occidentale, ha ricevuto il certificato del Guinness dei primati, che la riconosce come la “donna vivente più piccola al mondo“. “Misura 62,8 centimetri di altezza. E’ stata misurata tre volte nelle ultime 24 ore, perché la taglia può variare leggermente nel corso della giornata“, ha spiegato Rob Molloy, funzionario del Guinness dei primati.

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Buddisti nepalesi contro lo sfruttamento turistico della città natale di Buddha

venerdì, 16 dicembre 2011

Governo maoista e Onu vogliono trasformare il sito di Lumbini, meta di pellegrinaggi, in un luogo di turismo di massa. Centinaia di buddisti in marcia a Kathmandu per dire no alla strumentalizzazione della religione per fini economici.

Kathmandu  – Centinaia di buddisti nepalesi hanno manifestato nei giorni scorsi a Kathmandu contro lo sfruttamento turistico del luogo di nascita di Buddha a Lumbini. Fra le richieste le dimissioni del leader maoista Prachanda nominato di recente coordinatore del Lumbini Development Committee.

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India, 300 bambini drogati per mendicare

venerdì, 16 dicembre 2011

New Delhi – Circa 300 baby mendicanti, di cui un terzo sotto i 3 anni, sono stati recuperati nelle strade di Bangalore, la città dell’informatica nell’India del sud. Lo ha riferito la polizia secondo la quale i bambini erano drogati e costretti da organizzazioni criminali a chiedere l’elemosina. L’operazione, condotta insieme a un’organizzazione non governativa, è scattata dopo giorni di osservazione dei piccoli accattoni provenienti da Stati indiani poveri come Rajasthan e Chhattisgar.

fonte ANSA, 15 dicembre 2011

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Alla ricerca di un posto solitario

giovedì, 15 dicembre 2011

Tony Wheeler, Newsweek, Stati Uniti

Verso la fine del 1972, dopo sei mesi di giri in Asia, mia moglie e io siamo atterrati a Bangkok con un volo da Calcutta. Avevamo comprato una vecchia macchina a Londra, guidato fino a Kabul, lì l’avevamo venduta e avevamo proseguito verso est con qualunque mezzo ci capitasse. Non potevamo saperlo, ma in quella regione stava per scoppiare una rivoluzione. Nei quarant’anni seguenti il turismo sarebbe aumentato in modo esponenziale in tutto il mondo, ma il sudest asiatico avrebbe vissuto il cambiamento più radicale.

Nel 1972 Bangkok stava pian piano abbandonando il suo ruolo di oasi per i soldati americani in Vietnam. I film The beach e Una notte da leoni 2 erano ancora lontani.
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Rakesh Bani – Metamorphosis

mercoledì, 14 dicembre 2011

dal 10 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012
presso Galleria d’Arte Sangiorgio
a San Giorgio A Cremano (NA)

Prima mostra in Italia dell’incisore indiano Rakesh Bani, dal titolo: Metamorphosis.
La Galleria Sangiorgio, diretta da Franco Cusati, attiva nel settore della Grafica in Campania da ben 60 anni, e che ha avuto tra i suoi esponenti artisti di rilievo iternazionale (tra cui: R. Barisani, R. Carrol, H. Chin, G. Corneille, P. Dorazio, A. Frohner, G. Napoleone, E. Notte, J. Ortega, M. Maccari, W. Tulli, L. Veronesi…) è lieta di presentare in anteprima assoluta in Italia, la mostra personale di Rakesh Bani, brillante incisore indiano dalla comprovata carriera. Assistente universitario in India, dove è nato, Rakesh ha conseguito il Diploma Accademico ed in seguito un Master, entrambi in Grafica d’Arte.
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Ranthambhore National Park e la tigre del Bengala

martedì, 13 dicembre 2011

Il Ranthambhore National Park è una riserva nel Rajasthan che nell’ambito del Projcet Tiger  si impegna a salvaguardare la tigre del Bengala (Panthera tigris tigris) in libertà e nel suo ambiente originale. In questo parco è abbastanza semplice avvistare e incontrare le tigri e i safari sono compiuti su jeep o su canter.

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India-Italia le vie della scrittura

lunedì, 12 dicembre 2011

p>mercoledì 14 e giovedì 15 dicembre 2011
presso Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio 3, Roma

Due incontri dedicati ad un tema molto presente e discusso nella letteratura contemporanea sia in India che in Italia: il rapporto tra innovazione e tradizione. Sui vari aspetti della relazione tra antico e moderno, tra forza del passato e spinta verso il futuro, tra scrittura e tecnologia, sono interpellate l’esperienza e la sensibilità di alcune autrici tra le più rappresentative della scena letteraria dei due paesi . Un dialogo tra donne – scrittrici, studiose, operatrici culturali – che inizia con questi incontri romani e proseguirà in India con due tappe, a Nuova Delhi e, successivamente, a Calcutta nell’ambito della più importante fiera editoriale indiana, la Kolkata Bookfair, che quest’anno avrà come paese ospite d’onore l’Italia.
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"La mia India – pensieri in viaggio" di Paola Pedrini

lunedì, 12 dicembre 2011

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Un viaggio lungo il Gange alla ricerca dell’ispirazione

giovedì, 8 dicembre 2011

Dalle sorgenti  del ghiacciai che a 3892 scende solenne tra le pendici del gruppo montuoso del Bhagirath, nel cuore dell’Himalaya.

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Viaggio in Ladakh, Kashmir, Jammu e Zanskar Valley

martedì, 6 dicembre 2011

Lo stato indiano noto come Jammu e Kashmir, comprende anche le regioni del Ladakh e della Zanskar Valley.
Srinagar è la capitale estiva, mentre Jammu nelle pianure meridionali, è la capitale invernale. Stato dai forti contrasti culturali e geografici, è una regione verde e fertile racchiusa tra gli altri picchi innevati della catena Pir Panjal ad ovest e a sud e di quella himalayana ad est. 

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Kamakhya Temple: un business chiamato mandir

lunedì, 5 dicembre 2011

La parola Mandir deriva dal sanscrito e significa “casa“, nella cultura indiana sono i luoghi sacri dedicati ad una delle molteplici divinità della religione induista; questi templi possono essere dedicati ad una singola deità o a varie.
Nel cuore dell’Assam, una delle regioni principali e centrale del Nord-Est dell’India, nella capitale Guwahati, in cima alla collina Nilachal c’è uno dei mandir più importanti della regione, il Kamakhya mandir, dedicato a Shakti, la divinità che personifica il potere creativo (come donatrice di vita) della donna. Vi sono varie leggende sulla nascita di questo tempio, in una di queste si dice che sia il luogo dove sono finiti i genitali di Parvati(moglie di Shiva e sorella di Vishnu), dopo che lei si uccise nel fuoco sacrificale ed il suo corpo venne smembrato e sparso per l’India.

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Sentenza storica in India: nessuna punizione per la donna infedele

domenica, 4 dicembre 2011

Secondo la Corte Suprema indiana, al contrario di quanto accaduto fino ad oggi, la donna non può essere punita per avere commesso adulterio. Ed è una sentenza destinata a stravolgere il tessuto culturale della Repubblica che, va ricordato, è il settimo Paese al mondo per estensione geografica e il secondo per popolazione che sfiora 1,2 miliardi di persone.

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India, lungo il fiume dei Beatles

venerdì, 2 dicembre 2011

Nasce tra i ghiacci del Bhagirath, nel cuore dell’Himalaya. Si snoda attraverso piccole cittadine come Gangotri, e metropoli come Varanasi e Allahabad. E le sue acque sono sinonimo di liberazione dal karma negativo. Viaggio sul Gange, corso d’acqua sacro dell’India. Tra pellegrini e asceti vestiti di rosso, fino alla città dove, nel 1968, arrivò il quartetto di Liverpool. Alla ricerca di ispirazione

Il Gange è l’anima dell’India e le sue sorgenti sono sacre, come lo sono alcune città che si trovano lungo il suo corso: Varanasi, Haridwar e Allahabad. Le sue acque sono sinonimo di liberazione e immergersi nel fiume significa liberarsi dal karma negativo. E questo vale soprattutto alla fonte, nelle acque purissime che sgorgano dal ghiacciaio che a quota 3892 scende solenne tra le pendici del gruppo montuoso del Bhagirath nel cuore dell’Himalaya.

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