Nepal, nozze libere – Celebrata ai piedi dell’Himalaya la prima unione lesbo dell’Asia.

Si sono vestite e ingioiellate come le giovani donne nepalesi, le hanno tatuate con l’henné, adornate da una collana di fiori di campo, portate verso il tempio su un carro affiancato da ballerine e musicisti. Sono state allietate dalle danze popolari degli hijras, gli ermafroditi nepalesi avvolti nei loro sari variopinti. Poi si sono poi sedute a terra a scambiarsi doni nuziali e promesse di amore eterno.

Per loro è stato il giorno più bello della vita. Per il resto del mondo, invece, una data storica: quello del primo matrimonio lesbo celebrato in Asia.
Lo ha officiato un giovane ed emozionato prete bramino indù, tra le montagne del Nepal a pochi chilometri dalla capitale Kathmandu. E c’è stato pure l’imprevisto immancabile in ogni matrimonio che si rispetti: l’elefante che le due spose avevano affittato per una passeggiata nel pomeriggio ha dato forfait perché malato. Insomma, tutto molto tradizionale. Ma, ovviamente, tutto assolutamente inedito.

Dal Colorado al tempio di Kali - Eppure, tra la folla che ammirava il corteo nuziale non sono partiti né offese né insulti. Semmai qualche commento stupito. «È una troupe di Bollywood o è tutto vero?», ha chiesto qualche turista arrivato a visitare il tempio di Kalì. Perché se è normale imbattersi in un matrimonio quando si viaggia in India e Nepal, assistere all’unione tra due donne è una storica prima volta.
Le due, Courtney e Sarah, non hanno più l’età delle spose bambine del Paese venerate come dee per la loro verginità, e poi vendute a suocere e mariti per iniziare la loro carriera di serve-spose.
Sono invece due adulte di 41 e 48 anni, una coppia omosessuale arrivata dalle montagne americane del Colorado, dove le unioni gay non sono legali. Le due signore registreranno le nozze nepalesi nell’Iowa, uno dei cinque Stati americani in cui i matrimoni dello stesso sesso sono, invece, riconosciuti.

Nepal, meta per il turismo matrimoniale gay - Courtney Mitchell è una psicologa di 41 anni, mentre Sarah Welton è un avvocato 48enne. Entrambe sono innamorate del Nepal. Courtney ci aveva vissuto per sei anni, lavorando in un programma di volontariato dei Peace corps e poi per le Nazioni Unite.
A quel tempo la psicologa era entrata in contatto con Sunil Babu Pant, il solo politico nepalese a dichiararsi apertamente omosessuale. Pant è a capo della Blue diamond society, il gruppo di attivisti gay che in Nepal lotta per l’affermazione dei diritti degli omosessuali e che da molti anni cerca di far riconoscere dalla legge statale le coppie e i matrimoni dello stesso sesso.

Pacchetti con cerimonia - Anche se i matrimoni gay in Nepal non hanno ancora valore legale, e infatti è necessario registrare l’unione in un altro Paese, la piccola nazione himalayana è comunque molto gettonata per il turismo matrimoniale omosessuale.
Un tour operator locale, la Pink mountain travels, propone in tutto il mondo i suoi pacchetti per viaggi romantici con nozze al tempio, cerimonie in accampamenti ai piedi dell’Everest, trekking e tour vari. L’obiettivo è sociale, ma anche economico: le autorità sperano infatti di attrarre almeno il 10% dei viaggi gay del mondo.

Verso il riconoscimento – Il turismo è solo uno dei punti della campagna per il riconoscimento dei diritti della comunità omosessuale nepalese, che ha fatto molta strada negli ultimi dieci anni, arrivando a sensibilizzare i piani alti della politica.
Oggi una legge per tutelare i diritti delle unioni gay è in fase di discussione e potrebbe essere approvata presto, anche nel giro di pochi mesi.
D’altra parte la Corte suprema del Nepal ha ordinato al governo di garantire pari diritti sessuali alle coppie gay e ha condannato ufficialmente le discriminazioni nei loro confronti.
Era il dicembre 2007. Oggi il Nepal attende che anche la sua Costituzione, in fase di revisione, sancisca chiaramente la parità di diritti. Prima ancora degli Stati Uniti.

Nel 2010 il primo sì tra uomini – Solo nel 2010, quando il testo di legge sembrava ormai giunto alla sua approvazione definitiva, fece parlare tutto il mondo la prima unione gay officiata nel Paese. La coppia questa volta era formata da un britannico e dal suo compagno indiano, arrivati a Kathmandu per sfuggire multe e severe discriminazioni riservate agli omosessuali nella vicina India.
A un anno di distanza, è stata la volta di Courtney e di Sarah.
Le sposine sono ora in viaggio con la loro piccola bimba adottiva di nove mesi, Stella. Affronteranno le foreste di Shivapuri per poi trasferirsi a Nagarkot, buen retiro del turismo internazionale da cui ammirare la valle di Kathmandu e strepitosi tramonti sulla catena dell’Hymalaya.

di Eva Perasso,
da Lettera 43,  21 giugno 2011

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