32 giorni di Enrico in India
Un viaggio in India non è un viaggio comune. Se fatto con rispetto, curiosità e mente aperta, diventa un’esperienza di vita.
Lo so, lo dicono tutti, e forse proprio per questo sarà vero. Per me è stato così. I miei trentadue giorni India sono stati un sogno diventato realtà dopo aver aspettato tanto.
La giusta disposizione d’animo, il momento in cui poter stare fuori dal mondo per un mese, le persone giuste che ti possono far godere nel migliore dei modi di questa esperienza.
Il mio itinerario è partito da Delhi, attraverso il Rajasthan, la frontiera con il Pakistan, Khajuraho con i suoi templi, Varanasi, la città più sacra, fino al nord, passando per quel paradiso che si chiama Rishikesh per arrivare a Dharamsala (anzi, a Mcleodganji che è esattamente dove dimora il Dalai Lama).
Non basterebbero cento pagine a raccontare un viaggio così, non voglio farlo. Foto e guide ce ne sono a volontà. Ho visto decine di villaggi, incontrato centinaia di persone speciali ognuna a modo loro e che mi resteranno nel cuore per sempre. Ho veramente “vissuto” l’India.
Ma ognuno deve trovare un itinerario e farlo “suo” fino in fondo.
Voglio raccontare di come due persone in particolare mi hanno aiutato a rendere realtà questo mio sogno: Giordana e Manish !
L’India senza di loro e senza Shambhoo, non sarebbe stata la stessa.
Fin da prima di partire la professionalità, la gentilezza e l’attenzione che li caratterizza, mi hanno fatto capire che avrei avuto sempre qualcuno vicino durante i miei 6.000 chilometri in macchina, 2.000 in treno (anche di notti, anche in terza classe … che meraviglia), i viaggi in barca sul Gange, sul cammello, l’elefante…insomma in ogni momento del mio mese indiano.
Mi sono sempre sentito seguito, quasi coccolato.
In India si perde il senso del tempo spesso, e a ricordarmi che i giorni passavano, ogni tanto era Manish che mi chiamava per assicurarsi che stessi bene (viaggiavo da solo), che gli alberghi fossero di mio gradimento, che ogni cosa funzionasse a dovere. Si curava più lui di me di quanto lo facessi io.
E non solo ho perso il senso del tempo … ho perso anche il passaporto ! Che Manish mi ha fatto recuperare a tempo di record, da Delhi a Rishikesh in 24 ore! Ritirato dall’albergo dove l’avevo dimenticato e spedito con corriere espresso all’Ashram di Rishikesh prontamente !
Ecco, questo è un esempio di come Shambhoo segue i propri clienti (che sono più amici che clienti).
Dalla scelta dell’autista (una persona meravigliosa, seria, corretta e gentilissima) agli alberghi, all’assistenza all’arrivo (con fiori, incensi, persino cartoline già affrancate pronte da spedire), alla partenza, accompagnato fino all’ingresso dell’aeroporto.
Devo ringraziare l’India che mi ha accolto come sa fare. Quello che si legge è tutto vero: le persone, i profumi, i colori, i sorrisi. Ogni cosa è intensa e ti colpisce. Ti cambia e ti fa crescere.
E devo ringraziare Giordana, Manish e tutto lo staff della Shamboo per questo che è stato il mio primo, e di sicuro non ultimo, viaggio nell’anima dell’India e degli indiani.
Bravi, bravi davvero. La vostra non è un’agenzia, è una passione vera e profonda che volete condividere con chi viaggia con voi.
Grazie di cuore,
Enrico strat.sco@gmail.com









19 giugno 2011 alle 05:41
Per caso ho trovato questa pagina mentre cercavo altro, in un mattino nebbioso in un altro angolo del mondo.. Miracoli della rete, che ti riporta amici, ricordi e intrecci di vite, cosi’, per una banale ricerca su google. Anch’io, che ho vissuto in India per parecchi anni, quando ci torno chiedo aiuto a Giordana e Manish. Sono gli angeli custodi che ogni viaggiatore (non solo turista) vorrebbe avere. Non vedo l’ora di riabbracciarli.