L’India del cricket batte il Pakistan. Ma la partita da vincere è quella della pace
giovedì, 31 marzo 2011La madre di tutte le partite di cricket è India-Pakistan: un derby, se non ci fossero state tre guerre tra i due Paesi dall’Indipendenza del 1947, e se lo sport non fosse investito della responsabilità di avvicinare indiani e pakistani quanto nessuna diplomazia riesce a fare. Nulla oltrepassa quel confine più della passione sfrenata verso il cricket, uno dei tanti legami etnici, religiosi e culturali dopo centinaia e centinaia di anni di storia comune.













i altra strada affollata della città, gremita di venditori ambulanti e di passanti frettolosi. Ma già a partire dalle prime ore del pomeriggio, i marciapiedi davanti ai bordelli e ai ritrovi per soli uomini si riempiono di sguardi equivoci e indiscreti.




% delle donne in meno rispetto agli uomini del Paese. La relazione di esperti di salute internazionale pubblicato sul Canadian Medical Association Journal conferma la triste realtà sul pregiudizio di genere in India. Già, in alcune parti del paese, nascono 800 ragazze per ogni 1000 ragazzi, a causa di una pesante preferenza culturale per i figli maschi.
esse – di un quarto di punto – portando al 6,75% il “repo” (tasso al quale presta denaro alle banche commerciali) e 5,75% il “reverse repo”, il tasso che le banche ricevono quanto depositano presso la banca centrale. La mossa della Reserve Bank of India era ampiamente attesa dagli analisti dopo l’ultimo rialzo dei prezzi al consumo (+8,3% a febbraio) che ha accentuato le pressioni sulla banca spingendo il governatore Duvviri Subbarao a rivedere al rialzo le previsioni annuali dal 7 all’8%.
scillano tra il macabro e l’esilarante, toccando spesso punte commoventi. Le donne che Sharma dipinge da una prospettiva interamente femminile sono snelle, alla moda, forti, prosperose, pure, maligne, coraggiose e divertenti. Gli uomini al contrario sono deboli, precocemente senili, impotenti, maschilisti e ottusi (con rare eccezioni). Un gruppo di donne si riunisce per preparare il banchetto di un funerale e questa diventa la cornice alla Mille e una notte di una serata di racconti. Ogni donna ricorda un incidente della propria vita. Scopriamo così della corsa in risciò attraverso prati fioriti, per incontrare l’uomo dei sogni, che finisce in disastro; o della moglie frustrata che scavalca il muretto del terrazzo per passare la notte con il virile e attraente vicino.

co dopo la pronuncia della fatwa contro Rushdie. Quel libro era in parte la risposta alla mostruosità del suo ritiro forzato dal mondo e in parte un dono per il suo figlio Zafar. La storia centrale si ripete in Luka e il fuoco della vita, scritto per il figlio più piccolo di Rushdie, Milan, che comprensibilmente voleva anche lui il suo libro. Quando Luka, fratello minore di Harun, ha dodici anni, suo padre scivola in un sonno dal quale potrebbe non svegliarsi più. Così Luka s’imbarca in un’audace missione nel Mondo Magico, deciso a tornare con il Fuoco della vita per risvegliarlo. Il parallelo tra l’avventura tradizionale e la moderna cultura dei videogiochi è sfruttato in modo divertente, ma Rushdie ha anche temi più seri da affrontare: la risonanza emotiva del libro proviene da un padre che mostra i limiti del suo potere e avverte l’avanzare della mortalità.
Un paese con una storia antichissima che ci ha lasciato siti, templi, monumenti che sono tra i più spettacolari del nostro pianeta.


di migliorare la vita dei poveri analfabeti del mondo e combattere gli squilibri di potere fra uomini e donne.






