Il casto maestro dell’erotismo
Il «Kamasutra» fu scritto da Vatsyayana in regime di totale astinenza
I tre fini dell’esistenza – scrive Vatsyayana Mallanaga, l’autore del Kamasutra, il più antico trattato erotico dell’induismo, composto intorno al III secolo d. C. – sono il potere, il piacere e la religione. Se uno immagina che l’arco della vita di un uomo duri cento anni, è bene suddividere questo tempo in tre fasi distinte, in modo tale che «si integrino armoniosamente anziché danneggiarsi a vicenda». L’infanzia è la stagione della conoscenza: fondamentale per acquisire il potere; la giovinezza è per il piacere; la vecchiaia, per la religione e la liberazione.
Vatsyayana – della cui vita non si sa quasi nulla – scrisse questo libro, conosciuto in Occidente solo fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, in regime di assoluta castità. È lui stesso a dichiararlo: come a volerci ricordare che le cose che riusciamo a immaginare, a intuire e a descrivere meglio sono quelle che desideriamo e non possediamo. È una regola che vale sempre: anche per i romanzi.
L’uomo e la donna cercano, cercano sempre e vorrebbero sapere. Ma, alla fine – dice Vatsyayana – «queste cose sono segrete, e volubili la mente e il cuore, chi può sapere cosa va fatto, e quando, e come, e da chi?»
di Giorgio Montefoschi
dal Corriere della sera, 22 agosto 2010









