“Nel cuore di Smog City” di Amruta Patil
edito Metropoli d’Asia,
Malgr
ado una traduzione zoppicante, l’albo dell’indiana Amruta Patil merita una segnalazione. Racconta la vicenda di Kari, creativa nell’ambiente della pubblicità per i cosmetici, ma con un mondo interiore in subbuglio. Essere lesbica nel suo paese è più complicato che da noi, e non devono essere rari i suicidi, sia quelli riusciti che quelli mancati, come il suo e quello dell’amatissima Ruth, poi fuggita via (ma la cui presenza, fuori campo, domina il libro). Alternando bianco e nero e colore (fa pensare a Dave McKean e a Sarnath Banerjee, autore di Calcutta, ma senza la loro raffinatezza visiva) ha idee e momenti grafici potenti, nel raccontare il dolore in una città dallo smog e dalle acque vischiose, tra amiche malate, aborti facili e difficili, pregiudizi: la pulsione di vita e la morte sono strane sorelle.
La fedeltà all’amicizia e la conservazione della propria integrità, in un ambiente che unisce il peggio della modernità con pregiudizi arcaici, sono l’unico riscatto possibile
IL LIBRO
La prima graphic novel proveniente dall’India, il successo di una scrittrice/illustratrice donna, la prima storia a fumetti a proporre il tema dell’omosessualità.
È Kari in persona a raccontare la sua storia in 18 scene. Lo spazio è diviso tra un dentro e un fuori. Il dentro è rappresentato da “Crystal Palace”, il grattacielo in cui vive la protagonista, con gli interni di casa e ufficio che fanno da schermo al “fuori”, una Mumbai fumosa, grigia e piovosa, senza pietà, un vero e proprio organismo dotato di vita propria.
La prima scena si apre con un salto nel vuoto, il volo in caduta libera di due donne dall’ultimo piano di un grattacielo di Mumbai. Un precipitare che si conclude con un doppio tentato suicidio. Suicidio fallito, per entrambe: per una – Ruth – grazie a una rete protettiva, per l’altra – Kari – in una fogna, una sorta di Stige, un rigagnolo fangoso di una Bombay infernale.
Kari, grafica pubblicitaria – che lavora a un progetto per una compagnia di prodotti per capelli – appartenente alla borghesia indiana, racconta al lettore del suo vivere quotidiano in un piccolo appartamento in condivisione con due ragazze, e i loro rispettivi fidanzati. La struttura del libro si basa su una continua opposizione binaria tra Kari e Ruth, razionalità e sentimento. Tra terra e aria, simboleggiate dal fango della fogna in cui risale Kari, e dall’aereo con il quale Ruth vola verso una città sconosciuta dopo il tentato suicidio. Morte e rinascita. Morte rappresentata da Angel, amica e collega di Kari, malata terminale di cancro, e rinascita simboleggiata sia dalle due donne, sopravvissute, sia da Lazarus, un collega di lavoro non a caso chiamato come il “miracolato” per definizione. La storia si conclude con un finale aperto, che lascia pensare a un sequel.
AMRUTA PATIL
Amruta Patil è nata nel 1979, cresciuta a Goa, diplomata alla School of Museum of Fine Arts di Boston e ora residente a Delhi. Scrittrice e illustratrice di talento, ha smosso la critica letteraria indiana proprio con Kari, suo primo lavoro, pubblicato nel 2008 da Harper Collins India. Sta lavorando a un romanzo, 1999, e a una graphic novel basata su un’epopea mito-storica.







