Maria Cristina racconta il suo viaggio in India con il figlio Elia
Due nostri viaggiatori raccontano la loro India, tra curiosità, emozioni e meraviglia.
Da tempo desideravo di poter fare questo viaggio nella Terra Madre insieme a mio figlio e così ho atteso che per lui fosse il momento giusto e quando a novembre dello scorso anno mi ha detto “Ok , sono pronto”… abbiamo subito iniziato ad organizzare almeno l’essenziale: periodo migliore per entrambe, prenotazione aereo, scelta dei luoghi che ci sarebbe piaciuto visitare tenendo conto, per quanto era possibile e per quanto consigliato da vari amici, delle strade e delle distanze indiane …
Ci sarebbe piaciuto limitare la nostra organizzazione a questo ma sempre su consiglio di altri esperti viaggiatori in terra indiana, abbiamo ritenuto che fosse più opportuno prenotare almeno gli hotel e avere un driver a nostra disposizione…
Cosi abbiamo iniziato a contattare varie agenzie su internet nella speranza che ci offrissero prezzi e soluzioni adeguate alle nostre richieste e che soprattutto si mostrassero affidabili e disponibili…
Per alcuni mesi la ricerca sembrava non produrre frutti.. per i prezzi troppo alti, per le forzate soluzioni di luoghi da visitare, per gli hotel troppo turistici.. finchè un giorno riesco a trovare su un forum un commento positivo su una agenzia italo-indiana di nome Shamboo Travel, con il quale un viaggiatore, forse simile a noi, si era trovato molto bene e ne era entusiasta..
Decido di provare a contattare l’agenzia tramite la mail che lo stesso indicava, senza curarmi inizialmente di cercare il sito o altre informazioni..
Molti mi avevano detto che in India occorre “affidarsi e lasciar andare”.. e cosi ho fatto!!
La risposta di Giordana è stata sollecita, subito chiara ed accogliente.. Mi sono affidata e adesso so che l’intuito mi ha guidato bene!!

Con Giordana, sempre attenta a cogliere le nostre richiesta, abbiamo cosi iniziato una breve corrispondenza per e-mail e ci siamo qualche volta sentite per telefono per la messa a punto di alcuni dettagli. Poi pochi giorni prima della nostra partenza la bella notizia che anche lei sarebbe arrivata in India e cosi avremmo potuto incontrarci e conoscerci a Rishikesh, ultima tappa del nostro viaggio, in occasione del Khumba Mela..
Finalmente il giorno della partenza: sabato 26 marzo 2010 ore 10.30 da Roma Fiumicino, con scalo ad Helsinki ed arrivo previsto a Delhi la domenica mattina alle ore 6,30..
Non dimenticherò mai l’emozione di essere giunta in quel paese e poi di essere lì con mio figlio.. cosi come la desiderata sorpresa di trovare davvero Manish ad attenderci e soprattutto di sentirlo parlare italiano!!! Che sollievo.. visto che il mio inglese è davvero molto scarso!!
Manish ci accoglie con una collana di fiori e la sua estrema gentilezza ci fa sentire subito a casa: sappiamo subito di aver trovato un amico oltre che un valido ed affidabile organizzatore, e questo ci fa stare bene e sentire al sicuro!
All’aeroporto insieme a Minish incontriamo anche Sanjay, l’ottimo autista che ci ha accompagnato per la maggior parte del nostro viaggio, riservato, disponibile, e che ci ha aiutato con spirito di iniziativa e preparazione a risolvere varie difficoltà ben oltre i suoi specifici compiti di driver.
E da Delhi abbiamo iniziato il nostro viaggio in terra indiana per circa 2500 km passando dal bellismo Neemrana Fort Palace, dove in completo relax tra passeggiate nel forte e bagno in piscina, abbiamo trascorso un giorno ed una notte in un posto da favola.
Dalla caotica ma affascinante Jaipur, la città rosa con lo stupendo Forte di Amber che abbiamo visto solo da fuori; da Ranthambhore National Park dove abbiamo fatto l’incontro con ben due tigri, che con passo lento e fiero, a pochissima distanza da noi, si sono fatte ammirare e fotografare.
Da Agra con il famoso Taj Mahal, stupendo ma troppo turistico per noi; dalla tranquilla, decadente ma incantevole Orchha, che con i suoi antichi templi non ha niente da invidiare al più celebre Taj, dove abbiamo trascorso una serata indimenticabile, prima in compagnia di due bambini che ci hanno accompagnato in giro per il paese e ospitato in casa loro, poi a cena nel semplice ma delizioso ristorante “Mediterraneo”, con cucina italiana, dove abbiamo gustato un’ottima pizza e della buona pasta all’arrabbiata!!!
Infine a passeggio per il mercatino tra sguardi curiosi e sorrisi gentili, qualche “no thank you”, qualche piccolo acquisto e tanti bambini… Finalmente un posto dove ci siamo sentiti a casa, dove l’atmosfera era rilassante e dove potevano scorrere lacrime di gioia e non di dolore per quello che nei giorni precedenti i nostri occhi avevano visto…
L’hotel poi era incantevole… colazione varia e molto buona…unica pecca al momento del nostro soggiorno la deliziosa piscina in manutenzione e quindi chiusa…
E dopo Orchha, ecco Khajuraho, con i bellissimi templi di immagini erotiche, dove ci siamo fermati due giorni e dove abbiamo assaggiato il primo buon thali nel ristorantino sotto l’hotel.
Da qui partenza in volo, tra l’altro puntuale, per la magica Varanasi, altra tappa fondamentale, un impatto molto forte con la realtà indiana e non solo… con la vita e con la morte.. Non so descrivere con parole efficaci quello che ho provato in quei due giorni a Varanasi, so che ad un certo punto ogni minima residua resistenza è scomparsa ed ho percepito in modo profondo che cosa significa lasciarsi trasportare dal flusso dell’esistenza, che quella che chiamiamo morte e quella che chiamiamo realtà, non esistono, e come a noi occidentali sfugga una cosi semplice verità!
Da Varanasi abbiamo visitato anche Sarnath ed incontrato Luigina De Biasi, un’amica italiana che da vari anni insieme a Valentino Giacomin, hanno dato vita ad un progetto educativo di nome Alice Project, interamente finanziato con aiuti privati, e con l’intento di aiutare i bambini meno fortunati a ricevere un’istruzione e un’educazione che in altro modo lo stato non garantirebbe.
A Varanasi abbiamo incontrato mister Tiwari, il corrispondente locale di Manish, che con estrema cura e precisione ci ha organizzato le due gite sul sacro fiume Gange, una passeggiata tra le vie caotiche della città accompagnati dal nostro “Caronte” e indicato il Brownie Restaurant veramente delizioso, pulito e accogliente dove abbiamo gustato il miglior thali del nostro viaggio..
Ottimo anche l’hotel di Varanasi, pulito, luminoso, silenzioso, con stanze grandi e la piscina!!
Al mattino del secondo giorno siamo partiti con il nuovo autista, ( gentile, preciso ma molto.. troppo.. silenzioso..) per Bodhgaya, che si trova nello stato, si dice, più povero dell’India.. con un caldo secco infernale tanto che al mattino verso le 9 siamo già a 36 gradi!!
Il ricordo più vivo e toccante di Bodhgaya sono i tanti bambini, soli, sporchi, molti deformi, che chiedono insistentemente qualcosa ma sempre con il sorriso e con molta gentilezza … che sono grati anche di una bottiglia d’acqua pure vuota da riempire con l’acqua delle fontanelle, di un pacchetto di biscotti, di un paio di scarpe, di una penna…
Il pomeriggio del secondo giorno, con l’aiuto del nostro autista, ( che silenzioso ha atteso con noi l’arrivo del treno e ci ha condotto persino fino al nostra cuccetta!!) siamo riusciti a prendere il treno che da Gaya ci avrebbe portato a Delhi … Esperienza interessante, che siamo comunque contenti di aver fatto, ma decisamente da non ripetere soprattutto se il tempo a disposizione è poco.
Dopo tutto il nostro treno per percorrere circa 1000 km ha accumulato un ritardo di sole 7 ore … durante la notte ci siamo quasi congelati nonostante la felpa e la coperta di lana.. e nonostante il vicino di cuccetta prima concentrato a recitare insieme alla moglie mantra e preghiere varie, poi intento ad urlare ai tre telefoni, che squillavano di continuo, con l’interlocutore di turno!!
Ma arrivati a Delhi la vista di Sanjay, ci ha riempito il cuore e pur sapendo di dover affrontare un altro lungo viaggio in auto fino a Rishikesh, sapevamo di essere in buona compagnia!
Ed è soprattutto in questa occasione che Sanjay si è dimostrato un ottimo driver, affidabile e tenace.. ha guidato delle 13 del pomeriggio fino alle 4 di notte per portarci a Rishikesh, tra il caos della festa, strade bloccate e poliziotti che deviavano continuamente il nostro tragitto, facendoci così allungare la strada di molti chilometri, nonostante la richiesta ed ottenuta “mazzetta” di turno.. Anche in India funziona come in Italia!!!
Comunque ce l’abbiamo fatta, con Manish al telefono che ci accompagnava consigliandoci possibili soluzioni, rassicurandoci e facendoci cosi sentire la sua preziosa e insostituibile presenza!
Rishikesh poi è un posto incantevole e li abbiamo trascorso 4 giorni in una elegante e pulitissima boutique come se fossimo a casa, con personale gentile e sempre a disposizione e un’ ottima cucina ayurvedica. Ogni giorno uscivamo per le vie del paese tra il Lakshmanjhula bridge e il Ramjhula bridge e ci immergevamo tra i colori, i sorrisi, gli sguardi, i tocchi delle donne, nell’immensa folla che, chissà da dove proveniva… scorreva lenta e ordinata prima per raggiungere Haridward in occasione del grande bagno e poi nella direzione opposta nel presumibile ritorno a casa…
Il soggiorno a Rishikesh, è stato davvero bello e rilassante, peccato che è stato solo per pochi giorni…
Ed eccoci al giorno della partenza per il rientro in Italia!! Due giorni prima, mentre eravamo a Rishikesh, avevamo casualmente letto su internet dell’eruzione del vulcano islandese e delle difficoltà nei voli aerei, ma poiché per i voli da e per Helsinki sembrava non ci fossero problemi, non ci siamo preoccupati più di tanto..
Infatti la mattina del 17 aprile come da programma siamo andati con Sanjay all’aeroporto ed atteso tranquillamente il nostro aereo fino ad un’ora prima della partenza, quando… sul cartellone dei voli appare in rosso la scritta “cancelled” e da lì è iniziato un incubo!!! Nessun volo per l’Europa per i prossimi minimo 10 giorni….
Non solo….Nessuna assistenza da parte della compagnia … nessuna corretta informazione… nessun aiuto dal personale dell’aeroporto… e poiché, insieme ad altri italiani, ci hanno caldamente invitato ad uscire dall’aeroporto, abbiamo deciso di ritornare all’hotel di Delhi e verificare con calma la situazione…
Alla fine siamo rimasti altri 9 giorni a Delhi fino a quando con l’aiuto di Manish e Giordana, siamo riusciti a trovare un volo per Roma via Taskent con la Uzbekistan Airwais.
Vogliamo ringraziare con tutto il cuore Manish e Giordana, che soprattutto in quest’occasione si sono mostrati davvero UNICI: ci hanno sostenuto, invitandoci anche a casa loro, ci hanno aiutato a trovare soluzioni, ci hanno aiutato con la lingua nelle telefonate con la compagnia aerea, nonostante il lavoro e le loro situazioni di vita da affrontare, ci sono stati vicini e sorretto come amici di vecchia data…. Senza il loro preziosissimo aiuto, soprattutto in questa occasione di grande difficoltà, sono sicura che il viaggio non avrebbe avuto lo stesso sapore!!
Un grazie con affetto anche a Federica per la sua gentilezza ed accoglienza e a Mirco per la sua allegria contagiosa!!!
A presto mia cara India!!!!!!
Elia e Maria Cristina marlocristina@inwind.it







