Taj Mahal – il marmo scavato dalle lacrime
mercoledì, 30 giugno 2010p style=”text-align: center;”> Alla scoperta del Taj Mahal, nell’antica capitale imperiale di Agra. Un capolavoro architettonico che racconta una grande storia d’amore
Per il poeta indiano Rabindranath Tagore la sua forma era «una lacrima sul volto del Tempo». Rudyard Kipling lo definì «il cancello d’avorio sotto il quale passano i sogni». È stato visto anche come un simbolo erotico, per il cupolone immacolato che evoca un seno femminile gonfio di latte. Si può essere irritati dalla sua troppa fama, dall’onnipresenza nelle cartoline e riprese televisive e riproduzioni per turisti.
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idente” che manda in fumo il suo negozio, la sua quasi moglie e la sua vita, sale su un bus diretto a nord. Ma il destino è un cane fedele e lo riporta al punto di partenza, nel suo inferno privato di Calcutta. Hiren è uno degli eccentrici personaggi che vivono nell’immaginazione dell’altro protagonista del romanzo, Manik Basu. Autore di fama mondiale, in un disperato (e fallito) tentativo di scappare a un contratto che gli impone di scrivere cinque libri in cinque anni, fugge nel paese di Kafka. A Praga è braccato e costretto a finire un romanzo, imprigionato in una stanzetta con una macchina da scrivere e sotto minaccia di morte: è qui che Manik dà vita a Hiren.










Pierpaolo Di Nardo incontrerà il critico cinematografico Marì Alberione. L’incontro previsto per la presentazione del libro India del Sud: nella terra degli dèi rappresenta un’ulteriore occasione di confronto sugli sviluppi del cinema indiano d’oggi: Bollywood tra cinema, sogni e eroi della nuova India.









da Valentino Giacomin e da Luigina De Biasi, un’ innovativa metodologia educativa finalizzata alla riscoperta dell’unità e alla crescita di individui non frammentati ma interiormente integrati.
























