Walt Disney sbarca a Bollywood alla conquista del nuovo Eldorado
Come si dice Walt Disney in hindu? Come si ballano le musiche di High school musical a Bollywood? Lo sapremo tra poco perché il gigante dell’ intrattenimento americano ha deciso di “invadere” l’India, abbandonare Hollywood per conquistare Bollywood.
“Abbandonare” è una parola grossa perché il cuore degli affari di casa resta ancorato agli Stati Uniti, ma il passo che la Disney sta facendo in India è importante perché è la prima volta che la casa di produzione investe e scommette così in grande sulle produzioni realizzate fuori dal territorio americano. E nel frattempo dismette parte dei suoi investimenti in California.
La Disney, che è la più grande casa di produzione cinematografica in assoluto, ha iniziato un lavoro che la porterà a produrre in poco più di due anni 15 film in India, cinque dei quali sono già in uno stadio avanzato.
Mahesh Samat, responsabile del progetto, spiega: «Siamo molto impegnati in questo progetto, il contenuto locale renderà il marchio Disney più rilevante in India e investiremo nella produzione di altri film. Quello indiano è un mercato sempre più importante e per la Disney è il principale dopo gli Usa».
La Disney ha appena coprodotto il film d’animazione per il mercato indiano Roadside Romeo con la Yash Raj Films, che è stato subito un successo in India. E all’inizio del prossimo anno uscirà il primo film vero e proprio che non ha ancora un titolo, ma sarà un epic fantasy: il solco è quello delle più classiche produzioni Disney ma stavolta c’è una perfetta sintonia con la cultura dell’India del Sud. E’ girato in lingua Telegu e doppiato in Tamil: avrà come protagonista una bambina di 9 anni dotata di speciali poteri, che proverà a salvare la sua terra da una regina tirannica aiutata da uno spadaccino cieco. Il film sarà diretto da un veterano di Bollywood, Prakash Rao Kovelamudi, e vedrà la partecipazione di un gruppo di stelle del cinema indiano, Lakshmi Manchu, Sidharth, Shruthi Hassan and Harshitha.
Un’altra produzione che sta per essere conclusa si intitola Zokkoman e uscirà sugli schermi indiani prima della fine dell’ anno. Degli altri film non si sa nulla ma alcuni saranno certamente d’animazione.
Altre major di Hollywood sono in cerca di opportunità in India, e sia la Warner Bros che la FoxStar hanno annunciato che vogliono ampliare il campo d’intervento, superando la semplice distribuzione ma partecipando alla produzione di film e telefilm. «Siamo molto interessati al mercato indiano», conferma Vijay Singh della FoxStar. «Vogliamo coprodurre almeno cinque film a Bollywood nei prossimi anni».
La Warner ha già prodotto il suo primo film Hindi, Chandni chowk to China lo scorso anno, mentre la Sony ha realizzato nel 2007 Saawariya.
Tornando alla Disney, il suo interesse si allarga alla Cina: dopo aver coprodotto The magic gourd, lo scorso anno ha riscosso un buon successo con Trail of a panda e si appresta a scalare le classifiche con la versione cinese di High School Musical.
Quello di Bollywood è un mercato enorme: annualmente vengono venduti 4 miliardi di biglietti all’anno, in un paese che ha diverse industrie cinematografiche regionali, divise anche per i linguaggi parlati. Le star di Bollywood compaiono sempre più frequentemente nei film occidentali, a partire dalla bellissima Aishwarya Rai (megastar indiana che è diventata celebre in occidente per “Matrimoni e pregiudizi” e “La Pantera rosa 2“), fino ad arrivare alla diva di “The Millionaire” Freida Pinto che dovrebbe essere la prossima Bond Girl (anche se c’è in materia una ridda di conferme e smentite).
Le collaborazioni tra le produzioni indiane e quelle dello storico mercato hollywoodiano si moltiplicano, come quella tra la Reliance Big Entertainment del magnate Ali Anbani (uno degli uomini più ricchi del mondo) e la Dreamworks di Steven Speilberg. Per la precisione la Disney inizia il suo percorso di conquista del mercato indiano non da Bollywood, centro di produzione cinematografico basato a Mumbai e di lingua Hindi, ma da Tollywood, ovvero il mercato di lingua Telgu dell’ India del Sud, per poi passare al resto del paese.
La Disney India ha aperto i suoi uffici già nel 2004, ed ha aggredito il mercato con forza. La sua rete conta oggi 10.000 negozi sparsi per tutto il paese, e la sua divisione business è fatta di oltre 250 uffici nelle diverse regioni. Con oltre 350 milioni di ragazzi nel gruppo d’età attorno ai quattordici anni, che da solo è più grande di tutta la popolazione americana, è evidente quale sia l’interesse e l’impegno. La storia della Disney in India è tutta da scrivere.
di Ernesto Assante,
da la Repubblica, 29 marzo 2010








