India: istruzioni per l’uso
Laura, Marco, Patrizia e Claudio raccontano l’India che hanno visto e vissuto
Ciao Giordana,
vediamo se finalmente riesco a scriverti qualcosa della nostra esperienza indiana; ho aspettato qualche giorno sia per risistemare un po’ le cose al lavoro sia per lasciar sedimentare diciamo così, le sensazioni e le emozioni di questo viaggio così particolare.
Il nostro itinerario come sai era piuttosto intenso, ma non cambierei niente del giro che abbiamo fatto, perché se è vero che gli spostamenti sono stati spesso molto lunghi non sono stati particolarmente faticosi, il minibus era molto comodo e i due autisti veramente bravi e attenti ad ogni nostra esigenza … li abbiamo fatti fermare spesso, per una foto o anche per fare pipì al bordo della strada (alla maniera indiana) e loro erano sempre gentilissimi.
Due sere siamo andati mangiare con loro, a Jaipur ci hanno portato in un ristorante che loro conoscevano che si chiama Royal Treat dove si mangia molto bene e dove c’erano anche spettacolini di musica indiana e danza del ventre, e gli autisti si sono divertiti a filmare con i cellulari Marco e Claudio che facevano gli stupidi provando a ballare con le ragazze dello spettacolo.
Un’altra sera invece siamo andati a cena insieme in un ristorante a Pushkar che miracolosamente serviva birra, molto apprezzata da noi e anche dagli autisti, che bevevano tranquilli, tanto dopo cena non dovevano guidare e se ne andavano a letto. Uno dei due, l’autista vero e proprio, Shiv o qualcosa di simile parlava un pochino di inglese, ma proprio poco poco; l’altro, diciamo l’assistente, Ganesh o giù di lì invece non lo parlava e non lo capiva, ma abbiamo comunicato lo stesso.
Per quanto riguarda gli alberghi siamo rimasti molto soddisfatti, tutti molto belli; a Varanasi al Radisson ci hanno dato addirittura due suites incredibili, con due bagni, grandi come un appartamento; unico neo è stato l’albergo di Agra, quello prenotato perché non c’era posto in nessuno degli altri, lo Yamuna View, che era veramente orribile, le camere bruttine, con prese della corrente ciondolanti e stanze vecchie e in generale un senso di trascuratezza in tutto l’hotel.
La cosa veramente più fastidiosa era però la scortesia e la maleducazione del personale, sgarbati tutti, dai camerieri a al personale alla reception; comunque non ci siamo fatti intimorire, sgarbati loro e noi più sgarbati di loro……
Ad Agra abbiamo anche preso una delle poche fregature di tutta la vacanza…abbiamo preso fuori dell’hotel un tuctuc con un ometto che è diventato subito grande amico nostro e ci ha portato in giro per il Sadar Bazar, poi su nostra richiesta ci ha portato in un ristorante di amici suoi; era un ristorante veramente “locale”, frequentato solo ed esclusivamente da indiani, molto semplice e piuttosto bruttino, ricavato in un locale sottostrada; il proprietario gentilissimo ci ha consigliato un piatto della casa, diciamo così, che poi ha servito con tanto di candele sopra, spengendo la luce e con applausi di tutti i clienti.
Il piatto, che poi consisteva solo in riso e un po’ di carne di pollo cucinata con varie salse piccantissime era buono ma ci è stato fatto pagare una esagerazione, tipo 3200 rupie; difficile anche contestare il conto perché essendo un piatto speciale non appariva sul menù, ma io avevo dato un occhiata al menù e i prezzi erano in generale bassissimi!!!!!
Comunque paghiamo e diamo al proprietario 4 pezzi da 1000 rupie, e quando ci riporta il resto sono solo 300 rupie; gli facciamo notare che avevamo dato 4000 rupie e lui insiste nel dire che erano 3500; abbiamo dovuto lasciar perdere, passare da stupidi e andarcene…. E’ vero che si tratta di una fregatura per pochi euro, ma è stato veramente antipatico il modo di fare del proprietario.
Del resto Agra non è una città che brilli per la sua ospitalità, forse troppo turistica, il turista è visto un po’ come il pollo da spennare.
La sera successiva siamo andati a cena, seguendo i consigli della Lonely Planet in un ristorante che si chiama Dasaprakash, che fra l’altro era vicinissimo all’albergo e ci siamo andati a piedi; se ti capita puoi consigliarlo perché è davvero carino, pulitissimo, con tavoli di legno divisi da separè, e dove si mangia davvero bene; unica pecca il menù non in inglese, ma i camerieri disponibilissimi ci hanno aiutato nella scelta; io e Patrizia abbiamo assaggiato il Thali, veramente buono, poi c’era una scelta che definirei occidentale di gelati, un po’ troppo dolci ma di sicuro effetto scenografico.
Prezzi contenutissimi!!!
Per tornare agli alberghi, ci ha veramente impressionato il Samode Haveli, le nostre camere erano spettacolari e in generale tutta la struttura era fantastica; lì il personale era di una gentilezza infinita; una sera abbiamo chiesto informazioni su un posto dove volevamo andare a cena e hanno fatto cinque o sei telefonate per trovarlo, prenotarlo per noi e addirittura ci hanno chiamato un tuctuc che hanno fatto venire proprio alla reception per spiegare bene al conducente dove volevamo andare e per dirgli di aspettarci fuori per riportarci all’albergo dopo cena.
Anche qui il ristorante da consigliare, per i turisti italiani che dopo dieci giorni di bocca in fiamme per i piccanti cibi indiani hanno voglia di riassaggiare un sapore di casa è il Mediterraneo, piccolo ristorante con una bellissima terrazza sulla città, semplice ma carino; fanno una pizza che non ha niente da invidiare a quelle italiane…. Lì abbiamo bevuto birra in teiera….si hai capito bene…. I’ve beer, but I’v to serve it in a pot…ha detto il cameriere, perchè non aveva la licenza per gli alcolici e ad un eventuale (e improbabile secondo noi ) controllo poteva farlo sembrare tè.
Da allora è rimasto un tormentone fra noi e tutte le volte, frequenti per altro perché siamo tutti dei buoni bevitori, che ci bevevamo una birra ce la offrivamo l’un l’altro dicendo “del tè, Patrizia? come se fossero appunto le cinque a Backingham Palace….
Bellissimo anche l’albergo a Jodhphur, l’ Ajit Bhawan.
Anche lì avevamo due bellissime camere immerse in un giardino tropicale meraviglioso; la sera siamo andati a cena in un ristorante vicino all’albergo, cinque minuti a piedi.
Anche questo mi sento di consigliartelo, anche se doveva essere spettacolare anche la cena all’hotel, con tutti i tavoli apparecchiati nel giardino con candele e luci soffuse…mai noi non ce la siamo sentita, non avevamo più niente di carino e di pulito da metterci, e l’ambiente sembrava piuttosto formale e elegante.
Siamo andati allora, su consiglio della guida, ad un ristorante che si chiama On The Rocks, molto bello e dove abbiamo mangiato il pollo tandoori più buono di tutta l’India…veramente da consigliare!!! Anche qui spesa contenuta e ambiente veramente gradevole!!!
Un altro albergo che abbiamo particolarmente apprezzato è stato quello a Ranthambore, il Khem Villas; avevamo il cottage privato che ha un piccolo ambiente all’aperto con una vasca grandissima in pietra; quando siamo ritornati dal safari ce la siamo riempita di acqua bollente e di sali profumati, poi il personale aveva acceso tutte le candele intorno e siamo stati a guazzo a riposarci un bel po’….veramente bellissimo.
Anche il safari è andato bene, e dopo gli insuccessi della mattina, nel pomeriggio siamo stati fortunati e abbiamo visto ben tre tigri, una delle quali ci ha attraversato davanti al canter e le foto si sono sprecate….Poi te le mando, così le metti sul sito, se vuoi.
Ti sconsiglio in futuro di prenotare i safari sul canter ma di richiedere espressamente la jeep; il canter è scomodissimo, ci sono un sacco di persone stipate, non si riesce a muoversi e a fare foto ( io per fare la foto della tigre che attraversa il sentiero ho dovuto calpestare letteralmente una decina di bambini indiani e di vecchietti pakistani e salire praticamente in braccio all’autista!!!); poi il mezzo è molto lento, quindi se per caso ci sono avvistamenti di animali e deve spostarsi rapidamente, quando arriva gli animali se ne sono già andati; inoltre tutta la gente stipata sopra crea una confusione notevole e le guide non riescono a sentire i suoni di richiamo degli animali; le jeep invece sono più agili, più veloci, portano al massimo 4 persone e arrivano subito e dovunque.
Siamo stati fortunati, ma con i safari in canter la probabilità di vedere le tigri è veramente bassissima, e arrivare fino la ( non ti dico la strada per arrivarci…tutta una buca da Orcha a Rathambore!!!) e non vedere la tigre è veramente un peccato: quindi NIENTE CANTER ma solo JEEP!!!
Per quanto riguarda le cose da visitare io consiglio veramente Khajuraho e Orcha, anche se sono un po’ fuori dagli itinerari soliti; Khajuraho è bellissima, molto suggestiva, molto diversa dai soliti palazzi e regge dei maraja, che dopo un po’ diventano anche un po’ ripetitivi e Orcha è veramente un posto dove il tempo sembra essersi fermato; lì abbiamo fatto una passeggiata sul fiume e poi siamo andati nel mercatino locale, ci accompagnato la guida e ci ha fatto assaggiare varie cose che fanno in strada, dei dolcetti al pistacchio buonissimi e le pakora, la passione della Patrizia…
Non so invece se includerei nella visita Pushkar, che è molto sporca, piena di gente veramente molto “alternativa”, con venditori insistenti e furbetti che danno per scontato che tu sia lì solo per farti di qualcosa e che offrono in continuazione hashish, maria etc etc…
Anche il tempi dedicato a Brama non mi ha particolarmente colpito, mentre più interessante il tempio sikh, per lo meno è l’unico che abbiamo visitato in tutta l’India.
Lì Claudio e Marco non sono entrati, perché oltre al fatto di coprirsi la testa e di togliere scarpe e calze ci hanno fatto lavare i piedi in una specie di vasca che sta davanti la scalinata, e in effetti l’acqua non era delle più pulite!!!
Le guide…. Bravissima la guida che abbiamo avuto il secondo giorno a Varanasi, non ricordo il nome, non Prins che ci accompagnati solo la sera che siamo arrivati, ma un altro signore più anziano, molto colto, molto preparato e soprattutto così innamorato del suo lavoro e delle cose che spiegava che riusciva a catturare l’attenzione in ogni momento.
La guida di Khajuraho invece è stato brava nelle spiegazioni ma molto, molto interessato a portarci in particolari negozi dove peraltro gli abbiamo detto che non volevamo compare niente.
A questo proposito devi saper che tutte le guide hanno provato a portarci nei negozi, qualcuno non ce l’ha neppure chiesto e ha incluso la visita ai negozi come facente parte del servizio di visita della città….è una cosa veramente antipatica, anche perché seguono tutti lo stesso copione: ti fanno vedere come manualmente si fa un tappeto, o una stoffa, o un gioiello o quello che è; la spiegazione dura cinque minuti poi vieni fatto accomodare in questi stanzoni dove decine di ragazzetti cominciano a srotolare tappeti o pashmine, etc etc; la qualità è sempre un’incognita, probabilmente la fregatura è sempre in agguato, comunque sia a noi dello shopping così non importava niente; se dici alla guida “No, non voglio venire”, allora non ti portano, ma come ti ripeto molto spesso non lo dicono nemmeno, ti portano e basta.
Quindi se davvero come dici nel sito pagate molto bene le guide perché non si comportino così con i clienti potete smettere di farlo: lo fanno tutti, chi più carinamente chi sfacciatamente, ma tutti lo fanno…..
Uniche due eccezioni, due perle rare: la guida di Orcha, non ricordo il nome, un ragazzo veramente carino, un insegnante, bravo e preparato che ha detto subito che se volevamo comprare qualche regalino o qualche souvenir ci portava al mercato locale e non nei negozi acchiappaturisti e la guida che abbiamo avuto a Jaipur, IMANCHU….si scrive così???
Veramente una persona speciale, bravissimo nelle spiegazioni, un italiano perfetto, ci faceva molte domande su di noi, sulla nostra vita, ci raccontava di sè e della sua famiglia; aveva voglia di esserci amico e di scambiare emozioni e pensieri con noi; è stato veramente una persona rara!!
Anche lui non ha mai accennato a negozi per turisti, con lui abbiamo fatto un giro per il mercato e abbiamo comprato delle spezie, ma da un vecchietto che le vendeva per terra, con la vecchia bilancina e dove chiaramente i prezzi erano quelli per indiani e non per polli da spennare…. Insomma lui lo ricordiamo veramente con piacere.
Anche la guida di Agra era un ragazzo giovane e molto preparato, Manish mi pare, ma anche lui è caduto nella trappola del negozio di tappeti…..
Invece la guida peggiore e mi dispiace dirlo perché ci ha detto essere grande amico del tuo Manish è stata la guida i Jaisalmer, anche di lui non ricordo il nome,un bel ragazzo che parlava solo inglese.
Lui è stato veramente indisponente; mezz’ora di visita guidata dentro il forte e poi ci ha annunciato che voleva portarci in ben tre negozi, uno di artigianato, che a sentire lui è gestito proprio da Manish!!!, uno di pashmine e uno di gioielli…gli abbiamo detto che non volevamo andare in nessuno dei tre e si quasi incazzato e ha cominciato a farci girare senza meta per il forte…morale della storia, dopo un’ora che ci aveva prelevato all’hotel gli abbiamo detto che preferivamo continuare il giro da soli e ce lo siamo tolto dai piedi…. Anche lui si è mostrato sollevato dal fatto di liberarsi di noi e noi ci siamo divertiti molto di più da soli!!!
Forse è anche colpa nostra, ma c’è stata fin da subito una forte antipatia reciproca.
A Jaisalmer, che è veramente uno spettacolo, abbiamo mangiato sempre fuori dell’albergo, una sera da Manish…a proposito complimenti per l’albergo che state aprendo perché è veramente una favola…e già che ci siamo complimenti anche per Manish perché è una gran bella persona oltre che un bellissimo ragazzo, il che non guasta mai….Ci ha detto che vi siete conosciuti sulle dune, proprio una favola in piena regola….bellissimo!!!
Da Manish abbiamo cucinato gli spaghetti e ci siamo scolati una bottiglia di vino indiano,noi, perché Manish non beve…
La sera dopo siamo andati a cena in un ristorante che si chiama Monica, anche questo da consigliare, molto buono e piuttosto economico.
Ottima anche la scelta del Radisson in daily use a Delhi prima del volo notturno, albergo bellissimo, abbiamo potuto collegarci a internet e fare il check in on line e stampare le boarding pass; abbiamo cenato al ristorante a buffet dell’hotel e devo dire che è spettacolare….un buffet con tanti tipi di cucina, indiana, giapponese, francese, italiana con una scelta di pietanze e un modo così elegante di presentarle che vale davvero i 25 euro a testa…..
Mi sembra di averti detto un po’ tutte le notizie di ordine pratico che mi sono sembrate degne di essere riferite.
Oltre tutto ciò rimangono le nostre sensazioni, diverse probabilmente per ognuno di noi, ma credo comunque che questo paese ci abbia toccato tutti; senz’altro è difficile rimanere indifferenti.
Personalmente l’emozione più forte l’ho provata a Varanasi, la mattina in barca sul Gange ero veramente emozionatissima, mi veniva da piangere senza un motivo; non so, forse per un attimo sono riuscita a vedere che un’altra vita è sempre possibile, che è sempre possibile trovare in noi stessi e nel mondo un’oasi di serenità; questo sembrava dirmi Varanasi, che la vita è sempre un dono e che la morte fa parte di essa e va vissuta come una delle mille esperienze della vita stessa.
E’ stata veramente un’esperienza profonda, e sono felicissima di averla fatta.
Appena trovo il modo di mandarti le foto via mail, ti mando alcune delle più belle….
Basta, smetto di blaterare e ancora una volta ti e vi ringrazio per la bellissima esperienza che ci avete aiutato a compiere; rimane sempre l’offerta di un caffè insieme, quando potrai, mi farebbe davvero piacere fare due chiacchiere a voce senza l’interposizione di computer o telefono…
Ciao a presto Laura








28 giugno 2010 alle 10:09
ciao laura , ho letto suo commento, veramete molto interessante.
anche lei e” scritto commento su le guide locali anche interessante, ma per “inmanccu” Himanshu(giusto) guida di jaipur veramante un ragazzo bravissimo e honesto vero. io conosciuto a lui personale.parla bene italiano eha buono conoscenza di historia.
ciao e grazie
sole da jaipur