Un secolo di storia nelle foto da India, Pakistan e Bangladesh
a Londra presso Whitechapel Gallery,
fino all’11 aprile 2010
“Where Three Dream Cross: 150 Years of Photograpy from India, Pakistan and Bangladesh” è una retrospettiva che si raccoglie attorno a più di trecento opere realizzate da ben 70 fotografi.
La mostra propone una riflessione sulla storia, sulle infinite realtà e sulle moltitudini di mondi a parte che compongono i tre i tre Stati.
Curata da Sunil Gupta e Shaidul Allam, fondatore dell’agenzia fotografica Drik, la rassegna focalizza non solo i differenti momenti della storia del sub continente indiano, ma ricrea le atmosfere che determinano l’autenticità, la vivacità e la drammaticità di una realtà, di cui come occidentali, “percepiamo solo una piccola parte, spesso quella legata alla dura cronaca che i media ci rimandano“.
I lavori appartenenti al repertorio storico sono estremamente suggestivi e ci permettono di conoscere figure emblematiche quali Lala Deen Dayal (1844-1905) e Umrao Singh Sher Gil (1870-1954). Il loro approccio con la fotografia fu diverso: Dayal deve la sua fortuna ai differenti incarichi che gli vennero forniti da Governato Britannico e soprattutto al servizio che realizzò a proposito della visita del Principe di Galles nel paese.
Umrao Sing Sher Gil era un uomo di mondo, visse molti anni in Europa e attraverso la fotografia immortalò la realtà glamour, ma estremamente fragile nella quale viveva. Sher Gil si nutrì della libertà espressiva delle avanguardie artistiche della Francia dell’inizio del ‘900, tra i suoi lavori più intensi gli scatti che ritaggono sua figlia, la bellissima pittrice Amrita Sher Gil.
I numerosi altri volti dell’India e quelli legati ai fatti di cronaca che la condurranno all’indipendenza sono stati documenti dall’eccezionale lavoro di Kulwant Roy. Nato nel 1914, il fotografo aprì la strada al fotogiornalismo nel suo paese: i suoi reportage a fianco di Gandhi sui vagoni di terza classe, le conversazioni o gli incontri tra Gandhi e Nerhru e Mohammed A. Jinnah sono tranche de vie che hanno contribuito a far crescere un immaginario collettivo autentico riguardo la storia del paese.
Il tema dell’indipendenza e del durissimo periodo di transizione che portò alla nascita del Pakistan è stato anche l’oggetto delle foto di Sunil Janah. Janah non era un vero e proprio reporter, le sue fotografie difficilmente sono neutre, in esse si concentra una forte emotività che le rende molto simili al lavoro artistico. Nato in una ricca famiglia di Calcutta non era destinato a diventare fotografo, la sua vita prese una direzione differente nel ’43 quando insieme a P.C. Joshi leader del Partito Comunista Indiano visitò la poverissima regione del Bengala, dove lo stato di indigenza era tale che portò alla morte per denutrizione tre milioni di persone. Joshi gli chiese semplicemente di fare le foto, ecco come iniziò la sua grandiosa carriera.
La rassegna propone uno spaccato sul vigoroso lavoro di T.S. Satyan – autore del memorabile progetto dedicato al Sitapur Eye Hospital impegnato nella cura e nella prevenzione della cecità nella regione del Nord dell’India – e di suo fratello T.S. Nagarajan, che contribuirono con i loro reportage a lanciare i magazine Deccan Herald e Illustrated Weekly of India.
In mostra non poteva mancare una sorta di omaggio a Homai Vyarawalla, la prima fotogiornalista indiana. Nata nel 1913 a Bombay, Homai era piccola, minuta e estremamente vitale; la sua prima foto fu pubblicata dal Bombay Chronicle e ritraeva un party di sole ragazze organizzato nella scuola d’arte, che frequentava. Fu un primo step, ma ormai aveva capito cosa voleva fare. La guerra e la lotta per l’indipendenza cambiarono la sua, come la vita di milione di persone, Homai visse quegli anni non solo come donna, ma come fotoreporter.
di Riccarda Mandrini
da Il Sole 24ore, 20 febbraio 2010
Where Three Dreams Cross:
150 Years of Photography from India, Pakistan and Bangladesh
Whitechapel Gallery,
77-82 High Street, London
fino dal 21 gennaio all’11 aprile
www.whitechapelgallery.org
biglietto: 10£











