India sarà ospite d’onore al Salone del Libro 2010

L’India avrà lo scettro di nazione ospite d’onore di Librolandia 2010

a Torino, presso il Lingotto
dal 13 al 17 maggio 2010

L’India, sin dai tempi di Guido Gozzano, reporter incantato che si avventurava nelle magie e nei violenti contrasti della «cuna del mondo», e delle prorompenti reinvenzioni esotiche di Emilio Salgari, l’India ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella fantasia collettiva degli Italiani, sino a porsi come rifugio e alterità radicale per quanti si sentono insoddisfatti dai modelli occidentali di vita e di pensiero. Serbatoio di spiritualità millenarie, di miti e di leggende, crogiuolo di civiltà e linguaggi, oggi l’India si sta affermando come seconda potenza industriale d’Asia, anche se vede accentuarsi le proprie laceranti contraddizioni tra povertà e ricchezza, tradizione e modernità.

Anita DesaiVikas SwarupAnita Nair

Alla letteratura, ancora una volta, il compito di interpretarle, sin da quando trent’anni la folgorante apparizione di Salman Rushdie ha improvvisamente rivelato un mondo letterario praticamente sconosciuto. Rispetto agli scrittori della diaspora, che raccontano le scissioni di chi, abbandonato il Paese d’origine, ha scelto di vivere in Occidente, il Salone 2010 vuole privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere una realtà che con la sua debordante umanità resta un gigantesco serbatoio di storie capaci di coinvolgere il lettore.

Accanto a scrittrici largamente apprezzate in Occidente, come Anita Desai e Anita Nair, hanno confermato la loro partecipazione anche Vikas Swarup, il diplomatico-scrittore che ha conosciuto una fama mondiale attraverso il film Slumdog Millionaire tratto da un suo romanzo; e Tarun Tejpal, Altaf Tyrewala, Kiran Nagarkar, Tishani Doshi, mentre devono ancora sciogliere le loro riserve Vikram Chandra e Sukhetu Mehta. Ma non mancheranno gli scrittori occidentali che, come Gregory David Roberts, autore di un libro di culto ambientato a Bombay, Shantaram, hanno dato dell’India una rappresentazione memorabile.

Accanto ai narratori ci saranno anche storici, giornalisti, economisti, ecologisti, impegnati nell’analisi dei complessi problemi che legano tra loro le economie globalizzate, i costi ambientali dello sviluppo (è appena trascorso il 25° del disastro di Bhopal), le aree di povertà estrema. A completare il quadro delle culture indiane, spettacoli di danza e di musica, e un ciclo di film.

Per preparare l’appuntamento e stringere i legami con il mondo culturale di questo immenso Paese sospeso tra affascinanti tradizioni e tumultuoso sviluppo, la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura sarà in India dal 20 al 26 gennaio 2010, dove è stata invitata a presentare la prossima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino presso l’Istituto Italiano di cultura di New Delhi. Nell’occasione verrà anche presentato il nuovo Dizionario sanscrito–italiano curato dal Cesmeo (Centro Studi sul Medio ed Estremo Oriente) di Torino.

E negli stessi giorni la Fondazione sarà ospite straordinario della quinta edizione del Jaipur Literature Festival, a Jaipur (Rajastan), dove presenterà un vivace display della cultura letteraria italiana. La missione è resa possibile grazie al sostegno della Camera di Commercio di Torino e della Regione Piemonte

www.salonelibro.it

Da Monsignor Ravasi a Tornatore per il salone sul filo della memoria 

«Ricordati di ricordare». È il titolo di un vecchio libro dello scrittore americano Henry Miller, che il grossetano Luciano Bianciardi, nel tradurlo, chiamava «il mio amico Enrico Molinari di New York».
Anche Librolandia 2010, capitolo ventitreesimo, ricorderà. Il filo conduttore della prossima edizione, in scena al Lingotto dal 13 al 17 maggio, sarà per l’appunto la memoria. Tema che va bene per tutte le stagioni. Come spiega Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone, è «centrale nell’evoluzione delle società umane». Il «labile impressionismo del ricordo», tuttavia, ammoniva Primo Levi, va sottoposto a «una stringente verifica scientifica».

Così faranno attori e attrici del caravanserraglio torinese, la cui organizzazione viene ora gestita direttamente da Gl events Italia, la società che controlla il Lingotto Fiere, in collaborazione con la veterana Biella Intraprendere. A ricamare sulle declinazioni del ricordo, intanto, vengono già preannunciati, con tanto di lezioni magistrali, Gianfranco Ravasi, l’architetto Mario Botta e Giuseppe Tornatore.

Giustamente, vista la sua egregia produzione di buoni scrittori e di buone scrittrici, l’India avrà lo scettro di nazione ospite d’onore, mentre è previsto un cambio al vertice dello spazio per i giovani, il Bookstock Village. Qui Davide «Boosta» Dileo, tastierista del gruppo rock Subsonica, subentra a Giuseppe Culicchia, scrittore. Si cambia un poco pure all’interno del consiglio culturale, o cosiddetto d’indirizzo, del Salone.
Cancellato il nome dell’impresentabile, per ovvi motivi giudiziari, don Giuliano Soria, entrano il critico Giorgio Ficara, il germanista Luigi Forte e l’anglista Paolo Bertinetti. Agiranno tra quelli che, in questi mesi, daranno un volto alla personalità della cultura che, all’ultimo giorno della gran fiera libraria, riceverà il Premio internazionale Salone del Libro. Trattasi di una sorta in Oscar alla carriera.
Il vincitore (25 mila euro di gettone di presenza, con l’obbligo di tenere conferenze e affini in giro per il Piemonte) risulterà dopo avere ottenuto i voti dei visitatori e degli editori presenti alla kermesse. Cerimonia poi a ottobre, forse a Grinzane, nelle Langhe, proprio sul luogo del «delitto». Tutto ciò per un premione che oscura, nel numero immenso dei giurati, persino i fasti del vero e autentico Grinzane Cavour del Professore. Eppure i timonieri della Fiera, Rolando Picchioni in testa, parlano di «sobrietà». Sarà come dicono loro.

da Repubblica, 16 dicembre 2009 
 

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