Giorgio Ramella – A Oriente verso Sud

a Milano presso Palazzo Litta
dal 18 novembre al 18 dicembre 2009

Il tema del viaggio, vissuto e immaginato, è al centro delle venticinque tele dell’ultima mostra di Giorgio Ramella. «A Oriente verso Sud» (fino al 18 dicembre a Palazzo LittaGiorgio Ramella -A Oriente verso Sud è un percorso che, partendo dall’India per terminare in Africa centrale e si snoda attraverso un trionfo di colori accesi, una fantasiosa composizione di temi ricorrenti, come gli elefanti e le nuvole, e una riproduzione pittorica di tessuti e manufatti etnici.

Il titolo racchiude le suggestioni delle grandi tele di Ramella, i suoi viaggi che, come sottolinea la curatrice, assomigliano più a “miraggi”, dove “l’altrove, la sua Africa, il suo Oriente da Mille e una notte sono proprio, come le storie raccontate da Shehrazad al sultano, magnifiche invenzioni letterarie”.
Le splendide sale di Palazzo Litta si “riempiranno” di pittura, grazie alla opere di Ramella, intrise dei colori, dei profumi e degli incanti di Paesi lontani che la sua mente ha esplorato; luoghi onirici per l’appunto, che in sogno sono venuti a visitare il pittore e che egli ha riprodotto sulla tela. E il risultato sorprende ed affascina chi si ritrova di fronte ai grandi quadri che parlano ai nostri sensi e al nostro cuore; viene voglia di tuffarsi in quei colori assoluti: giallo zafferano, rosso melograno, blu lavanda; viene voglia di entrare in quelle tele per guardare negli occhi le sensuali donne che vi si agitano maestose e indolenti, per afferrare quegli elefanti che sbucano dai tagli nelle tele “felicemente astratte”, che si ritrovano negli angoli dei suoi quadri, pronti a sparire in un attimo, come i ricordi dei sogni al risveglio.

L’incanto dei paesaggi di Ramella non riguarda solo i soggetti ritratti, quell’arcobaleno di cupole, minareti, palme ed elefanti che invadono le sue tele, ma si materializza attraverso la costruzione del racconto di quei luoghi magici. È uno stile della narrazione che mantiene alta la suspence, un racconto che dà vita ad un altro racconto e ad un altro ancora, che incanta i sensi e parla con la coscienza di chi lo ascolta facendo risuonare corde intime ma comuni. Il miraggio dell’autore accende il miraggio dello spettatore, lo proietta su di un grande schermo dove ognuno può immaginare il seguito.

Nelle parole della curatrice “Opere come La Grande nuvola, La Caccia, Orizzonte blu, L’elefante e la palma hanno un prologo di sapienti tessiture, labirinti di decorazioni dove è possibile far viaggiare lo sguardo in una caccia gioiosa di emozioni visive. Ma Ramella suggerisce una finestra, apre uno spazio su una nuova storia, ci conduce letteralmente dentro la pittura. E così, dietro queste pareti colorate, tappezzerie brillanti di polveri argentate, di incastri di triangoli, rombi e righe in cui pare sia esploso l’arcobaleno, aldilà di un sipario che sembra tessuto di argille e di terre, si acquatta un altro racconto, declinato per paesaggi incantati con il vento che agita le palme e lascia vagare le nuvole.”
E proprio questo vento, questo afflato, ora potente ora suggerito, ora sensuale ora giocoso, è ciò che attraversa i dipinti di Ramella e li fa vivere. È ciò che fa vivere l’arte, ma anche l’artista. È la vita che cerchiamo e che sogniamo. Un miraggio, forse. Chiudono questo viaggio intorno al mondo quattro nuove opere in cui l’autore si ispira ai francobolli di posta aerea di epoca coloniale: un’ennesima svolta della sua vivace e incessante creatività.

Palazzo Litta
Corso Magenta 24 (20123)
+39 0280294261
www.lombardia.beniculturali.it
orario: dal martedì alla domenica 12.00 – 18.00 chiuso lunedì – apertura straordinaria lunedì 7 dicembre (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 novembre 2009. ore 18
catalogo: edito da Edizioni EDIBAS
ufficio stampa: EMANUELA BERNASCONE
curatori: Lea Mattarella
autori: Giorgio Ramella
genere: arte contemporanea, personale

Mostra India e Africa, viaggio senza tempo di Ramella

Il tema del viaggio, vissuto e immaginato, è al centro delle venticinque tele dell’ultima mostra di Giorgio Ramella. «A Oriente verso Sud» (fino al 18 dicembre a Palazzo Litta) è un percorso che, partendo dall’India per terminare in Africa centrale, si snoda attraverso un trionfo di colori accesi, una fantasiosa composizione di temi ricorrenti, come gli elefanti e le nuvole, e una riproduzione pittorica di tessuti e manufatti etnici.
Per Ramella, torinese, classe 1939, amante delle opere di Emilio Salgari e noto per i suoi lavori dedicati agli occhi di Vincent Van Gogh, «viaggiare significa rompere la quotidianità e riscattare, attraverso i quadri, solarità e felicità mortificate dagli eventi della vita. Partire vuol dire rinascere».

L’India e il continente africano di Ramella sono rielaborati attraverso forme geometriche, incisioni e piccoli sipari che si aprono su scorci incantati di paesaggio. «In molti mi chiedono a cosa mi sia ispirato in queste pitture – confessa l’artista – a tutti rispondo: nient’altro se non la mia fantasia. Forse l’Africa che dipingo, dove mi sono recato poche volte, mi appartiene da sempre e fa parte del mio desiderio di evadere e dare libero spazio all’immaginazione».

Una serie di immagini di vecchi francobolli di posta aerea coloniale concludono l’esposizione e preannunciano il prossimo impegno di Ramella: «una raccolta di aeroplani colorati, realizzati con i piccoli pezzi di legno che si trovano in spiaggia: un nuovo modo per sognare e tornare bambini».

«A Oriente verso Sud» suggella la collaborazione tra Milano e Torino, due città destinate e divenire sempre più vicine geograficamente e culturalmente, anche in vista dell’imminente inaugurazione dell’ultimo tratto dell’alta velocità. «Milano è una piazza importante per gli artisti – aggiunge Giorgio Ramella – e i milanesi sono decisi e determinati nelle loro scelte. Sarà per questo motivo che mi sento più meneghino che torinese e sono fiero di contribuire, con il mio lavoro, al rafforzamento del legame tra le due città».

da Il Giornale, 20 novembre 2009

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