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Archivio di novembre 2009

Giorgio Ramella – A Oriente verso Sud

sabato, 28 novembre 2009

a Milano presso Palazzo Litta
dal 18 novembre al 18 dicembre 2009

Il tema del viaggio, vissuto e immaginato, è al centro delle venticinque tele dell’ultima mostra di Giorgio Ramella. «A Oriente verso Sud» (fino al 18 dicembre a Palazzo LittaGiorgio Ramella -A Oriente verso Sud è un percorso che, partendo dall’India per terminare in Africa centrale e si snoda attraverso un trionfo di colori accesi, una fantasiosa composizione di temi ricorrenti, come gli elefanti e le nuvole, e una riproduzione pittorica di tessuti e manufatti etnici.

Il titolo racchiude le suggestioni delle grandi tele di Ramella, i suoi viaggi che, come sottolinea la curatrice, assomigliano più a “miraggi”, dove “l’altrove, la sua Africa, il suo Oriente da Mille e una notte sono proprio, come le storie raccontate da Shehrazad al sultano, magnifiche invenzioni letterarie”.
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Strada India. Tra Durga Kali e Peter Pan

giovedì, 26 novembre 2009

di Daniela Morgante, editrice Effequ 2008

Dalla Maremma toscana all’India, dal mare dell’Argentario al Gange e ritorno: questo libro non ha niente che assomigli a un classico libro, non è un resoconto di viaggio, non è un romanzo, non è un saggio, è un racconto, un’immersione e un andare avanti e indietro col sorriso e anche un po’ di spavento nello spirito di un tempo.

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Massimo Livadiotti – Le anime del bosco

mercoledì, 25 novembre 2009

a Roma presso Roomberg Arte Contemporanea
dal 26 novembre 2009 al 13 gennaio 2010

La Romberg artecontemporanea presenta una nuova mostra personale di Massimo Livadiotti, un progetto stratificato dove, come in un diario della memoria e dellaMassimo Liviadotti - Le anime del bosco percezione, si legano le tracce di una perdita e di un viaggio in India trasformato in esperienze esistenziali e spirituali nella relazione tra lo sguardo e la sedimentazione della pittura.

Il progetto, intitolato “Le anime del Bosco” si divide in tre parti: “Il bosco degli Spiriti” formato da sei tronchi che hanno dipinti sopra dei veri e propri ritratti ideali di sei alberi; i “Paesaggi” consistenti in sei tele dipinte con dei visi, e, infine, due tronchi sui quali l’artista ha dipinto due volti che vogliono rappresentare proprio due “Anime”.

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I colori dell’arcobaleno e delle fiabe Indiane

martedì, 24 novembre 2009

a Milano presso Teatro della Memoria
Sabato 28 novembre 2009

Al Teatro della Memoria, Francesca Brusa Pasqué porterà in scena l’atmosfera esotica e misteriosa di mondo lontano e incantato, animato da creature leggendarie poetiche e delicate costrette a convivere con l’eterna minaccia rappresentata dalle piogge e dai monsoni.

I colori dell'arcobaleno e delle fiabe indiane

Poesia, musica e racconto si alterneranno nel corso dello spettacolo, che si inserisce all’interno di “Burattini e altre storie”, l’ormai storica rassegna di Teatro Ragazzi che ogni anno seleziona le produzioni delle più note compagnie con l’intento di promuovere una cultura del teatro capace di favorire percorsi di conoscenza e di incontro, stimolando un processo di crescita culturale attraverso l’incanto e la magia della rappresentazione dal vivo anche nel pubblico più giovane.
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Quando arrivano le cavallette

lunedì, 23 novembre 2009

di Arundhati Roy, Guanda 2009

India lacerata tra capitalismo e tradizione
La scrittrice Arundhati Roy in una raccolta di saggi dal forte impegno politico

E’ un paese oppresso dal fondamentalismo, corrotto, spinto verso una modernizzazione troppo accelerata l’India che la scrittrice Arundhati Roy analizza in Quando arrivano le cavallette (Guanda, 177 pagine, 13 euro), una raccolta di saggi segnati da un forte impegno politico."Quando arrivano le cavallette" di Arundhati Roy

Ormai da un decennio la giovane intellettuale nata nel Kerala, che esordì nel 1997 con Il dio delle piccole cose, ha messo da parte la narrativa e ha scelto di impegnarsi in prima persona nella lotta contro l’establishment governativo, che accusa di “difendere una visione predatoria della democrazia per far spazio alle forme più rapaci del capitalismo”.

Secondo Roy, in nome di un’idea ipocrita e sbagliata del “progresso”, l’India ha dovuto subire le conseguenze di una profonda mutazione antropologica e sociale. Il risultato è la nascita di una classe medio-alta numericamente esigua che dispone di enormi ricchezze e di una underclass più estesa e disperata rispetto al passato recente, composta in particolare dalle decine di milioni di persone che sono state private della propria terra e obbligate a trasferirsi nelle periferie delle megalopoli a causa dei grandi progetti infrastrutturali ideati per modernizzare il subcontinente.
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Fort Villa Boutique Hotel in Jaisalmer

domenica, 22 novembre 2009

Mariti indiani picchiati

sabato, 21 novembre 2009

In marcia nell’Uttar Pradesh chiedono a governo parità di diritti

Husbands beaten by their wives in rural India

Gli uomini indiani picchiati dalle mogli chiedono protezione al governo e chiedono parità di diritti.
Un gruppo di mariti, stanchi delle continue angherie subite dalle loro consorti tra le mura domestiche, partecipano ad una marcia a Lucknow, nell’Uttar Pradesh chiedendo in particolare di modificare l’emendamento della legge che protegge le donne dagli abusi dei mariti.
Si dice che negli ultimi 4 anni oltre 120.000 uomini perseguitati si siano suicidati.

Fonte: Ansa, 20 novembre 2009

Ballare con i sitar al nuovo festival musicale dell’India

venerdì, 20 novembre 2009

Il Sarangi -lo strumento ad arco più famoso dell’India-  si incontra al Rajasthan International Folk Festival, una celebrazione di musica di profondo spirito che fonde passato dell’India con il suo spirito attuale.

La recente mostra al British Museum ha proposto per la prima volta opere prodotte per il maharaja dell’India settentrionale, al culmine della loro influenza in Europa. Le illustrazioni riportate ritraggono una parte lunga della musica, cibo e amore, che 200 anni sembrano raccontare un po’ un altro mondo. Ma per me, frequentando il nuovo festival dell’India musica a Jodhpur il mese scorso sembrava di entrare in uno di quei dipinti, come ho avuto modo di apprezzare in prima persona l’incredibile patrimonio culturale della regione.

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Sheba Chhachhi – Between stories

mercoledì, 18 novembre 2009

a Milano presso Galleria Galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co.
dal 19 novembre 2009 al 26 febbraio 2010

L’artista indiana Sheba Chhachhi presenta la sua prima personale in Europa ed in Italia. Saranno esSheba Chhachhi - Between storiesposte nove opere, attraverso le quali Chhachhi analizza temi contemporanei come l’inquinamento ecologico e la trasformazione urbana, con un costante riferimento all’iconografia tradizionale indiana. La mostra è accompagnata da un catalogo con un testo di Adelina von Fürstenberg.

Le radici del percorso artistico di Sheba Chhachhi affondano nella complessità dell’India, un Paese vastissimo in cui antiche tradizioni si fondono con un mondo contemporaneo, dove ricchezza e povertà si fronteggiano su un territorio permeato da una profonda spiritualità religiosa.

L’approccio iniziale di Chhachhi negli anni Ottanta si manifesta attraverso la fotografia, che successivamente viene arricchita con l’uso di testi, oggetti di recupero e sculture. I temi affrontati spaziano dalla considerazione mitica e sociale del corpo umano (specialmente quello femminile) all’inquinamento ecologico e alla trasformazione urbana, attraverso un riferimento continuo all’iconografia antica.
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Ghiacciai – L’uomo che crea le nevi eterne

martedì, 10 novembre 2009

Mentre in tutto il mondo il 95 per cento dei ghiacciai si sta ritirando, in Ladakh, una regione a nord dell’India racchiusa tra Karakorum e Himalaya, i ghiacciai si “costruiscono“.

Artificial glaciation in Ladakh, photo from web

Dal 1996 ad oggi ne sono già stati creati dodici e altri cinque verranno realizzati nei prossimi anni. Lo scopo è quello di dare acqua agli agricoltori della regione. Sul Ladakh, infatti, cadono raramente più di 50 millimetri di acqua all’ anno. Per questo l’unica acqua su cui gli agricoltori possono fare affidamento è quella che sgorga dai numerosi ghiacciai presenti sulle più alte cime del pianeta.
In realtà però, durante i mesi più importanti per i raccolti, quelli tra marzo e giugno, l’acqua che arriva è pochissima, perché i ghiacciai si sciolgono soprattutto durante l’estate avanzata, in luglio, troppo tardi per seminare se si vuole raccogliere grano, orzo e piselli (i prodotti più diffusi) prima di ottobre, quando il freddo, che scende anche a -30° gela ogni coltura.
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Emiliano Pinnizzotto – Kalachakra

sabato, 7 novembre 2009

a Roma presso Cargo,
dall’ 11 novembre al 1 dicembre 2009

L’iniziazione del Kalachakra è il più grande rituale buddhista di massa,officiatEmiliano Pinnizzotto - Kalachakrao dal Dalai Lama. E’ considerata una benedizione speciale per tutti coloro che vi partecipano e per l’ambiente in cui viene officiata, nel Mahabodhi Temple a Bodhgaya,luogo in cui il Buddha raggiunse l’illuminazione.

Emiliano Pinnizzotto da sempre attratto dalle diverse religioni e dai riti così vari e affascinanti, nel 2003 ha iniziato la sua personale ricerca fotografica sulle “religioni del mondo” recandosi in India per seguire il buddhismo.
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Paola Mongelli – India

mercoledì, 4 novembre 2009

a Torino presso San Domenico Art Residence
dal 7 novembre 2009 al 10 gennaio 2010

Una notte in pieno sole. Luce ideale allo sguardo interiore, quello dagli occhi socchiusi, che sa leggere i lineamenti sottili, i chiaroscuri più complessi, i riverberi nascosti normalmente azzerati dal chiarore lampante del giorno, dall’arroganza delle certezze.

Paola Mongelli, India

Una coltre densa, cupa, polverosa. Cielo e terra insieme, una mescolanza rappresa sulle cose come a rallentarne la vita. Una cenere sparsa di odori, suoni, rumori, fame, morte.
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Steve McCurry Sud-Est

lunedì, 2 novembre 2009

a Milano presso Palazzo della Ragione,
dall’ 11 novembre 2009 al 31 gennaio 2010

La mostra propone un’eccezionale raccolta di quasi 200 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto, che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi Sharbat Gula Afghan girl at Nasir Bagh refugee camp near Peshawar Pakistan 1984, photo by Steve McCurrye luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia.

Steve McCurry (Philadelphia, 1950), uno dei grandi maestri della fotografia del nostro secolo, giunge a Palazzo della Ragione, nel cuore di Milano, dall’11 novembre 2009 al 31 gennaio 2010, con una mostra unica nel suo genere, dedicata ai 30 anni più intensi della sua carriera.

Nata e pensata per Milano, da un team interamente milanese, la mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo – da qui il titolo – dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.
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“Aladin” un film con Amitath Bachchan

domenica, 1 novembre 2009

Siamo a Jaipur da alcuni giorni e domenica pomeriggio abbiamo deciso di andare al cinema. Tra i vari film in uscita in questo periodo la nostra scelta è caduta su Aladin un fantasy movie dove recita l’attore preferito da Manish la leggenda vivente Amitath Bachchan, l’attore più famoso di Bollywwod un volto che tutti in India riconoscono.

 
Acquistati i soliti snacks indiani come pakora, samosa con alcune bibite -necessarie per i film indiani dato che superano sempre le due ore – abbiamo preso posto in sala, spente le luci è iniziato il film.