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Archivio di settembre 2009

Hotel indiani: strutture, certificazione

mercoledì, 30 settembre 2009

Per decenni gli hotel indiani sono stati sinonimo, a una estremità del mercato, di sporcizia e incuria. E, a quella opposta, di un’opulenza così sfacciata da sedurre, e talvolta far sentire un poco in imbarazzo, anche il più navigato dei viaggiatori. Quando Marco Carrano, architetto milanese di 52 anni, si è dovuto misurare con il compito di progettare un albergo della catena americana Radisson a Kolkata, la ex Calcutta, si è trovato di fronte alla necessità di sfatare entrambi i luoghi comuni.

Radisson KolkataRadisson KolkataRadisson Kolkata

L’hotel avrebbe dovuto offrire tutto ciò che un cliente si aspetta da quello che nel mondo dell’hospitality viene definito un full-service hotel. E allo stesso tempo avrebbe dovuto introdurre concetti come riciclo, risparmio e, più in generale, sostenibilità in un paese in cui nuovi ceti medio-alti non sembrano particolarmente inclini a scendere a patti con l’idea che il proprio tardivo ingresso en masse nella società dei consumi debba essere in qualche modo calmierato da minuscoli sacrifici a beneficio della comunità.
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Intervista a Marco Carrano (Architetto): «Il turista deve essere consapevole»

mercoledì, 30 settembre 2009

Dopo aver lavorato negli Stati Uniti per vent’anni, Marco Carrano ha deciso di puntare sull’India andando in cerca di un mercato emergente, dalle grandi potenzialità dMarco Carranoove poter far leva sulla propria esperienza nella progettazione di alberghi. Dopo aver iniziato a lavorare al progetto di un Radisson a Kolkata (si veda articolo ), l’architetto milanese ha deciso di provare a sviluppare un nuovo modello di albergo, in cui il rispetto delle esigenze dei «nuovi viaggiatori» andasse di pari passo con quello dell’ambiente. Senza trascurare una delle tendenze più forti che proprio in questa stagione sta attraversando il mondo del business travel: quella di ridurre i costi senza intaccare la produttività dei propri dipendenti in trasferta. Il risultato è un progetto dal nome sbarazzino, «Rocks!», che si propone di realizzare 27 hotel in dieci anni in una ventina di città indiane.
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Appunti di viaggio

martedì, 29 settembre 2009

a Trani, presso Palazzo Palmieri
dal 29 settembre all’11 ottobre 2009

“…il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’ altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno…”

Guy de Maupassant

Nell’ambito delle manifestazioni promosse per l’Estate Tranese, martedi 29 settembre presso Palazzo Palmieri si inaugura la collettiva fotografica “Appunti di viaggio“.
Il progetto curato da Andrea Moselli per l’ass. Eeropae presenta istantanee tra Europa e Medioriente , India e Canada.

…Viaggiare è la naturale ricerca del nuovo, l’istintiva attrazione o repulsione per ciò che è estraneo, la sfida al confronto, l’abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità d’adattamento a situazioni disparate.
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Emilio Leofreddi – Il respiro del mondo

martedì, 29 settembre 2009

a Roma presso Galleria La Nuvola
dal 30 settembre al 31 ottobre 2009

Inaugura mercoledì 9 settembre 2009, alle ore 18.00, nella sala centrale al primo piano del Complesso del Vittoriano, la mostra Il respiro del mondo di Emilio Leofreddi, promossa da Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari, a cura di Barbara Tosi, con il Patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione al 30 settembre si è trasferita presso Galleria la Nuvola.

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Emilio Leofreddi - Il respiro del mondoEmilio Leofreddi - Il respiro del mondoEmilio Leofreddi - Il respiro del mondo

Frutto del progetto “Dreams (diario di viaggio)” iniziato nel 2005, che ha visto l’artista impegnato in un viaggio di sei mesi in India, l’indagine poetica di Emilio Leofreddi culmina con la presentazione di quindici dipinti di grandi dimensioni realizzati su tende canadesi da campeggio, cucite nel continente indiano: su ognuna di esse campeggia la frase Come up with full inhalation, il respiro necessario per compiere il rito vedico “Surya namaskar”, (saluto al sole); You are here è il punto simbolico segnato sulle mappe per indicare il luogo in cui lo spettatore si trova in quel momento suggerendo contemporaneamente la presa di coscienza per non perdersi durante il viaggio.

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Tejal Shah – The Outsiders

lunedì, 28 settembre 2009

a Milano presso Primo Marella Gallery
dal 1 ottobre al 1 novembre 2009  

Primo Marella Gallery è lieta di presentare la straordinaria mostra collettiva “The Outsiders”. L’esposizione si propone di presentare i lavori di alcuni artisti della galleria che si sono evidenziati nelle recenti (e, in alcuni casi, ancora in corso) Biennali d’Arte Contemporanea.
Tra gli autori presenti Primo Marella Gallery presenta il nuovo progetto di Tejal Shah sulla recente serie di autoritratti “Hysteria: Iconography from the Salpetrier Series”.

Tejal ShahTejal Shah

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Kumba Mela nell’India sacra

sabato, 26 settembre 2009

Lungo le rive del Gange fino alle pendici dell’Himalaya. Nelle città sacre durante il Kumba Mela, il pellegrinaggio indù.

Sono cresciuto sentendo parlare dell’India. Mio nonno materno aveva lavorato per l’agenzia della dogana indiana e mia madre aveva frequentato la scuola a Mussoourie, ai piedi dell’Himalaya.

Ricordo valigie in soffitta piene di vestiti piegati con cura, guanti bianchi e lettere dalla Gran Bretagna. Ogni tanto mia madre, tornata in Inghilterra, mentre lavorava a maglia si bloccava di colpo. In quei momenti, dal suo sguardo capivo che con la mente era in India , e che in quel suo viaggio immaginario portava anche me.

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Kumbha Mela, photo from web

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Bollywood guarda al Diwali per rischiarare un anno deludente

venerdì, 25 settembre 2009

Bollywood si sta preparando per quello che è tradizionalmente il periodo più redditizio dell’anno con una serie di uscite dal grande budget, sperando in un fine 2009 migliore dopo 12 mesi deludenti.

Come il periodo di Natalizio lo è per Hollywood, così la vigilia della festa indù delle luci -il Diwali- che cade il prossimo 17 ottobre, è visto da Bollywood come una grandissima occasione, con molti indiani in vacanza e che cercano di divertirsi.
L’industra del cinema hindi che muove un giro d’affari di oltre 2.3 miliardi di dollari, spera di recuperare qualcosa dopo un anno segnato dal boicottaggio dei cinema multisala, dal timore per influenza suina H1N1 che ha costretto alcuni cinema e sale a chiudere, e da una serie di costosi flop.

"Blue" is an underwater odyssey with a cameo by Kylie Minogue

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Quando le baraccopoli possono cambiare il mondo

venerdì, 25 settembre 2009

Chi avrebbe mai pensato a una baraccopoli come a un laboratorio di creatività e un concentrato di potenzialità umane? Stewart Brand l’ha fatto.

Il noto esperto di computer e new media, inventore, designer e scrittore, da sempre è il pionere di un ambientalismo rivoluzionario che non ha paura dell’ingegneria genetica, del nucleare, dell’urbanizzazione. In linea con la sua visione spregiudicata del progresso, Brand, in un’intervista rilasciata a Wired, supera il binomio baraccopoli-disperazione e guarda in modo propositivo e incoraggiante le malconce periferie di Mumbai, Nairobi o Rio de Janeiro.

Slum in Mumbai, photo Reuters by Arko Datta

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Toni Meneguzzo – Go Puja

giovedì, 24 settembre 2009

a Milano presso lo Spazio81 More, Via Forcella 7/13
dal 24 settembre al 16 ottobre 2009

Go Puja raccoglie 6 immagini di grande formato, selezionate fra quelle effettuate nell’arco di tre anni in una serie di viaggi compiuti in India. Unico il soggetto dell’osservazione: la vacca sacra.

Toni Meneguzzo - Go Puja

Come è noto, è un animale molto diffuso in quel paese. Tuttavia, in particolari e rare occasioni, quali celebrazioni religiose o feste popolari, viene addobbato con decorazioni insolite e vistose, con stoffe, oggetti, corna, disegni,tinture di diversi colori, che variano a seconda della località in cui si svolgono e delle tradizioni religiose praticate.
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Dinamica Delhi

mercoledì, 23 settembre 2009

Delhi: un luogo di vita quotidiana che ogni viaggiatore curioso dovrebbe visitare in una vita.

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A young man dashes barefoot across the courtyard of Delhi’s Jama Masjid (Friday Mosque) in Shahjahanabad, or Old Delhi. Photo by Mark Henley/PanosA performer totes a giant puppet through the narrow, winding lanes of Shadipur Depot, a residential and industrial area in western Delhi. Photo by Stuart FreedmanMarigold flower heads, used in religious ceremonies, dry on a roof above a flower market near Khari Baoli, in the heart of Old Delhi. Photo by Mark HenleyA porter carries a load of goods through the crowded market area of Old Delhi, a labyrinth of lanes flanked by mostly 17th-century homes. Photo by Mark Henley Leggi il resto di questo articolo »

L’India blocca il film su Nehru e l’amore con lady Mountbatten

martedì, 22 settembre 2009

La storia per New Delhi tra il padre della patria e la vice-regina ci fu semplice «amicizia»
La pellicola inglese con Cate Blanchett e Hugh Grant

Londra – «L’amicizia particolare» tra Lady Mountbatten e Jawaharlal Nehru non è mai stata un segreto. Il marito di lei, Lord Mountbatten, ultimo viceré d’India nonché cugino di Giorgio VI e prozio del principe Carlo, ne parlava in termini quasi orgogliosi. La sua Edwina, bella, spiritosa, intelligente, e l’uomo che con l’indipendenza sarebbe diventato primo ministro di un Paese amato: una «coppia adorabilmente dolce».

Jawaharlal Nehru with Lady Edwina Mountbatten

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Sarnath, dove il Buddha tenne il suo primo sermone

lunedì, 21 settembre 2009

A 8 km da Varanasi, c’è il villaggio di Sarnath uno dei luoghi sacri del Buddismo. Abbreviazione di Saranganatha, signore dei cervi il cui nome fa riferimento ad una leggenda secondo la quale Siddaharta Gautama il Buddha, in una vita precedente, era stato un cervo capobranco che si offrì al re di Kashi al posto di una cerva incinta che questi aveva catturato. In ricordo di questo evento, il re dette al luogo il nome di Mrigadava “parco dei cervi”.

Foto di Samuele Fracasso
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Sarnath, photo by Samuele FracassoStupa in Sarnath, photo by Samuele FracassoBuddhist monk writing in Sarnath, photo by Samuele FracassoFlowers and multi-coloured flag prayers in Sarnath, photo by Samuele Fracasso Leggi il resto di questo articolo »

L’India misteriosa in tre «gialli»

domenica, 20 settembre 2009

L’India misteriosa di oggi è ancora una colonia inglese

C’è un fenomeno sotterraneo che sta dando una piccola scossa al mondo del thriller internazionale e ha già prodotto ottimi risultati sul mercato anglosassone. Sono i «gialli all’indiana», una serie di nuovi mistery che non soltanto ci propongono un’inedita ambientazione esotica contemporanea, ma mettono in scena nuovi eccentrici investigatori alle prese con crimini che possono accadere solo in città come Bombay o Nuova Delhi.

"I sei sospetti" di Vikas Swarup"Sapori assassini a Bombay" di Kalpana Swaminathana"Vish puri e il caso della domestica scomparsa" di Tarquin Hall

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In lode di Norman Borlaug, che ha salvato l’India dalla carestia

venerdì, 18 settembre 2009

Con la scoperta-invenzione di un “grano nano“, dal gambo corto e dalla spiga turgida, ha salvato dalla morte per fame almeno 245 milioni di persone. L’India gli ha assegnato il Padma Vibhushan, il secondo più alto premio della nazione.

New Delhi- Il 12 settembre scorso è morto a 95 anni a Dallas (Usa), Norman Borlaug, lo scienziato-pacifista, il padre di quella “rivoluzione verde” che, quando arrivò in India ha fatto sparire il pericolo di carestia.Norman Borlaug
Quando nel mezzo degli anni ‘60, Borlaug è arrivato in India, nel subcontinente vi era ancora lo spettro della fame e della carestia. L’ultima era avvenuta nel 1964 e l’India importava grandi quantità di granaglie dagli Usa – spesso gratuitamente – per poter sfamare milioni di cittadini, con una popolazione in continua crescita.

Borlaug, un americano fattosi da sé nei campi dello Iowa, ben piantato ed abbronzato, che aveva fatto i suoi studi su patologia e genetica delle piante nell’università del Minnesota negli anni ‘40.
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Gange: discesa lungo il sacro fiume dell’India

giovedì, 17 settembre 2009

Gill Charlton viaggia lungo il fiume sacro dell’India con il treno, taxi e la barca in compagnia di una guida con grande euforia.

Jai Prakash Sharma è nato per essere una guida turistica. Figlio di un agricoltore bramino di Bundi nel Rajasthan, combina un profondo amore per il suo paese con un malizioso senso dell’umorismo e la capacità di ottenere e fare il quasi-impossibile.

Arriva alla stazione ferroviaria di Old Delhi con una cassa di acqua tonica sotto il braccio. “È difficile trovarla tra le colline”, dice. “E so che a voi inglesi vi verrà presto voglia di gin-tonic prima di cena.”
Saliamo sul treno notturno per Kathgodam all’inizio di 16 giorni di tour “Lungo il Gange” che ci porterà in profondità nell’India dei villaggi che si affacciano sul sacro fiume.

Woman prays in the Gange, Ap photo

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Una calda oleosa “ripassata” per il corpo, la mente e l’anima in India

mercoledì, 16 settembre 2009

Si tratta di una cottura in un pomeriggio pre-monsonico a Lonavla, una città scarmigliata sulla collina indiana che nel weekend attira gente di Mumbai in fuga dalla città con vaghe e irrealizzabili promesse di aria fresca e panorami di montagna.
Sono disteso su un materasso di plastica, un paio di occhiali da nuoto legati alla mia testa. Attraverso i fori delle lenti, cucchiai di ghee caldo stanno sgocciolando sulle mie palpebre. Poi, proprio quando le cose sembrano aver raggiunto il loro picco del bizzarro, Mayur, la mia 20enne torturatrice – scusate, terapeuta – consegna la tranquilla istruzione: “Ora apra gli occhi”.

Netra Basti, ayurveda treatment. Photo from web

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Festival dell’India 2-3-4 ottobre 2009

martedì, 15 settembre 2009

6° Festival dell'India

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L’arte indiana del racconto

lunedì, 14 settembre 2009

Data della previsione: 14 settembre 2007

Le vacanze estive sono un grande serbatoio di storie nuove da raccontare. Molti di noi viaggiano, si spostano, faticano, vanno incontro a nuove esperienze investendo i propri risparmi, per poterlo poi semplicemente raccontare.
Superata definitivamente la fase della vacanza “passiva” o del viaggio status symbol, riemerge con forza la centralità narrativa del tempo libero e della propria esperienza unica e singolare. Tutta da raccontare.
Nell’arte del racconto dobbiamo però riconoscere la superiorità di una cultura millenaria, che è quella indiana. La continua moltiplicazione di divinità plurali (se ne contano più di trecento milioni nel pantheon induista) in una sorta di zibaldone o di carnevale permanente, sta a dimostrarlo.

Dancers dressed as Kumari the living goddness perform a traditional dance, Reuters Gopal Chitrakar

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Amitav Ghosh omaggia il Festival di Mantova con il termine “Tamasha”

lunedì, 14 settembre 2009

L’indiano Amitav Ghosh, una delle voci del Subcontinente più originali e lette nel mondo, adotta la parola “Tamasha” e restituisce l’omaggio che il festival gli ha fatto dedicandogli l’unica retrospettiva di questa edizione: tre incontri per scandagliare tutta la sua opera da “Schiavo del manoscritto” (appena riedito) a “Mare di papaveri”, primo romanzo di una trilogia dedicata alle grandi migrazioni.

«Scelgo una parola che deriva dalla lingua hindustani e che è poi passata anche all’inglese, la ritroviamo infatti nell’Oxford Dictionary: è “tamasha”, che significa celebrazione, evento, happening. Vorrei dedicarla al festival di Mantova, che può essere definito la grande tamasha. Questo perché il modo di oggi gira intorno al mondo egli eventi, degli happening, credo lo rispecchi».

Videointervista ad Amitav Ghosh
dal Corriere Tv

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Invito a nozze

sabato, 12 settembre 2009

I paesi dell’Himalaya indiano visti attraverso i matrimoni. La banda, i canti e i giri intorno al fuoco che simboleggiano l’unione.

Scortata in una minuscola stanza azzurra per assistere alla preparazione dello sposo, non so dire se sono più nervosa io o lui. Nella sua casa di Kathadhara, un piccolo villaggio dell’Himalaya indiano, Kundan Singh è in preda a un tipico attacco di tremarella prematrimoniale e fissa ossessivamente il muro sistemandosi la cravatta. Credo che non farebbe caso a me nemmeno se fossi il primo ministro, e questo mi fa sentire sollevata. Sono nervosa perché il mio invito non è arrivato attraverso i soliti canali: non sono un’amica di famiglia né una parente. Sono un’estranea accolta a braccia aperte alla cerimonia.

Indian bride, photo from web

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