Se il mercato (non) fa l’indiano
giovedì, 16 luglio 2009A qualche anno di distanza dalle prime grandi mostre internazionali sull’arte contemporanea del Subcontinente, ci si chiede se siamo di fronte all’ennesima moda e se quest’arte sopravvivrà alla crisi attuale. Viaggio trasversale in un pianeta artistico ancora non contaminato con l’Occidente. In un parallelo con la Cina che non sempre è giustificato…
Negli ultimi dieci anni, alcuni artisti del Subcontinente si sono affermati nel mondo come “big star”. Tuttavia, l’arte contemporanea indiana fatica ancora a imporsi tra galleristi e collezionisti occidentali, in particolar modo tra quelli italiani.












che – al di là dell’ intelligenza veloce, delle battute spiazzanti e provocatorie, di una scelta di vita nella quale la cultura alta si mescola con il glamour – attorno a Rushdie si è consolidato un alone di fragilità, forse anche di paura. Al Festival Le conversazioni di Capri, dedicato quest’ anno ai sette vizi capitali, Salmam Rushsie ha scelto di parlare dell’ accidia. Una decisione che, conoscendo la sua storia e il suo carattere, ha colto un po’ tutti di sorpresa. Tuttavia, la riflessione accorata su un vizio che definisce «quello a cui spetta il massimo disonore» rivela un modo di concepire la vita fondato su una religione laica che pone l’ etica al centro di tutto, una condizione umana nella quale le domande risultano sempre in vantaggio sulle risposte.
he ha incontrato nel suo viaggio in India sottolinea: “Un viaggio è sempre un’occasione. E’ con questi scatti che descrivo la splendida opportunità che mi è stata donata in India, l’incontro con una terra e la sua gente, giorni caratterizzati da un crescendo di gesti semplici ma autentici che mi hanno portato a cogliere l’espressione più bella della vita: la gioia, la speranza e la dignità”.







rima del X secolo.




a” che accompagna la resistenza contro il colonialismo inglese, che si svolgono le vicende di Matrimonio a Bombay, opera prima della scrittrice Julia Gregson, v
o modo di vedere il mondo attraverso la loro cultura, fatta di semplicità, di colori, suoni, emozioni e anche di grande intelligenza nello scoprire,cosa vuol dire vivere in un mondo molto diverso da un polo all’altro.


