Molise e India si pensa a un gemellaggio

L’idea lanciata nella conferenza stampa che Iorio ha tenuto con Thara Gandhi

È stata in Molise, per ricevere, in occasione della Festa del grano di Jelsi, il «Premio inMahatma Gandhiternazionale della traglia», dopo una visita a L’Aquila, ai terremotati d’Abruzzo.
Ed in Molise Thara Gandhi Battacharjee, nipote del Mahatma e di Chakravarthi Rajagopalachari, primo Governatore generale dell’India, ha rilanciato sui valori della pace e della non violenza. Una presenza di prestigio per la nostra regione, come ha evidenziato il governatore Michele Iorio, nella conferenza al termine dell’incontro istituzionale a palazzo Santoro.
«Una figura che – ha detto Iorio – in India e nel resto del mondo, con il suo operato quotidiano, volto a difendere e salvaguardare i diritti dei più deboli, ha onorato la cultura millenaria del suo grande Paese e la memoria del suo illustre e indimenticabile nonno».

Si è trattato anche dell’occasione per stringere rapporti con le regioni del Nord dell’India, da dove proviene la comunità da anni residente in Molise e che custodisce la tradizione del grano e delle feste ad esso dedicate, come avviene a Jelsi. Un’idea di gemellaggio Molise-India, per un interscambio culturale, economico e sociale.
«Vi ringrazio per il riconoscimento ottenuto – ha commentato Thara Gandhi – e per aver potuto assistere a una festa che commemora la «Madre Terra», contenendo il messaggio di pace e armonia universale alla base della filosofia di Gandhi».
L’incontro si è concluso con uno scambio di doni. Il presidente Iorio ha regalato alla signora Gandhi la campana ufficiale della Regione, fusa dalla Fonderia Marinelli di Agnone. «Un simbolo molisano di pace e di non violenza -ha detto – che interpreta l’insegnamento filosofico e democratico del Mahatma».

Thara Gandhi ha invece donato al governatore una pergamena con una riflessione del Mahatma: «Il Portafortuna di Gandhi – Ti voglio dare un portafortuna. Quando hai dei dubbi o quando l’egoismo ti assale, prova a pensare al volto dell’uomo più povero e più disperato che hai visto e chiediti se ciò che stai facendo gli può essere di aiuto. I tuoi dubbi e il tuo egoismo se ne andranno»

da Il Tempo del 28 luglio 2009
di Cosimo Santimone

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