Il primo Gay Pride in India

Oramai se non organizzi un Gay Pride non sei veramente nessuno. Lo ha capito anche l’India che risponde alla grande ondata di manifestazioni di orgoglio con le voci di una possibile versione indiana dell’evento.Il primo Pride in India: ecco perché è più facile essere trans.
La data prevista per l’evento è il 28 giugno, giusto il tempo di festeggiare nel capoluogo ligure, prendere un aereo dal Cristoforo Colombo destinazione: nuovo mondo.
È a Chennai che quest’anno si terrà la prima Rainbow Parade.
Lo scopo di questo arcobaleno per le strade è quello di “far aumentare la consapevolezza delle sfida che devono affrontare tutti gli omosessuali, bisessuali e transessuali” in India.
Mettere le cose in piazza, smettere di nascondersi: ecco cosa vogliono tutti, indiani compresi. “Vogliamo concentrarci sulla discriminazione a cui sono sottoposti gli omosessuali da parte sia delle famiglie che della società mettendo in risalto la responsabilità di presunti medici, soprattutto professionisti della salute mentale, che vorrebbero curare l’orientamento sessuale dei propri pazienti”

Queste sono le parole del Dr L Ramakrishnan, direttore del Centro Indiano di Solidarietà e Azione contro l’Infezione da HIV.
Il codice penale indiano parla chiaro: “le interazioni di tipo carnale contro l’ordine della natura” sono un crimine e come tali vanno punite: un rapporto sessuale con un uomo consenziente può costare ad un omosessuale il carcere a vita. Raramente applicata questa legge rende comunque particolarmente difficile l’attività di chi come Ramakrishnan vorrebbe promuovere il sesso sicuro.

L’omofobia e la criminalizzazione dell’omosessuali sembrano essere molto diffuse in un paese dove molti psichiatri non esitano a prescrivere farmaci anti depressivi ed elettroshock come cure alla popolazione LGBT.

Come spesso ci siamo accorti la realtà è difficile da interpretare. Anche uno stato chiuso ai diritti civili dei diversi come l’India ospita infatti sacche di tolleranza insperate: basta pensare al fatto che esiste una lunga storia di comunità trans e di eunuchi. Non è raro che i primi si trovino a danzare ai matrimoni rivelando una “vera e propria accettazione culturale della realtà transgender”. Ma quando si passa dall’identità di genere all’orientamento sessuale tutto cambia: la società indiana non accetta né gli omosessuali né i bisessuali.
Il primo Gay Pride in quest’atmosfera che ho appena descritto sembra quindi essere un momento importante di presa di coscienza di una realtà grande e complessa che cerca di diventare unita nella diversità e nell’orgoglio.

fonte www.notiziegay.com

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