“New York” un film di Kabir Khan

Esce oggi in India l’ultimo film di Kabir Khan “New York”.
Il film girato tra studi di Bollywood e la Grande Mela si svolge nel corso di nove anni: parte prima dell’11 settembre 2001 e prosegue fino alla fine del 2008. Il regista cerca di raccontare gli eccessi nella guerra al terrorismo che il nine-eleven (11/9) ha condotto con arresti ingiustificati, torture negli interrogatori da parte del governo degli Stati Uniti.
Il film esce oggi nelle sale indiane e poi nel resto del mondo. E’ stato preceduto da una lunga campagna promozionale per mesi e tra gli interpreti ha autentiche star indiane come  Irrfan Khan (The Millionaire), John Abraham (Water) e Katrina Kaif.

 

I protagonisti sono tre amici, studenti universitari a New York, Omar e Maya , nati negli Usa e Samir brillante indiano di fede musulmana, che in breve si integra alla perfezione nella vita da campus. I toni allegri e vivaci della commedia che caratterizzano la prima parte della pellicola, dopo l’evento dell’11 settembre improvvisamente precipitano nel dramma lasciando la scena ad inseguimenti, sospetti come nei più classici action movie.

La vita dei tre ragazzi e il rapporto tra loro cambia, anche per l’intervento dell’agente Roshan un musulmano dell’FBI che lavora sotto copertura con Omar che in breve è sospettato come terrosrista musulmano. Il film si fa drammatico, i toni allegri, scanzonati e gioiosi delle feste al campus e il tema dell’amicizia fraterna, lasciano spazio a interrogatori, pregiudizi, paura e odio.

Nelle interviste rilasciate alla presentazione della pellicola, il regista alla sua seconda esperienza dopo il lungometraggio Kabul Express riapre il dibattito sull’11 settembre e parla dei pregiudizi che ne sono seguiti, sulla paura paranoica che ha colpito americani e non  - non solo quella degli americani contro i musulmani ma anche quella dei musulmani contro gli americani – , ed il regista si chiede infine: « Per quanto tempo dobbiamo ancora vivere nelle ombre dell’11 settembre».

Una curiosità: l’ultimo giorno delle riprese ha coinciso con l’ultimo giorno della presidenza di Bush, per cui la festa per la fine delle riprese si è trasformata una celebrazione per la presidenza di Barak Obama.

 

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