Piogge monsoniche & ciclone Aila

Le piogge monsoniche, così vitali per il subcontinente indiano, potrebbero essere quest’ anno particolarmente abbondanti e il ciclone Aila che si è abbattuto in questi giorni sul Bangladesh e sul West Bengala in India sembra sostenere questa tesi.
L’acqua che cade in abbondanza durante il monsone estivo in India e in tutta l’Asia sud-orientale garantisce un abbondante raccolto estivo principalmente di riso e, se sufficentemente abbondanti assicurerà un altrettanto ricco raccolto invernale di grano, cereali e altre culture basi che rappresentano il sostentamento base per circa 800 milioni di indiani, la gran parte della popolazione rurale indiana che dipende direttamente dall’agricoltura. I monsoni sono per questo sempre i benvenuti in India, i giorni precedenti si caricano di attesa e di tensione, sono offerte puja, si svolgono celebrazioni per richiamare questo evento proprio per l’importanza che ricopre l’acqua e la pioggia in India.

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CYCLONE AILA SWEEPS WEST BENGALA, photo by Arunangs Roy ChowdhuriCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta Patronobish

Le piogge monsoniche arrivano in giugno nell’India sud per poi diffondersi in tutto il paese in forme più o meno accentuate a seconda della latitudine. Si passa dalle zone tropicali della Costa di Malabar che si affaccia al mare Arabico, Isole laccadive incluse caratterizzato da elevate precipitazioni tra maggio e novembre e clima molto umido, spostandosi verso oriente affacciandomi al golfo del Bengala ho anche qui forti precipitazioni ma clima più secco. Spingendomi a nord nella fascia subtropicale ho ancora elevata umidità ma l’intensità delle piogge monsoniche diminuisce perdendo forza e intensità, in prossimità delle catene himalayane ho clima alpino. 

Come per gli anni passati c’è da augurasi che le piogge monsoniche non si trasformino nell’ennesima tragedia per questa terra e per questi disperati che hanno bisogno di tutto tranne che di questo.

Al momento c’è da segnalare le oltre 120 vittime provocate dal ciclone Aila che ha colpito il Bangladesh e l’India orientale nello stato del West Bengala. Lo riferiscono funzionari e media locali, precisando che milioni di persone sono rimaste senza casa o vivono in rifugi provvisori. In Bangladesh il numero di vittime sarebbe salito a 89 morti, mentre nello stato del Bengala Occidentale i morti sarebbero almeno 32.  

CYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta Patronobish

Sono numeri provvisori destinati quasi sicuramente a crescere, basti pensare al numero di dispersi: circa un centinaio nel solo Bangladesh una quarantina in India, e a questi si deve aggiungere il numero degli sfollati. Piogge battenti e vento a 100 chilometri orari hanno provocato diffusi allagamenti.
Mezzo milione di persone ha dovuto trovare rifugio in alloggi temporanei in Bangladesh, 110.000 in India. “Non avevamo visto tanta acqua prima d’ora – dice un alluvionato – Mai visto un ciclone così, con alberi abbattuti e strade bloccate”. Alia ha sfiorato la megalopoli di Kolkata, senza colpirla. Le autorità hanno dovuto sospendere l’attività dei due principali porti del Bangladesh.
Aila ha colpito molte zone che si stavano ancora riprendendo dal ciclone Sidr che a novembre del 2007, aveva ucciso 3.500 persone in Bangladesh lasciandone almeno un milione senza tetto.

CYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, photo by Sushanta PatronobishCYLONE AILA SWEEPS KOLKATA, AFP photoCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA, AFP photoCYCLONE AILA SWEEPS KOLKATA

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