Acqua
martedì, 31 marzo 2009di Bapsi Sidhwa, Neri Pozza 2006
Scritto in soli tre mesi Acqua è un raro caso di riscrittura da un film. L’autrice venne invitata a scrivere un romanzo che potesse uscire in coincidenza della prima americana di Water film della regista indo-canadese Deepa Metha. L’editrice Anna Porter inviò a Bapsi Sidhwa la sceneggiatura del film e la prima versione del film, con l’incantevole musica di A. R. Rahman. L’autrice venne subito catturata dalla storia e dalla bellezza del film e riuscì a scrivere di getto questo romanzo.
1936, in un villaggio tra il Bihar e il Bengala, nel sud dell’India. Secondo le usanze delle famiglie più povere Chuyia sei anni viene fatta sposare con Hira Lal un amico di famiglia, un uomo di quarantaquattro rimasto vedovo. Passano due anni e Hira Lal muore. Chuyia ha allora otto anni vive e gioca ancora in famiglia, ma da questo momento non sarà più una bambina sarà una vedova bambina. Sarà costretta ad abbandonare la casa materna, non potrà più indossare vestiti colorati e gioielli, dovrà rasarsi il capo e dovrà vivere all’interno di un ashram di vedove, una sorta di monastero.
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ne della morte e dell’incarcerazione di decine di migliaia di persone che continua ancora oggi.




































al risveglio infreddolito in una squallida baracca, seguono i rimproveri del padre, l’assurdo viaggio per le latrine, il girovagare per le strade con i passanti che si scostano per evitare di essere contaminati non perdendo mai occasione per rimproverarlo e deriderlo, la continua ricerca di cibo, nel pomeriggio la partita di hockey, l’ascolto del discorso di un ancora sconosciuto giovane Gandhi che sembra dargli la speranza di un futuro migliore, infine ritorna a dormire.

















to al lettore una nuova chiave di lettura per conoscere gli indiani e l’India, per cercare di capire chi sono e il significato di gesti, situazioni, pensieri concetti che incontrerete visitando questo paese. Qualcuno lo potrebbe definire uno strumento indispensabile per prepararsi a un viaggio consapevole, ma è anche una piacevole lettura per avvicinarsi ad un popolo e ad una cultura che sempre più spesso entra nelle nostre case.












































