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Archivio di gennaio 2009

Film India

lunedì, 26 gennaio 2009

Filmografia

Calore e polvere, di James Ivory, 1982
Chameli
, di Sudhir Mishra, 2003
Devi
, Satyajit Ray, 1960
Dil Chanta Hai, Farhan Akhar, 2001
Earth, di Deepa Metha, 1998
Fire, di Deepa Metha, 1996
Gandhi, di Richard Attenborough
Gunga Din, di Georges Stevens, 1939
I lancieri del Bengala, di Henry Hathaway
Il fiume, di Jean Renoir, 1951
Il mondo di Apu, di Satyajit Ray, 1959
Il treno per Darjeeling, di Wes Anderson, 2007
India, Matri Bhumi, di Roberto Rossellini, 1957
Kamasutra, di Mira Nair, 1996
L’intoccabile, di Benoît Jacquot, 2006
La città della gioia, di Roland Joffé, 1992
Lagaan, di Ashufosh Gowariker, 2001
Monsoon Wedding, di Mira Nair, 2001
Notturno indiano, di Alain Corneau, 1989
Outsourced, di John Jeffcoat, 2006
Passaggio in India, di David Lean, 1984
The Millionaire, di Danny Boyle, 2008
The Namesake. Il destino nel nome, di Mira Nair, 2006
Viaggio in India, di Moshen Makhmalbaf, 2006
Water, di Deepa Metha, 2005

Documentari

Born into Brothels: Calcutta’s red light Kids, di Zana Briski, Ross Kauffman, 2004
Calcutta, di Louis Malle, 1969
Hair India, di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi, 2008 

 


 

“Il fiume” un film di Jean Renoir

lunedì, 26 gennaio 2009

“Il Fiume”
prezioso documento su un’India oggi quasi sparita

Inizio anni cinquanta stato del Bengala, Il Fiume narra le vicende di una famiglia inglese con molti figli che vive sulle sponde del Gange a contatto con una civiltà ancora incontaminata. La tranquilla adolescenza delle tre sorelle Harriet, Valeria e Melania viene scossa dall’arrivo di John, un giovane ufficiale americano mutilato di guerra, un amico di famiglia che per qualche tempo si tratterà in casa. Il suo arrivo calamiterà le mille attenzioni delle giovani sorelle nel mentre la famiglia sarà scossa da un grave lutto, la perdita del fratellino Boogey vittima di un cobra. Harriet che si sente in parte responsabile per non averlo sufficientemente difeso e avvertito del pericolo si sente in colpae tenta il suicidio nel fiume ma sarà John ad accorgersene e a trarla in salvo. Poco dopo il giovane militare ripartirà per l’America, le tre sorelle rimarranno sole con i loro sogni e pensieri. A distanza di alcuni mesi arriveranno tre lettere di John all’indirizzo delle tre sorelle, e la loro mamma darà l’annuncio dell’arrivo di un’altra creatura.
La vita continua: come il fiume che sempre fluisce, di paese in paese, di stagione in stagione, e con sé reca ricordi e sospiri.

Le forze che muovono il film sono quelle immutabili dell’esistenza: l’infanzia, la scoperta dell’amore, la morte, la nascita, ed è nel fiume con l’acqua che scorre che si rivive il ciclo di vita e rinascita. Che colpisce del film non è tanto la storia narrante ma lo spaccato dell’India che ne viene fuori, un’India in gran parte perduta dove tradizioni, riti, danze, giardini, feste, canti descrivono questo meraviglioso paese della vita semplice degli indiani nella loro quotidianità lungo le rive del Gange, dai più considerato il vero protagonista del film. Renoir narra le vicende di questa famiglia ma più in profondità ci parla del rapporto uomo-natura in chiave orientale e poetico, l’acqua e il fiume come metafora della vita, una vita che continua, continua a scorrere come l’acqua del fiume che sempre fluisce, di paese in paese, di stagione in stagione, e che con sé reca i ricordi e le esperienze della vita. L’ultima frase del film così recita:

“Corre il fiume e ruota il mondo. Alba e tramonti, notti e meriggi e il sole che arde, e il vento, la luna le stelle …
Muore il giorno e la fine ha inizio.”

L’opera in se riveste una particolare importanza perchè si tratta della prima pellicola a colori di Jean Renoir, e l’uso a volte sgargiante del colore, la ricerca di tinte cromatiche non sono mai insistite e non rendono affatto pesante il film e la sua visione, ma anzi contribuiscono a conferirne quel che di fiabesco e magico che la storia vuole narrare. Si tratta comunque di un film classico – un film del ’51 – ben lontano per ritmi e tempi con gli standard moderni, ma che ha il pregio di essere piacevole, suggestivo e di facile lettura.
Tra le curiosità, vi lavorò come assistente il futuro grande regista Satyajit Ray.

“Dil Chanta Hai” un film di Farhan Akhtar

domenica, 18 gennaio 2009

Film sull’amicizia di tre scanzonati amici inseparabili compagni di avventure fin dai tempi di scuola. Tre amici con tre diverse personalità: c’è Akash bello, ricco, il classico sciupafemmine ne cambia una ogni due settimane per lui l’amore con la a maiuscola sembra non esistere; Siddhart anche se nel film è più spesso Sid, è l’artista, animo sensibile e profondo del gruppo molto legato ai valori dell’amore e della famiglia; infine c’è Sammer, il più semplice del gruppo ma con un gran cuore e proprio per questa sua semplicità farà da ponte tra gli altri due amici. Perennemente innamorato, spesso succube della fidanzata di turno, saranno gli amici a salvarlo dalle grinfie delle ragazze.

 

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“Water” un film di Deepa Metha

mercoledì, 14 gennaio 2009

Nell’antica tradizione indiana, donne giovani spesso bambine venivano promesse o fatte sposare con uomini adulti, la giovane sposa rimaneva nella casa materna fino al raggiungimento dell’età adulta e poi a seguito della precedente promessa di matrimonio si trasferiva a casa del marito e ne diventava la sposa a tutti gli effetti.

Una donna rimasta vedova aveva tre possibilità: ardere col cadavere del marito (le vedove suicide che si immolano nella pira funebre del marito sono chiamate sati), sposare il fratello minore del defunto o smettere di vivere diventando una sorta di “intoccabile”, rinchiudendosi in un’ashram (convento o monastero di clausura) dove conducevano una vita semplice e da cui si usciva solo per elemosinare. Secondo gli antichi testi sanscriti la vedova doveva avere la testa rasata, non indossare alcun ornamento, non poteva masticare betel e mettersi fiori, profumi ornamenti e vestiti colorati e doveva rimanere in lutto perpetuo indossando solo vestiti bianchi. Doveva rispettare i digiuni ed evitare i cibi piccanti, mangiare in recipienti di bronzo in modo da raffreddare la sua energia sessuale, doveva rimanere casta devota e fedele alla memoria del marito. Se la donna si risposava condannava all’inferno l’anima del defunto marito e della famiglia di lui.

La tradizione del suicidio delle vedove è stata abolita nel 1956 con il Widow Remarriage Act, comunque questa legislazione non ha rimosso tutte le costrizioni delle vedove e anche negli anni più recenti sono stati documentati episodi di vedove che si sono immolate nelle pire del defunto marito, episodi avvenuti soprattutto in zone remote dell’India del nord dove questa tradizione è più radicata.

 Questa breve introduzione serve a presentare Water, la storia di Chuya una vedova-bambina prematuramente strappata dai suoi giocattoli e dagli innocenti giochi con gli amici e inspiegabilmente per la piccola Chuya rinchiusa all’interno di un ashram che ospite altre vedove.

 

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Bibliografia India

domenica, 11 gennaio 2009

LIBRI

 

Questa breve bibliografia propone alcuni libri per avvicinarsi a conoscere il mondo indiano.

Esiste una notevole letteratura sull’India e sui suoi molteplici aspetti, sulla cultura e costume indiano, qui proponiamo una miscellanea di libri spaziando dalla narrativa indiana ai diari di viaggio suggerendo testi sullo yoga, sul massaggio ayurvedico, sulla storia, su Gandhi, o più semplicemente  per passare una bella serata di lettura. Dovremmo completarla scrivendo delle piccole note su ogni libro per dare una breve introduzione al contenuto ci ripromettiamo di farlo al più presto possibile.

 

 

NARRATIVA

 

Alberto Moravia, Un’idea dell’India, Bompiani 2007

Anita Desai, Fuoco sulla montagna, Einaudi 2006

Anita Desai, Il villaggio sul mare, Einaudi 2005

Anita Nair, Cuccette per signora, Neri Pozza 2008

Arunndhati Roy, Il Dio delle piccole cose, Guanda 1997

Carlo Buldrini, Nel segno di Kali. Cronache indiane, Lindau 2008

Carlo Buldrini, Lontano dal Tibet.Storie da una nazione in esilio, Lindau 2006

Dominique Lapierre, La città della gioia, Mondadori 1985

Edward M. Forster, Passaggio in India, Mondadori 1988

Giancarlo De Cataldo, L’India, l’elefante e me, Rizzoli 2008

Giuseppe Cederna, Il grande viaggio, Feltrinelli 2007

Gregory D. Roberts, Shantaram, Neri Pozza 2005

Herman Hesse, Dall’India, Mondatori 1998

James Hilton, Orizzonte perduto, Sellerio Editore, 2006

Mark Shand, Il fiume, il cane e il fumatore d’oppio, Neri Pozza 2003

Mark Shand, Viaggio in India con il mio elefante, Neri Pozza 2005

Meera Nair, Lo scultore della sabbia, Neri Pozza 2003

Mulk Raj Anand, Intoccabile, Guanda 1998

Paul Bruton, India Segreta, Il Punto d’Incontro, 2004
Pier Paolo Pasolini, L’odore dell’India, Guanda 2006

Rama Swami, La mia vita con i maestri Himalayani, Il Punto d’Incontro 2006

Rasupuram K. Narayan, Dei e Demoni dell’India, Guanda 1997

Rudyard Kipling, Il Risciò Fantasma, Adelphi 1999

Rudyard Kipling, Kim, Garzanti 1993

Rudyard Kipling,Capitani coraggiosi, Mondadori 1991

Salam Rushdie, I figli della mezzanotte, Mondadori 2003

Sandra Petrignani, Ultima India, Neri Pozza 2006

Sidwa Bapsi, Acqua, Neri Pozza 2006
Sidwa Bapsi, La spartizione del cuore, Neri Pozza 2003

Vikram A. Chandra, Amore e nostalgia a Bombay,Instar Libri 1999

Vikram A. Chandra, Giochi sacri, Mondadori 2008

Vikram A. Chandra, Terra rossa e pioggia scrosciante, Instar Libri 1998

ViKram Seth, Il ragazzo giusto, Tea 2005

William Dalrymple, In India, Bur 2006

 

 

PER APPROFONDIRE

 

AA.VV., Storia dell’India dalle origini ai giorni nostri, Laterza 1966

Alain Dabiélou, Miti e dèi dell’India, BUR 2002

Alida Dal Degan, Nel cuore del massaggio ayurvedico. Uno sguardo sull’India, Edizioni il Punto d’Incontro 2008

Boccali Giulio, Pieruccini Cinzia, Induismo, Mondatori Electa 2008

Federico Rampini, La speranza Indiana, Mondatori 2008

Gavin Flood, L’induismo. Temi, tradizioni, prospettive, Einaudi 2006

Giuliano Boccali, Raffaele Torella (a cura di) Passioni d’oriente. Eros ed emozioni in india e Tibet, Einaudi 2007

Giuseppe Tucci, Storia della filosofia indiana, Laterza 2005

Marilia Albanese, Antica India. Dalle origini al XIII secolo d.C., White Stars 2008

Raimon Panikkar, Il Dharma dell’induismo. Una spiritualità che parla al cuore dell’occidente, BUR 2006

Sofri Giuseppe, Gandhi in Italia, Il Mulino1988

Vandana Shiva, India spezzata, Il Saggiatore 2008

Vasudha Narayanan, Capire l’induismo, Feltrinelli 2007

 

 

GUIDE & FOTOGRAFICI

 

Aldo Pavan, Gange. Lungo le acque sacre, Magnus Edizioni 2005

Catherine Clement, André Lewin, Indiani e India, Touring Editore 2007

India del Nord, Guide Verdi- Touring 2007

India del Nord, Lonely Planet-EDT 2008

India del Nord, Routard-Il viaggiatore 2006

India del Sud e Sri Lanka, Guide Verdi- Touring2007

India del Sud, Lonely Planet-EDT 2008

India del Sud, Routard-Il Viaggiatore 2006

Pierpaolo Di Nardo, India del nord. Trecentotrenta milioni di dèi e un popolo solo, Polaris 2007 

Prashant Panjiar (a cura di), India The definitive images: 1958 to present, Dorling Kinderersley Publishing 2005

Anita Nair, Padrone e amante, Neri Pozza 2006

“The Millionaire.(Slumdog Millionaire)” un film di Danny Boyle

martedì, 6 gennaio 2009

Jamal deve rispondere alla domanda finale di 20 milioni.
Come è arrivato fino a qui?
A. con il coraggio     B. con l’astuzia
C. con l’ingegno         D. con l’amore

Liberamente ispirato al romanzo di Vikas Swarup  “Dodici domande “(edito Guanda), sceneggiato da Simon Beaufoy autore di Full Monty e diretto dal regista Danny Boyle regista del noto Trainspotting, dal 5 dicembre 2008 è nelle sale The Millionaire (Slumdog Millionaire)

Il protagonista è Jamal Malik un giovane indiano che partecipa all’edizione locale del celebre quiz “Chi vuol essere milionario”. Le risposte alle domande per raggiungere il montepremi finale di 20 milioni di rupie sono un modo per ripercorre la sua esistenza, ogni domanda si collega ad episodi della sua vita, dall’infanzia passando per l’adolescenza fino al presente, ricordi felici, comici, drammatici, romantici, ma è anche il racconto del sogno il sogno di Jamal di ritrovare il suo amore d’infanzia.

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